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Michele®

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1

sabato, 16 settembre 2017, 22:18

Chef stellati ovunque

Almeno su 4 canali quasi tutti i giorni ci sono chef stellati coi loro piatti, sfide, gare, ricette, ristoranti da confrontare o da risanare. Non mi piace la cucina stellata, preferisco di gran lunga la trattoria o la pizzeria, amo i piatti semplici e odio i luoghi chic ma trovo questi programmi positivi perché oltre a far venire voglia di cucinare hanno un grosso impatto mediatico e avvicinano i giovani al mondo della ristorazione.
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gloriasinegloria

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2

sabato, 16 settembre 2017, 22:32

trovo questi programmi positivi perché oltre a far venire voglia di cucinare hanno un grosso impatto mediatico e avvicinano i giovani al mondo della ristorazione.
Mi ripeto da altro tuo thread aperto : penso che questi programmi abbiano creato un oceano di poveri illusi, tra i ragazzi.

Anche a prescindere da questo, trovo comunque OSCENO che si possa intrattenere il pubblico facendo l'apoteosi di un impiattamento e la beatificazione in vita di "chef" che...parlano di solito un italiano molto carente (pur essendo italiani) e come unica specialità indiscussa gli riconosco la ...faccia tosta di sentirsi "eccezzzionali veramente" tra due padellini e un tagliere....

Trovo che sia follia, solo follia, con nulla di amabile o solo apprezzabile e manco larvatamente simpatico.

Michele®

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3

sabato, 16 settembre 2017, 22:53

Quando andavo alle superiori era il momento di Quark e quella trasmissione influenzò una intera generazione a seguire studi scientifici. Quanto agli chef posso concordare sull'italiano un po dialettale (ma comunque colorito e simpatico almeno dal mio punto di vista), che tuttavia dimostra che chiunque può dal nulla arrivare a quel livello visto che in quell'ambito ciò che conta sono le capacità. Questi programmi potranno anche creare delle illusioni (le creano anche i reality, i programmi alla ricerca di talenti di canto, ballo etc). La vita è fatta anche di illusioni, lo è anche sperare di diventare un grande avvocato o un grande dottore, tuttavia questi programmi hanno aperto le porte a un settore che nel nostro paese rischiava di passare in secondo piano.

Inoltre la cucina significa anche riscoprire le tradizioni tipiche del nostro paese e questi programmi oltre che esaltare la nostra cucina dedicano ampi spazi anche alle località turistiche facendo una buona pubblicità di cui il nostro paese ha bisogno perché anche il turismo è una importante fucina di lavoro. Illudersi è una cosa diversa, l'aspetto importante a mio avviso è mostrare ai giovani che esistono anche queste strade per farsi largo nel mondo del lavoro. Poi molti non diventeranno chef stellati, molti si fermeranno a fare gli aiutanti di cucina ma molti altri intraprenderanno magari una professione o apriranno una loro attività.
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criceto

ognuno di noi ha un' angelo che ci guida e protegge anche nei momenti difficili

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4

sabato, 16 settembre 2017, 22:58

Sono d' accordo con entrambi,ci sono ragazzi che decidono di intraprendere questo tipo di settore lavorativo,ma se devo dirla tutta,questi programmi sono un copia_ incolla l' uno dell'altro.È anche vero che ti danno idee x cucinare.Ne ho visti svariati e devo ammettere che tra tutti,mi piacciono bake off(anche se nn so quanto siano realmente pasticcieri amatoriali)e cucine da incubo con Antonino Cannavacciuolo,del quale ho fatto un paio di ricette in casa e mi sono piaciute.Master chef,nemmeno lo calcolo

Michele®

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5

domenica, 17 settembre 2017, 00:06

A me piace molto Masterchef perché trasmette quella necessità di lottare per emergere, trasmette il senso di sfida e di tenacia che occorre per raggiungere un obiettivo e questa cosa è importante anche nella vita e fa comprendere agli aspiranti chef che questa strada è impegnativa. In generale amo molto la cucina per cui anch'io mi diverto a capire i vari piatti che presentano e c'è sempre qualcosa da imparare per cui al di la degli input che danno questi programmi come intrattenimento sono abbastanza piacevoli e interessanti.
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elettra7

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6

domenica, 17 settembre 2017, 07:19

A me fanno venire solo fame ;(

.parlano di solito un italiano molto carente (pur essendo italiani) e come unica specialità indiscussa gli riconosco la ...faccia tosta di sentirsi "eccezzzionali veramente" tra due padellini e un tagliere....

Questa è una caratteristica ormai di moda: portare in televisione persone che parlano male e senza un minimo di istruzione.
A parte questo, infondo, i grandi chef dovrebbero almeno saper cucinare! :hmm:

gloriasinegloria

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7

domenica, 17 settembre 2017, 13:18

A me fanno venire solo fame
Sì, ecco, questo sì (mannaggia!) ! :popcorn:

Io non li seguo, mi ritrovo soltanto a vederne qualche frammento in corso di zapping, mentre ho l'abitudine di tenere acceso il televisore durante il mio lavoro, e quindi mi subisco indirettamente il programma di mezzogiorno della Clerici, verso cui ho sviluppato un autentico rapporto di rigetto.

Mi piace tantissimo la cucina, e mi rilassa davvero praticarla (quando posso e voglio) nel misurarmi con piatti particolarmente laboriosi, poi nel quotidiano sono per il "sano, veloce, ipo-condito, ipo-salato, mai stracotto, sempre molto aromatizzato con spezie fresche" e quindi me la cavo davvero in pochi minuti e con pochi ingredienti, ma adoro potermi misurare (una tantum) con veri prodigi gastronomici che sono complessi (dalle melanzane alla parmigiana serie, ai ravioli partendo dalla maestria della sfoglia e del ripieno, agli gnocchi ...non solo di patate, al vero ragu' alla bolognese, e fino a cose sublimi e faticosissime in pasticceria, quali ..."fare i bignè" o fare la pasta sfoglia, o anche un "semplice" Pan di Spagna").

Se esistesse una serie TV in cui si insegna la cucina delle nostre Nonne...mi mangerei le mani per averla persa e ne comprerei anche a caro prezzo i files video, che custodirei come gioielli...

Non provo la stessa sensazione verso chi mescola tagliolini-pesce- fragole (giusto per dire), e viene somministrato al pubblico come "maitre a penser"...

Fare "ore spettacolo" a costo zero (mentre le ore spettacolo fruttano all'emittente TV lusinghieri ritorni di sponsors pubblicitari) non l'ho nè inventato nè scoperto io.
C'è tutto un mondo di produzione televisiva (deteriore) che ...ci campa e ci arricchisce.
Più si soddisfano istanze elementari e istintive, più si ha audience, e più pagano gli sponsor...
Non a caso: imperversano i "talk show dei nessuno più o meno disperati", come imperversano gli "approfondimenti" maniacali e perniciosi sui casi di cronaca nera (che identicamente costano poco e niente alle produzioni Tv, ma rendono moltissimo in termini di audience), e - appunto - imperversano i programmetti di divulgazione del nulla culinario, che sono a costo zerissimo (può mica chiedere di essere anche pagato uno che parlando di "prosciutto di Norcia e lardo di Colonnata in abbinamento a capperi di Pantelleria o pistacchi di Bronte, propaganda se stesso e i propri locali già noti?) e che quindi - tutti insieme - realizzano un ottimo business sulla pelle dei tanti "telespettatori".

Fin qui trovo che ci stia anche tutta.
Credo di dover vedere un "leggero" abuso della pubblica fede, ma ci può anche stare: nessuno è costretto a vedere quei programmi, e se vengono seguiti in massa questo resta un dato di realtà di cui non ha colpa chi lo sfrutta!

Il mio dolore sincero, invece, subentra quando tremo riflettendo su quante Famiglie e quanti Giovani abbiano tratto da queste menate un qualche input esistenziale, per la serie "ma sì, figlio mio, lascia perdere tutto e studia da Chef!".

Nel Thread "Laurea Vs Lavoro" aperto da Michele ho già riportato le esperienze a me note al riguardo, e quindi non mi ripeto.

Ma mi di addolora SERIAMENTE aver visto ragazzi intelligenti e capaci aver creduto a questa sirena, aver speso loro Tempo e tanti soldi dei genitori per "diventare il nuovo Cracco" e poi trovarsi a fare gli schiavi nel retrocucina di ristoranti "stellati" che...a questi ragazzi o ormai giovani uomini, danno 800 € al mese per pelare pesce e verdure, anche se loro hanno "studiato" e saprebbero anche fare "la boule di seppie e lamponi" in ossequio ai più evoluti crismi della "cucina chimica".

Mi si perdoni la conclusione intimistica: uno dei "nuovi chef" (corso da chef di due mesi dopo la maturità scientifica, pagato circa ventimila euro dai suoi genitori) è fraterno amico di mio figlio.
Una sera decide di gratificarli con le sue prodezze e mio figlio ci mette la casa e la cucina.
Fa varie cose e il "pezzo forte" era la "boule".
I convitati erano tanti, tutti coetanei.
Nei giorni seguenti chiedo come fosse andata a tale Paola, amica convivente di mio figlio che vive con lui nella stessa casa, e con cui ci adoriamo.
Paola, però, è quella che ordina grilli commestibili dall'UK e non compera insalate o verdure già lavate perchè (secondo lei) "sanno di plastica" e che quindi (udite udite) considera più affidabile l'acquisto di frutta e verdura dai pakistani...perchè è convinta che quello sia un acquisto "a km zero" :!:
Bene: chiedo a Paola come sia andata la cena del neo.chef.stellato.
Ovviamente mi dice che è stata entusiasmante.
Poi precisa che ha avuto un gran successo la pasta con gli scampi (che qualunque donna di casa sa cucinare), mentre era "molto intrigante" la "boule sperimentale di seppie e lamponi" di cui...rimane copiosa quantità nel congelatore....
Intrigante o meno...a chiacchiere...io posso garantire che un allegro consesso di amici che spesso hanno fame (partendo da mio figlio) e che non hanno nessuna voglia di "fare sfoglia e ravioli"...piuttosto che beneficiare del tanto avanzato e congelato di "boule"...sono andati al supermercato sotto casa e hanno preso anche solo tonno e insalata fresca (Bobduelle, lavata e pronta).
I residui molto abbondanti della "boule" consegelata...li ho prelevati io, dopo mesi, dal congelatore, per destinarli alla differenziata. E nessuno mi ha mai chiesto con rimpianto, dopo mesi, "ma dov'è quella delizia della boule? Chi l'ha rubata?)..............

Michele®

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8

domenica, 17 settembre 2017, 14:24

In Usa queste trasmissioni esistono da decenni così come ne esistono tante altre riguardanti ad esempio la ristrutturazione di case, il restauro di mobili antichi etc. In Usa è prassi comune dopo il liceo, se non si va al college, frequentare corsi professionali e imparare dei mestieri da noi poco gettonati. Ad esempio in Usa c'è gente che si arricchisce nella compravendita e restauro di auto vintage, moto d'epoca (Indian e Harley soprattutto) e c'è gente che campa dignitosamente rigenerando merce comprata ai mercatini.

Da noi se vai in giro a chiedere ai giovani cosa vogliono fare da grandi la maggior parte di risponde che vuole andare all'università, gli altri vorrebbero sfondare nel mondo dello spettacolo. E' molto raro sentire un giovane rispondere che vuol farsi le ossa, che desidera svolgere un lavoro pesante o duro seppur ben retribuito. Da noi l'artigianato sta morendo e le attività artigiane sono svolte sempre più spesso da stranieri quando invece rappresenta come la cucina e il turismo una miniera d'oro.

Siamo un paese che ha dimenticato i sacrifici dei nostri nonni, in cui i figli raramente proseguono le attività di famiglia, dove coltivare la terra è visto come una cosa degradante eppure ci hanno campato intere generazioni. A mio avviso tutte queste trasmissioni veicolano un messaggio importante: fanno capire che esistono tanti altri mestieri gratificanti che possono rappresentare un'alternativa agli studi. Dopo tutto se c'è tanta disoccupazione è anche perché tanta gente non si lancia in determinati mestieri e scelgono tutti lo stesso percorso creando un'offerta superiore alle richieste del mercato.
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gloriasinegloria

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9

domenica, 17 settembre 2017, 14:58

se c'è tanta disoccupazione è anche perché tanta gente non si lancia in determinati mestieri e scelgono tutti lo stesso percorso creando un'offerta superiore alle richieste del mercato
Concordo: quella degli chef che sognano stelle...trovo che sia esattamente la prima di queste! :)

elettra7

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domenica, 17 settembre 2017, 16:44

D'accordissimo con Michele e Gloria.

Vorrei solo aggiungere una cosa, che non è stata ancora presa in considerazione.

Al di là dei discorsi fin'ora fatti, che possono essere più o meno opinabili, mi sono chiesta: tutti gli alimenti utilizzati nei programmi televisivi dedicati alla cucina che fine fanno?
Ho fatto un po di ricerche su internet e per fortuna ho scoperto che non sempre va sprecato o buttato via tutto.

MasterChef, ad esempio, riutilizza il cibo che si deteriora in giornata per la mensa interna dei dipendenti. Gli altri alimenti, che avanzano in dispensa, vengono donati a una società spin off dell'Università di Bologna impegnata sulla riduzioni degli sprechi a favore dei bisognosi e all''Opera Cardinal Ferraris di Milano che lo distribuisce ai poveri.
Per quanto riguarda la Rai, invece, ci sono regole più severe.
Il cibo utilizzato, non può essere ne offerto al pubblico, ne donato, può essere solo consumato dagli operatori e dipendenti a fine trasmissione. Quel che resta va in differenziata!

In pratica, ogni giorno, il cibo utilizzato per le trasmissioni televisive, (quello in eccesso o quello inutilizzato) e il cibo utilizzato per i corsi o stage con gli chef, non finisce nel piatto di qualcun altro. Finisce per inquinare.
Quindi, assistiamo quotidianamente ad un enorme e inutile spreco di risorse, mentre in tutto il pianeta più di 800 milioni di persone sono denutrite!

fran235

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11

domenica, 17 settembre 2017, 16:58

Il cibo è sicuramente piacere, ma prima ancora è nutrimento, vita. Occorre rispetto per il cibo. Nessuna censura sui programmi di cucina, ma personalmente non amo questa spettacolarizzazione. Per il resto il mestiere di cuoco è una delle professioni per cui nutro un grande rispetto.
Guarda che a parole non si può gestire a mani nude le intenzioni
Stando al posto mio contraddirai quei simboli che sono le emozioni

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domenica, 17 settembre 2017, 17:05

Qui non si tratta ne di censura, ne di mancanza di rispetto!
Si sta discutendo sul fatto che
- alcuni lavori sono sfruttati e utilizzati da queste mode televisive.
- attraverso queste trasmissioni, arrivano informazioni sbagliate, sul mondo del lavoro.
- e infine, dell'impatto (negativo) ambientale e nutrizionale che generano.

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domenica, 17 settembre 2017, 17:38

Infatti non amo per niente queste trasmissioni perché danno un'idea distorta sia del cibo che della professione di cuoco che è fatta di duro sacrificio. Completamente d'accordo con te Elettra.
Guarda che a parole non si può gestire a mani nude le intenzioni
Stando al posto mio contraddirai quei simboli che sono le emozioni

Michele®

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14

domenica, 17 settembre 2017, 17:57

MasterChef, ad esempio, riutilizza il cibo che si deteriora in giornata per la mensa interna dei dipendenti. Gli altri alimenti, che avanzano in dispensa, vengono donati a una società spin off dell'Università di Bologna impegnata sulla riduzioni degli sprechi a favore dei bisognosi e all''Opera Cardinal Ferraris di Milano che lo distribuisce ai poveri.

Questa cosa mi fa molto piacere, più volte infatti mi domandavo che fine facesse. Grazie per averlo condiviso.
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15

domenica, 17 settembre 2017, 18:22

Qui non si tratta ne di censura, ne di mancanza di rispetto!
Si sta discutendo sul fatto che
- alcuni lavori sono sfruttati e utilizzati da queste mode televisive.
- attraverso queste trasmissioni, arrivano informazioni sbagliate, sul mondo del lavoro.
- e infine, dell'impatto (negativo) ambientale e nutrizionale che generano.

Per come la vedo io questi 3 aspetti lasciano spazio a diverse riflessioni. Partendo dall'ultimo mi pare che se ho letto bene in alcuni casi il cibo avanzato venga destinato alle mense o distribuito ai poveri, il che è una cosa lusinghiera e che andrebbe allargata anche in generale a tutte le attività di ristorazione al di la delle trasmissioni televisive ma questo è premura di chi gestisce tali attività. Sui primi due punti invece la mia considerazione è che molto dipende da come si interpretano queste trasmissioni che a mio parere danno degli input facendo vedere alla gente che esistono anche queste possibilità di inserimento lavorativo e onestamente dopo anni di reality e tv spazzatura preferisco che i media dedichino più spazio a programmi del genere per quanto siano discutibili per alcuni aspetti ma da spettatore minimamente evoluto preferisco di gran lunga vedere come si prepara un piatto che le tette siliconate su questa o quell'isola o le scene isteriche della showgirl di turno. Che poi alcuni di questi lavori vengano sfruttati da queste mode televisive può anche essere ma ciò accade anche in altri ambiti dove non c'è di mezzo la televisione. In realtà è proprio il panorama lavorativo italiano ad essere sconsolante a cominciare dalla cancellazione dell'Articolo 18 e dall'esplosione dei lavori di collaborazione che generano un esercito di precari.

Piuttosto tornando all'importante considerazione sulle informazioni sbagliate sul mondo del lavoro, verrebbe spontanea una domanda: dove oggi i giovani possono reperire invece informazioni esatte sul mondo del lavoro? Purtroppo oggi manca una vera guida per chi termina gli studi superiori e non sa quale percorso intraprendere. Manca una panoramica che aiuti chi vuol lavorare a scegliere una professione, manca un sistema che indirizzi a comprendere come muoversi nell'ambito degli studi e delle professioni in relazione a come si evolverà nei prossimi anni il mondo del lavoro.

E' un discorso certamente molto vasto e complesso soggetto a molteplici interpretazioni ma personalmente resto del parere che il settore della ristorazione rappresenti una buona fucina di lavoro nel nostro paese dove cibo e prodotti tipici sono uno dei fiori all'occhiello della nostra economia e delle nostre tradizioni.
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