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anonimoPR

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Wednesday, January 25th 2012, 12:42am

Chi sono? Cosa ci faccio qui? Dove dovrei andare

Ho già aperto questo post ma non ho trovato soddisfazione dal ragionamento anche se ringrazio di cuore chi si è cimentato... qualcuno vuole riprovare a rispodnere?

ho un problema DOC relativo a sesso, il problema è sicuramente legato ai genitori, rapporto con la madre, e catena non separata con loro ma non sono capace di risolverlo, conosco cause e conseguenze, ma non conosco il metodo oppure non ne ho la forza. il problema è in equilibrio precario, non riesco a risolverlo ma con alcuni accorgimenti riesco a tenerlo mediamente a basso livello.

Eppure la domanda che mi scava nella testa non centra con questa cosa: Chi sono io? io non mi so dare una risposta, è una domanda anche legata al senso della vita e a cosa ci facciamo qui, in particolare io. Sono una persona pragmatica, prettamente logica, mi scuso ma non posso accettare una risposta religiosa alla questione, sicuramente posso accettarla spirituale ma non mi accontento di risposte superficiali, devo essere convinto nello stomaco.

ho 36 anni, moglie e figli...

RedCliff

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Wednesday, January 25th 2012, 10:42pm

sei ciò che fai.
quando fai qualcosa nella giornata segnala su un pezzo di carta. dopo una settimana rileggi quello che hai scritto.
pragmatica e logica, bene. desumi dagli appunti che persona sei.
segna anche le cose che ti hanno fatto ridere / sorridere / piangere /arrabbiare ecc.

poi sei hai voglia nota il modo in cui le eprsone si approcciano a te, se ispiri soggezione ecc. che ruolo hai in una compagnia di persone. il modo in cui ti relazioni ai tuoi genitori. segna e desumi.

segna anche i tuoi hobbies. i tuoi sogni. sopratutto gli incubi.

poi fissa un gatto negli occhi e miagola. se risponde anche lui. hai dei superpoteri. OKOK, ignora l'ultima riga, il resto è serio.
intendo dire, noi stessi non sappiamo definirci perchè siamo così avvezzi alla nostra vicinanza che non ci poniamo domanda "che tipo sono?". sappiamo istintivamente ciò che vogliamo fare o ciò che non vogliamo fare, ma bisogna pensare anche al fatto che il contesto sociale ci ha imposto delle abitudini.
le persone che conosciamo sono un buon punto di confronto, ma effettivamente non ci diranno ciò che siamo realmente (eh, Pirandello e le sue maschere!).
se prorpio ti sei perso di vista come dici fai così, anche se non dovessi prendere ralemnte appunti, facci caso. non cestinare questa idea perchè "ah ma è ovvio che so cosa mi paice, cosa non mi piace, quello che mi f apaura, quello che mi fa gioire.. ecc", se lo sai sai chi sei. se non ci hai ami fatto caso o se ti sei perso di vista ssume senso la domanda.

poi per l'essere umano ci sono varie definizioni, ma sono punti di vista.

anonimoPR

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Wednesday, January 25th 2012, 11:02pm

Ciao RedCliff, la tua idea è interessante e mi scatena ulteriori domande:

se io fotografassi quello che faccio e la reazione altrui, effettivamente avrei una idea di chi sono veramente eppure sento che non ne avrei soddisfazione e proprio mentre lo scrivo me ne rendo conto, la mia potrebbe essere una falsa domanda (sto parlando con la mia mente). Potrebbe essere che io soffra di scarsa attenzione, e con questa domanda voglia accendere un riflettore su di me, e invitare gli altri a parlare di me stesso... oppure la domanda è relativa a cosa dovrei essere, cosa dovrei fare, è corretta una vita a lavorare nell'insoddisfazione solo nel binomio di lavora sopravvivi, lavora sopravvivi... avendo la sensazione comunque di non vivere realmente... ?

mmmm

RedCliff

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Thursday, January 26th 2012, 12:26am

guarda, parlo con la prospettiva che può avere un 19enne.

forse hai bisogno solo di sentir parlare di te stesso perchè vivi una solitudine interiore.

e comunque no. una vita passata nell'insoddisfazione non è "corretta" perchè evidentemente ti stai negando qualcosa. però io non posso saperlo. cosa ti stai negando? cosa vorresti fare?

macchianera

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Thursday, January 26th 2012, 6:53pm



Eppure la domanda che mi scava nella testa non centra con questa cosa: Chi sono io? io non mi so dare una risposta, è una domanda anche legata al senso della vita e a cosa ci facciamo qui, in particolare io. Sono una persona pragmatica, prettamente logica, mi scuso ma non posso accettare una risposta religiosa alla questione, sicuramente posso accettarla spirituale ma non mi accontento di risposte superficiali, devo essere convinto nello stomaco.

ho 36 anni, moglie e figli...
Caro amico alla domanda (chi sono io) l'unico che può rispondere sei tu, nessuno neanche chi ti conosce bene può sperare di avere una risposta anche parziale, detto questo il senso della vita è soggettivo cambia in base alla personalità, alla cultura, all'educazione ricevuta e principalmente alla percezione che ognuno di noi ha del quotidiano, dei rapporti con le persone. Lungi da me darti una risposta a sfondo religioso sono atea, l'unica cosa che posso dirti è la seguente: hai detto di avere figli bene e ti pare poco? Hai scelto liberamente di mettere al mondo creature, tua la scelta non loro quindi educarli al meglio, farli crescere uomini sani nel fisico e nella mente insegnare ad essere persone con principi. Il compito di genitore è arduo è molto complesso, loro sono il futuro e c'è bisogno per il futuro di persone sane, intelligenti ed equilibrate. Credo che oltre alla nostra crescita interiore, io sono sempre in evoluzione, che da un senso alla vita, la vita continua ad avere un senso se si prosegue con i figli accompagnandoli nel loro percorso per renderli uomini giusti e liberi, saranno fieri del loro maestro e grati per come sono diventati. Per me è così, sono fiera di quello che ho costruito e sto costruendo li vedo crescere bene, se qualcuno pensa che tutto questo sia cosa di poco conto sbaglia, è difficile essere buoni genitori ma ancora più difficile essere bravi insegnanti. Questo è per me il senso della vita evolvermi e far evolvere la mia progenie il futuro mio e della società.
Vivi la vita a passo veloce ma riguardala a rallentatore, fermati a riflettere e ti accorgerai che è il prodotto delle tue decisioni, non dare la colpa a gli altri ma assumiti le tue responsabilità.

anonimoPR

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Friday, January 27th 2012, 12:47am

Ciao Macchianera grazie per il tuo commento: purtroppo sono molto perplesso, io non credo nella mia vita, in questo stile di vita, in questo sistema di vita... sono anche confuso sui "valori" da dover tramandare ai miei figli, che tipo di valori dovrei trasmettere? capisco che tu sia fermamente convinta nei tuoi valori, ma dovrei per caso insegnare ai miei figli che la vita è questa? che questo è il sistema in cui devono vivere?

noi siamo fortunati abbiamo tante cose che altri non hanno... ma non è giusto così
eppure non vorrei condividere il mio stipendio con altre famiglie, eppure non è giusto che io abbia uno stipendio e tanti no, eppure non è giusto che io stia qui protetto dalle mie 4 mura e ci siano vite che valgono meno del pallone che devono cucire per mangiare almeno...
con queste contraddizioni che ho in testa non vedo come potrei insegnare qualcosa di sano ai miei figli...
il mio senso della vita sarebbe quello di aiutare a cambiare la società eppure non ho bene idea di dove dobbiamo andare, eppure così comunque non va bene...

e la mia soddisfazione non so se coincide con la soddisfazione globale... vorrei essere tutto io, ma è giusto che siano tutto tutti...

domande che mi tormentano,vago nel vuoto senza risposte...

non dovrei essere egoista ma lo sono...

encefalogramma piatto

macchianera

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Friday, January 27th 2012, 8:45am

Ciao Macchianera grazie per il tuo commento: purtroppo sono molto perplesso, io non credo nella mia vita, in questo stile di vita, in questo sistema di vita... sono anche confuso sui "valori" da dover tramandare ai miei figli, che tipo di valori dovrei trasmettere? capisco che tu sia fermamente convinta nei tuoi valori, ma dovrei per caso insegnare ai miei figli che la vita è questa? che questo è il sistema in cui devono vivere?

noi siamo fortunati abbiamo tante cose che altri non hanno... ma non è giusto così
eppure non vorrei condividere il mio stipendio con altre famiglie, eppure non è giusto che io abbia uno stipendio e tanti no, eppure non è giusto che io stia qui protetto dalle mie 4 mura e ci siano vite che valgono meno del pallone che devono cucire per mangiare almeno...
con queste contraddizioni che ho in testa non vedo come potrei insegnare qualcosa di sano ai miei figli...
il mio senso della vita sarebbe quello di aiutare a cambiare la società eppure non ho bene idea di dove dobbiamo andare, eppure così comunque non va bene...

e la mia soddisfazione non so se coincide con la soddisfazione globale... vorrei essere tutto io, ma è giusto che siano tutto tutti...

domande che mi tormentano,vago nel vuoto senza risposte...

non dovrei essere egoista ma lo sono...

encefalogramma piatto

Buon giorno a tutti
caro amico voglio rispondere con le parole di chi è stato artefice di un grande cambiamento, le sue parole hanno risvegliato le coscienze di milioni di persone. Ognuno di noi può e deve essere coprotagonista nel cambiamento, un grande attore ha bisogno di una grande spalla per avere successo. Credi con tutte le tue forze, un abbraccio sincero




Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verità, la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino.
Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.
Mahatma Gandhi
Vivi la vita a passo veloce ma riguardala a rallentatore, fermati a riflettere e ti accorgerai che è il prodotto delle tue decisioni, non dare la colpa a gli altri ma assumiti le tue responsabilità.

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Saturday, January 28th 2012, 6:00pm

si va bene... bella frase... bello tutto...

ma DOVE dobbiamo andare e COSA dobbiamo essere... gandhi lo sapeva, io no, la nostra società no, tutti si lamentano per bene, alcuni stanno anche passando ai fatti, ma dove dobbiamo arrivare non lo sa nessuno, tanto meno io.

Chi siamo? Cosa dobbiamo fare in questa vita?

RedCliff

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Sunday, January 29th 2012, 12:46am

rispettivamente: uno nessuno e centimila; grattarci e aspettare di schiattare (o fare qualcosa mentre aspettiamo di schiattare)

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Sunday, January 29th 2012, 7:06pm

rispettivamente: uno nessuno e centimila; grattarci e aspettare di schiattare (o fare qualcosa mentre aspettiamo di schiattare)
RedCliff a me non piace stare con le mani in mano, mi piace costruire, realizzare, fare... ma non ho alcuna idea di cosa dovrei fare per il mio futuro e per dare un mondo migliore ai miei figli. Lavorare per avere uno stipendio non è costruire è semplicemente un sopravvivere... avere un hobby è solo una distrazione, e ho sempre la sensazione continua di dover far qualcosa per la nostra vita... ma cosa?

RedCliff

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Sunday, January 29th 2012, 11:48pm

hmmm analizziamo le varie ipotesi:

vorresti costruire, realizzare. puoi darti al volontariato, puoi buttarti in politica, puoi diventare un imprenditore onesto e costruire una multinazionale, puoi vincere al superenalotto e sponsorizzare una fondazione no- profit (o profit onesto) che investa sulla ricerca. chissà che altro potresti fare. ora c'è il problema: ovvero il limite tra ciò che VUOI e ciò che PUOI. Se vuoi cambiare qualcosa devi metterti sempre più in gioco, ma chiediti se puoi permettertelo, se non fosse un rischio eccessivo per i tuoi cari (non quelli nominali, quelli reali) o quali possano essere le tue chance di riuscita effettive. se ti viene altro in mente riflettiamoci insieme.

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Monday, January 30th 2012, 12:56am

hmmm analizziamo le varie ipotesi:

vorresti costruire, realizzare. puoi darti al volontariato, puoi buttarti in politica, puoi diventare un imprenditore onesto e costruire una multinazionale, puoi vincere al superenalotto e sponsorizzare una fondazione no- profit (o profit onesto) che investa sulla ricerca. chissà che altro potresti fare. ora c'è il problema: ovvero il limite tra ciò che VUOI e ciò che PUOI. Se vuoi cambiare qualcosa devi metterti sempre più in gioco, ma chiediti se puoi permettertelo, se non fosse un rischio eccessivo per i tuoi cari (non quelli nominali, quelli reali) o quali possano essere le tue chance di riuscita effettive. se ti viene altro in mente riflettiamoci insieme.
Diciamo che faccio alcune cose inerenti alla politica e sono impegnato in un paio di associazioni a scopo politico/economico che si impegnano per un futuro diverso e migliore; l'imprenditore non posso farlo né vincere al superenalotto: è il mondo da cui sto cercando di scappare, fare soldi a discapito di altri, il sogno di potere e di essere milionario funziona solo se sei più in alto degli altri ed è quello che sento sbagliato. Non è solo un discorso di onestà o di altruismo, fare l'imprenditore come si è fatto sino ad ora è un modello perdente e non ha alcun senso prenderne la strada. Il modello vincente invece è il modello fatto di comunità in cui ci si aiuta e si condividono le energie... ma detto questo sono perso, non so come arrivarci, la gente che condivide queste idee si guarda in faccia, fa piccole cose, ma nessuno che fa il passo, tuuti ne abbiamo paura.

e poi sono sicuro che anche raggiunto questo modello io abbia raggiunto quello che volevo? oppure è solo una tappa ma non ne sarò mai contento perché le mie aspettative verso di me sono troppo esigenti?

RedCliff

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Monday, January 30th 2012, 8:50pm

il tuo problema è simile a quello delle persone che avendo paura di prendere malattie assumono mille precauzioni (anche eccessive), ma non considerano che anche uscendo di casa, rischiano la morte.

non puoi sapere se quello che fai avrà successo, non sai mai quanta gente vorrà metterti i bastoni tra le ruote, o quanta gente ti aiuterà. nè è detto che quella scelta, quell'obiettivo si il migliore, il più funzionale. probabile anche che nel frattempo le tue aspettative cambieranno / aumenteranno, allora sarai sempre insoddisfatto. non è che magari sei frustrato per qualcosa di simile e ti senti di dover fare qualcosa di "grande" per controbilanciare?

non è anche che stai dando per scontato il tuo impegno quotidiano che permetterà di avere un futuro ai tuoi figli?

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Monday, January 30th 2012, 9:25pm

il tuo problema è simile a quello delle persone che avendo paura di prendere malattie assumono mille precauzioni (anche eccessive), ma non considerano che anche uscendo di casa, rischiano la morte.

non puoi sapere se quello che fai avrà successo, non sai mai quanta gente vorrà metterti i bastoni tra le ruote, o quanta gente ti aiuterà. nè è detto che quella scelta, quell'obiettivo si il migliore, il più funzionale. probabile anche che nel frattempo le tue aspettative cambieranno / aumenteranno, allora sarai sempre insoddisfatto. non è che magari sei frustrato per qualcosa di simile e ti senti di dover fare qualcosa di "grande" per controbilanciare?

non è anche che stai dando per scontato il tuo impegno quotidiano che permetterà di avere un futuro ai tuoi figli?
Non credo sia come dici: cosa dovrei temere?

Io sono di estrazione comunista, che a parte la gazzarra che ci ha fatto sopra berlusconi su questa parola per creare un nemico a fini elettorali, essere comunisti significa pensare al bene comune e non al successo personale, e a parte questo il successo personale è in forte declino ora. E' chiaro che non desidero imporre il comunismo agli altri, ma sono extra convinto che unire lo forze, mai come ora sia la cosa più importante da programmare. Ora detto questo, il difficile è capire come e cosa sia necessario per trasformare l'idea in realtà insieme alle persone che credono nella stessa idea.



Questo però è relativo alla mia idea di società, e non è detto che coincida con la mia soddisfazione personale: da questo deriva forse il conflitto interiore.

PS Premesso che i "comunismi" che si sono avvicendati nel mondo erano solo dei regimi, di comunista avevano solo il nome, ma erano comandati da un'elite di persone tanto uguale ai fascismi e alle dittature, non vorrei fare un dibattito su questa o quella fazione politica.

15

Monday, January 30th 2012, 10:22pm

tu sei... ... ...

























































































































































































































































































































































































































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tutto quello che ha un inizio ha una fine

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