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Bwndy

Amico Inseparabile

  • "Bwndy" è un uomo

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Data di registrazione: mercoledì, 16 marzo 2016

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16

mercoledì, 19 ottobre 2016, 18:10

Citato

Perché la vita è fatta di buoni e cattivi incontri.
In base a questi bisogna essere in grado di "crescere".
E sono utili entrambi all'individuo.

Crearsi un autostima completamente da sé, e riuscirci senza l'influenza degli altri (positiva o negativa) è qualcosa di molto ma molti vicino alla psicopatologia.


è vero, ma è patologica anche la tendenza opposta, oggi frequente, di puntellare il proprio io unicamente su ciò che gli altri pensano o esprimono di noi.

17

giovedì, 20 ottobre 2016, 13:10

Perché l'uomo ha bisogno dell'accettazione sociale per accrescere la propria stima?
Perché l'uomo ha bisogno degli altri e della loro approvazione per stare bene?

Perché una parte dell'essere umano è in estensione (e in sovrapposizione) a quella istintiva. Questa estensione, al contrario dell'istinto: si basa sul libero arbitrio.
Il libero arbitrio influenza pesantemente il risultato del nostro essere, ma fa anche commettere degli errori, continuamente.

L'accettazione sociale, oltre che un retaggio evolutivo, è la conferma autorevole che siamo validi e inseriti nell'ambiente in cui viviamo.
Il bisogno degli altri e della loro approvazione ne è una conseguenza.

Perché l'uomo rispetto ad altri animali si è evoluto così?
Il gruppo aiuta la sopravvivenza e allora dovrebbere non stimolare invidie, cattiverie etc..

Le invidie e le cattiverie sono complementari alla crescita. Si tratta della versione comprensiva di autocoscienza del "branco". Tra animali ci si pesta e ci si urla, tra esseri umani ci si invidia e ci si fanno cattiverie.

L'invidia e le cattiverie sono poi uno sfogo di chi "non ce la fa", perché chi è ben inserito nel gruppo (e in se stesso) non prova invidia, ma ammirazione; non commette cattiverie, ma imita, reinterpreta.
Tra esseri umani a volte..anche quando ci sarebbe "posto" per un altra persona ..la si respinge comunque a prescindere. La si critica, bullizza, schiavizza...anche senza un motivo dietro.
Sono meccanismi che si basano sulla consapevolezza inconscia che le risorse sono limitate.
Un gruppo sanon non accoglie tutti al suo interno, nemmeno quando c'è un posto libero. Lo si lascia libero per un eventuale componente aggiuntiva di valore, oppure per avere a disposizione tutti più risorse.


Stare al mondo non è automatico, ma è un "compito" in cui si è messi costantemente alla prova: fino alla morte.
Bella questa frase.
Ed è anche vera.
Si ma perché la mia autostima dipende da ciò che dice il gruppo di me
Non dovrebbe dipender in toto da quel che dice il gruppo di te, ma in parte è sano che sia così.
Il motivo e quello che cito qua sotto:
Crearsi un autostima completamente da sé, e riuscirci senza l'influenza degli altri (positiva o negativa) è qualcosa di molto ma molti vicino alla psicopatologia.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

18

giovedì, 20 ottobre 2016, 13:11

è vero, ma è patologica anche la tendenza opposta, oggi frequente, di puntellare il proprio io unicamente su ciò che gli altri pensano o esprimono di noi.
Sì, è una sorta di mancanza di auto-stima, vale a dire stima di base di sé, la quale dovrebbe essere già presente PRIMA di farsi valutare dall'esterno.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

19

giovedì, 20 ottobre 2016, 13:30

Come al solito sempre i soliti discorsi
Niente di nuovo sotto al sole. Queste cose sono state dette e ridette in numerosi threads.

20

giovedì, 20 ottobre 2016, 13:43

Come al solito sempre i soliti discorsi
Niente di nuovo sotto al sole. Queste cose sono state dette e ridette in numerosi threads.
Se sono cose vere: è sano che vengano ripetute.

Non sempre la risposta giusta è quella che ci aspettiamo, tuttavia è sano prendere atto di come funzionano certi meccanismi psichici e sociali.


Una risposta alternativa è la favoletta che siamo tutti bellissimi e perfetti anche se il gruppo ci dice che siamo "sbagliati", però si tratta di un abominio figlio degli anni 80 (tornato in voga di recente) che non ha alcun riferimento con la realtà.

Abbiamo tutti il diritto di essere "diversi" a modo nostro, però la società è una cosa più grande e più importante di noi. Ne conviene che se ci stacchiamo troppo dalla tendenza naturale e sociale: diventiamo dei disadattati e soffriamo terribilmente. Raccontarci allo specchio che siamo perfetti non allevia le sofferenze.

Il rischio di quelle filosofie autogene esagerate è non solo quello di non evolversi/migliorarsi mai, ma addirittura quello di peggiorare la propria condizione.

La tendenza al miglioramento fa anch'essa soffrire, ma quantomeno si tratta di una sofferenza che ha una sua utilità. Raccontarsi di essere belli, perfetti e felici senza uscire mai dalla zona di comfort è tutta fatica sprecata.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

21

giovedì, 20 ottobre 2016, 13:45

Come al solito sempre i soliti discorsi
Niente di nuovo sotto al sole. Queste cose sono state dette e ridette in numerosi threads.
Come vedi, le cose che scriviamo, non sono improvvisate ma ci sono studi di storia (qui bwndy l'ho visto molto preparato) psicologia (bruce in tal senso è un esperto), (e qui parlo per me) molta filosofia moderna di cui sono particolarmente appassionata.

Se non ti soddisfano le risposte e ti sembrano banali, cerca da te, studia, informarti, fai delle ricerche e poi discutile come abbiamo fatto noi.

Perché è facile fare solo domande.

22

giovedì, 20 ottobre 2016, 14:24

Se sono cose vere: è sano che vengano ripetute.


Se facessi la stessa domanda a un orientale risponderebbe in modo diverso.
Ognuno ha la sua verità.

23

giovedì, 20 ottobre 2016, 14:59

Se sono cose vere: è sano che vengano ripetute.


Se facessi la stessa domanda a un orientale risponderebbe in modo diverso.
Ognuno ha la sua verità.
Cambia la forma, ma non più di tanto la costanza.

Pensa solo alla meditazione e alla disciplina che vigono come tendenze sociali da certe parti d'oriente. Alcuni concetti per alcuni popoli sono talmente radicati nel profondo, che poi le loro filosofie tendono a darle per scontate.

L'analisi che ne deriva è poi simile per tutti i popoli del mondo, anche perché si tratta di tendenze naturali. Non esiste una cultura al mondo che "funzioni" con la regola dell'auto-valutarsi e basta. Altrimenti in cina si dichiarerebbero tutti super-modelli e nessuno lavorerebbe più le campagne.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

squawpellediluna

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24

giovedì, 20 ottobre 2016, 19:25

Perché l'uomo ha bisogno dell'accettazione sociale per accrescere la propria stima? perchè è una cosa che da gioia...tipo: "bravo bello de papà" e tutti i familiari a battere le mani...sono sensazioni che non si sciolgono nella pische e tendiamo a riproporle anche quando c'avemo e peli sur petto e bevemo birra che da carica...
Perché l'uomo ha bisogno degli altri e della loro approvazione per stare bene? perchè ha bisogno della familia
Perché non riusciamo a collaborare tra di noi come fanno tante altre specie animali e invece tendiamo a prevaricare, insultare e invidiare il prossimo? perchè non si ha rispetto in familia, figuriamoci tra di noi.

quello che è mio è mio...quello che è tuo è anche un po mio
Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore.
Gibran


Aiden il venerabile

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25

giovedì, 20 ottobre 2016, 19:35

Secondo me un papero per quanto si impegni non può diventare un cigno, ma è pur vero che può diventare un bel papero. E a sto mondo un papero ha la stessa utilità di un cigno.
Potrei concludere qui ma siccome ho roba sul gas ho tempo di spiegare sta frase che può sembrare una cazzata random (cioè cazzata lo sarà anche, ma random manco un po' perché è in topic).
E' vero che fondare la propria autostima su un sistema autoreferenziale è tipico di molti folli, ma è anche vero che da questa fase, oltre a tanti schizzati, sono passati anche tanti grandi uomini.
Ci sono casi in cui la strada verso l'accettazione o addirittura il successo non può essere quella standard. Perché madre natura ti ha fatto in un certo modo, perché hai avuto un percorso diverso da quello della gente normale, perchè boh, fatto sta che molta gente meritevole se cercasse conferme del proprio valore in maniera canonica (che so: palestra, serate in discoteca, laurea pro etc etc) probabilmente si ritroverebbe a vivere una vita non autentica e fallimentare. Molti lo fanno, ci riescono anche in parte perché sono persone oggettivamente molto capaci, ma potenziali geni diventano dei medioman.
Faccio qualche esempio che rende meglio l'idea: registi come James Cameron sono universalmente accettati (specifico che non sono il classico alternativo che snobba il commerciale, io guardo con gioia tutti i film di Rambo, Rocky, fantascienza e horror super-beceri etc), ogni suo film al botteghino spacca ed oggettivamente non si può dire che lui non abbia avuto dei grossi meriti (...una volta).

Al tempo stesso se chiedete alla massa cosa ne pensa di un film...uno a caso, di Tod Browning, alcuni vi diranno che fanno schifo, altri che non hanno senso, solo pochissimi vi diranno è geniale.

Quando negli anni 30 Browning fece uscire Freaks la MGM lo vide e voleva dare fuoco al regista con la sua stessa pellicola. Socialmente, quel film NON era considerato accettabile. Browning era un poveretto che non stava bene, nemmeno dopo il "successo" (molto relativo) è mai stato bene, se avesse tentato di fare i film che andavano in quel periodo, chessò un bel film con la Garbo, 100% avrebbe fallito e oggi non sapremmo nemmeno chi è.
La cosa paradossale è che non solo ha fatto dei film inaccettabli per la società...ma non sono neanche troppo sicuro che fossero accettabili per lui: ha comunque avuto il coraggio di seguire un percorso

Penso che questo esempio possa trasporsi (in piccolo) alle vite di molte persone, aldilà di qualche regista maledetto povero e pazzo. Oggi più che negli anni scorso, dove la popolarità si fonda su effimeri deliri virali, anche nella vita di tutti i giorni una bocciatura da parte della "massa" non è più attendibile a sancire la vostra inutilità

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Aiden il venerabile" (20/10/2016, 19:40)


Birdy

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26

giovedì, 20 ottobre 2016, 19:45

Una di noi...una di noi..."l'accettiamo, l'accettiamo"...

Non sono una di voi...mostri...mostriiiiii



Aiden Aiden...mi mandi a letto tranquillo stasera.

Ora mettete il post nel secchio degli OT.

Aiden il venerabile

Pilastro del Forum

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27

giovedì, 20 ottobre 2016, 19:53

[OT]La cineteca nazionale lo sta riproponendo restaurato al cinema, ho avuto modo di vedere in anteprima la copia: spettacolare, ti sembrerà di fumarti una sigaretta insieme all'uomo torso[OT]

28

giovedì, 20 ottobre 2016, 21:58

Secondo me un papero per quanto si impegni non può diventare un cigno, ma è pur vero che può diventare un bel papero. E a sto mondo un papero ha la stessa utilità di un cigno.
Vero.

specifico che non sono il classico alternativo che snobba il commerciale, io guardo con gioia tutti i film di Rambo, Rocky, fantascienza e horror super-beceri etc)
Ah ok

una bocciatura da parte della "massa" non è più attendibile a sancire la vostra inutilità
Una bocciatura da parte della massa non è mai un parere attendibile a sancire la vostra inutilità, mai.

Il problema si pone quando il soggetto non riceve che bocciature, ma non solo dalla massa: dagli amici intimi, dai familiari, dagli sconosciuti.

E' un po' vera quella cosa per cui se proprio non si riesce a legare in modo profondo con nessuno: un problema c'è. Poi questa persona può anche avere dei valori e delle capacità superiori a quelle di tutti. In questo caso non viene accettato perché non lo capiscono. Tuttavia questo papero/cigno/capra che sia: soffre, per i motivi di cui si è discusso in altre parti del thread.


Allora dico ai geni incompresi: fatevi una socialità, una seria però. Quando riuscirete ad avere almeno un paio di persone che si fidano di voi, che si affidano a voi: sarete geni e felici.

Il problema non è quanto sia affidabile la società come metro di misura, ma quanto soffra il papero isolato.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

29

venerdì, 21 ottobre 2016, 06:51

Il punto è perché la massa dovrebbe bocciarmi?
Se fossi nata in un altra parte del globo nessuno mi avrebbe bocciata per le motivazioni per cui ti bocciano qui.
Questo mi basta per capire che l'autostima dipende da me e non da ciò che dice il resto del popolo
Dato che in un posto qualcuno potrebbe stimarmi mentre in un altro nessuno mi stonerebbe.


Brucewayne viaggia di più
Il mondo lo scopri viaggiando ..non solo sui libri di testo.

Birdy

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30

venerdì, 21 ottobre 2016, 07:11

Se andassi alla finale di Wimbledon vestita da infermiera e qualcuno ti facesse notare che non sei vestita in modo adeguato secondo te sarebbe sbagliato?
E la motivazione quale sarebbe?...che in camera operatoria nessuno ti direbbe nulla?
Forse ho capito male il senso del tuo intervento.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Birdy" (21/10/2016, 07:16)