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46

Wednesday, May 5th 2010, 12:21pm

Io non capisco di che Dio si stia parlando....
Non quello delle religioni.
Ma già questa parola a me evoca tutta una serie di personaggi, da Zeus a Jahvè, e una marea di religioni, e posso dire serenamente che non credo in nessuno di loroe non professo nessuna religione.
Dave mi parla del Tutto... :hmm:
Allora stiamo parlando dell'Essere? Dell'Apeiron?
E però si usa la parola Dio, che da sempre indica un super-ente, un "entissimo", e da sempre parla, agisce, crea, fa e disfa... insomma si comporta né più né meno come noialtri...
Insomma, ditemi di che cosa stiamo parlando così poi posso dirvi perchè non ci credo, se non ci credo... :hmm:
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

geppo1983

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47

Wednesday, May 5th 2010, 12:24pm

E dio, per come la vedo, è quell'intelligenza da cui discendiamo.
Come puoi dire che siccome esisti, allora vuol dire che sei stato creato? Noi non sappiamo nulla, ma proprio nulla nulla...

L'agnosticismo è mettere in dubbio tutto; è mettere in dubbio che esisti e pur ammettendo che esisti, agnosticismo è mettere in dubbio anche che sei stato creato ;)

P.S. Sono agnostico.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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48

Wednesday, May 5th 2010, 12:45pm

..analizzando quello che mi è capitato di approfondire, e pur non essendo assolutamente un esperto in materia, sono arrivato a pensare che ci siano molti più elementi che dimostrano l'esistenza di qualcosa di simile all'anima piuttosto che elementi a favore di chi dice il contrario.

Il dejà vu ad esempio è una esperienza comune e potrebbere essere la dimostrazione che esiste qualcosa di simile all'anima o al karma e che questo qualcosa potrebbe effettivamente reincarnarsi.


Associare deja vu a reincarnazione e vite precedenti e' come dire che siccome un aeroplanino vola nel cielo, possiamo comodamente passare da una galassia all'altra con un aereo di linea.

Il deja vu e' una senzazione che dura' l'arco di un secondo,ed e' sopratutto una sensazione, che ha poca attinenza col mondo circostante.
Da un punto di vista psicologico e' il ripescaggio di una sensazione passata, vissuta specularmente, che per un momento ha combaciato perfettamente con un momento attuale. Un po' come quando trovi nel cassetto un giocattolino che usavi da bambino, e per un momento, un solo momento, ritorni a provare la stessa sensazione.

Con vite passate, reicarnazioni o cose del genere non c'entra proprio nulla.

Quoted

Anche L'Obe, "Out of body experience" o "Viaggio astrale" sembra capitare molto spesso.
Persino nei forum si trova gente che racconta con dovizia di dettagli proprio di questa esperienza.

Paola Giovetti riceve e pubblica da una vita su una famosa rivista lettere da parte degli italiani che raccontano esperienze paranormali come il viaggio astrale o la scrittura automatica. Comprese le esperienze di premonizioni, apparizioni e via dicendo.


Queste esperienze sono innegabili, ma sono fenomeni psichici, non fisici. Li vive solo quella, o quelle persone.
Il viaggio astrale era quello che facevano le streghe per andare al sabba, e prima di loro le valchirie per portare le anime dei morti nel Wallalla. Nessuna strega si e' mai sollevata da terra su di una scopa e nessuna varchiria si e' mai alzata in volo sul cavallo bianco.

Sono esperienze psichiche, cioe' che nascono, si svolgono e muoiono solo nella nostra mente, come sogni, incubi o allucinazioni.

Per le premonizioni vale il discorso sopra. Delle premonizioni ci ricordiamo solo quelle che si sono avverate. Tutte quelle che invece erano falsi allarmi, le dimentichiamo in fretta.

Per le apparizioni, ripeto: sono fenomeni psichici. Chi e' attorno non vede e non sente nulla.

Mi viene in mente Bernardette di Lourdes.
La sua apparizione e' di una signora di bianco vestita. In epoche precedenti si signore biancovestite ne sono state segnalate una infinita' e appaiono anche in contesti non cristiani. La signora non ha mai detto di essere Maria mamma di dio, ma semplicemente l' immacolata concezione.
E' conosciuta da tutti la presenza antica di geni protettori di fonti d'acqua, e il principio vitale che l'acqua rappresenta per la vita dei popoli. L'immacolata concezione puo' essere riferita all'acqua sorgiva, non ad altre fantasticherie. E infatti la ragazza non ha detto altro. Tutto il resto e' stato aggiunto da chi non aveva visto nulla.

Io non nego che possano esserci delle forze la fuori che giocano con noi, anzi, ma distinguerei cio' che' e' finalizzato all'essere umano, e cio' che e' un disturbo e che andrebbe semplicemente ignorato, perche' inutile, quando non dannoso.

Quoted

Da qualche anno si sta parlando molto dei bambini indaco, bambini particolarmente sensibili e intelligenti che sembrano possedere capacità particolari e che ricordano e descrivono dettagliatamente luoghi in cui dicono di essere vissuti ma in cui non sono mai stati.


Proprio per la conformazione della loro mente, che non e' di una categoria precisa di persone, ma distibuita in gradi diversi, la fantasia prodotta permette di vivere in momti mondi.
Chi ha scritto Peter Pan, Alice nel paese delle meraviglie e Il mago di Oz ti sembrano gente normale? Oppure ha vissuto veramente nei mondi che descrive cosi' minuziosamente?

Quoted

Bryan Weiss non fa altro che scrivere Best Seller trattando del tema dell'ipnosi regressiva con cui dice di curare da anni le nevrosi dei propri pazienti proprio facendo loro rievocare ricordi di vite passate e traumi non risolti che hanno provocato nodi emotivi che sono rimasti e che a volte il paziente si porta dietro di vita in vita. Non una sola, tante.


Qui qualcosa di vero c'e'. Per un motivo preciso, intuito da Jung col concetto di inconscio collettivo,e non approfondito se non in termini simbolici, perche' non c'erano altre possibilita conoscitive. Oggi qualcosa del genere lo si vede con la moda dlle costellazioni famigliari.

C'e' da pensare che nel DNA non passino solamente informazioni meccaniche, ma anche psichiche, come rivela la trasmissione del temperamento, che e' ereditario. Ma non sono la propria vita passata, ma sensazioni ed emozioni di vite dei propri avi.

Quoted

Il più famoso però è il fenomeno dell'Nde "Near death experience", l'esperienza di pre morte, il famoso viaggio descritto da un sacco di gente nel mondo.
Indipendentemente da dove si trovano, dal proprio paese o dalla propria cultura tutti raccontano le tappe che sono sempre le stesse.
Il famoso racconto di quelli che stanno per morire ed entrano nel tunnel dopo avere visto il proprio corpo dall'alto.
Poi entrano nel tunnel, vedono la luce, provano un senso di benessere e pace e vorrebbero restare.
Fino a che non capiscono che devono tornare indietro etc..
Chi fa quest'esperienza in genere si ricorda che quando rientra nel proprio corpo rientra dalla bocca.


L'Nde è l'esperienza più famosa, identica per tutti, è stata suddivisa in tappe che sono sempre le stesse, in questo senso è identica.
Di recente ho letto che vogliono giustificare quest'esperienza come un processo chimico che provocherebbe un'allucinazione uguale per tutti coloro che l'hanno vissuta.


Questa esperienza e' comune a molti, non certo a tutti, per un motivo molto semplice. E' un viaggio regressivo nell'utero materno e il momento e' il momento della nascita. Il tunnel e' il canale vagina e la luce e' quella esterna, perche nell'utero si sta al buio.

Quando un cervello si spegne lentamente, si ha una regressione delle proprie facolta' mentali e succede quello che vediamo sommariamente nei vecchi: si dimenticano l'attualita' ma rivedono brillantemente i fatti della loro gioventu'. Cosi avviene in queste esperienze di premorte, quando non sono pure fantasticherie.

Tra l'altro, ho avuto il piacere di morire anche io, e ti assicuro che non ho visto esattamente nulla. Ma proprio nulla. Quando mi hanno risvegliato pensavo di essere ancora a dieci ore prima, come se quell'intermezzo di tempo non ci fosse stato.
Lo stesso e' successo recentemente ad un sopravvissuto da un coma pluriennale. Quando si e' risvegliato, credeva di essere ancora nel preciso momento in cui se ne era andato, come se il tempo non fosse passato.

La verita e' che quando si muore, si e' morti. Basta. Lo so che e' piu bello un po' di mistero. Accontenta il nostro bisogno fanciullo di fantasticare. Ma di mistero c'e' n'e' poco sulla vita umana. Ridotta ai minimi terminini la possiamo desrivere cosi: Si nasce e si muore, alla stregua di una formica.

Dave64_128

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49

Wednesday, May 5th 2010, 1:08pm

Certo Hiba..

..io esprimevo la mia idea di dio, il Dio personale non mi interessa. Non credo che dio possa avere sembianze umane.

Definisco dio in quel senso. Uso la lettera minuscola per non intendere il Dio di una religione.
Comunque se vuoi raccontare il tuo punto di vista a me interessa.

lea, io ho espresso il mio punto di vista, se tu ne hai uno diverso mi fa ovviamente piacere sentire anche il tuo.

E cogliendo l'occasione per rispondere anche a geppo dico che il mio punto di vista è che basta fare esperienza del fatto che esistiamo.
Siamo tutti arrivati qui partendo da qualche parte.
Creati da una forza cosciente o no, o arrivati qui come una emanazione del tutto o già come una parte di quel tutto, di qualunque natura sia stato quel processo la prova che quel processo è avvenuto è che io sto esistendo.

Infatti non sono disposto a mettere in discussione la mia esistenza.
Secondo me io esisto, e la prova che esisto è che sto esistendo.

Come dicevo anche a limbo se avessi bisogno di prove per convincermi di esistere, se dubitavo già da prima della mia esistenza e di tutto quel che vedevo logicamente dovrei dubitare anche delle prove se mai un giorno le vedessi.

E adesso mi faccio un caffè che secondo me esiste mentre mi leggo attentamente la lunga risposta del doctor faust : )

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geppo1983

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50

Wednesday, May 5th 2010, 1:17pm

Secondo me io esisto, e la prova è che esisto.

Ok :) ammettiamo che esisti... questo come è legato ad un Creatore? Perchè, se esisti, allora dici che sei stato creato? E perchè fai un altro passo... cioè dici che sei stato creato da un dio?

Come vedi, fai una IPOTESI (tu esisti), poi fai un'altra ipotesi (esisto, dunque sono stato creato) e poi un'altra ancora (il creatore è dio)

:)

P.S. Buon caffè, che se esiste o meno, è comunque buono :)

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51

Wednesday, May 5th 2010, 1:43pm

Come puoi dire che siccome esisti, allora vuol dire che sei stato creato? Noi non sappiamo nulla, ma proprio nulla nulla...

Ecco, appunto!

(Geppo.... quanto ti invidio per averlo detto così lineare! :rolleyes: )
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

Dave64_128

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52

Wednesday, May 5th 2010, 2:16pm

Okkèy geppo e lea, scusate ma siccome non sono uso utilizzare le citazioni ci ho messo un po..

..ma non ho citato qualcun altro; mi sono autocitato nei punti sui quali mi chiedete quale sia la mia posizione.

Direi che una parte di quello che mi chiedevate qui ci sia.
Creati da una forza cosciente o no, o arrivati qui come una emanazione del tutto o già come una parte di quel tutto, di qualunque natura sia stato quel processo la prova che quel processo è avvenuto è che io sto esistendo.
Nessuno mi ha detto che siamo stati generati da dio, ma se l'universo ha dato forma ad esseri viventi come noi siamo, che si sia trattato di un processo volontario o meno, mosso da una forza cosciente oppure no, di qualunque natura sia stato questo processo, si tratta di una constatazione a posteriori evidente e logica e assolutamente impossibile da confutare che parte di questo universo ha preso la nostra forma e ha manifestato parte della propria vita in noi.
Questo sempre a patto che noi si esista.
Se finiamo però con il relativizzare ogni cosa non riusciremo a discutere più di niente.
Non è necessariamente una forza cosciente.
Una intelligenza che sta dietro a tutto quel che è manifesto ci deve per forza essere.

L'uomo ha la presunzione di voler sapere tutto.
Di riconoscersi la capacità di comprendere e valutare la prospettiva completa di qualcosa che in un questo caso è, credo, troppo grande per essere compresa.

E' che non c'è bisogno di dimostrare niente, forse.
Evitare di credere a quella forza, a quell'intelligenza che può essere chiamata dio, solo perchè non sappiamo come si sia generata è lo stesso che negare la nostra esistenza solo perchè non sappiamo da dove arriviamo o in che modo funzioniamo.

E' inutile, è la considerazione stessa ad essere inutile.
Non ti serve a niente cercare all'indietro.

Ti basta essere testimone di quel che vedi, forse.

Tu cosa dici ?
Se io vengo da te a dirti che esisti non devo dartene una prova per dimostrartelo.
Tu credi di non esistere ?
Perchè non ti serve cercare all'indietro per scoprire come sei fatto o il motivo per cui esisti e funzioni per poterti dire da solo : "Allora esisto".
Esisti punto e basta.

E tutto quello di cui fai esperienza non può che esistere, così come esisti anche tu.

Newton studiava leggi e principi riguardo al moto o al principio di gravitazione dei vari pianeti.
Scoprì come calcolarne le dimensioni, la distanza tra loro e scoprì come questi riuscivano in modo assolutamente perfetto a spostarsi velocemente nello spazio senza incredibilmente mai scontrarsi.

Queste leggi e princìpi non sono solamente la dimostrazione di un'intelligenza, ma se si fossero rivelati fallibili, come dice Chris Prentiss, non avrebbero permesso all'universo di espandersi e di continuare ad esistere da almeno quattordici miliardi di anni.

Le leggi che appartengono all'universo sono forse troppo profonde e infinite per essere comprese da noi, facciamone semplicemente esperienza.
Ma non si tratta solo di materia ed energia, a tenere insieme quest'equilibrio perfetto c'è secondo me un'intelligenza, e anche una coscienza.

Le tue cellule e i tuoi organi lavorano per mantenere tutto il tuo organismo vivo.
E tutte le tue cellule e organi e tessuti sono vivi.
E hanno interesse a continuare ad esistere. Dentro un sistema più grande e per quel sistema più grande.
Il tuo cuore è vivo e pompa il sangue per te e per sè stesso.
Se lo espianti in un altro corpo continuerà a vivere in quel corpo e per quel corpo.
Tutto quanto dentro di te fa la propria parte per mantenerti vivo e in salute.


Ognuno di noi è un piccolo universo in miniatura.

Siamo complessi; limitati e infiniti al tempo stesso.

E' il concetto Buddista di Nam myōhō renge kyō, che oltre ad essere un mantra ha tra i suoi diversi e complessi significati quello
di:

"Legare, armonizzare la propria vita con la legge dell'universo".

Noi siamo una piccola parte di un tutto che può essere definito dio, e siamo vivi, così come le nostre cellule, i nostri organi e i nostri tessuti sono vivi
e parte al tempo stesso di un tutto, parte di un insieme. Parte del nostro corpo.

Per questo il buddismo dice che ognuno deve fare la propria parte per non diventare come una cellula tumorale.
Ognuno deve trovare il proprio posto nel mondo, armonizzarsi con la legge senza fare del male e contribuire all'equilibrio universale.

E sempre per questo motivo il buddismo dice che quando facciamo del bene al prossimo lo stiamo facendo a noi stessi

Ed è senz'altro per questo che l'uomo è fatto ad immagine e somiglianza di dio.


Perchè è un universo in miniatura e parte dell'universo al tempo stesso
Devo ancora leggere il doctor faust, ce la posso fare !!

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53

Wednesday, May 5th 2010, 2:29pm

Dave... ma guarda che tu sei stato chiarissimo (oltre che simpaticissimo nella delicatezza e sobrietà di ogni cosa che hai detto)! :friends:


E questo penso sia condiviso da chiunque abbia letto.

Dopo questo, io posso parlare solo per me, perchè non posso sapere come la pensino tutti gli altri intervenuti.

Io, che molto spesso mi incarto da sola in una serie di ragionamenti inutili e/o superflui, in un apice di semplificazione dalle mie contorsioni inutili cado nell'eccesso opposto e mi verrebbe (magari) da semplicifcare così (perdonami) : l'Aborigeno Australiano (per esempio) di quel "io credo" che tu trovi normale NON ne sa nulla e non ne è mai stato sfiorato. Ed è , indiscutibimente, un Uomo.

Scusami perchè lo capisco che non riesco a farmi intendere, ma vorrei solo dirti che quel tuo "io credo" ... non sta scritto da nessuna parte che sia la verità. E.... se non siamo sicuri che sia la verità.... rischia solo (per logica) di essere una "bugìa di premessa" che falsa inevitabilmente tutto quel che viene dopo, e malgrado ogni impegno intellettualmente Onesto, come sono certa sia il tuo. :friends:
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

geppo1983

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54

Wednesday, May 5th 2010, 2:57pm

Però...vedi...Dave... tu continui a dire che potrebbe essere una forza cosciente o meno e quant'altro, però poi dici di nuovo che potrebbe essere dio. Secondo me la cosa è un pò confusa.

Secondo te, c'ha creati dio, o no? E cosa è dio?

Dio è la forza che dicevi prima? Allora se quella forza è dio, è una forza cosciente, quindi perchè dici "cosciente o meno"?

Sinceramente non ho capito dove vuoi arrivare 8)

Licurgo

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55

Wednesday, May 5th 2010, 3:00pm

Mi viene in mente Bernardette di Lourdes.
La sua apparizione e' di una signora di bianco vestita. In epoche precedenti si signore biancovestite ne sono state segnalate una infinita' e appaiono anche in contesti non cristiani. La signora non ha mai detto di essere Maria mamma di dio, ma semplicemente l' immacolata concezione.
E' conosciuta da tutti la presenza antica di geni protettori di fonti d'acqua, e il principio vitale che l'acqua rappresenta per la vita dei popoli. L'immacolata concezione puo' essere riferita all'acqua sorgiva, non ad altre fantasticherie. E infatti la ragazza non ha detto altro. Tutto il resto e' stato aggiunto da chi non aveva visto nulla.



Quindi potrebbe essere tutto o il contrario di tutto? E perchè? La figura di bianco vestita invitava alla penitenza e e a pregare Dio per la conversione dei peccatori. La fonte d'acqua è immagine di pulizia ma non vedo il problema onestamente.
totus tuus

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Licurgo

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56

Wednesday, May 5th 2010, 3:06pm

Io non capisco di che Dio si stia parlando....
Non quello delle religioni.
Ma già questa parola a me evoca tutta una serie di personaggi, da Zeus a Jahvè, e una marea di religioni, e posso dire serenamente che non credo in nessuno di loroe non professo nessuna religione.
Dave mi parla del Tutto... :hmm:
Allora stiamo parlando dell'Essere? Dell'Apeiron?
E però si usa la parola Dio, che da sempre indica un super-ente, un "entissimo", e da sempre parla, agisce, crea, fa e disfa... insomma si comporta né più né meno come noialtri...
Insomma, ditemi di che cosa stiamo parlando così poi posso dirvi perchè non ci credo, se non ci credo... :hmm:



Mi sento di condividere ogni parola, onestamente qui si sta parlando di un Dio a uso e consumo, che può essere davvero chiunque.
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57

Wednesday, May 5th 2010, 3:22pm

Lea io mi sono esposto tentando di esprimere la mia opinione in cui credo..

..ma in cui credo non nel senso che la ritengo possibile, in cui credo nel senso che ne sono sicuro.


Si dice che bisognerebbe credere senza vedere, ma quello in cui credo esiste.
Non c'è bisogno di interpretarlo o di immaginarlo, questo concetto lo esprimevo già nell'apertura di questo thread.

Qui il profeta1 per esempio mi muove delle critiche dicendo che non posso usare la parola "mio".
Oppure mi dice che sono ingannato dal Demonio ogni volta che scrivo qualcosa.

E poi aggiunge che non possiamo essere sicuri di esistere.


Ma allora come fa lui a definirsi il vicario di Dio in terra se non è nemmeno sicuro di esistere ?
E cosa c'entra la parola "mio" ?
Non cambiano o mettono in discussione che noi stiamo esistendo, direi.

Nietzsche dice che non esistono fatti ma solo interpretazioni di fatti.
Ma per interpretare questi fatti bisogna pur esistere.

Io non sono disposto a dubitare della mia esistenza, e in questo mi espongo, ma allora vorrei sapere quello in cui credono anche gli altri.
Per farti un esempio, lea, Il profeta1 non fa altro che contraddirsi e poi dice che sono io a contraddirmi, ma io almeno una interpretazione l'ho data e anche se non credo di essermi contraddetto, mi si spieghi dove l'ho fatto se questo è accaduto.

Dicendo "credo"? O dicendo "mio" ?

Datemi voi la vostra interpretazione allora.
Non si può però nemmeno mettere in discussione quello che dico senza averlo davvero messo in discussione.

Non ho nessun problema se qualcuno mette in discussione quello che scrivo.
Ma che venga messo in discussione nella sostanza, anzichè solo nella forma, o almeno in tutte e due.
Usare la parola "mio" o il verbo "credere" non sono motivi sufficienti per muovermi una critica chiara, secondo me.

Se si sfocia nel relativismo non si può più affermare niente, nemmeno che io sono qui davanti al pc che sto scrivendo su nienteansia.

E si rischia di cadere in contraddizione come è successo al profeta1, che appunto è il vicario di Dio, (certezza sulla quale non si è dimostrato mai incerto), ma a posteriori è arrivato a sostenere che non è possibile essere sicuri che esistiamo.

Licurgo

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58

Wednesday, May 5th 2010, 3:33pm

Dave, se posso permettermi, tu parti da delle legittime domande esistenziali, solo che ti dai delle risposte prendendo un pò a casaccio dalla filosofia, le religioni orientali e un pizzico di Cristianesimo che non guasta. Immagino che tu sia in fase di ricerca non soffermandoti su nulla, ma sei sicuro che non stai creando un immagine di Dio che corrisponda il più possibile alle tue esigenze? Io non so dare definizioni certe di Dio, è un essere che se esiste gioca a nascondino da sempre, dando quel tanto di sè da lasciare sufficiente libertà di scelta all'uomo.
Le ragioni per dubitare convivono accanto alle ragioni per credere, il Deus absconditus di carattere evangelico è l'unico Dio che si offre in questo senso.
totus tuus

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Wednesday, May 5th 2010, 3:37pm

Bene. Per rispondere alla domanda iniziale, io sono atea, a-tea (alfa privativo + theos, senza dio).

Io credo nella Natura, ovvero nela FYSIS così come la interpreta Heidegger:

"Ciò che sboccia da se stesso (come ad esempio lo sbocciare di una rosa) cioè il dispiegarsi aprendosi, e in tale dispiegamento fare apparizione, il tenersi in questo apparire e dimorarvi, in breve, il dominare che sbocciando perdura".

Ci credo perchè nasciamo, perchè c'è l'Universo, perchè c'è l'Essere e non il Nulla.

Ma non credo in nessun Entissimo, quindi in nessun Dio che sia persona o non-persona. Non ho bisogno dell'Entissimo.

Non credo nel principio di causalità per il quale se io esisto qualcuno deve avermi creato, perchè riesco a resistere alla vertigine provocata dall'interruzione violenta del pensiero che si ha quando si pensa a un processo all'infinito ad esempio.

E poi, scusate, non è detto che per forza qualcuno debba avermi creato.

Sarò scaturita dall'Essere, che più che un creatore ha per me le sembianze del famoso bambino che gioca ai dadi di nietzschiana memoria.

Mi tengo l'inquietudine teoretica connessa al problema e vado avanti.

A me non interessano i principi e le cause, ma il SENSO di ciò che accade e del perchè accade.

Ecco perchè il problema di Dio non mi riguarda più.
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Dave64_128

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60

Wednesday, May 5th 2010, 3:49pm

Io non ho mai preteso di dare una definizione di dio..

..dico solo che quello che è evidente è evidente.
Dico che non sono disposto a dubitare della mia esistenza, perchè anche la mia esistenza è altrettanto evidente.

Ci dovrebbe bastare essere testimoni di quel che vediamo senza cercare all'indietro tutto quello che ha reso evidente quel che è evidente.
Perchè non sapremo mai come tutto quanto è arrivato ad esistere.
Ci basti sapere che quel che esiste esiste.

Se dubitiamo di quel che esiste dobbiamo ragionevolmente dubitare anche di noi stessi.

E ancora mi basta credere nell'universo più che in qualcosa che ha creato l'universo (come dice choupette) e questo mi basta.

E se cerco le prove anche di quelle dovrei ragionevolmente dubitare se arrivo a dubitare che quel che esiste esiste solo perchè non so come è arrivato ad esistere.

Questo per me è dio, non un Dio personale, ma un dio che è dappertutto.
Di cui anche io faccio parte.

Sempre a patto che non si relativizzi la nostra stessa esistenza

Non mi sembra di essermi contraddetto.
Noi esistiamo ? L'universo esiste ?
Basta. Non complichiamoci troppo la nostra esistenza; la nostra esistenza che esiste