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dakotadakota

Giovane Amico

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1

lunedì, 16 ottobre 2017, 12:33

rapporti con gli altri qualcuno mi aiuta a capire

Ciao a tutti, qualcuno conosce la mia storia qualcuno no.. ma quello che mi è rimasto di questa esperienza e che fondamentalmente mi tormenta è questo
io non ho famiglia o un compagno quindi i pochissimi amici che ho fanno parte della mia vita bene o male tutti i giorni.
quando qualcuno che si è sempre mostrato disponibile attento presente sparisce io sento un senso di vuoto tremendo
che non riesco a gestire..
Non capisco quei rapporti del non ci sentiamo mai non ci vediamo mai .. se ho voglia ti mando un messaggio una volta o due all'anno.
c'è chi vive l'amicizia cosi ma non fa per me..
il problema più grosso che mi trovo spesso ad affrontare sono le persone che all'inizio ti cercano sempre ti chiedono di vederti
poi PUFF spariscono e ti dicono che per loro l'amicizia è cosi..
Mi dite dove sbaglio ? come posso migliorare?

Michele®

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2

lunedì, 16 ottobre 2017, 14:15

Mi dite dove sbaglio ? come posso migliorare?

Beh, magari circondandoti di persone che non spariscono dicendoti che per loro l'amicizia è cosi, non posso pensare che sia questa la regola delle tue relazioni sociali. Ci sarà qualcuno/una che si salva con cui coltivi da tempo un rapporto di amicizia? Purtroppo le amicizie "vere" non sono una cosa facile, il più delle volte sono semplici conoscenze con cui condividere qualcosa ma che nel momento del bisogno non ci sono mai.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

3

lunedì, 16 ottobre 2017, 14:27

Mi dite dove sbaglio ? come posso migliorare?


Se lo sbaglio fosse tuo potrebbe essere quello di dare all'altro l'impressione che quell'amicizia abbia un'importanza eccessiva per te e la cosa potrebbe spaventare un pò perchè chi ti sta vicino sentirebbe di avere una responsabilità verso di te forse troppo grande per una semplice amicizia.
Ipotizzo soltanto perchè in realtà non ho nessuna idea di come tu ti relazioni.

dakotadakota

Giovane Amico

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4

lunedì, 16 ottobre 2017, 14:31

Mi dite dove sbaglio ? come posso migliorare?

Beh, magari circondandoti di persone che non spariscono dicendoti che per loro l'amicizia è cosi, non posso pensare che sia questa la regola delle tue relazioni sociali. Ci sarà qualcuno/una che si salva con cui coltivi da tempo un rapporto di amicizia? Purtroppo le amicizie "vere" non sono una cosa facile, il più delle volte sono semplici conoscenze con cui condividere qualcosa ma che nel momento del bisogno non ci sono mai.


Mi capita spesso con nuove conoscenze che i primi momenti sono sempre presenti... ci si vede ci si sente regolarmente e poi all'improvviso e ti dicono che si puo anche senza sentirsi per mesi..
io ripeto non avendo molti affetti gli amici sono famiglia quindi ne ho pochi e molto stretti
quando accade questo soffro molto e se dico qualcuno mi danno della persona pesante e ossessiva... sono davvero in difficoltà

gloriasinegloria

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5

lunedì, 16 ottobre 2017, 14:35

Mi dite dove sbaglio ? come posso migliorare?


Se lo sbaglio fosse tuo potrebbe essere quello di dare all'altro l'impressione che quell'amicizia abbia un'importanza eccessiva per te e la cosa potrebbe spaventare un pò perchè chi ti sta vicino sentirebbe di avere una responsabilità verso di te forse troppo grande per una semplice amicizia.
Ipotizzo soltanto perchè in realtà non ho nessuna idea di come tu ti relazioni.

A me piace tantissimo la risposta di Jen. Non avrei saputo dire di meglio ... :blush:

Michele®

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6

lunedì, 16 ottobre 2017, 14:38

mi danno della persona pesante e ossessiva

E nel dire ciò hanno qualche motivazione valida?
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dakotadakota

Giovane Amico

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7

lunedì, 16 ottobre 2017, 15:05

mi danno della persona pesante e ossessiva

E nel dire ciò hanno qualche motivazione valida?


Guarda onestamente è cio che sto cercando di capire.. io di solito mi sento "abbandonata" quando all'improvviso qualcuno sparisce... cosi magari chiedo spiegazioni..

la risposta di solito è che gli amici possono sstare mesi senza sentirsi.. questo probabilmente è vero sono io che ho bisogno di molta presenza

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8

lunedì, 16 ottobre 2017, 15:08

Mi dite dove sbaglio ? come posso migliorare?


Se lo sbaglio fosse tuo potrebbe essere quello di dare all'altro l'impressione che quell'amicizia abbia un'importanza eccessiva per te e la cosa potrebbe spaventare un pò perchè chi ti sta vicino sentirebbe di avere una responsabilità verso di te forse troppo grande per una semplice amicizia.
Ipotizzo soltanto perchè in realtà non ho nessuna idea di come tu ti relazioni.

Mi dite dove sbaglio ? come posso migliorare?


Ti ringrazio molto per la risposta..
dico la sincera verità che spesso è vero che do molta importanza a questo tipo di amicizie.. nel senso se una persona mi cerca sento che ci tiene ame.. per me diventa importante quando spariscono e chiedo spiegazioni mi dicono appunto che non è importante io mi sento persa....

è successa anche con la persona con cui ho avuto una specie di relazione... quindi mi faccio domande e cerco confronto.

Michele®

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9

lunedì, 16 ottobre 2017, 18:02

mi danno della persona pesante e ossessiva

E nel dire ciò hanno qualche motivazione valida?


Guarda onestamente è cio che sto cercando di capire.. io di solito mi sento "abbandonata" quando all'improvviso qualcuno sparisce... cosi magari chiedo spiegazioni..

la risposta di solito è che gli amici possono sstare mesi senza sentirsi.. questo probabilmente è vero sono io che ho bisogno di molta presenza

Hai asserito una cosa specifica: "mi danno della persona pesante e ossessiva". Chi ti da della persona pesante e ossessiva e perché proprio questo giudizio? Ritieni che abbia un fondo di verità? Che sia motivato? Non sta a me ne è mio interesse giudicarti ma se qualcuno da un giudizio del genere occorre anche fare una riflessione su se stessi perché dopo tutto nelle amicizie mettiamo anche la nostra parte e se degli amici si allontanano possono esserci anche delle nostre responsabilità.

Sul fatto che gli amici possano stare mesi senza sentirsi dissento totalmente. L'amicizia è bella perché presente, quando ne hai bisogno, non dopo mesi e magari su appuntamento. Inoltre l'amicizia è anche svago, confidenze, condivisione di altri amici e di interessi, tutte cose che si fondano sulla frequentazione non dico quotidiana ma comunque non dopo mesi a meno di non abitare a centinaia di km di distanza.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

10

lunedì, 16 ottobre 2017, 19:35

Ho vissuto una situazione del genere dall'altra parte. Ero l'amica che ''spariva'' per mesi. Di solito quando non ci si fa sentire per tanto tempo, o si hanno altre questioni da risolvere per la testa che nemmeno si ha tempo per sè stessi, (es quando preparo esami non mi faccio sentire con nessuno, oppure quando ho situe famigliari da risolvere l'ultima cosa che ho per la testa è sentire gli amici), oppure perchè sentire quel tal amico che non è che ci faccia morire dalla voglia. Avevo (ho) un'amica che tempo fa quando l'avevo da poco conosciuta (lei al tempo era single, con problemi famigliari, con amicizie discutibili attorno, senza lavoro/studio che la impegnasse) letteralmente ogni giorno mi assillava con chiamate e messaggi infiniti. Se per qualche giorno non rispondevo alle chiamate ''dove sei finita?''. Io mi sentivo molto infastidita da questa intrusione, perchè nonostante in fin dei conti era (è) una bella persona, era troppo pensante per me. Ad oggi è fidanzata, ha intrapreso vari progetti, ha risolto problemi famigliari, ha chiuso con le amicizie tossiche e anche il nostro rapporto è equilibrato e vivo finalmente bene la nostra amicizia. Ci sentiamo a volte tutti i giorni, a volte una volta a settimana, a volte per più lunghi periodi e io mi sento ''libera'' e non più appesantita da una relazione forzata.

Questo per dire che il sovraccaricare gli amici, specie se nuovi, non va bene e la si vive male da entrambe le parti: loro perchè si sentono assillati e tendono naturalmente ad allontanarsi, tu perchè ti abitui ad avere 100 da loro, e appena loro ti danno 70 subito ti senti abbandonata.
Bisogna anche considerare che alcune persone, al di la degli impegni/questioni personali che possono allontanare/distrarre dall'amicizia, amano stare a volte da soli e non sentire nessuno o uscire con nessuno. I miei amici/che intimi ormai lo sanno (anche la mia amica sopracitata ahah) e non si sentono per nulla abbandonati, sanno che se non mi faccio sentire non li ho per niente abbandonati.

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11

martedì, 17 ottobre 2017, 08:55

Ho vissuto una situazione del genere dall'altra parte. Ero l'amica che ''spariva'' per mesi. Di solito quando non ci si fa sentire per tanto tempo, o si hanno altre questioni da risolvere per la testa che nemmeno si ha tempo per sè stessi, (es quando preparo esami non mi faccio sentire con nessuno, oppure quando ho situe famigliari da risolvere l'ultima cosa che ho per la testa è sentire gli amici), oppure perchè sentire quel tal amico che non è che ci faccia morire dalla voglia. Avevo (ho) un'amica che tempo fa quando l'avevo da poco conosciuta (lei al tempo era single, con problemi famigliari, con amicizie discutibili attorno, senza lavoro/studio che la impegnasse) letteralmente ogni giorno mi assillava con chiamate e messaggi infiniti. Se per qualche giorno non rispondevo alle chiamate ''dove sei finita?''. Io mi sentivo molto infastidita da questa intrusione, perchè nonostante in fin dei conti era (è) una bella persona, era troppo pensante per me. Ad oggi è fidanzata, ha intrapreso vari progetti, ha risolto problemi famigliari, ha chiuso con le amicizie tossiche e anche il nostro rapporto è equilibrato e vivo finalmente bene la nostra amicizia. Ci sentiamo a volte tutti i giorni, a volte una volta a settimana, a volte per più lunghi periodi e io mi sento ''libera'' e non più appesantita da una relazione forzata.

Questo per dire che il sovraccaricare gli amici, specie se nuovi, non va bene e la si vive male da entrambe le parti: loro perchè si sentono assillati e tendono naturalmente ad allontanarsi, tu perchè ti abitui ad avere 100 da loro, e appena loro ti danno 70 subito ti senti abbandonata.
Bisogna anche considerare che alcune persone, al di la degli impegni/questioni personali che possono allontanare/distrarre dall'amicizia, amano stare a volte da soli e non sentire nessuno o uscire con nessuno. I miei amici/che intimi ormai lo sanno (anche la mia amica sopracitata ahah) e non si sentono per nulla abbandonati, sanno che se non mi faccio sentire non li ho per niente abbandonati.


Ciao Grazie della risposta... io non assillo se una persona per settimane non la sento sparisco pure io non capisco la gente che sparisce o quelli che gli amici li vedono sentono una volta a cavoli loro come dice Michele l'amicizia è condivisione

gloriasinegloria

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12

martedì, 17 ottobre 2017, 15:12

l'amicizia è condivisione

Si' , infatti!

Proprio per questo l'Amicizia NON è "appicicaticcio quodidiano" in cui ...l'amico/a cerca di CONDIVIDERE quel che pensa (dopo essersi impegnato a pensarlo) e noi restiamo a recitare la nostra quotidiana "litania" sul muro del pianto...fregandocene altamente (e quindi NON condividendo NULLA, NOI-NOI-NOI) di quello che il povero disgraziato che cercava di esserci amico cercavad i dirci!

Michele®

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13

martedì, 17 ottobre 2017, 16:27

Questo per dire che il sovraccaricare gli amici, specie se nuovi, non va bene e la si vive male da entrambe le parti: loro perchè si sentono assillati e tendono naturalmente ad allontanarsi, tu perchè ti abitui ad avere 100 da loro, e appena loro ti danno 70 subito ti senti abbandonata.

Pienamente d'accordo. Oltretutto gli amici hanno anche loro le loro vite, i loro casini e i loro impegni. Un amico/a dovrebbe essere sempre d'aiuto e sempre disponibile ma non è una crocerossina o un terapeuta.
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DnB90

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giovedì, 19 ottobre 2017, 13:12

La tua è un'ottima domanda.

Dove sbagli? Non penso che ci sia uno sbaglio da parte tua, quanto una diversa visione di come intendere l'amicizia rispetto agli altri. Per me l'amicizia è condivisione, presenza, esserci sempre e comunque e nasce nel momento in cui ti confidi con una persona e questa ascolta e ti da consigli ed in cui tu senti di poter instaurare un rapporto vero, senza filtri. Non è amicizia quando una delle due parti cerca di prevalere sull'altra, dove vengono usate prevaricazioni e non c'è più di tanto voglia di confrontarsi ("Sono così e ti devo andare bene così, se no girami al largo"). Io non vedo amicizia dove ogni considerazione diventa potenzialmente una causa di litigio (come un far notare all'altra persona che non approvi determinati atteggiamenti nei tuoi confronti non per cambiarglieli, ma solo per instaurare un confronto civile ed evitare fraintendimenti su delle cavolate). In sostanza, non reputo vera amicizia dove c'è un forte squilibrio, da una parte o dall'altra, di tentativi per evitare che il rapporto si logori e vada a pallino.

Riguardo invece a quanto ti contestano, da quello che hai esposto non ritengo tu sia una persona pesante e ossessiva. Per me fai notare, a ragione, quello che ho detto sopra, una mancanza di equilibrio. Ci sta che nascano rapporti sotto l'onda dell'entusiasmo e che in un primo momenti ci possa lasciare trascinare da quest'onda, ma poi si arriva inevitabilmente a ragionare su quel rapporto ed a fare valutazioni in merito. Ritengo che se nel nostro rapporto si instaura una certa confidenza e ci si sente spessissimo, non mi aspetto di certo che questa cosa continui assiduamente, come se esistessimo solo noi due e non gli altri, ma come ho detto che ci sia un certo equilibrio. Passare da periodi di totale idilio in cui ti vedi e ti senti sempre ad altri dove non ti vedi e ci sono messaggi freddi o stentati non è per me da vera amicizia. Chiaro che ci stiano i periodi no, dove vuoi proprio isolarti e non sentire nessuno o comunque non essere disturbato, ma in quei casi basta dirlo chiaramente: "Scusa se mi senti distaccato, ma è un periodo un po' così". Non è una caccia al tesoro a capire che cos'hai, i silenzi sono per i conoscenti/colleghi di lavoro, gente con cui non nutri generalmente affinità, un amico è tale perché si preoccupa per te.
In chiusura ti dico che secondo me chi sostiene che l'amicizia sia così, sentirsi anche assiduamente poi di colpo sentirsi solo una volta ogni tanto, ha paura di prendersi le proprie responsabilità per un rapporto che ha contribuito a far crescere in un certo modo, e nel caso starebbe a noi, l'altra parte coinvolta, tagliare corto senza tante spiegazioni. Ma non è semplice se ci tieni e se, come nel mio caso, tendi ad essere troppo duro con te stesso e a ritenere troppo rigido il tuo giudizio sugli altri.

Questo post è stato modificato 6 volta(e), ultima modifica di "DnB90" (19/10/2017, 19:37)


15

venerdì, 20 ottobre 2017, 12:12

@DnB90

''In chiusura ti dico che secondo me chi sostiene che l'amicizia sia così, sentirsi anche assiduamente poi di colpo sentirsi solo una volta ogni tanto, ha paura di prendersi le proprie responsabilità per un rapporto che ha contribuito a far crescere in un certo modo, e nel caso starebbe a noi, l'altra parte coinvolta, tagliare corto senza tante spiegazioni. Ma non è semplice se ci tieni e se, come nel mio caso, tendi ad essere troppo duro con te stesso e a ritenere troppo rigido il tuo giudizio sugli altri.''

Ci possono essere motivi di forza maggiore se una persona non si fa più sentire come prima. 2 esempi.

- Le mie amicizie di sempre sono mutate nel corso del tempo. Alle scuole ci vedevamo e sentivamo tutti i giorni, ma finite le scuole ci siamo iniziate a sentire di meno. Soprattutto chi ha iniziato a lavorare nell'ambito della ristorazione o in ambito sanitario ha periodi in cui ha sì e no tempo per dormire. A volte il loro giorno libero combacia con quando sei a lezione fuorisede e per mesi non ci si trova. Inoltre, l'amico/a non ha solo te che vorrebbe vedere in quella giornata, dove fra le altre cose deve anche fare le varie commissioni che non ha potuto in settimana, magari vorrebbe vedere la/il fidanzata/o, la famiglia o altri amici. L'epilogo è che la persona scrive una volta a settimana per scusarsi dell'assenza e dire che gli/le manchiamo. Dovrei risponderle che per me l'amicizia è finita perchè non si è presa la responsabilità di coltivarla trovarsi un lavoro che non la impegna così tanto o non conoscere altra gente all'infuori di me?

- Il secondo esempio riguarda me. In un tempo ormai lontano, mi capitò di aumentare drasticamente il mio giro di conoscenze, sia in ambito universitario che extra universitario. Io, che avevo un'insicurezza mondiale, puntavo ad avere un rapporto di amicizia profonda con ogni singola persona, tanto che se non cercavo/sentivo/vedevo la tal persona solo per 2 giorni, lo vedevo come un torto bruttissimo nei suoi confronti, che mi avrebbe portato a farmi odiare e a perderla per sempre. Con questo modus operandi arrivai a trascurare molto i miei doveri per essere sempre presente con tutte queste persone, e anche purtroppo a trascurare un pò le amicizie di sempre. Dopo un'iniziale periodo in cui avevo la sensazione di riuscire a far quadrare tutto, la cosa mi sfuggì di mano. Ricominciai a dedicarmi di più ai miei doveri, tralasciando un pò queste amicizie. Questo, sempre perchè ricordiamoci la mia insicurezza era mondiale, mi provocava un'ansia pazzesca e terribili sensi di colpa appena sentivo di trascurare qualcuno. Allucinante, se ci penso ora. Vivevo per far piacere agli altri e in realtà la cosa che di più trascuravo ero io.
Ad un certo punto abbi un crollo causato da altri motivi, ma in cui ebbe rilevanza anche questa situazione esasperata. Gli effetti si ripercossero rovinosamente sulle mie relazioni sociali, perchè, stando malissimo, non avevo la forza di uscire di casa e di rapportarmi con nessuno. Mi si sviluppò, tra le varie cose, una fortissima ansia sociale, e la maggioranza delle amicizie mi scivolò dalle mani. Ad un certo punto, se vogliamo dirla così, mi presi le mie responsabilità e confessai con vergogna a tutti che stavo malissimo, scusandomi per il non essere più presente come prima. E tutti ''sìsì tranquilla! Non c'è problema.'', ma pian piano i rapporti sciarono. In quel periodo, infatti, non andando più alle feste e alle serate, e tanto meno in università, non condividevo più cose e per forza di cose i rapporti si affievolirono.
Ho combattuto per molto tempo con la colpa di avere perso queste persone, perchè se non riuscivo a stare dietro a tutti era colpa mia e se ho avuto un pesante esaurimento nervoso è stata per colpa mia. Non mi perdonavo di non avere le giornate da 48 ore per star dietro ai miei impegni e nel frattempo tenere salde tutte le conoscenze della mia vita. E non sono ironica, lo pensavo veramente e stavo male davvero per questo.

Tempo che manca e problemi personali costringono alla lontananza, ma sono prove del 9 per l'amicizia. Chi rimane?