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Jacknew

Nuovo Utente

  • "Jacknew" ha iniziato questa discussione

Posts: 1

Activity points: 10

Data di registrazione: martedì, 14 novembre 2017

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1

martedì, 14 novembre 2017, 22:51

Soprannome

Buona sera ho un problema con il soprannome, nella mia vita ho scoperto che ci sono persone che dal mio punto di vista si prendono delle confidenze che nessuno gli ha dato come se dovessero in qualche modo imporsi per dimostrare non so cosa...vengo al dunque mi chiamo Giacomo e sono un uomo ho vissuto esperienze in cui persone che avevo visto tre volte hanno cominciato a chiamarmi giacomino come se fosse il mio nome ufficiale. A me questa cosa manda in bestia soprattutto se ogni due per tre mi chiamano così,
forse ho una visuale contorta ma non mi sembra una cosa molto normale io non mi permetterei mai di dare soprannomi ad un semi sconosciuto tantomeno così confidenziale...io solitamente cerco di evitare queste persone perché trovo in loro una voglia di imporsi pur sapendo di essere in un terreno delicato...anche se facendo così perdo anche altre persone e questo non è giusto...allora qual è la cosa giusta da fare, chiarire? La cosa che odio è chiarire ciò che dovrebbe essere scontato solo perché ci sono dei sfacciati che si devono fare grandi...Sbaglio? Non nascondo di essere permaloso e un po introverso ma molte persone capiscono benissimo qual è il limite del buon senso...troppo buono si passa per pirla...
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elettra7

Moderatore

  • "elettra7" è una donna

Posts: 1.807

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Data di registrazione: venerdì, 14 ottobre 2016

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2

mercoledì, 15 novembre 2017, 08:04

Ciao nacknew,
Ho un collega che ha il tuo stesso nome, è più piccolo di me e spesso in modo affettuoso tendo (lo fanno anche i miei colleghi) a chiamarlo "Giacomino". Non mi sono mai chiesta se fosse sbagliato! Non ci ho mai pensato, anche perché non è un soprannome (che è un'altra cosa) ma un diminutivo del suo nome. Noi lo chiamiamo così perché lui è il "piccolino" del team, non per prenderlo in giro o sminuire la sua persona. Comunque chiederò se la cosa da fastidio!

Perché ti da fastidio essere chiamato Giacomino? Magari è solo un modo affettuoso per rivolgersi a te!

Taigi

Abbi Dubbi

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3

mercoledì, 15 novembre 2017, 09:28

Ciao Elettra :)

Penso sia per una sorta di mancanza di rispetto (lui la intende cosi da quel che ho compreso)

un po' come se "parafrasando" ci rispondessero Ciao "Taigino" Ciao Elettrina" e fossero persone a noi estranee ed eventualmente ci desse sonoramente fastidio ! :)

Lui si chiama Giacomo, e non Giacomino...

dunque: scritto come lo hai scritto affettuosamente tu Elettra, è un qualcosa tutt'altro che irrispettoso e svilente, per l'appunto, affettuoso e caldo come modo di porsi direi quasi "intimo"inteso come "intimità di un 'amicizia " seppur con un collega, che da te lo apprezza e ti conosce pure.

Questi son degli estranei e dopo 3 volte "lo diminuiscono" con la desinenza "ino", ed a lui "urta notevolmente".

Credo dipenda sia dai casi che dalle persone che ne sono oggetto e da come glielo dicano.

*Anche da come lo percepisca lui.
Anche mio padre chiamava affettuosamente cosi una persona: lui è molto simpatico,e lo percepiva benissimo.

Credo che molti anni fa fosse normale utilizzare dei diminutivi,comunque in forma rispettosa e gentile.

Adesso sembra strano se ricevuto da estranei.

Pensa che il mese scorso dialogavo con due persone di "Filadelfia"(Italianizzando il nome della città della Pennsylvania, la cosa divertente è che questo signore Robert, la chiamava "Phily" :)

Mentre la moglie "Vicky" :)

Erano entrambi simpatici, lui cercava di spiegarmi nello specifico come funzionassero le Centrali sulle quali lavorava, e lo faceva con degli schemi disegnati!

Ad un certo punto punto alla moglie non le interessava quel discorso, e mi son girato verso di lei e le ho detto Vicky, cercando di cambiare argomento : a me andava benissimo stare sullo stesso, tanto potevo sia capire che argomentare...

lei ha subito specificato specificato che si chiamasse Victoria e non "Vicky", Vicky lo accettava solo dal marito,forse dai figli.

Ma quello avevo memorizzato perchè lui l'aveva presentata cosi!

*Vero: non è un soprannome, ma un diminutivo del suo nome.

Lui lo percepisce (mi pare) come un diminutivo della sua persona, comunque usato impropriamente.

Nel caso di cui ho scritto,ho subito corretto col suo nome reale: Victoria, ed ha sorriso.
Credere è molto noioso. Dubitare è profondamente avvincente. Essere sul chi va là è vivere. Farsi cullare nella certezza è morire.

O.W.

Taigi

Abbi Dubbi

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Data di registrazione: venerdì, 31 marzo 2017

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4

mercoledì, 15 novembre 2017, 09:48

Il nick Elettra! :)

Sarà meglio nack (che non so se abbia un significato in Italiano, non so se in qualche slang), ma con la "n" minuscola :)

O sarà meglio Jack che ha un significato, e lui l'ha scritto con "J" maiuscola? :)

Che strano: Nick, nack, Jack,slang!Sembrano "accezioni fonosimbolistiche" !

Aggiungo che lui (forse ) si presenta come Jacknew.

Il che mi fa riflettere ancora su Giacomo:un nuovo Giacomo?

Ma le derivazioni son incerte, in ipotesi pure Jack sarebbe originato da un diminutivo, per poi divenire un nome proprio!



Qui mi fermo! :)
Credere è molto noioso. Dubitare è profondamente avvincente. Essere sul chi va là è vivere. Farsi cullare nella certezza è morire.

O.W.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "Taigi" (15/11/2017, 10:05)


5

mercoledì, 15 novembre 2017, 10:01

Buona sera ho un problema con il soprannome, nella mia vita ho scoperto che ci sono persone che dal mio punto di vista si prendono delle confidenze che nessuno gli ha dato come se dovessero in qualche modo imporsi per dimostrare non so cosa...vengo al dunque mi chiamo Giacomo e sono un uomo ho vissuto esperienze in cui persone che avevo visto tre volte hanno cominciato a chiamarmi giacomino come se fosse il mio nome ufficiale. A me questa cosa manda in bestia soprattutto se ogni due per tre mi chiamano così,
forse ho una visuale contorta ma non mi sembra una cosa molto normale io non mi permetterei mai di dare soprannomi ad un semi sconosciuto tantomeno così confidenziale...io solitamente cerco di evitare queste persone perché trovo in loro una voglia di imporsi pur sapendo di essere in un terreno delicato...anche se facendo così perdo anche altre persone e questo non è giusto...allora qual è la cosa giusta da fare, chiarire? La cosa che odio è chiarire ciò che dovrebbe essere scontato solo perché ci sono dei sfacciati che si devono fare grandi...Sbaglio? Non nascondo di essere permaloso e un po introverso ma molte persone capiscono benissimo qual è il limite del buon senso...troppo buono si passa per pirla...
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anch'io non amo i soprannomi e non li uso mai.
se la cosa ti dà fastidio, chiedi tranquillamente che venga usato il tuo nome completo.
è abitudine comune e facilmente non c'è niente di negativo nella mente di chi lo fa, ma tant'è...visto che il nome è il tuo, puoi sempre chiedere di essere chiamato per nome.
namasté

Michele®

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6

mercoledì, 15 novembre 2017, 15:33

Il problema è che il suffisso "Ino" spesso viene visto più che come confidenza come qualcosa che sminuisce poiché frequentemente utilizzato per cose piccole (piccino, mingherlino etc.), se ti fossi chiamato Costantino ad esempio non sorgerebbe il problema. Anch'io da cari amici vengo chiamato Michelino nonostante fisicamente non sia piccolo ne lo sia d'età e mi diverto a rispondere usando giocando coi loro nomi (Luigino, Giovannino, Mariottino etc). Questa cosa ha spesso mandato in crisi i miei interlocutori che pur di non essere apostrofati così hanno smesso di chiamarmi Michelino! No che in se mi dia fastidio ma lo vedo poco attinente a una persona adulta. Ma il problema di fondo a parte le battute, sono le confidenze a volte eccessive che la gente si prende senza che gli siano state concesse, un po come quelli che se gli dai a parlare ti toccano come a volerti coinvolgere maggiormente in ciò che dicono attirando maggior attenzione su se stessi. Purtroppo gestire i rapporti con gli altri, specie quando gli altri non rispettano i limiti a loro concessi, diviene spesso un problema specie quando la gente è abituata male. Va anche detto però che a volte il diminutivo viene usato solo in modo affettuoso, specie se tra gli interlocutori vi è un rapporto parentale, storico o dove sussiste una differenza d'età quindi va sempre inquadrato il contesto. Se ad esempio mio nonno che ha 93 anni mi chiama Michelino la cosa non mi tocca assolutamente, se a dirlo è un tizio che ho conosciuto un'ora fa o comunque abbastanza di recente un po mi girano ma non tanto per l'"Ino" ma per la confidenza che non gli ho concesso.

Sul quale sia la cosa giusta da fare è molto soggettivo. Io nella mia vita ho sempre messo bene in chiaro le cose che mi danno fastidio, il problema è che a volte le persone non accettano di stare al loro posto e quindi i rapporti si possono incrinare. Devi quindi valutare caso per caso come agire.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

Taigi

Abbi Dubbi

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7

mercoledì, 15 novembre 2017, 16:36

Si Michele.
Pensavo anche io cose analoghe a quelle che hai scritto nel post.
Il ribaltare la situazione ponendo a loro le stesse condizioni che adottano con la persona che cosi facendo (nel peggiore dei casi) vorrebbero diminuire con un semplice "ino".
Allora, in base ai casi usarlo esattamente coi loro nomi facendoli diventare a loro volte degli "ini".

"No che in se mi dia fastidio ma lo vedo poco attinente a una persona adulta. Ma il problema di fondo a parte le battute, sono le confidenze a volte eccessive che la gente si prende senza che gli siano state concesse, un po come quelli che se gli dai a parlare ti toccano come a volerti coinvolgere maggiormente in ciò che dicono attirando maggior attenzione su se stessi. Purtroppo gestire i rapporti con gli altri, specie quando gli altri non rispettano i limiti a loro concessi, diviene spesso un problema specie quando la gente è abituata male. Va anche detto però che a volte il diminutivo viene usato solo in modo affettuoso, specie se tra gli interlocutori vi è un rapporto parentale, storico o dove sussiste una differenza d'età quindi va sempre inquadrato il contesto. Se ad esempio mio nonno che ha 93 anni mi chiama Michelino la cosa non mi tocca assolutamente, se a dirlo è un tizio che ho conosciuto un'ora fa o comunque abbastanza di recente un po mi girano ma non tanto per l'"Ino" ma per la confidenza che non gli ho concesso.

Sul quale sia la cosa giusta da fare è molto soggettivo. Io nella mia vita ho sempre messo bene in chiaro le cose che mi danno fastidio, il problema è che a volte le persone non accettano di stare al loro posto e quindi i rapporti si possono incrinare. Devi quindi valutare caso per caso come agire."

Anche a me da fastidio se la gente si prende confidenze eccessive,se non persone amiche e a cui abbia dato credito (valore).
Gestire i rapporti :sicuramente in questo sei bravissimo, notavo in altri thread dalle specificazioni che ponevi.
In questo ho seri deficit in tal senso, in quanto non decifro molto del linguaggio non verbale, ne son capace di mutare discorso , o capire il fine di un discorso (se questo è strutturato in modo da nuocermi ad esempio).
Credere è molto noioso. Dubitare è profondamente avvincente. Essere sul chi va là è vivere. Farsi cullare nella certezza è morire.

O.W.

Michele®

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8

mercoledì, 15 novembre 2017, 21:34

Gestire i rapporti :sicuramente in questo sei bravissimo, notavo in altri thread dalle specificazioni che ponevi

Beh, non me ne faccio un vanto, diciamo che ho avuto una buona scuola di formazione ma credo che ci possono riuscire più o meno tutti. Molto dipende da come ci si pone all'inizio infatti le relazioni subiscono le conseguenze di un imprinting cioè dell'impronta che gli diamo dall'inizio. Se tizio che conosco da 2 ore mi chiama Michelino invece che Michele evidentemente anch'io ho contribuito a che ciò accadesse e questo generalmente accade quando siamo troppo cortesi e amichevoli nei riguardi degli sconosciuti e per un motivo assai semplice e inconscio: siamo portati a pensare dall'alto della nostra cortesia ad essere sempre ricambiati alla stessa maniera. Questo è un po ciò che c'è alla base delle delusioni raccontate in vari ambiti, da quelli amicali a quelli lavorativi: ci si da troppo e non si viene ricambiati (anzi a volte gli altri ne approfittano). Del resto anche l'uso di nomignoli e forme di confidenza non concesse sono in realtà molto spesso concesse involontariamente dalla nostra spontaneità.

Dov'è tra virgolette la bravura? E' nel riconoscere chi hai di fronte, nel valutare con chi ti relazioni, riuscire a calcolare più velocemente della tua spontaneità.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere