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Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
Salve Doctor Faust,
a me l'AT non convince perchè se si analizzano le persone con le sue categorie, come fai tu, ne vengono sempre fuori profili di persone infelici. Di persone con problemi che non riescono mai a superare.
This post has been edited 1 times, last edit by "doctor Faust" (Nov 24th 2011, 5:32pm)
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Non è una questione che ti riguarda se sono triste o meno. E se lo fossi, è un modo molto privo di tatto di dirmelo.
Ora abbandono la discussione, perchè discutere con te che cerchi anche di negare l'evidenza pur di avere ragione è per me perdita di tempo.
Loro sono stati felici secondo le tue analisi? E' una grande contraddizione detta da te che le hai scritte.
Scrivo queste cose per il beneficio di chiunque legge
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Ciao Doctor Faust,
prima di rispondere ai molti messaggi privati che ho ricevuto voglio scrivere a te.
Quoted
E voglio scriverti per chiederti pubblicamente scusa.
Quoted
Mi piacerebbe anzi dialogare con te sul sito, ..

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PS: sai che abbiamo in comune la laurea in filosofia?
Un caso clinico: Ulisse
di Itaca
Introduzione
Lo scopo della ricerca e' dimostrare che si può operare un buon profilo psicologico, una analisi della personalità ed una previsione sulla soddisfazione derivante dal comportamento osservato, avendo a disposizione un testo scritto su cui documentarsi, anche in assenza del soggetto.
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Ulisse era considerato, almeno da una certa parte della critica, non come uomo realmente esistito ma come figura al limite del mitologico. Tanto che e' stato utilizzato poi da alcuni nella letteratura successiva come emblema dell'uomo posto in varie situazioni. Come e' quindi possibile stilare un profilo psicologico di un personaggio "inventato"? che applicativo puo' avere? inoltre: secondo te e' quindi una cosa che si puo' fare con qualsiasi personaggio dei romanzi, ad esempio?
Se hai ancora rimembranza scolastiche, perfino alle scuole medie, almeno ai miei tempi, ci facevano fare i profili dei vari personaggi, così come emergevano dalle letture dei classici.
Chi non ha fatto qualche riassunto psicologico sulla figura di don Abbondio, o dell'Innominato, o di fra Cristoforo? Solo per citare i promessi sposi. Ma un don Chisciotte non si presta? e Sancio Panza? Una perfetta coppia simbiotica.
Il profilo, così come indicava l'introduzione, lo si fa rilevando le descrizioni del personaggio, e sopratutto dai dialoghi che intesse con i vari protagonisti e comprimari.
Così come l'analista valuta il dialogo, in tutte le sue sfumature, fra l'utente e lui stesso, oppure fra l'utente e altri membri della famiglia, delle amicizie, delle conoscenze.
Si potrebbe obiettare che l'utente che viene in analisi e' vivo e vegeto, e non morto da secoli o mai esistito, se non nella mente dello scrittore.
La cosa, se ci si riflette, non ha importanza, perche' l'intento non e' valutare il vero Ulisse, che forse non e' mai esistito, ma l'Ulisse che emerge dalgli scrtti, cosi come potresti fare il profilo a Berlusconi semplicemente guardardo qualche registrazione su you tube, o leggendo le varie interviste che ha tenuto negli anni.
Da un punto di vista esemplare non importa se Berlusconi sia vivo o morto, o se sia esistito o meno. Importa che ci siano dei dati espressivi che lo riguardano, e da quelli si puo' valutare chi e' il personaggio.
Nel teatro spesso si segue il processo inverso: si ha in mente un personaggio e lo si fa operare, manifestarsi e dialogare in funzione del prototipo che si voleva creare, dimostrando cosi' che il processo e' valido e usabile in vari modi, e a secondo del fine.
Qui il fine era dimostrare che da una biografia si puo' risalire al profilo psicologico del soggetto analizzato, individuarne le costanti e percio' il copione di vita, con tutti i suoi attributi, e perfino prevedere come sarebbe finito il personaggio, salvo imprevisti.
E' molto interessante, grazie!
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