Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

Non risulti loggato.


//////////////// 728x90 ////////////////

Gentile visitatore,
Benvenuto sul Forum di Psicologia di Nienteansia.it. Se questa è la tua prima visita, ti chiediamo di leggere la sezione Aiuto. Questa guida ti spiegherà il funzionamento del forum. Prima di poter utilizzare tutte le funzioni di questo software dovrai registrarti. Usa il form di registrazione per registrarti adesso, oppure visualizza maggiori informazioni sul processo di registrazione. Se sei già un utente registrato, allora dovrai solamente procedere con il login da qui.

1

mercoledì, 19 ottobre 2016, 12:29

Accettazione sociale

Essere accettati socialmente è fondamentale per gli uomini.
Piacere a più persone possibili, avere tanti amici, essere stimati in famiglia..sono tutti aspetti che incidono e che addirittura creano l'autostima di una persona.

Perché l'uomo ha bisogno dell'accettazione sociale per accrescere la propria stima?
Perché l'uomo ha bisogno degli altri e della loro approvazione per stare bene?
Perché non riusciamo a collaborare tra di noi come fanno tante altre specie animali e invece tendiamo a prevaricare, insultare e invidiare il prossimo?

Bwndy

Amico Inseparabile

  • "Bwndy" è un uomo

Posts: 1.082

Activity points: 3.540

Data di registrazione: mercoledì, 16 marzo 2016

  • Invia messaggio privato

2

mercoledì, 19 ottobre 2016, 14:09

Risposte a queste domande le trovi nei libri di Bauman, ma penso anche nei libri di altri sociologi.
L'uomo ha bisogno di una propria identità sociale per stare bene e questa è composta da molti aspetti: un lavoro stabile che possa garantire la progettazione di un futuro a lungo termine, l'attestato sociale di stima per il percorso compiuto dall'individuo, il valore di mercato dell'individuo(ovvero cosa sa concretamente fare l'individuo, le sue conoscenze e competenze). Perchè ne ha bisogno? In parte è normale che sia così, il riconoscimento altrui è una prova del buon esito dei tentativi compiuti; da un altro lato invece, per alcune persone è l'attestato sociale di stima a costituire l'oggetto del desiderio che muove le proprie azioni, il fine ultimo per poter definire se stessi.
In questa società si creano problemi di identità, dovuti all'estrema "liquidità" di ogni aspetto della vita: relazioni, lavoro, società,politica. Tutti gli aspetti della vita sono transitori,instabili, mutevoli in tempi molto rapidi, questo apre le porte alla paura e all'insicurezza, anche in se stessi. Inoltre oggi si verifica quello che viene chiamato ibridismo culturale, espressione che ha preso il posto del vecchio melting pot. Si intende una capacità apprezzata di adattarsi ai contesti e ai gruppi di persone con cui ci si deve rapportare, che in un mondo così frenetico cambiano rapidamente. Un tempo si giurava fedeltà ad un gruppo e questo presupponeva l'esclusione da altri tipi di gruppi, oggi non è più così. Tutto questo adattarsi e mutare in tempi rapidi crea un problema di identità del singolo e il ruolo sociale finisce per definire la persona che non sa più definire se stessa.
Non tutti però possono diventare individui-di fatto, cioè individui riconosciuti, alcuni per mancanza di possibilità o abilità divengono individui falliti, privati della stima e di un ruolo definito, sono visti con sospetto e accusati di indolenza e pigrizia. La lotta è proprio per diventare individui-di fatto e non individui mancati.

macduff

Utente Attivo

  • "macduff" è stato interdetto da questo forum

Posts: 24

Activity points: 72

Data di registrazione: lunedì, 10 ottobre 2016

  • Invia messaggio privato

3

mercoledì, 19 ottobre 2016, 14:14

perchè la natura l'ha creato così
un animale sociale
(un po' misero e stupido ma pur sempre sociale)

4

mercoledì, 19 ottobre 2016, 14:36

Perché l'uomo ha bisogno dell'accettazione sociale per accrescere la propria stima?
Ci sono delle ragioni evolutive a riguardo.

Il "bisogno" che l'uomo sente verso all'accettazione sociale, che va ad accrescere appunto la sua austima è una conseguenza complementare al fatto che in natura fare parte di una struttura sociale aumenta le chance di sopravvivenza.

In altre parole, è come il bisogno di nutrirsi, anche se cibo e socialità non sono proprio sullo stesso piano come priorità di sopravvivenza. In ogni caso mangiare è appagante perché è un bisogno atto a sopravvivere.

Perché non riusciamo a collaborare tra di noi come fanno tante altre specie animali e invece tendiamo a prevaricare, insultare e invidiare il prossimo?

Gli animali, pur collaborando e possedendo le loro strutture sociali (che poi variano di complessità in base alla specie) non smettono mai di prevaricarsi, uccidersi fra membri del loro branco, o di lasciare indietro il soggetto più debole e vecchio della mandria in pasto alle belve...

Magari gli animali non si scambiano invidie, gelosie o appellativi ma il loro mondo è crudele come lo è per certi versi anche quello umano. Questo perché in quanto essere viventi, seppur più intelligenti, non siamo che una "specie" come lo sono le altre, quindi dobbiamo rispondere di regole superiori alla nostra volontà individuale: Regole di selezione, regole di adattamento e quindi regole di sopravvivenza in senso stretto.

Se da un lato ci siamo separati per sempre dal mondo animale per intelligenza, sviluppo di una coscienza, dall'altro ne facciamo ancora "parte" in quanto organismi biodegradabili.

5

mercoledì, 19 ottobre 2016, 15:14

Perché l'uomo rispetto ad altri animali si è evoluto così?
Il gruppo aiuta la sopravvivenza e allora dovrebbere non stimolare invidie, cattiverie etc..
Vero che gli animali fanno di peggio ma nessuno ne soffre e nessuno lo fa con l'intento di volerlo fare.
Tra esseri umani a volte..anche quando ci sarebbe "posto" per un altra persona ..la si respinge comunque a prescindere. La si critica, bullizza, schiavizza...anche senza un motivo dietro.
Gli animali non agiscono in modo cattivo...se sei un peso ti lasciano dietro..gli uomini non solo ti lasciano dietro ma te lo fanno anche pesare


Bwndy interessante qusta cosa del definire se stessi.
Dici che l'uomo deve definire se stesso solo in termini culturali
Ma non si definisce mai in quanto uomo? Essere vertebrato..bipede..etc...

Bwndy

Amico Inseparabile

  • "Bwndy" è un uomo

Posts: 1.082

Activity points: 3.540

Data di registrazione: mercoledì, 16 marzo 2016

  • Invia messaggio privato

6

mercoledì, 19 ottobre 2016, 16:11

Effettivamente alcuni animali sanno cooperare, a differenza nostra. Ad esempio hanno scoperto che le vespe,nell'arco della loro vita, cambiano alveare e passano anche la loro intera vita in alveari diversi da quello di origine. Ovviamente noi facciamo fatica a comprendere un meccanismo del genere: come è possibile che le vespe trattino allo stesso modo altre vespe estranee?
Noi siamo stati abituati, specialmente negli ultimi anni, ma probabilmente da sempre, a distinguere tra un NOI e un LORO, anzi noi riusciamo a definirci partendo proprio dalle differenze con l'Altro.
Il gruppo stimola invidie e antagonismi in generale perchè non è un'appartenenza, non è un alveare di cui ogni ape fa parte e collabora con l'altra per uno scopo comune. Ognuno di noi ha individualizzato ogni aspetto della propria vita, la società umana non è quindi più un gruppo di appartenenza in cui si può identificare con una comunità, ma è una somma di individualità. Siamo individualmente insieme.
Non ho ben capito cosa intendi per "definirsi in quanto uomo", ma molti dei problemi dell'identità personale sono dettati dalle condizioni della società. Una forma di identità culturale e sociale stabile è importante in qualsiasi contesti si è immersi, per la propria autostima e per la stabilità della propria vita,ma diventa essenziale quando è così difficile stabilire "chi si è".

7

mercoledì, 19 ottobre 2016, 16:25

Perché l'uomo rispetto ad altri animali si è evoluto così?
A riguardo, dovrei citare il filosofo S. Natoli che, ne parlava -in un altro argomento- citantando qualcun'altro (non ricordo chi).

Lo sviluppo dell'intelligenza (che governa l'istinto) è un passo evolutivo proveniente dall'istinto stesso.
Quindi l'intelligenza proviene da un istinto umano di evoluzione.
Il gruppo aiuta la sopravvivenza e allora dovrebbere non stimolare invidie, cattiverie etc..

Una coesione sociale "assoluta" è impossibile.
Poiché lo stesso sistema in cui è immersa la società (cioè il mondo) è pieno di contraddizioni, dualismi, e altre facce della stessa medaglia.

La natura ci nutre, ci da un luogo dove prosperare, e poi ci uccide: Con i virus, con le malattie genetiche, con la nostra stessa "stupidità": Prendi un giovane motociclista che va 200k/h...

Quindi all'evoluzione non serve che i membri della stessa specie siano tutti amici di tutti e che non ci siano MAI "vittime" di mezzo. E' brutto da dire ma è così. Stare al mondo non è automatico, ma è un "compito" in cui si è messi costantemente alla prova: fino alla morte.

Vero che gli animali fanno di peggio ma nessuno ne soffre e nessuno lo fa con l'intento di volerlo fare.
Lo fanno per istinto e ne soffrono perché poi: Soccombono.
Tra esseri umani a volte..anche quando ci sarebbe "posto" per un altra persona ..la si respinge comunque a prescindere. La si critica, bullizza, schiavizza...anche senza un motivo dietro.
Il motivo "sotto" c'è sempre, ma magari è un motivo in cui in una società "civilizzata"... si potrebbe evitare.

Ma in tal senso si potrebbero evitare anche gli stupri: Eppure a qualche uomo interessa ancora avere un rapporto sessuale non consenziente con violenza annessa. Si potrebbero evitare i furti: Eppure a qualcuno interessa ancora prevaricare su un debole (come un anziano) e derubarlo. Si potrebbero evitare gli omicidi, eppure qualcuno non sa governare il "raptus" e di conseguenza accoltella o spara.

Poi dipende anche dal "gruppo".
Per esempio, se si tratta di un gruppo di deliquenti il primo ad essere respinto è l'individuo con meno capacità di sostenere il ruolo di mal vivente. Paradossalmente il meno violento, il più emotivo, forse quello che potrebbe farsi prendere da "crisi di coscienza"...

Fra gruppi religiosi estremisti, tipo i testimoni di Geova, basta pensarla diversamente su una questione "spitiruale" per essere respinti.

A scuola succede perché purtroppo i ragazzi sono quelli che hanno "meno coscienza" e come la pensano la fanno. A spese del soggetto più debole. Infatti i ragazzi vengono educati fino all'età adulta. Perché gli pre-adolescenti e adolescenti, sono i soggetti più ad alto "rischio".
..gli uomini non solo ti lasciano dietro ma te lo fanno anche pesare


Qui entriamo in uno scenario man mano più complesso.

Attualmente la nostra società, essendo governata da uno Stato: Non so fino a che punto per esempio si può essere liberi di infierire -ingiustamente ed impunemente- su un soggetto più debole come fossimo ancora nell'età della pietra.

E' chiaro, la cronaca ci insegna che si continua a ledere agli altri nonostante le molte leggi contro violenza, omicidio. Ma i casi sono infiniti e ad un certo punto non ha senso parlare in generale.

Per esempio spesso della mancanta integrazione in una società o gruppo che sia: E' responsabilità stessa dell'individuo. Se sei un drogato, non lavori, rubi: è chiaro che starai ai margini perché non rispetti le regole del vivere comune.

Bwndy

Amico Inseparabile

  • "Bwndy" è un uomo

Posts: 1.082

Activity points: 3.540

Data di registrazione: mercoledì, 16 marzo 2016

  • Invia messaggio privato

8

mercoledì, 19 ottobre 2016, 16:40

Citato

Qui entriamo in uno scenario man mano più complesso.

Attualmente la nostra società, essendo governata da uno Stato: Non so fino a che punto per esempio si può essere liberi di infierire -ingiustamente ed impunemente- su un soggetto più debole come fossimo ancora nell'età della pietra.

E' chiaro, la cronaca ci insegna che si continua a ledere agli altri nonostante le molte leggi contro violenza, omicidio. Ma i casi sono infiniti e ad un certo punto non ha senso parlare in generale.

Per esempio spesso della mancanta integrazione in una società o gruppo che sia: E' responsabilità stessa dell'individuo. Se sei un drogato, non lavori, rubi: è chiaro che starai ai margini perché non rispetti le regole del vivere comune.

La società non è più governata da stati, lo scenario è mutato poichè è divenuto globale e non più nazionale. Certamente se parli di diritto è ancora lo stato che stabilisce le leggi, ma sta piano piano diventando la sua unica vera funzione.
La mancata integrazione non è sempre responsabilità dell'individuo, è spesso vero il contrario: la categoria dell'immigrato, e ancora peggio quella del richiedente asilo sono strumentalizzate dagli stati per legittimare il loro potere attraverso la paura( anche grazie al terrorismo). Lo stratagemma ha l'effetto desiderato: queste figure indefinite( e per questo ancora più angoscianti) provocano paura e difficilmente vengono integrate del tutto, difficilmente saranno trattate "come uno di noi". Difficilmente diventano individui-di-fatto e per questo aumenta il risentimento in loro.
Io conosco italiani che non fanno una ceppa, eppure non vengono considerati come gli stranieri che non lavorano. Questo perchè rientrano comunque in una categoria che riusciamo ad accettare.

Bwndy

Amico Inseparabile

  • "Bwndy" è un uomo

Posts: 1.082

Activity points: 3.540

Data di registrazione: mercoledì, 16 marzo 2016

  • Invia messaggio privato

9

mercoledì, 19 ottobre 2016, 16:48

Citato

Perché l'uomo rispetto ad altri animali si è evoluto così?

Se parliamo degli ultimi secoli, diciamo da quando l'illuminismo si è imposto e ha dato il via all'era dell'uomo razionale, è stato un tentativo di ordinare il mondo secondo la ragione. La fiducia nel progresso faceva credere che le scoperte tecnologiche e scientifiche avrebbero permesso all'uomo di dominare le sue più grandi paure che da sempre lo attanagliano: dominare il caso, l'imprevedibilità della sorte: catastrofi naturali, malattie, tragedie personali di ogni genere. Il risultato di questo processo: l'uomo ha marginalizzato l'etica nel suo processo decisionale per lasciare spazio alla ragione ed ora ne paghiamo il prezzo: il male può venire da chiunque in qualsiasi momento. Molti nazisti erano persone sane, lo dice perizie psichiatriche effettuate prima del processo di Norimberga. Erano semplicemente uomini comuni e banali che cercavano di migliorare la proprio posizione anche a scapito di altri, come facciamo tutti nella società moderna.
Un altro effetto del positivismo: la tecnologia sta sfuggendo al controllo umano, da possibile soluzione ai problemi dell'uomo sta diventando un'altra grande forma di paura per l'umanità. Perchè è avvenuto questo? Perchè abbiamo dato il primato assoluto al sapere tecnico e nozionistico e abbiamo abbandonato quello critico e consapevole. Teconologicamente siamo avanzati in maniera spettacolare, moralmente siamo fermi a 3 secoli fa.

10

mercoledì, 19 ottobre 2016, 16:55

Certamente se parli di diritto è ancora lo stato che stabilisce le leggi, ma sta piano piano diventando la sua unica vera funzione.
Si, parlo di diritto.
Ma è chiaro che le leggi non garantiscono, quindi non ci esonerano anche dai meccanismi di "specie". Anzi, la legge viene fatta apposta: Poiché l'umano ha la tendenza base a infrangerla.

La mancata integrazione non è sempre responsabilità dell'individuo, è spesso vero il contrario: la categoria dell'immigrato, e ancora peggio quella del richiedente asilo sono strumentalizzate dagli stati per legittimare il loro potere attraverso la paura( anche grazie al terrorismo). Lo stratagemma ha l'effetto desiderato: queste figure indefinite( e per questo ancora più angoscianti) provocano paura e difficilmente vengono integrate del tutto, difficilmente saranno trattate "come uno di noi". Difficilmente diventano individui-di-fatto e per questo aumenta il risentimento in loro.
Io non sarei così sicura che il risentimento venga solamente dal fatto che "non sono abbastanza integrati" per colpa di una presunta "paura".

Bisogna anche vedere, quante possibilità concrete di integrazione possiede uno stato (modesto fra l'altro) di fronte un intero continente che emigra, mentre tutti gli altri chiudono le frontiere...

11

mercoledì, 19 ottobre 2016, 17:15

La fiducia nel progresso faceva credere che le scoperte tecnologiche e scientifiche avrebbero permesso all'uomo di dominare le sue più grandi paure che da sempre lo attanagliano: dominare il caso, l'imprevedibilità della sorte: catastrofi naturali, malattie, tragedie personali di ogni genere.
In un certo qual modo la tecnologia ci è riuscita.
Oggi, ci sono cure e approcci scientifici che prima non esistevano.

Però in una società moderna e tecnilogica non si muore più per una banale appendicite, ma ci si ammala molto di più per tumori.
Ogni progresso ha il suo contrappeso.
Molti nazisti erano persone sane, lo dice perizie psichiatriche effettuate prima del processo di Norimberga. Erano semplicemente uomini comuni e banali che cercavano di migliorare la proprio posizione anche a scapito di altri, come facciamo tutti nella società moderna.

Sul nazismo è stato molto importante anche il condizionamento sociale che si venne a creare nella mente del "nazisti". E il fatto che l'appartenere e quindi il conseguente agire per un ordine "superiore" non facesse sentire la diretta responsabilità a nessuno di crimini orribili, ne dalla mente che organizza nè a quella che materialmente uccide. Infatti è stata una macchina di morte, che ha creato altrettante macchine di morte poiché perfettamente organizzata sulle gerarchie.


Teconologicamente siamo avanzati in maniera spettacolare, moralmente siamo fermi a 3 secoli fa.

Non so. Io penso che (a parte società poco evolute) siamo moralmente nell'epoca del buonismo. Ed è già arrivato l'effetto di queste tendenza a dimostrarci che molti modi "non funzionano"..

Bwndy

Amico Inseparabile

  • "Bwndy" è un uomo

Posts: 1.082

Activity points: 3.540

Data di registrazione: mercoledì, 16 marzo 2016

  • Invia messaggio privato

12

mercoledì, 19 ottobre 2016, 17:31

Citato

Sul nazismo è stato molto importante anche il condizionamento sociale che si venne a creare nella mente del "nazisti". E il fatto che l'appartenere e quindi il conseguente agire per un ordine "superiore" non facesse sentire la diretta responsabilità a nessuno di crimini orribili, ne dalla mente che organizza nè a quella che materialmente uccide. Infatti è stata una macchina di morte, che ha creato altrettante macchine di morte poiché perfettamente organizzata sulle gerarchie.

Vero

Citato

Bisogna anche vedere, quante possibilità concrete di integrazione possiede uno stato (modesto fra l'altro) di fronte un intero continente che emigra, mentre tutti gli altri chiudono le frontiere...

Non è un intero continente: sono 155 mila l'anno. L'Italia è in calo demografico, o meglio lo sarebbe se non fosse per l'immigrazione, tanti di questi immigrati poi svolgono i compiti che gli Italiani non vogliono svolgere: sono funzionali per questo motivo.

Citato

Si, parlo di diritto.
Ma è chiaro che le leggi non garantiscono, quindi non ci esonerano anche dai meccanismi di "specie". Anzi, la legge viene fatta apposta: Poiché l'umano ha la tendenza base a infrangerla.

Concordo. Già gli antichi Greci avanzavano queste tesi. Trasimaco nella Repubblica sostiene che la giustizia è l'utile di chi è al potere, per mantenere il proprio potere promulga leggi. Così tiene a bada gli individui forti che, per natura, tendono alla prevaricazione dei più deboli. Platone, attraverso Socrate, cerca di confutare le tesi di Trasimaco, eppure suonano terribilmente attuali.

13

mercoledì, 19 ottobre 2016, 17:41

Si ma perché la mia autostima dipende da ciò che dice il gruppo di me
Con tutte le conseguenze del caso.
Una persona che riceve pareri negativi o semplicemente nessuno la loda
Perché non potrebbe crearsi un autostima da sé?
Perché è fondamentale il consenso altrui per essere felici...

Birdy

Amico Inseparabile

  • "Birdy" è un uomo
  • "Birdy" è stato interdetto da questo forum

Posts: 1.492

Activity points: 4.504

Data di registrazione: domenica, 05 luglio 2015

  • Invia messaggio privato

14

mercoledì, 19 ottobre 2016, 17:48

Perchè in fondo al cuore di ogni individuo alberga la paura di non essere nulla.
Come tutti i liquidi si ricerca la propria forma attraverso dei "contenitori".

15

mercoledì, 19 ottobre 2016, 18:00

tanti di questi immigrati poi svolgono i compiti che gli Italiani non vogliono svolgere: sono funzionali per questo motivo.


Fino ad adesso sono nei centri di accoglienza ormai al collasso (dove c'è un conclamato magna magna sotto di qualche furbo ) dove rimangono in stallo o fuggono abbracciando la malavita.

In realtà l'Italia non ha né l'oganizzazione politica, né la condizione economica per sobbarcarsi il fenomeno dell'immigrazione, non in queste proporzioni, non in questo momento storico del nostro paese. Mi duole dirlo perché utopicamente sarebbe bello accoglierli e integrarli tutti, ma i fatti stanno dicendo che: Non siamo in grado di gestirlo.

Loro che sono più furbi di noi, non vogliono neanche restare in Italia perché hanno già nasato la situazione, quella che molti Italiani non vogliono ammettere: Infatti sono diretti in Germania o Inghilterra. Il fatto è che, purtroppo al mondo non esiste una nazione "cazzuta" che non abbia leggi RIGIDISSIME sull'immigrazione.

Il nostro calo demografico è dato dal fatto che non ci sono più condizioni per fare figli, i giovani emigrano in massa (non c'è una risorsa, un genio, un ricercatore che resti in questo paese) e quelli che rimangono sono in stand by a casa con i genitori fino a 30 anni.

Ora questi immigrati sono tutti uomini di età compresa fra i 18 e i 35 anni. Uomini in età da lavoro in un paese dove il lavoro non c'è. Non è che gli Italiani non vogliono fare certi mestieri, non possono, morirebbero semplicemente di fame.




Si ma perché la mia autostima dipende da ciò che dice il gruppo di me
Perché sei una persona, se fossi stata una tartaruga (le tartarughe non soffrono della mancanza di coesione sociale) la tua autistima non sarebbe dipesa da nessuno.
Perché non potrebbe crearsi un autostima da sé?
Perché la vita è fatta di buoni e cattivi incontri.
In base a questi bisogna essere in grado di "crescere".
E sono utili entrambi all'individuo.

Crearsi un autostima completamente da sé, e riuscirci senza l'influenza degli altri (positiva o negativa) è qualcosa di molto ma molti vicino alla psicopatologia.