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giuloba

Nuovo Utente

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Data di registrazione: mercoledì, 20 novembre 2013

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1

mercoledì, 20 novembre 2013, 19:01

Il cibo è davvero l'unica costante?

Ciao a tutti. E' la prima volta che scrivo in un blog riguardo la mia esperienza e le mie idee. Credo che sia la sezione più giusta in cui scrivere: il rapporto con il cibo. Sono sempre stata in conflitto con il cibo e, conseguentemente, con il mio corpo. Sono sempre stata più in carne delle altre bambine, poi più robusta delle mie coetanee quando avevo 11\12 anni, pur praticando uno sport che adoravo. Il nuoto, la mia salvezza per molti anni, è stato anche lo strumento che mi ha permesso di avvicinarmi alle altre persone, cercando di costruire delle relazioni durevoli. All'età di 11 anni smisi di nuotare e cominciai a prendere peso. Provai a lanciarmi in altri sport, soprattutto di squadra, ma le mie incapacità relazionali si fecero sempre più evidenti, portandomi ad abbandonare qualsiasi attività sportiva i miei genitori mi mettessero davanti. Durante gli anni delle superiori, non praticando nessuno sport e immergendomi negli studi, mi attaccai al cibo, che sembrava essere diventato il mio migliore amico e che mi portò a raggiungere gli 86 kg per 1,59 cm di altezza. All'età di 17 anni ebbi un incidente che fu poi l'origine di un percorso in cui ritrovai quel briciolo di amor proprio che ora sembro aver perso nuovamente. Cominciai a mangiare meglio, cioè eliminai dalla mia vista e dal mio stomaco tutte quelle schifezze confezionate che non portano a nulla di buono. Cominciai a correre ogni giorno, e arrivai a perdere 31 kg in quasi 2 anni e mezzo. Inutile dire che mi sentii una vincitrice per la prima volta nella mia vita. Non solo riuscivo ad essere più a mio agio in mezzo agli altri, o in un negozio alla ricerca di un paio di pantaloni, ma più positiva nei confronti di tutto. Ora, cioè meno di un anno dopo, sono ferma al peso raggiunto, sebbene io continui a oscillare tra i 55 e 56 kg. Faccio attività fisica ogni giorno, non perché mi senta obbligata, ma perché ho capito che è una cosa utile e che mi fa bene, che mi fa stare bene. Tuttavia il problema del cibo rimane. E' un'ombra onnipresente, sembra essere l'unica costante. Ho paura del cibo. Mangio quando sono agitata, quando qualcosa mi preoccupa, quando sento di non riuscire a fare niente, quando sono sola. Faccio fatica a relazionarmi con gli altri, per quel che riguarda "rapporti a lungo termine". Sono sempre disponibile ad aiutare gli altri, sono la prima a cui qualcuno si rivolge se ha bisogno di appunti, libri o un aiuto con i compiti. Ma poi finisce lì. Almeno da parte mia. E' una cosa psicologica, me ne rendo conto anche fin troppo. Tuttavia, nonostante io ne sia cosciente, non riesco a fare altro che a ripiegare sul cibo e ciò mi spaventa. Non voglio tornare a pesare quella cifra e deludere tutti quanti. Mi sembra di camminare in un labirinto; ho perso la strada, non trovo la via d'uscita e sbatto la testa contro un muro in attesa di sfondarlo e vedere la luce filtrare. :dash:
Nemmeno io so esattamente cosa sto cercando. Un amico? Un confidente? Se avete consigli, se volete condividere un vostro pensiero o la vostra opinione, sarà benaccetto. Grazie a chiunque avrà voglia di leggere e commentare

Morpheus88

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2

giovedì, 21 novembre 2013, 02:26

Ciao e benvenuta, ma hai mai chiesto l'aiuto di un terapeuta? Seconda cosa, tutto quello che hai fatto, lo hai fatto principalmente per te o per gli altri?

giuloba

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3

giovedì, 21 novembre 2013, 23:28

Ciao. No, non mi sono mai rivolta a un terapeuta. Le poche volte in cui ho provato a confidarmi con un "esperto del settore" la maggior parte delle volte finiva che la buttasse sul facile o sul "Non è un vero problema", quindi ho lasciato perdere. Credo d'averlo fatto per gli altri, inizialmente, per rendere orgoglioso chi mi stava intorno, per una volta. Poi con il tempo ho capito che è una cosa che devo fare per me. Grazie

statik

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4

venerdì, 22 novembre 2013, 15:43

nullo nullo

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "statik" (24/02/2015, 13:43)


self_improvement_77

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5

sabato, 05 aprile 2014, 16:50

Soffro di anoressia/bulimia e capisco perfettamente l' inferno che stai passando.

Kabiria

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6

sabato, 05 aprile 2014, 17:07

Concordo pure io su chi ti ha detto di non mollare con lo sport. Se non è il nuoto, sarà altro. Distraiti,e nel frattempo, cerca un esperto che sia tale, non che aspetti di vederti con le budella in mano per stabilire che 'Hai un vero problema'. queste cose viaggiano veloce purtroppo. Abbi tanta cura di te!

Fazzoletto

Pruf pruf

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sabato, 05 aprile 2014, 19:53

Bene.
Direi che innanzitutto sei perfettamente in normopeso, quindi almeno quello non è un problema al momento.
Anzi forse avrai una 42 che è una taglia di tutto rispetto!

Poi sì, la relazione con il cibo è sempre strettamente collegata al benessere ed al malessere della persona stessa.
Il nostro equilibrio psichico si riflette su quello fisico.

Ci sono però dei piccoli trucchi per non ricadere in un baratro che ti sembra troppo duro da affrontare, ovvero l'implemento di peso.
Quando comprendi che sei agitata e varie dì a te stessa: "ho fame? mi bevo mezzo litro d'acqua".
Bevi compulsivamente acqua e vedi che ti fa bene. :P
Intanto hai dato qualcosa al tuo corpo ed hai qualcosa da fare. Io così diciamo che ho risolto almeno marginalmente il problema. :D

E se hai bisogno di parlare puoi contattarmi. (:

Tranquilla.

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8

domenica, 06 aprile 2014, 01:46

Purtroppo sfoghiamo le nostre tristezze,delusioni amarezza nel cibo,al giorno d'oggi abbiamo di tutto dispobile e possiamo ben bene rovinarci una volta era lo stesso ma il cibo era poco e non c'erano schifezze alimentari,se proprio hai una fame compulsiva ti prepari verdura/frutta/o spuntini di pollo vedi che ti puoi ingozzare quanto vuoi ma difficilmente ingrasserai come quando mangi schifezze o carboidrati complessi.
"La lontananza dal nulla,spegne l'infinito"

alex822

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domenica, 06 aprile 2014, 07:22

ciao,purtroppo il rapporto che l'uomo ha con l'atto di mangiare è piu complesso di quanto si possa credere..il bisogno di mangiare è uno dei bisogni primari quando veniamo al mondo e questo bisogno viene soddisfatto dalla madre..da li nasce tutta una serie di complesse associaioni mentali con il cibo stesso..proviamo nel mangiare l'appagamento di diversi bisogni tra i quali il desiderio di affetto,il desiderio di riempire qualche vuoto emotivo,il desiderio di placare l'ansia o il nervosismo,lo usiamo come antidepressivo ed è sempre in rapporto con il nostro mondo interiore..il nostro modo di mangiare rispecchia il nostro modo di essere e quando si presenta un disturbo alimentare è sempre in rapporto ad un qualche problema interiore che puo essere di diversa natura..il mio consiglio sarebbe quello di rivolgerti ad un terapeuta come ho fatto io quando sono stato bulimico per due anni e credimi,non immaginavo neanche minimamente da cosa dipendesse quel rapporto malato che avevo con il cibo..la psicoterapia mi ha aiutato a riconoscere i problemi dai quali derivava la bulimia ed a risolverli..risolti i problemi ed i conflitti interiori ho recuperato un rapporto"sano" con il mangiare ed ancora oggi riesco a discernere il giusto modo di alimentarmi e di affrontare la vita ed i suoi problemi evitando di ripiegarli sul cibo..