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), salvo poi sentirmi frustrata, persino "tradita" quando lo vedo rivolgere la sua attenzione ad altre. Ora, in casi come questi, incomincio a chiedermi se effettivamente io provi una qualche forma di interesse per quella persona: e non riesco a trovare alcuna risposta, proprio non ne ho la più pallida idea. O meglio, un tempo mi sarei risposta automaticamente di sì; ora che mi guardo un po’ anche “da fuori”, rimango più scettica su questa possibilità. In sostanza, ero (sono) attratta dall’attenzione altrui, priorità assoluta che non ha lasciato spazio ad altro. So da dove viene tutto questo, non c’è bisogno di scavare più di tanto. Ma anche se capisco, sento un po’ di amaro in bocca verso me stessa, nel senso che non mi piace tanto né questa “rivelazione” su di me, né i comportamenti ed i blocchi di pensiero che ne conseguono. Ritengo piuttosto grave non sapere cosa o chi susciti veramente il mio interesse non semplicemente per il ritorno in termini di attenzione o gratificazione, ma perché QUELLA determinata cosa o QUELLA determinata persona mi interessa davvero e stimola la mia curiosità a volerla conoscere. Sfido che non sono riuscita a costruire relazioni affettive durevoli, con questi presupposti (non è che mi giustifico, ma di mea culpa ne ho già fatti, ego me absolvo)perché già allora chiedevo troppa attenzione
Tutto il mio modo d’essere e di comportarmi si è focalizzato sempre più sul cercare passivamente di attrarre, senza nemmeno prendere in considerazione cosa attirava me
scuola, cercavo alternativamente di primeggiare, e quando questo veniva dato per scontato, mettevo in atto crolli plateali
Mi sto rendendo conto che dopotutto anche questo 3d è intriso di narcisismo e chiede attenzione, pur coltivando al tempo stesso la mia “ferita narcisistica”, il timore di non suscitare alcuna reazione e non ricevere risposte. Forse anche il modo in cui parlo, in cui scrivo è prova evidente del mio narcisismo, e chi lo riconosce lo evita, giustamente, o io stessa faccio così in modo di allontanare le persone, attrarle o respingerle, senza vie di mezzo. E’ così che funziona?
Ma magari c’è qualcuno che riesce a gestire serenamente situazioni simili, senza “saccheggiare” o manipolare gli altri, ed ha raggiunto nonostante premesse analoghe la possibilità di stabilire relazioni umane più sane? E che mi sa dire come fare, cosa fare?
pessima perchè poi uno non capirà mai il perchè del proprio agire....
E' una sensazione la mia, non vorrei offenderti.
Non so se mi consola, perché non so bene cosa implica...?Non so se la cosa possa consolarti o meno ma più che narcisismo mi sembra un atteggiamento istrionico il tuo....
La prima reazione, anzi dovrei dire sensazione, è frustrazione (troppi -zione!), poi vengono pensieri autosvalutanti ("ecco, lo sapevo, non valgo proprio niente, sono una stupida" ecc.ecc.ecc.) che vanno avanti un po' come un disco rotto. Poi arriva il distacco, una finta indifferenza verso chi ha "ferito", nel tentativo di svalutarlo.Se non ricevi le attenzioni che vuoi che cosa pensi di te stessa ?
This post has been edited 1 times, last edit by "aleamo" (Jan 21st 2010, 7:59am)
Eppure Ale, ho letto da qualche parte che un narcisista può essere empatico, proprio per quel suo (adesso io non è che sono ferrata in materia, quindi vado un po' a braccio) "proiettarsi" sull'altro e considerarlo come una parte funzionale al proprio sé, diciamo come un braccio, o l'immagine allo specchio: se quel braccio duole, non può che sentire il dolore.Per ssere narcisi bisogna avere più caratteristiche insieme e comunque la principale è la mancanza di empatia
) La mancanza di attenzioni (in alcuni casi solo presunta), quando genera in noi reazioni smisurate rispetto alla valenza effettiva del fatto, non è sana. Che questo sia inevitabile conseguenza di un'infanzia trascurata, va bene, ma uno dei concetti che la mia terapeuta a suo tempo cercava di far passare era: quello che ti è stato negato da bambina non potrai mai recuperarlo da adulta, quello è un capitolo chiuso. Concetto da me compreso ed integrato a livello razionale, un po' meno su quello emozionale; che io lo voglia o no, che me ne renda conto o meno, istintivamente temo che continuerò a leggere nella minima disattenzione o presunta tale un segnale di rifiuto totale verso la mia persona. Che poi riesca in qualche modo - oggi come oggi - a prendere un po' le distanze dal tourbillon che ne segue, a razionalizzare, è già un bel passo, ma continuo a scivolare sulle bucce di banana...ed è un continuo cadere e rialzarsi.
Ti capisco....facciamo quello che possiamo..Sul fatto delle definizioni, hai ragione, un po' di scetticismo verso le etichette va sempre bene. Eppure, siccome l'idea di essere una narcisista mi irrita come poche altre, mi fa sospettare sia una indigesta verità...
Siamo tutti un po' narcisisti, mica c'è niente di male!!!! Non lo vedo necessariamente un difetto a meno che non sia spinto nel patologico..perchè dovresti essere patologica. Tu ti mti in discussione, cerchi spiegazioni dentro di te, si alla ricerca di autenticità. Insommm, non mi sembra che tu sia abbrancata ad un'immagine di te stessa cristallizzata
"ma è che IO sono troooooooooooooppooooooooo senssssssibbbbbbiiiiilllllllleeeee (con sottotitolo "e gli altri tutti brutti cattivi egoisti schifosi"".
questa era la versione Morgenrot 1.0, ora sono già al Morgenrot 2010 NT VISTA con antivirus integrato e hard disk esterno....
questa era la versione Morgenrot 1.0, ora sono già al Morgenrot 2010 NT VISTA con antivirus integrato e hard disk esterno....
) Ho letto da qualche parte che una personalità narcisistica non cambia, non si può modificare. Il fatto che ci si accorga di essere così probabilmente non è sufficiente a mettere in cantiere dei cambi di prospettiva, anche perché mi rendo conto che il meccanismo, lo scatto istintivo di cui dicevo prima, non riesco a controllarlo, se non dopo un certo tempo, e solo “a freddo”.
Intanto grazie Elair per la tua risposta e soprattutto per avere letto il papiro fino in fondo !
Citato da "elair"
Non so se la cosa possa consolarti o meno ma più che narcisismo mi sembra un atteggiamento istrionico il tuo....
Non so se mi consola, perché non so bene cosa implica...?
La prima reazione, anzi dovrei dire sensazione, è frustrazione (troppi -zione!), poi vengono pensieri autosvalutanti ("ecco, lo sapevo, non valgo proprio niente, sono una stupida" ecc.ecc.ecc.) che vanno avanti un po' come un disco rotto. Poi arriva il distacco, una finta indifferenza verso chi ha "ferito", nel tentativo di svalutarlo.
Da qualche tempo riesco a deviare l'attenzione, e cercare di volta in volta ragioni oggettive all'assenza di attenzioni, oppure non cerco un significato e provo a ridimensionare l'importanza del fatto, ma senza lo sprezzo di cui sopra
penso riuscirei ad identificarmi almeno con i 2 terzi dei sintomi di più di un disturbo e può darsi che sia una forma di ipocondria psicologica (pure!), oppure che in psicologia sia ancora più difficile che in medicina definire e distinguere a compartimenti stagni le varie forme di disagio.
Sarei comunque più sollevata se trovassi una smentita alla mia idea. Anche perché, ripeto, mi risulta che il narcisismo non guarisce, e sinceramente, se non potessi fare nulla per spezzare il cerchio magico di aspettative, delusioni, frustrazioni, disistima e disprezzo (e fallimenti affettivi) sinceramente mi preoccuperei di più.
Per ssere narcisi bisogna avere più caratteristiche insieme e comunque la principale è la mancanza di empatia. Un "buon" narcisista patologico ha una bella corazzona per cui difficilmente si sente abbattuto
E poi io rimango sempre dell'idea che siamo tutti un po' di tutto con qualche prevalenza qua e la.
), paranoide; schizoide....
alla fine non sono nessuna delle 3... ho qualche tratto di tutti e 3 ma nessun disturbo ! ( per ora
) o cerco di conoscere me stessa e le definizioni, a quanto ho capito, servono a psicologi e psichiatri per orientare la terapia e a null'altro e poi oggi si usano frequentemente diagnosi differenziali
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