Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

You are not logged in.


Dear visitor, welcome to Forum di Psicologia di Nienteansia.it. If this is your first visit here, please read the Help. It explains in detail how this page works. To use all features of this page, you should consider registering. Please use the registration form, to register here or read more information about the registration process. If you are already registered, please login here.

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

  • "PierangeloLopopolo" is male
  • "PierangeloLopopolo" started this thread

Posts: 144

Activitypoints: 502

Date of registration: Jan 13th 2012

Location: Crema-CR

Occupation: Medico Psicoterapeuta-Psicoanalista

  • Send private message

1

Sunday, February 19th 2012, 7:04pm

Il "mestiere" di psicoterapeuta

Ripropongo qui un mio scritto su un argomento, che credo meriti considerazione e riflessione attenta non solo da parte di chi svolge il lavoro di psicoterapeuta, ma anche di chi ci si affida per essere aiutato a prendersi cura di se stesso. <<Quali sono le basi necessarie e irrinunciabili per svolgere il lavoro di psicoterapeuta? L'unico strumento di cui lo psicoterapeuta non dovrebbe essere privo è la capacità riflessiva. Se non ha capacità di rapportarsi a se stesso, se non sa accogliere e raccogliere i suoi vissuti ed ascoltarli, lo psicoterapeuta è sospeso nel vuoto. Se non sa da un lato lasciarsi prendere, investire, coinvolgere pienamente (nel suo spazio intimo) dalla spinta interiore, dall'emozione, dal sentire e dall'altro non sa prenderne distanza per vedersi riflessivamente, per vedere come dentro uno specchio ciò che gli appartiene, per riconoscere cosa di sé gli si rivela in quell'esperienza, cosa ha preso forma, lo psicoterapeuta vaga nel nulla o procede pericolosamente. Manca infatti dello strumento fondamentale per scoprire cosa di volta in volta gli accade, per orientarsi, per capire l'esperienza e la dialettica interiore. Rimane adesso inconsapevolmente a ciò che si muove in lui, non lo vede, non lo comprende. Crede all'argomentazione più superficiale, alla logica di superficie o si stordisce con le sue parole e con i suoi ragionamenti. Rimane nascosto a se stesso. Non ha occasione di capirsi , di ferirsi anche, di vedere ciò che ( diverso e inaspettato) può risultargli doloroso o scomodo vedere, non ha capacità di trasformarsi e di far crescere se stesso, di fare dell'umano più vera e profonda esperienza e conoscenza. Dicevo che vaga nel nulla pericolosamente. Si, perché, oltre a non fare nulla di utile per se stesso, nella relazione con l'altro è possibile che faccia disastri e senza arrivare a rendersene conto, per giunta. Vittima ad esempio della necessità di meritare l'approvazione e la considerazione, il consenso dell'altro, di provarsi e di dar prova di essere all'altezza del "ruolo", capace, bravo nel verso della capacità di spiegare tutto, di risolvere i problemi, lo psicoterapeuta rischia (oltre che di non vedere la propria speculare dipendenza) di condurre o di confermare l'altro nella dipendenza dalla sua autorità e capacità di risposta. Rischia di incoraggiare l'altro alla passività e, come fa con se stesso, all'impiego passivo di formule e di risposte pronte. Può indurre l'altro a non ascoltarsi pazientemente e attentamente, a non concedersi all'incontro e al dialogo con la propria interiorità, con ciò che da dentro gli si propone, all'inizio oscuro, non nitido. Può incoraggiare o dar manforte alla tendenza già presente nell'altro a mettere a tacere l'evento interiore, specie se doloroso e imbarazzante. Sono disastri veri e propri , perché costituiscono impedimento alla scoperta di sé. Lo psicoterapeuta può, anzichè aprirlo a se stesso, riconsegnare l'altro alla "normalità", può cioè contribuire a mantenerlo e a chiuderlo in un'idea di sé che profondamente non gli corrisponde, può mantenerlo nell'ignoranza delle sue risorse interiori, dei suoi più originali orientamenti, della sua capacità più profonda, del suo progetto. Serve un bagaglio di sapere e di conoscenze apprese allo psicoterapeuta, perchè abbia e dia garanzia di poter svolgere bene ed adeguatamente il suo lavoro, la sua funzione con l’altro? Parlo a partire dalla mia esperienza di analista e con riferimento all'esperienza analitica. Ogni esperienza analitica produce, crea il suo sapere. Non serve sapere già e prima. E' il lavoro analitico a generare tutto. Ogni individuo nel suo percorso analitico è intento a un discorso tutto da scoprire . Lo psicoterapeuta, l'analista deve possedere la capacità di dialogo con l'esperienza interiore e la capacità riflessiva di cui dicevo prima. L’analista, possedendola, può trasmettere all’altro questa capacità di avvicinare e di dialogare con l’esperienza interiore, può farla crescere in lui sempre più, liberandolo dalla paura e dall’incomunicabilità con se stesso. L'analista, quanto più si è cercato e ha esercitato nel rapporto con se stesso apertura e dialogo, continuità di ricerca, tanto più può rivolgersi utilmente all'atro per sostenerne, con pazienza e con fiducia, il viaggio di ricerca dentro se stesso. Se lo psicoterapeuta, se l'analista è solo imbottito di teorie e di sapere già formato e preso in prestito, tenderà soltanto a ripetere ciò che ha appreso, a girarlo sull'esperienza che incontra, sua e dell'altro. Discepolo sciocco di qualche maestro, non importa se autorevolissimo e famoso, si limiterà a rpeterne il pensiero in una forma imbalsamata e stantia. Non prenderà su di sè il compito e il peso di portare avanti da sè la ricerca, di misurarsi col diverso, con l'imprevedibile, col nuovo che perennemente si dà dentro se stesso e dentro l'altro. Non consegnerà analogo compito e non coltiverà nell'altro analoga capacità verso se stesso.>> Pierangelo Lopopolo

doctor Faust

Azzeccagarbugli

  • "doctor Faust" is male

Posts: 7,263

Activitypoints: 22,307

Date of registration: Mar 28th 2009

Location: Italia

Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

  • Send private message

2

Sunday, February 19th 2012, 9:06pm

In pratica puo' fare questo lavoro solo chi possiede neuroni mirror nella misura giusta.

Non pochi, altrimenti non riuscirà mai a capire chi gli sta di fronte.

Non troppi, altrimenti si lascerà travolgere da sentimenti, emozioni e simpatie.

Ecco perchè nessuna scuola, corso o praticantato può garantire i risultati, ed ecco anche perche' questa non sarà mai scienza, ma un'arte costruttiva.

The Heart

Colonna del Forum

  • "The Heart" is male
  • "The Heart" has been banned

Posts: 2,275

Activitypoints: 7,455

Date of registration: Aug 24th 2011

Location: Roma

Occupation: Studente psicologia

  • Send private message

3

Sunday, February 19th 2012, 9:48pm

Due domande:
1) Che c'azzecca con la sezione "Ansia, Paura, Panico e Stress"?
2) Da quanto ne so è vietato farsi pubblicità in questo sito e mi sembra che tu voglia fare il Furbo!

The Heart

Colonna del Forum

  • "The Heart" is male
  • "The Heart" has been banned

Posts: 2,275

Activitypoints: 7,455

Date of registration: Aug 24th 2011

Location: Roma

Occupation: Studente psicologia

  • Send private message

4

Sunday, February 19th 2012, 9:50pm

3) Un consiglio: usa parole più semplici e concrete, inserisci degli esempi e degli aneddoti, fai delle metafore che evochino sentimenti.
Sono molto annoiato dalla lettura del tuo scritto, e questo nonostante io sia uno studente di psicologia! Figurati quelli alieni al nostro settore...

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

  • "PierangeloLopopolo" is male
  • "PierangeloLopopolo" started this thread

Posts: 144

Activitypoints: 502

Date of registration: Jan 13th 2012

Location: Crema-CR

Occupation: Medico Psicoterapeuta-Psicoanalista

  • Send private message

5

Monday, February 20th 2012, 1:20am

per doctor Faust

Grazie doctor delle osservazioni.... mi viene da aggiungere e da fare solo una puntualizzazione: circa il rischio di esporsi a troppe o troppo intense sensazioni, emozioni, simpatie devo dire che non lo considererei un pericolo, dove chi le sente le sappia raccogliere e leggere, riflessivamente, come guide per capirsi e per capire, in fondo è anche e soprattutto per di lì che si comunica. Pierangelo Lopopolo

Kublai

Moderatore

  • "Kublai" is male

Posts: 7,753

Activitypoints: 25,135

Date of registration: Jun 5th 2007

  • Send private message

6

Monday, February 20th 2012, 2:07am

Sposto in una sezione che ritengo più appropriata.

Kublai per lo staff
E' il tuo comportamento a qualificarti, non ciò che possiedi o dici di essere...

doctor Faust

Azzeccagarbugli

  • "doctor Faust" is male

Posts: 7,263

Activitypoints: 22,307

Date of registration: Mar 28th 2009

Location: Italia

Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

  • Send private message

7

Monday, February 20th 2012, 10:15am

circa il rischio di esporsi a troppe o troppo intense sensazioni, emozioni, simpatie devo dire che non lo considererei un pericolo, dove chi le sente le sappia raccogliere e leggere, riflessivamente, come guide per capirsi e per capire, in fondo è anche e soprattutto per di lì che si comunica.


Capisco chiaramente cosa vuoi dire e convengo con te la necessità di un feedback emotivo.

Il rischio a cui mi riferivo io era quello di assumere il ruolo di un Genitore protettivo, invece che mantenersi su un piano di eguaglianza, in modo tale da non cadere nella trappola della posizione up/down che non e' terapeutica, perchè non spinge all'autonomia, ma crea dipendenza.

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

  • "PierangeloLopopolo" is male
  • "PierangeloLopopolo" started this thread

Posts: 144

Activitypoints: 502

Date of registration: Jan 13th 2012

Location: Crema-CR

Occupation: Medico Psicoterapeuta-Psicoanalista

  • Send private message

8

Monday, February 20th 2012, 2:44pm

per The Heart


Non darei affatto per scontato che chi capita sul forum e vi partecipa, che “semplicemente” vive un’esperienza di malessere interiore e che, o ha iniziato a prendersi cura di sé ed è aiutato a farlo nel verso dell’aprire dialogo e confronto con la propria interiorità, o che può intendere il senso dell’essere in balia e timoroso o in sintonia col suo sentire, sia alieno al tema che ho proposto, che sia più lontano dal poter intendere rispetto a chi studente o laureato in psicologia sarebbe più addentro o avvezzo alla questione. Una cosa è compiere studi e sapere di teorie varie, altra cosa è capire se stessi. L’interiorità non la incontri sui libri, ma nel vivo di ciò che si propone e vive in te. Intenderti o meno con ciò che senti, essere aiutato in tal senso e in virtù di che cosa che lo psicoterapeuta possiede e può metterti a disposizione, è questione che nel vivo puoi intuire e comprendere nel suo valore....probabilmente meglio di chi ha solo studi di psicologia e libri o corsi dalla sua. Se il mio scritto, se il mio modo di comunicare, come chissà anche questo che ora ti sto dicendo, ti risulta noioso, va bene, ne prendo atto. Posso solo aggiungere che in linea di massima preferisco , se mi impegno in un confronto con l‘altro, badare al contenuto, non alla forma, e sul merito cercare un confronto. Circa i sospetti o l’illecito del farsi pubblicità, rendo con i miei scritti e interventi leggibile il mio pensiero ed è dichiarato ciò che faccio, cosa che qui peraltro nulla vieta di fare ( rileggiti il regolamento), trasmetto comunque pensieri sui quali è possibile o discutere, dissentire, dichiarare altro o passare oltre. Ciao, Pierangelo Lopopolo

Gattone

tanto scappo....

  • "Gattone" is male

Posts: 640

Activitypoints: 1,955

Date of registration: Jan 20th 2010

  • Send private message

9

Wednesday, February 29th 2012, 6:38pm

In pratica puo' fare questo lavoro solo chi possiede neuroni mirror nella misura giusta.

Non pochi, altrimenti non riuscirà mai a capire chi gli sta di fronte.

Non troppi, altrimenti si lascerà travolgere da sentimenti, emozioni e simpatie.

Ecco perchè nessuna scuola, corso o praticantato può garantire i risultati, ed ecco anche perche' questa non sarà mai scienza, ma un'arte costruttiva.
quindi secondo te perche all'università di psicologia non fanno test di personalità selettivi all'iscrizione per escludere chi non è adatto? e la selezione la dobbiamo fare noi quando stiamo male perdendo tempo soldi e assumendoci rischi quando non possiamo assumerceli, e dobbiamo fare praticamente dei corsi autodidattici di selezione e valutazione della terapia? cioè praticameten uno per curarsi oltre ad avere tempo e soldi da perdere deve anche avere una tale inteligenza e intuzione e capacità di apprendimento nonostante i suoi disturbi che se ci sono vengono spese nella creazione di una strada terapeutica, invece che concentrarle sulla terapia stessa
poi oltre al danno la beffa ,c'è ancora qualcuno che da responsabilità di non-guarigione al paziente, il quale in qualunque modo siano andate le cose(cioè di chiunque siano state le percentuali di responsabilità di un insuccesso terapeutico) le responsabilità ricadono su di lui anche con colpevolizzazioni o peggio..
no ma io dico,in un contesto simile si parla ancora di "terapie"?