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ilprofeta1

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166

sabato, 08 maggio 2010, 00:01

No, questo non è difficile, perchè è qualcosa di più che difficile. Ti dico cosa ho capito, perchè devo chiederti una cosa.

Allora:
- la fede è un inganno
- tu non ne hai bisogno perchè hai avuto la rivelazione
- io non ho avuto la rivelazione, però potrei ascoltare te

Domanda: per ascoltare te, non credi mi sarebbe necessaria almeno la fede in te ?
Versione più semplice e diretta : perchè dovrei ascoltare te ? (non è una domanda a scopo polemico, è proprio per (cercare di) capire)

NO, LEA, per ascoltare me anzi le cose che riferisco non serve la fede ma serve solo la riflessione: come potrei pretendere la fede da te se io stesso l'ho dichiarata falsa?
Perchè dovresti ascoltare me? perchè riferisco la verità assoluta che Dio ha dato agli uomini.
Perchè è il suo immenso aiuto
perchè chi ascolta per Dio non è più un estraneo
perchè Dio è il padrone assoluto e noi i suoi servi, chi ascolta è fedele chi non ascolta è infedele
perchè Dio ha detto "Cosa me ne faccio di chi non capisce nemmeno dopo 50 volte?
perchè è la verità assoluta
perchè mette in evidenza il falso e l'inganno
perchè è la sola cosa che rende liberi
perchè è la conoscenza per poter vivere bene
perchè è la casa costruita sulla roccia

Dave64_128

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167

sabato, 08 maggio 2010, 00:02

Per arginare possibili fraintendimenti..

..e mosso dalla speranza che il thread rimanga aperto, e considerando non per ultimo anche il fatto che molti thread di profeta sono stati chiusi, ci tengo a precisare che "Virtuale" può indicare qualcosa in potenza e nell'atto di realizzarsi.

Forse profeta intende dire che siamo tutti in divenire e che la nostra esistenza terrena non sarà forse sufficiente a renderci completi.

ilprofeta1

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168

sabato, 08 maggio 2010, 00:15

..e mosso dalla speranza che il thread rimanga aperto, e considerando non per ultimo anche il fatto che molti thread di profeta sono stati chiusi, ci tengo a precisare che "Virtuale" può indicare qualcosa in potenza e nell'atto di realizzarsi.

Forse profeta intende dire che siamo tutti in divenire e che la nostra esistenza terrena non sarà forse sufficiente a renderci completi.

NO, DAVE, io intendo dire quello che ho sempre detto cioè noi siamo parte Dio che per egoismo è diventata uomo e donna per cui siamo sempre parte di Dio e non noi stessi, siamo fatti di ciò di cui è fatto Dio quindi per essere noi stessi dovremmo divenire padroni di Dio e questo è impossibile, che quando muoriamo (diciamo così) non siamo mai stati noi stessi ma parte di Dio, la nostra identità è la sua identità , le nostre facoltà sono le sue facoltà, sono nostre per egoismo e non per legittimità.
Io ho aperto dei threads proprio per spiegare tutte le cose che mi sono state rivelate, ma se non leggete non potete sapere, però siete voi a dire "Leggere per informarsi" ma poi cadete in contraddizione.

169

sabato, 08 maggio 2010, 00:26

PAZZY, posso metterti con le spalle al muro e lo faccio. Ammettiamo che tu veda una persona a te cara in un ospedale, morire tra enormi sofferenze, tu saresti distrutta, ma se venissi io e ti dicessi "La sua sofferenza era virtuale per cui non ha mai sofferto" Tu cosa saresti obbligata a dirmi : "Vai via citrullo? "oppure, "io non ci credo ma spero che sia vero?"
pazzy a te la risposta e siccome è facile ti aiuto dicendoti che se mi dici "Vai via citrullo" significa che vuoi la sofferenza: allora cosa rispondi? ilprofeta1

Vedi Profeta, chiunque sa che la morte conduce a "dimenticare" ogni dolore e ogni cosa, perlomeno nessuno è tornato per dire il contrario !
La speranza che quanto tu dici sia vera è una speranza che potrebbe essere di tutti, anche mia se penso alle sofferenze passate da mio padre ! PERO' se mio padre si fosse sentito dire da me che la sua sofferenza era virtuale... si sarebbe sentito talmente tanto incompreso da farlo stare anche peggio ! Invece è stato "accompagnato" nel suo percorso, nel modo più amorevole possibile, aiutandolo con i farmaci, perchè la malattia era REALE e il dolore PURE...

Non credo di avere altre parole per continuare a parlarti di questo argomento, perchè non stai portando con le tue parole ANCHE un aiuto a superare il momento REALE di una vita che sarà anche virtuale ma che conduce a dolori VERI...

Dave64_128

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170

sabato, 08 maggio 2010, 00:27

E quindi..

..questo viaggio come esseri umani in questa vita che in fondo non ci appartiene, tutta questa fatica a che cosa serve ?

Non a renderci più completi ? Ad essere degni di ricongiungerci al resto di dio ?
Ci reincarneremo ? Qual è lo scopo ? Qual è il disegno ?

Perchè tutto è virtuale ? Se siamo parte di dio con false credenze, non siamo pur sempre veri ?
E le nostre sofferenze non sono comunque vere ? Anche se parte di queste sofferenze può essere causata da credenze che non lo sono ?

171

sabato, 08 maggio 2010, 00:36

Eh si, siamo sempre lì... 8|

Sono mesi che tutti tentiamo di spiegare a Profeta che la sofferenza e' reale, io ho provato in tutti modi, facendogli tutti gli esempi possibili ma non c'e' verso... Dave, e' pena persa, credimi :dash:

In qualunque modo tu possa interpretare quello che dice, se non ammetti che la sofferenza NON ESISTE nel vero senso della parola, e' sbagliato :thinking:

172

sabato, 08 maggio 2010, 00:45

Mi chiedo se profeta, tagliandosi un dito e sanguinando, ricorre al pronto soccorso per i punti di sutura !!! Al disinfettante... al cerotto...
Dio o non dio, la realtà di questo istante è vera e la si tocca con mano. Il messaggio si scontra con la concretezza di quanto avviene vivendo.
Penso proprio che in questo, sia atei che credenti si incontrano in questi pensieri per nulla virtuali...

173

sabato, 08 maggio 2010, 00:48

E poi anche quello che chiamiamo virtuale non e' altro che un'astrazione di comodo di una complessità reale.

Anche Internet e' definita tale ma e' comunque composta da server, cavi, programmi, sistemisti ed utenti ben reali, elettroni compresi. E se la rete cade non e' un problema virtuale, dato che da qualche parte nel mondo qualcosa e' andato storto con un danno reale che qualcuno dovrà risolvere...

Licurgo

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174

sabato, 08 maggio 2010, 03:03

No, questo non è difficile, perchè è qualcosa di più che difficile. Ti dico cosa ho capito, perchè devo chiederti una cosa.

Allora:
- la fede è un inganno
- tu non ne hai bisogno perchè hai avuto la rivelazione
- io non ho avuto la rivelazione, però potrei ascoltare te

Domanda: per ascoltare te, non credi mi sarebbe necessaria almeno la fede in te ?
Versione più semplice e diretta : perchè dovrei ascoltare te ? (non è una domanda a scopo polemico, è proprio per (cercare di) capire)

NO, LEA, per ascoltare me anzi le cose che riferisco non serve la fede ma serve solo la riflessione: come potrei pretendere la fede da te se io stesso l'ho dichiarata falsa?
Perchè dovresti ascoltare me? perchè riferisco la verità assoluta che Dio ha dato agli uomini.
Perchè è il suo immenso aiuto
perchè chi ascolta per Dio non è più un estraneo
perchè Dio è il padrone assoluto e noi i suoi servi, chi ascolta è fedele chi non ascolta è infedele
perchè Dio ha detto "Cosa me ne faccio di chi non capisce nemmeno dopo 50 volte?
perchè è la verità assoluta
perchè mette in evidenza il falso e l'inganno
perchè è la sola cosa che rende liberi
perchè è la conoscenza per poter vivere bene
perchè è la casa costruita sulla roccia




Mi sbaglierò, ma da tanto che ti leggo e non ho mai colto l'Amore tra le caratteristiche che attribuisci a Dio, è una mia impressione oppure il rapporto instaurato tra uomo e creatore, secondo la tua logica, altro non è che quello che intercorre tra schiavo e padrone?
totus tuus

viaggio all'inferno e ritorno.
una testimonianza di conversione.

http://www.santissimo.it/libri/GLORIA%20…o%20Patrizi.pdf

geppo1983

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175

sabato, 08 maggio 2010, 03:04

Mi sbaglierò, ma da tanto che ti leggo e non ho mai colto l'Amore tra le caratteristiche che attribuisci a Dio, è una mia impressione oppure il rapporto instaurato tra uomo e creatore, secondo la tua logica, altro non è che quello che intercorre tra schiavo e padrone?
eh... mi sa che hai colto nel segno.

geppo1983

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176

sabato, 08 maggio 2010, 03:08

..questo viaggio come esseri umani in questa vita che in fondo non ci appartiene, tutta questa fatica a che cosa serve ?

a mandare avanti il sistema e a comprare il motoscafo agli industriali

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177

sabato, 08 maggio 2010, 09:49

Perchè dovresti ascoltare me? perchè riferisco la verità assoluta che Dio ha dato agli uomini.


Profeta, come ti è già stato fatto notare, non è che le proposizioni da te menzionate come asserzioni divine... siano assistite da una logica così abbagliante da "parlare da sole".
Ma io ho quotato soltanto la prima, perchè mi sembra essere il primo anello e perchè la trovo perfettamente in topic.
Nel senso : la mia domanda (che era perchè dovrei credere nel fatto che quel che dici sia vero?) è rimasta completamente senza risposta, o meglio ne ha avuta una del tipo "perchè lo dico io". E potrebbe continuare con "perchè io ho parlato con dio", o con "perchè io ho visto dio" , o con "perchè io sento dio e so cosa vuole", ecc., ma nulla di più.

Superfluo (spero) far notare che chiunque potrebbe dire la stessa cosa, e io stessa potrei alzarmi una mattina e cominciare a dire cose più o meno belle e persuasive (oppure no) asserendo di averle ricevute dalla viva voce di dio. Potrebbe essere anche soltanto per gioco, no?
E qui mi permetto di chiedere nuovamente a Profeta: cosa permette, secondo te, di distinguere . in casi come questi - la verità vera dalla semplice assertività su qualcosa che è invece radicalmente falso e detto da me (che io lo sappia o meno che è falso, e che io lo viva o meno come falso)?

Da qui torno al titolo: un noto principio cattolico è quello che dice "chi cerca Dio lo ha già trovato". Io credo ci sia dentro molta verità, anzi : una vera e propria "rivelazione", ma in termini psicologici, molto prima che in termini fideistici! Ossia : se cerchi qualcosa finirai per trovarlo, e forse lo troverai anche dove non c'è.
L'Ateo, Dave, è semplicemente quello che , intanto, non muove affatto dalla esigenza di cercare dio, bensì compie il percorso inverso : si interroga su ciò che incontra e verifica, e cerca di capirlo. Certamente non disdegnerebbe affatto di incontrare Dio, ma gli è necessario incontrarlo (in qualche modo) per porsi il problema, e fino ad oggi non ritiene di averlo incontrato per la semplice ragione che ogni traccia, anche corposissima, dell'assunta esistenza di dio, gli proviene solo ed esclusivamente da narrazioni autoreferenziali di Profeti.... che non hanno proprio nulla di più rispetto a quelle di Profeta! Ecco perchè l'Ateo è - semplicemente - quello che in buona sostanza ti dice "ma chi è di noi due, fra te credente e me ateo, che parte da un pre-giudizio (ossia che possa essere vero ciò di cui nessuno di noi due ha prova?) Non sei forse tu credente, che avendo gli stessi elementi che ho io fai un salto enorme per credere nell'altro che ti dice di credergli? E perchè dovresti essere tu credente ad avere spiegazioni da me, quando io ateo sto ancora cercando di capire per quale dinamica TU possa aver fatto quel salto? Ma, più semplicemente, atteso che nessuno ha mai DIMOSTRATO l'esistenza di dio, cosa può far pretendere che sia l'ateo a doversi sottoporre alla probatio diabolica di ..... dimostrare l'inesistenza dell'inesistente? Come detto mille volte, anche in Diritto (che è un precipitato di Logica) è chi afferma qualcosa che è chiamato a darne prova, NON chi la ritiene inesistente a doverne dimostrare l'inesistenza.
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

Dave64_128

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178

sabato, 08 maggio 2010, 14:53

Okkèy lea..

L'Ateo, Dave, è semplicemente quello che , intanto, non muove affatto dalla esigenza di cercare dio, bensì compie il percorso inverso : si interroga su ciò che incontra e verifica, e cerca di capirlo. Certamente non disdegnerebbe affatto di incontrare Dio, ma gli è necessario incontrarlo (in qualche modo) per porsi il problema, e fino ad oggi non ritiene di averlo incontrato per la semplice ragione che ogni traccia, anche corposissima, dell'assunta esistenza di dio, gli proviene solo ed esclusivamente da narrazioni autoreferenziali di Profeti.... che non hanno proprio nulla di più rispetto a quelle di Profeta
..sono d'accordo con te sul fatto che l'ateo si limita ad interrogarsi su quello che vede e che mentre lo fa non sta pensando magari a dio, ma anche il credente serio compie secondo me lo stesso percorso anche se mentre lo compie pensa a dio.
Così che, mentre sono nell'atto di cercare, e dopo aver fatto magari le stesse scoperte, uno arriverà a dire che quello che ha scoperto è parte dell'universo, e l'altro che quello di cui ha fatto esperienza è parte di dio.

Ma c'è curiosità in tutti e due, c'è la volonta di trascendere, quella curiosità filosofica di scoprire.

Io non sono d'accordo con l'ateo quando usa la scienza per Negare quello che Non conosce (e che non è dimostrato scientificamente).
E non lo sono nemmeno con il credente che ricorre alla fede per Confermare quello che Non conosce, credendoci e basta.

Si tratta di Fondamentalismo scientifico nel primo caso e di fondamentalismo religioso nel secondo.
Non c'è nessuna differenza, o almeno io non la vedo.
Come dice Gabriele La Porta ogni forma di fondamentalismo è una iattura.

Le persone che indagano finiscono comunque per incontrarsi e forse per fare le medesime esperienze.

Chi non è interessato a niente non si rifugi però nella definizione di Ateo, se non gliene frega niente che ammetta che non si pone una domanda al mondo.
E che non si rifugi nemmeno dietro alla scienza.

Così come il credente che sta lì e basta a dire di credere e che magari si legge le scritture del dio in cui crede e basta dalla mattina alla sera perchè nega e non crede in tutto il resto.
Quella è solo volontà di coltivare la propria ignoranza.

Io non ce l'ho con gli atei, ce l'ho con gli atei stupidi, così come critico i "credenti" religiosi quando dimostrano di non essere curiosi di scoprire niente al mondo.
Sono uguali in questo, non c'è nessuna differenza secondo me.

Uno si fa scudo con la fede, l'altro con la scienza.

Questo post è stato modificato 5 volta(e), ultima modifica di "Dave64_128" (08/05/2010, 15:09)


179

sabato, 08 maggio 2010, 16:30

Io ero credente. Pregavo, anche se avevo smesso di andare in chjiesa a 14 anni e tante cose del cattolicesimo non le condividevo.
Mi sono interessata anche di altre religioni, di misticismo ed esoterismo.
Ho amato profondamente tutto questo.
A 29 anni sono diventata atea.
Non mi sento nè disinteressata, nè fondamentalista, nè una che non si mette in discussione.
Ecco, questa cosa allora come me la spieghi? :assi:
Un'atea come me come la definisci?
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

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180

sabato, 08 maggio 2010, 16:48

Io non sono d'accordo con l'ateo quando usa la scienza per Negare quello che Non conosce (e che non è dimostrato scientificamente).
E non lo sono nemmeno con il credente che ricorre alla fede per Confermare quello che Non conosce, credendoci e basta.

Si tratta di Fondamentalismo scientifico nel primo caso e di fondamentalismo religioso nel secondo.
Non c'è nessuna differenza, o almeno io non la vedo.



Credo che la chiave per vedere quella differenza che dici di non vedere sia in buona parte nella corretta formulazione della prima tua frase che ho citato.

Ovvero : l'Ateo non usa la scienza per negare quello che non conosce. L''Ateo usa la scienza per PERMETTERSI di affermare che ha conosciuto qualcosa, se e quando domostratasi esistente, ricorrente, verificabile. Il resto... non è che lo nega: è solo che riconosce che non sa manco di cosa si parli, riconosce non esistere argomenti per discuterne, non riesce neanche a prendere sul serio chi ritiene possano essere argomenti quelli che - OGGETTIVAMENTE - argomenti NON sono (sensazioni, percezioni, illusioni, suggestioni, bisogni e persino rivelazioni tutte assolutissimamente soggettive e indimostrabili).
Quando poi l'Ateo dovesse incorrere nell'umana tentazione di voler giocare a fare il possibilista, e dunque esaminare tutto questo con animo piano e persino disponibile (che è quello che ad esempio accade a me con Profeta) incontra subito un altro ostacolo, che è di ordine prettamente logico, ma è molto stringente per chi ama la logica, e cioè : ma perchè, quand'anche uno VOLESSE crederci, dovrebbe/potrebbe credere che rivelazioni di portata epocale sui massimi sistemi, anzichè informare di sè l'intero "creato".... dovrebbero finire in mano a pochi e pure guardati con diffidenza, mentre il resto del "creato" sfuggirebbe inspiegabilmente quanto dispettosamente quanto disperatamente alle regole del "creatore" ?

Come vedi, Dave, è un processo molto e molto diverso dal sognarmi di notte Babbo Natale e , la mattina dopo, siccome m'è piaciuto e m'ha fatto "caldo" , pretendere di partire a convincere il mondo che Babbo Natale c'è, perchè "io lo sento"...........
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

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