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limbo

Utente Fedele

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31

Tuesday, May 4th 2010, 11:03am



Esiste la nostra anima ?




La nostra anima non esiste, se esistesse sarebbe indipendentemente dal corpo, abiterebbe i nostri corpi ma non ne sarebbe influenza: il mio essere più profondo sarebbe completamente indipendente dal corpo, e sarebbe il mio essere profondo, la mia anima a fare di me un santo o un peccatore, sarebbe quest'anima ad avere gli attributi di una personalità che poi si muove nel corpo.
Ma la neuroscienza ha mostrato come la coscienza (ciò che è stato sempre scambiato per anima) sia in realtà dipendente dal corpo, dalla materia cerebrale. Così una persona dall'animo buono e sensibile in seguito ad una lesione cerebrale può diventare amorale, o un cinico pessimista come me magari con degli psicofarmarci in grado di liberare serotonina sufficiente diverebbe ottimista e soave, al punto da vedere in questo universo un senso e non l'insensatezza che ci vedo ora. Ma se l'anima dipende così tanto dalla materia allora vuol dire che vi è incarnata, è materia essa stessa...quindi non c'è è solo un'illusione. Ma se quindi noi siamo solo delle cose che fantasiosamente si immagino con un anima, se siamo materia insignificante, perchè il resto dell'universo dovrebbe avere significato? Perchè dovrebbe esserci un Dio?

Dave64_128

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Tuesday, May 4th 2010, 2:24pm

Okkèy Limbo, la mia considerazione è che..

--se anche un significato esiste non ci è dato di averne una visione di insieme per poterlo capire.


Riguardo all'anima, se la materia è energia, se è vero che guardando la tua mano al microscopio elettronico vedi solo energia allora si tratta solo di quanto è densa quell'energia. Credo che anche l'anima se esiste sia solo una forma di energia.

Una forma di energia più sottile.
Del resto quando il nostro corpo muore i nostri organi cominciano ad andare in decomposizione seguendo ognuno i tempi di deterioramento legati a quel tessuto.
Tutti questi tessuti prima vivevano e lavoravano per tenerci vivi. Solo dopo cominciano semplicemente a decomporsi ognuno per conto proprio.
Prima che il corpo morisse c'era qualcosa che lo faceva muovere e vivere e che gli impediva di decomporsi.
E' abbastanza semplice. Prima c'era una energia, un collante che teneva tutto il nostro corpo unito, vivo e cosciente.
Quel qualcosa dopo viene molto obiettivamente a mancare.


Se tu sei vivo, cosciente e intelligente, quell'intelligenza è una caratteristica di qualcosa di più "grande" che si esprime in te e attraverso di te, ma di cui tu non puoi che far parte.
Quindi sono sempre del parere che se io esisto e se attraverso un processo cosciente o meno la mia forma è stata progettata, così come il mio funzionamento, allora esiste una intelligenza non meno intelligente di me.
E' il discorso che ti avevo già accennato l'altra volta e sul quale infatti non ti sei espresso:

Dire che non ci sono le prove o non capire il disegno che sta dietro a tutto quello di cui possiamo fare esperienza non significa che possiamo negare l'evidenza che tutto quel che è sotto ai nostri occhi è sotto ai nostri occhi.
Nessuno deve darti la prova che quello che esiste esiste, come nessuno deve darti la prova che tu esisti.
Quello che esiste lo vedi da solo.
E se sei disposto a dubitare di quello che vedi e che percepisci logicamente dubiteresti anche delle prove.

Tutto quanto è autoevidente. La prova che esiste è quella.

Se io vengo da te a dirti che esisti non devo dartene una prova per dimostrartelo.
Tu credi di non esistere ?
Perchè non ti serve cercare all'indietro per scoprire come sei fatto o il motivo per cui esisti e funzioni per poterti dire da solo : "Allora esisto".
Esisti punto e basta.

E tutto quello di cui fai esperienza non può che esistere, così come esisti anche tu.

Newton studiava leggi e principi riguardo al moto o al principio di gravitazione dei vari pianeti.
Scoprì come calcolarne le dimensioni, la distanza tra loro e scoprì come questi riuscivano in modo assolutamente perfetto a spostarsi velocemente nello spazio senza incredibilmente mai scontrarsi.

Queste leggi e princìpi non sono solamente la dimostrazione di un'intelligenza, ma se si fossero rivelati fallibili, come dice Chris Prentiss, non avrebbero permesso all'universo di espandersi e di continuare ad esistere da almeno quattordici miliardi di anni.

Le leggi che appartengono all'universo sono forse troppo profonde e infinite per essere comprese da noi, facciamone semplicemente esperienza.
Ma non si tratta solo di materia ed energia, a tenere insieme quest'equilibrio perfetto c'è secondo me un'intelligenza, e anche una coscienza.

Le tue cellule e i tuoi organi lavorano per mantenere tutto il tuo organismo vivo.
E tutte le tue cellule e organi e tessuti sono vivi.
E hanno interesse a continuare ad esistere. Dentro un sistema più grande e per quel sistema più grande.
Il tuo cuore è vivo e pompa il sangue per te e per sè stesso.
Se lo espianti in un altro corpo continuerà a vivere in quel corpo e per quel corpo.
Tutto quanto dentro di te fa la propria parte per mantenerti vivo e in salute.


Ognuno di noi è un piccolo universo in miniatura.

Siamo complessi; limitati e infiniti al tempo stesso.

E' il concetto Buddista di Nam myōhō renge kyō, che oltre ad essere un mantra ha tra i suoi diversi e complessi significati quello
di:

"Legare, armonizzare la propria vita con la legge dell'universo".

Noi siamo una piccola parte di un tutto che può essere definito dio, e siamo vivi, così come le nostre cellule, i nostri organi e i nostri tessuti sono vivi
e parte al tempo stesso di un tutto, parte di un insieme. Parte del nostro corpo.

Per questo il buddismo dice che ognuno deve fare la propria parte per non diventare come una cellula tumorale.
Ognuno deve trovare il proprio posto nel mondo, armonizzarsi con la legge senza fare del male e contribuire all'equilibrio universale.

E sempre per questo motivo il buddismo dice che quando facciamo del bene al prossimo lo stiamo facendo a noi stessi

Ed è senz'altro per questo che l'uomo è fatto ad immagine e somiglianza di dio.


Perchè è un universo in miniatura e parte dell'universo al tempo stesso

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ilprofeta1

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33

Tuesday, May 4th 2010, 5:14pm

..dici di essere il portavoce.

Dio si presenta come un uomo con la barba dalle sembianze umane ?

E se no come lo descriveresti ?

Sei in grado di descriverlo ?

Tra cinque miliardi di anni il sole inghiottirà o no il pianeta Terra insieme all'intera galassia ?

Esiste la nostra anima ?

E se esiste andrà da qualche parte ?

O le persone buone e misericordiose continueranno a vivere con il proprio corpo come dicono i testimoni di Geova ?

E in quel caso allora ci sarà o non ci sarà il pic nic eterno dei ringo boys e del leone amico che tiene a bada i nostri figli mentre noi ce ne andiamo in giro in giacca e cravatta a raccogliere le margheritine tenendoci per mano ?

DAVE, alle domande che mi fai e anche a quelle che ti poni, io ho già dato risposta, basta guardare i threads che ho aperto e ci trovi tutto, c'è perfino la dimostrazione dell'esistenza di Dio, vai a vedere. ilprofeta1

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

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34

Tuesday, May 4th 2010, 8:38pm

Del resto quando il nostro corpo muore i nostri organi cominciano ad andare in decomposizione seguendo ognuno i tempi di deterioramento legati a quel tessuto.
Tutti questi tessuti prima vivevano e lavoravano per tenerci vivi. Solo dopo cominciano semplicemente a decomporsi ognuno per conto proprio.
Prima che il corpo morisse c'era qualcosa che lo faceva muovere e vivere e che gli impediva di decomporsi.
E' abbastanza semplice. Prima c'era una energia, un collante che teneva tutto il nostro corpo unito, vivo e cosciente.
Quel qualcosa dopo viene molto obiettivamente a mancare.


Il problema e' che questa energia vitale di cui parli ci e' stata trasmessa dai nostri genitori. In quella piccola cellula che li ha visti unirsi.

Quando la cellula muore non c'e' piu nessuna possibilita di mantenere attiva questa energia, che semplicemente cessa di esistere, in quanto gli elementi che la producevano si sono scomposti.

Cosi come un motore che si ferma non permette piu al veicolo di muoversi, rimane fermo e va allo sfasciaccarrozze.

Va da se che l'unica anima che sopravvive a noi sta nei nostri figli o negli altri organismi viventi, che funzionano con lo stesso programma.

Non per nulla non altro non siamo che un insieme composti di orgnismi cellulari che nuotano in un mare di acqua salina.

Di noi, oltre hai nostri figli, se ci sono, non sopravvive altro, se non il ricordo nelle persone che ci hanno conosciuto.

Che male c'e' a dirlo in modo schietto?

Guarda che ne parla in modo chiaro anche nel libro di Acclesiaste, nella Bibbia, se ti interessano le scritture.

Dave64_128

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35

Tuesday, May 4th 2010, 10:10pm

A me interessa anche quello che ha da dire lei, doctor faust, il fatto è che..

..analizzando quello che mi è capitato di approfondire, e pur non essendo assolutamente un esperto in materia, sono arrivato a pensare che ci siano molti più elementi che dimostrano l'esistenza di qualcosa di simile all'anima piuttosto che elementi a favore di chi dice il contrario.

Il dejà vu ad esempio è una esperienza comune e potrebbere essere la dimostrazione che esiste qualcosa di simile all'anima o al karma e che questo qualcosa potrebbe effettivamente reincarnarsi.

Anche L'Obe, "Out of body experience" o "Viaggio astrale" sembra capitare molto spesso.
Persino nei forum si trova gente che racconta con dovizia di dettagli proprio di questa esperienza.

Paola Giovetti riceve e pubblica da una vita su una famosa rivista lettere da parte degli italiani che raccontano esperienze paranormali come il viaggio astrale o la scrittura automatica. Comprese le esperienze di premonizioni, apparizioni e via dicendo.

Da qualche anno si sta parlando molto dei bambini indaco, bambini particolarmente sensibili e intelligenti che sembrano possedere capacità particolari e che ricordano e descrivono dettagliatamente luoghi in cui dicono di essere vissuti ma in cui non sono mai stati.

Bryan Weiss non fa altro che scrivere Best Seller trattando del tema dell'ipnosi regressiva con cui dice di curare da anni le nevrosi dei propri pazienti proprio facendo loro rievocare ricordi di vite passate e traumi non risolti che hanno provocato nodi emotivi che sono rimasti e che a volte il paziente si porta dietro di vita in vita. Non una sola, tante.

Il più famoso però è il fenomeno dell'Nde "Near death experience", l'esperienza di pre morte, il famoso viaggio descritto da un sacco di gente nel mondo.
Indipendentemente da dove si trovano, dal proprio paese o dalla propria cultura tutti raccontano le tappe che sono sempre le stesse.
Il famoso racconto di quelli che stanno per morire ed entrano nel tunnel dopo avere visto il proprio corpo dall'alto.
Poi entrano nel tunnel, vedono la luce, provano un senso di benessere e pace e vorrebbero restare.
Fino a che non capiscono che devono tornare indietro etc..
Chi fa quest'esperienza in genere si ricorda che quando rientra nel proprio corpo rientra dalla bocca.


L'Nde è l'esperienza più famosa, identica per tutti, è stata suddivisa in tappe che sono sempre le stesse, in questo senso è identica.
Di recente ho letto che vogliono giustificare quest'esperienza come un processo chimico che provocherebbe un'allucinazione uguale per tutti coloro che l'hanno vissuta.


Il problema è che non si potrà mai giustificare tutto con la scienza.
Ed è un insulto al buon senso non ritenere vero qualcosa solo perchè non è dimostrato scientificamente.
La scienza non può giustificare questi fenomeni.

Non potrei mai ragionevolmente credere che tutte le persone che hanno raccontato questa storia siano state vittime di un'allucinazione provocata da un processo chimico.
Un processo chimico che avrebbe provocato e che provocherebbe, a quanto pare, un'allucinazione uguale per tutti quanti in tutto il mondo.

Credo che dovremmo semplicemente accettare che la vita si esprime in modi e forme che non possono essere comprese del tutto.
Il mistero farà sempre parte della vita.

Preferisco accettare che esista qualcosa, è molto più semplice e logico che arrampicarsi ovunque pur di negare qualcosa che è assolutamente evidente

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ilprofeta1

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Tuesday, May 4th 2010, 11:01pm

Del resto quando il nostro corpo muore i nostri organi cominciano ad andare in decomposizione seguendo ognuno i tempi di deterioramento legati a quel tessuto.
Tutti questi tessuti prima vivevano e lavoravano per tenerci vivi. Solo dopo cominciano semplicemente a decomporsi ognuno per conto proprio.
Prima che il corpo morisse c'era qualcosa che lo faceva muovere e vivere e che gli impediva di decomporsi.
E' abbastanza semplice. Prima c'era una energia, un collante che teneva tutto il nostro corpo unito, vivo e cosciente.
Quel qualcosa dopo viene molto obiettivamente a mancare.


Il problema e' che questa energia vitale di cui parli ci e' stata trasmessa dai nostri genitori. In quella piccola cellula che li ha visti unirsi.

Quando la cellula muore non c'e' piu nessuna possibilita di mantenere attiva questa energia, che semplicemente cessa di esistere, in quanto gli elementi che la producevano si sono scomposti.

Cosi come un motore che si ferma non permette piu al veicolo di muoversi, rimane fermo e va allo sfasciaccarrozze.

Va da se che l'unica anima che sopravvive a noi sta nei nostri figli o negli altri organismi viventi, che funzionano con lo stesso programma.

Non per nulla non altro non siamo che un insieme composti di orgnismi cellulari che nuotano in un mare di acqua salina.

Di noi, oltre hai nostri figli, se ci sono, non sopravvive altro, se non il ricordo nelle persone che ci hanno conosciuto.

Che male c'e' a dirlo in modo schietto?

Guarda che ne parla in modo chiaro anche nel libro di Acclesiaste, nella Bibbia, se ti interessano le scritture.

DOCTOR FAUST, e la coscienza di te stesso dove la metti? quella c'è e resta: giusto?

ilprofeta1

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Tuesday, May 4th 2010, 11:13pm

Da qualche anno si sta parlando molto dei bambini indaco, bambini particolarmente sensibili e intelligenti che sembrano possedere capacità particolari e che ricordano e descrivono dettagliatamente luoghi in cui dicono di essere vissuti ma in cui non sono mai stati.
DAVE, i bambini indaco come tutti gli altri e anche gli adulti, nascono con un bagaglio di esperienze precedentemente vissute, quindi portano in se stessi esperienze già vissute ma non sono le loro vite precedenti, nienteaffatto. Questo bagaglio è stato stabilito da Dio per impedire di venire al mondo vuoti.

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Il dejà vu ad esempio è una esperienza comune e potrebbere essere la dimostrazione che esiste qualcosa di simile all'anima o al karma e che questo qualcosa potrebbe effettivamente reincarnarsi.
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la reincarnazione è impossibile per il motivo che tutto è Dio: perchè dovrebbe reincarnarsi se c'è solo se stesso? ilprofeta1

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Tuesday, May 4th 2010, 11:19pm

La mia idea è che per mettere in dubbio l'esistenza di dio bisognerebbe forse essere pronti a mettere in discussione la nostra stessa esistenza.



E... perchè ?(
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

Dave64_128

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Tuesday, May 4th 2010, 11:52pm

Perchè credo che dio sia tutto quello che esiste..

..lea. E perchè la mia idea è che noi facciamo parte di quel tutto.
Per mettere quindi in discussione l'esistenza del tutto dobbiamo essere disposti a mettere in discussione anche noi stessi

Licurgo

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40

Tuesday, May 4th 2010, 11:55pm

Dave pratichi il Daimoku?
totus tuus

viaggio all'inferno e ritorno.
una testimonianza di conversione.

http://www.santissimo.it/libri/GLORIA%20…o%20Patrizi.pdf

Dave64_128

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41

Wednesday, May 5th 2010, 12:27am

Ogni tanto l'ho praticato, ma non sono un iscritto..

..alla Soka Gakkai, ogni tanto sono andato a fare Gongyo ( che è la recitazione di alcune parti del sutra del loto ) riviste ed estrapolate da un certo Nichiren Daishonin che ha preso le parti che secondo lui erano le più importanti dagli insegnamenti di Budda per trasformarle in una specie di recitazione per armonizzarsi con l'universo ed alleggerire il proprio karma.

Credo che il titolo o una parte del titolo dell'ultimo capitolo del sutra del loto sia proprio " Nam myōhō renge kyō ", preso e usato come mantra per rafforzare la propria forza vitale sempre per decisione di questo Nichiren Daishonin.

Che credo sia anche il creatore del Gohonzon, una specie di pergamena fatta di un materiale speciale le cui incisioni credo siano fatte anche quelle con un inchiostro speciale e che viene assegnata a chi è un praticante e a chi fa parte della Soka Gakkay, che è una fondazione buddista importante e che conta parecchi iscritti in tutto il mondo.

Ogni tanto il presidente cambia, da un sacco di tempo però il presidente della Soka Gakkai è Daisaku Ikeda.
Ho avuto per le mani qualche anno fa un paio di suoi libri; me li aveva prestati un mio amico che pratica ogni tanto anche lui le recitazioni in gruppo perchè sua madre è una iscritta e praticante e devo dire che Daisaku Ikeda scrive benissimo.
Dice cose meravigliose, a mio parere assolutamente logiche e condivisibili.

42

Wednesday, May 5th 2010, 1:07am

Io vedo l'anima come una sorta di "trasmissione" universale che permea la materia e si esprime tramite "strumenti" biologici adeguati, come il nostro cervello. Questo si sposa anche col mio interesse verso la teoria del Disegno Intelligente, con la differenza sostanzale che non credo in un creatore dell'Universo ma nell'Universo. Un'analogia che mi è sempre piaciuta è quella di considerare il mio corpo come una sorta di radio per una (come dicevo piu' sopra) trasmissione che e' in realta' il mio vero io: questo ricevitore purtroppo è limitato a certe frequenze e puo' rompersi, ma non per questo la stazione radio cessa di trasmettere/esistere.

Riguardo al creatore del creatore sarebbe possibile ipotizzare una causalita' autoreferente, che eviterebbe di spostare all'indietro infinitamente il problema, anche se mio rendo conto che questa potrebbe essere considerata una soluzione di comodo.

Dave64_128

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43

Wednesday, May 5th 2010, 1:25am

Sono assolutamente d'accordo con te..

..credo che la nostra idea sia molto simile, riguardo al tuo discorso di come si sia creato il creato mi autocito su una risposta che avevo dato a limbo
E' che non c'è bisogno di dimostrare niente, forse.
Evitare di credere a quella forza, a quell'intelligenza che può essere chiamata dio, solo perchè non sappiamo come si sia generata è lo stesso che negare la nostra esistenza solo perchè non sappiamo da dove arriviamo o in che modo funzioniamo.

E' inutile, è la considerazione stessa ad essere inutile.
Non ti serve a niente cercare all'indietro.
Condivido il tuo esempio dell'anima come una trasmissione che si esprime attraverso strumenti biologici come il nostro corpo e il nostro cervello.
La tua teoria sulla causalità autoreferente mi incuriosisce molto, se vuoi provare a spiegarmela la leggo volentieri : )

44

Wednesday, May 5th 2010, 1:53am

Non e un compito facile spiegare questo concetto, perché si tratta anche per me di un "work in progress" del mio pensiero, ma cercherò di essere il più chiara e sintetica possibile.

In logica matematica una proposizione autoreferenziale e' un enunciato che tratta se stesso, come ad esempio la frase "questo post e' scritto in italiano". Allo stesso modo io intendo un Universo che si osserva, chiuso e bastante a se stesso; l'osservazione stessa crea questo Universo che diventa quindi, insieme, causa ed effetto del suo esistere.

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Wednesday, May 5th 2010, 8:43am

Perchè credo che dio sia tutto quello che esiste..lea. E perchè la mia idea è che noi facciamo parte di quel tutto.
Per mettere quindi in discussione l'esistenza del tutto dobbiamo essere disposti a mettere in discussione anche noi stessi


Per cui, dimmi se sbaglio, quell'iniziale "io credo" finisce per segnare una via obbligata al "mettere in discussione".Tantè che se togli quel "io credo" iniziale, si sfascia l'intera mappa e la proposizione perde di senso.

Mi sembra che, partendo da quel "io credo" si arrivi comunque ad un paradossso:
- se elimini "io credo" ottieni una proposizione senza causa
- se ribadisci e poni come premessa quel "io credo" ...arrivi alla conclusione paradossale di invocare un'attività critica che è sottostante ad un "io credo" sostanzialmente inamovibile, per cui (al massimo) ottieni un'attività critica estremamente limitata e "sotto conidizione". La cosa peggiore sul piano logico (secondo me) è che quella condizione è per se stessa la negazione a priori di ogni speculazione libera di esserlo.

L'Ateo troverebbe ovvio risponderti che, semplicemente, o non ha mai vissuto o ha vissuto e messo in discussione quel "io credo", e che proprio per questo non compie alcuna delle "messe in discussione" che tu trovi necessarie ma che sono solo un portato del "io credo" iniziale.
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