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roby312011

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1

Friday, January 14th 2011, 10:47am

Fase di transfert

Non sapevo dove inserire l'argomento e così ho pensato che la percezione (di sé, del terapeuta, della realtà ecc.) si avvicinasse molto. Senz'altro qualcosa a riguardo deve essere già stato trattato. Per ora dato che son di fretta, facendo una super sintesi potrei dire di sentire in generico molta solitudine (non ho amici nè conoscenti con cui scambiare quattro chiacchere) di conseguenza vorrei poter condividere con voi il mio percorso di superamento di una fase che é ancora sofferta, a volte non ci penso ma a volte vorrei semplicemente parlarne con qualcuno. Grazie dell'attenzione.

2

Friday, January 14th 2011, 1:14pm

In effetti non è chiara la richiesta che fai, ipotizzo che in linea di massima, tu voglia condividere la tua esperienza personale, il tuo percorso, con altri simili o diversi dai tuo, ma su un terreno comune, che è il filo conduttore di questo forum.

Partendo dal titolo del tuo thread: transfert, ti chiedo in che contesto lo metti? in ambito psicoanalitico o ad altri ambiti interpersonali.

Magari una ricerca di transfert visto che accenni alla tua solitudine.
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

roby312011

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3

Friday, January 14th 2011, 5:14pm

Sì é proprio così, il bisogno di aggrapparmi a qualcosa o a qualcuno e al contempo quasi per paradosso condividere con altre persone la mia solitudine e questa ricerca di sè, questo percorso importante che forse ci accomuna, nel caso specifico forse non in molti ma certo nemmeno pochi senz'altro, come l'attaccamento vissuto male verso il proprio psicoterapeuta.

4

Friday, January 14th 2011, 6:46pm

Potresti partire, ad esempio, "dall'attaccamento vissuto male verso il tuo psicoterapeuta", in che senso?
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

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5

Saturday, January 15th 2011, 6:45pm

Certo. Semplicemente, provo una forte infatuazione per lui e per quanto so che si tratta di una fase, non avendo amici non ho modo per condividere tutte queste emozioni che sento. Inoltre sento una sorta di timore per lui e questa dipendenza emotiva so che può aiutarmi ma pure un poco mi spaventa....perché in fondo anche lui è un essere umano in grado di sbagliare.....dice che ho modalità di ipercontrollo, cioè vorrei gestire io quanto più le cose, ciò è vero ma anche secondo me un pò troppo riduttivo per affrontare con me tanti miei problemi.

6

Monday, January 17th 2011, 12:02am

Credo che questo sia normale, nel senso che per funzionare un rapporto terapeuta-paziente, deve esserci una forma di "amore", altrimenti come potresti affrontare argomenti delicati e sofferti?

Io voglio bene e son grato al mio terapeuta per il confronto che ho, e per i progressi fatti, merito mio certo, ma influenzato da una persona che reputo capace sul piano professionale ed umano.

Credo che il discorso "infatuazione", dipenda dalla tua solitudine, e dal fatto che hai trovato un essere umano a cui "affidarti". Se riuscirai a lasciare andare un pò il tuo "ipercontrollo" forse, domani o dopodomani, chissa, troverai altre persone con cui dividere il tuo bisogno di affetto.
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

roby312011

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Thursday, January 20th 2011, 4:46pm

E' bello ciò che dici, soprattutto in merito alla stima e affetto che esprimi per il tuo psi. Io invece, diciamo che oscillo spesso tra due estremi. Comunque un forte investimento affettivo verso la terapia me lo riconosco. Senza dubbio poi condivido che molta sofferenza sia causata dalla mia solitudine, ed è vero che non riesco ad interagire con gli altri per scrupoli o difese che mi creo rigidamente. Volevo pure chiederti, secondo te la fiducia verso il terapeuta a cui bisogna aspirare, può aiutare davvero a star meglio, e in che modo? oppure è un pò utopistico pensare che un essere umano possa fidarsi al duecento per cento degli altri, anche trattandosi di terapeuta? Ho l'impressione infatti che sia una forzatura....praticamente io e psi proseguiamo un braccio di ferro emotivo per difendere la nostra libertà di scelta, ma assomiglia a un paradosso che mi sa non porterà molto lontano da questo stand by....tu che dici?

8

Thursday, January 20th 2011, 5:47pm

Volevo pure chiederti, secondo te la fiducia verso il terapeuta a cui bisogna aspirare, può aiutare davvero a star meglio, e in che modo?
Questa fiducia, detta "transfert", non è mai incondizionata, ma nasce nel tempo quando ci rendiamo conto che la terapia ci aiuta.

Ma il transfert non è un obbiettivo, ma un tramite, attraverso il quale è possibile rendere efficace una terapia psicologica.

Il vero obbiettivo è il raggiungimento di un equilibrio interiore che ti faccia stare meglio, e permetterti di vivere una vita "normale".

transfert, medicine, sedute sono mezzi, il vero attore dell' "andare oltre", puoi essere solo tu!

Come?

Dipende dalla forma mentis del tuo terapeuta e quindi dal tipo di approccio terapeutico che userà.

Dipende dalla tua tematica.

E da fattori esterni, come famiglia, contesto sociale e culturale.

Ma alla fine sei TU la parte fondamentale della terapia.
Ho l'impressione infatti che sia una forzatura....praticamente io e psi proseguiamo un braccio di ferro emotivo per difendere la nostra libertà di scelta, ma assomiglia a un paradosso che mi sa non porterà molto lontano da questo stand by....tu che dici?
Questo pezzo è interessante, avresti voglia di contestualizzarlo, portando un esempio pratico?
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

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Thursday, January 20th 2011, 8:58pm

Ma lui, il terapeuta lo sa cosa provi?

Lo intuisce?

Hai risultati buoni con lui?

Penso che proprio perchè non hai scambi sociali sia successo questo..
Non ci sono maschilisti in una nave che affonda :D

roby312011

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Sunday, January 30th 2011, 9:18am

Non credo sia davvero in grado di capire....

Ma lui, il terapeuta lo sa cosa provi?

Lo intuisce?

Hai risultati buoni con lui?

Penso che proprio perchè non hai scambi sociali sia successo questo..
Credo che lo abbia intuito un pò, ma dovrei approfondire con lui. Ma provo sconforto, perché nonostante io collabori moltissimo lui rimane molto trincerato nella sua scuola di pensiero. Persino mi ha detto recentemente che lui sa da molto come fare con me perché da poche cose dette inizialmente avrebbe ben chiara e precisa la mia situazione. Al che mi dico, che vado a fare, qual'è il fine di tutto questo? Qualche risultato buono lo ho anche grazie a lui, certo. Non mi interessa granché avere scambi sociali se il riscontro è sempre piuttosto deludente, Pianista. Ciao a presto e grazie della risposta.

This post has been edited 1 times, last edit by "roby312011" (Jan 30th 2011, 9:25am)


11

Sunday, January 30th 2011, 12:16pm

ad ogni modo roby, spero tu sia cosciente che non potrai mai nascere nulla di romantico, per motivi di deontologia in primis.

mi colpisce questa tua frase:
Al che mi dico, che vado a fare, qual'è il fine di tutto questo? Qualche risultato buono lo ho anche grazie a lui

che risultati hai ottenuto fin'ora?

ma sopratutto: che obbiettivi hai per la tua vita?
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

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Sunday, January 30th 2011, 12:36pm

Certo Alexander, in questo periodo ho lavorato su me stessa e la fase illusoria è ben passata. Ora sono solo concentrata sui frutti che può ancora darmi questa terapia. Ecco perché forse confrontarmi con qualcuno può chiarirmi qualche idea a riguardo....i risultati ottenuti sono molti. Gli obbiettivi per la mia vita riguardano un aumento della mia autostima, e una buona realizzazione professionale....non tanto per soldi o successo....ma come valvola di sfogo importante. Ho fatto oltre un percorso terapeutico, spesso un pò fatto male o accanito, una scuola di grafica e vari tentativi in una scuola d'arte post diploma che mi ha insegnato tante cose. Imparata l'arte, l'ho messa da parte e attualmente vado ogni mercoledì mattina a fare arteterapia, una cosa che mi sta aiutando molto.

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Sunday, January 30th 2011, 12:50pm

Non è male quello che hai fatto sin ora...

E credo che a sto punto le conoscenze arriveranno spontanee...

Magari più che cercarle...

Si solo un pò più aperta quando avvengono spontanee....

E cerca di non esser troppo prevenuta... ma semplice e spontanea... Ok? :)
Non ci sono maschilisti in una nave che affonda :D

14

Sunday, January 30th 2011, 1:34pm

Gli obbiettivi per la mia vita riguardano un aumento della mia autostima, e una buona realizzazione professionale....non tanto per soldi o successo....ma come valvola di sfogo importante
Direi che è un'ottima base di partenza il lavoro, anzi è la base su cui puoi costrire tutto il resto: socialità, affettività e stabilità personale.

E' il percorso che stò facendo, e più ci si ritrova a "rientrare" nel mondo ed uscire "dall'illusione" e più cambiamo senza accorgecene.

E' un processo complesso, soggetto a molti fattori. Per questo ritengo essenziale essere estremamente concreti.

Per cui nelle varie cose che stai gia facendo :clap:

Ti chiedo che lavoro vorresti fare? E che lavoro puoi oggettivamente fare nel breve periodo?
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

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Sunday, January 30th 2011, 2:00pm

Un sentito grazie ad entrambi. Giustamente essere concreti è importante, diciamo che in parallelo a questo percorso artistico espressivo (cioè somigliante più al concetto di terapia che a un impiego) entro qualche mese posso proporre al centro ospedaliero pubblico che mi supporta, e dove ho psichiatra e la terapeuta di gruppo + l'arteterapia, qualcosa che mi aiuti gradualmente verso un autonomia concreta....il buon proposito non manca da parte mia, certo loro dicono che ci vuole del tempo sia a livello emotivo che per loro burocrazie concrete....per farla breve, a me sarebbe piaciuto andare ad abitare lì in questo centro dove c'è anche un padiglione residenziale, purtroppo la cosa non è fattibile, l'unico luogo dove potrei andare è una clinica dove già ho abitato e che mi ha lasciato un pessimo imprinting a riguardo. Inoltre la mia famiglia risulta spesso un ambiente difficile per me. Comunque senz'altro i dottori mi aiuterebbero su questo senso, e già lo fanno attraverso l'attività diurna (arteterapia). Per il mio stato emotivo è molto difficile procedere senza gradualità in quanto necessito di un forte accudimento psicologico e i peggioramenti clinici e molti eventi esterni negativi hanno spesso interrotto gravemente un percorso avviato da tempo.