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In questo caso l'Adulto e' debole, e va rinforzato, spostando l'attenzione dagli stati d'animo alla realta' circostante, in modo da non volgere gli occhi all'interno, chiudendosi al mondo, ma di rivolgerli all'esterno, cercando contatto col mondo.
Cio' ridimensiona ogni problema, e lo rende reale. Se un problema non e' ingigantito ma e' reale, si puo' pensare serenamente al modo di affrontarlo con razionalita'.
Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
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Erich Fomm ha scritto un libro: " L'arte di ascoltare".
Nelle pagine di questo libro non si parla dell'ascolto in generale, bensì dell'ascolto terapeutico, come una forma di "arte".
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sa, faust a me ha colpito moltissimo il tuo post , ove parlavi della tua esperienza in ospedale ... e mi fa riflettere su come una persona possa interpetare una conversazione ... ove il senso della vista è oscurato ... ma è predominante quello dell udito ... attraverso l udito e l immagginario in base a cosa si accende la nostra fantasia ? in base alle nostre esperienze di vita ? in base a cio che desideriamo vedere ? cioe cosa ci fa creare quell immagine solo attraverso il sentire e il non vedere ?
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concretamente come si fa a spostare l'attenzione dagli stati d'animo alla realtà circostante? Cioè, io in questo periodo mi trovo, più spesso di quanto vorrei, a chiedermi "è effettivamente un problema reale, o lo è solo nella mia testa?". Come distinguere?
This post has been edited 1 times, last edit by "doctor Faust" (Jun 6th 2011, 11:27am)
Citato da "lucyna"
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Erich Fomm ha scritto un libro: " L'arte di ascoltare".
Nelle pagine di questo libro non si parla dell'ascolto in generale, bensì dell'ascolto terapeutico, come una forma di "arte".
Basta andare al significato del post e non al contenuto del libro.Detta cosi e' un po genrica la cosa...
Non propone, bensì espone come dovrebbe essere un percorso psiconalitico e quali sono i diritti del paziente.From propone un percorso di psicoanalisi per poi giungere all conclusione che
Questo concetto appartiene, da parecchi secoli, a diversi ambiti dello scibile umano.Non si può essere liberi, autodeterminarsi e scoprire la centralità del proprio essere, se non si sa pensare criticamente...solo pensando criticamente gli esseri umani possono affrontare la realtà...e quindi vivere adeguatamente la propria vita...
Un altro libro di FrommDa L'arte di amare.
Anche questo è un concetto trito e ritrito.Per affrontarere criticamente la vita bisogna essere adulti, ovvero Saper controllare bene le proprie pulsioni interiori, che o sono infantili -io Volglio!-, o sono frutto di pregiudizi genitoriali:- Le cose di valore hanno un prezzo-
Su questo concetto ci si può costruire una favola, se non esiste ancora!Ci sono situazioni in cui non si puo' volere e basta, e ci sono situazioni in cui le cose di valore non costano nulla, se non un gesto di buona volonta'.
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Scusa la "tontaggine", ma... come mi accorgo che sono percezioni distorte? Qual è il campanello d'allarme che mi fa dire "ehi, aspetta, non è che le cose siano proprio così tragiche... sei solo tu che ne stai dando un'errata interpretazione"?
L'essere in tilt è lo stato d'animo che mi accompagna da vari mesi ormai...
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Il senso è il seguente:
nel post, di cui chiedi il parere sul suo valore o interesse, non c'è nulla che non si sappia già, perchè scritto da altri molto tempo prima.
Questo concetto appartiene, da parecchi secoli, a diversi ambiti dello scibile umano.
Si ritrova anche in quelle favolette, a sfondo pedagogico, che si propinano ai bambini.
Alla fine la morale della favola è propria il concetto sopradetto.
Su questo concetto ci si può costruire una favola, se non esiste ancora!
Citato da "lucyna"
Il senso è il seguente:
nel post, di cui chiedi il parere sul suo valore o interesse, non c'è nulla che non si sappia già, perchè scritto da altri molto tempo prima.
Questo concetto appartiene, da parecchi secoli, a diversi ambiti dello scibile umano.
Si ritrova anche in quelle favolette, a sfondo pedagogico, che si propinano ai bambini.
Alla fine la morale della favola è propria il concetto sopradetto.
Su questo concetto ci si può costruire una favola, se non esiste ancora!
Noto una vis polemica notevole. Mi fa piacere.
Le favole hanno un potere formativo inestimabile se "propinate" nei modi e nei tempi adeguati per situazioni, per età, per carattere.Si, in effetti, niente di nuovo sotto il sole. Ma non sminuirei le favole. In fondo sono il vangelo dei bimbi. Se vengono raccontate bene e magari commentate, sono una fonte notevole di riflessione.
Ad ammonire preferisco ...formare.C'e' tutta una letteratura sul commento e critica della favole, dei miti e degli apologi, e sul loro significato etico: ammonire divertendo.
Non è facile scrivere favole.Magari ci si riuscisse sempre.
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Argomento e dibattito molto interessanti. Chapeau.
Quoted
I miei non sono mai andati d'accordo, ma non si sono mai lasciati. Mio padre ha sempre cercato svago fuori casa (con la pesca, la meccanica, il bricolage ecc) mentre mia madre si prendeva cura di me in tutto e per tutto. Già c'erano stati episodi di violenza in casa, ma solo due anni fa a seguito di uno schiaffo rifilato da mio padre a mia madre, io sono intervenuto ed ho tirato un ceffone a mio padre. Da lì scenate su scenate e di fronte ad un atto così forte, la sensazione di una separazione imminente. Fatto sta che i due non si separarono ed il mondo mi crollò addosso, poiché mi sentii tradito prima da mio padre e poi da mia madre. Caddi in depressione.
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Una volta credevo che mia madre fosse la mia unica famiglia.
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Per me mio padre e mia madre sono finalmente allo stesso livello (in negativo però).
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Il mio carattere è però minato dai problemi familiari: ansia, disistima, difficoltà relazionali e sentimentali, tanta rabbia repressa, apatia costante ecc. ecc.
Sono un classico io no, tutti gli altri si. Mi sento diverso dal resto del mondo. Valgo meno.
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decido di non curarmi dei miei e di uscire con gli amici), salvo poi capire che si tratta di un'illusione (la mia testa è comunque a casa)
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La vita è una corsa fatta di formazione del carattere, delle relazioni, dell'amore. Il premio è la serenità. Io ho perso prima ancora che finisca la gara.
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Considerando poi che studio comunicazione, vorrei sapere se un'analisi transazionale possa fare al caso mio e soprattutto in che modo
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