L'invidia è pazzesca. Ti porta ad odiare una persona perché è diversa da te e al tempo stesso ti spinge ad imitarla per diventarle simile. In pratica ti trasforma in ciò che odi.....
Vista così è pazzesca, certo!
Però... prova a ripartire dall'inizio.
Cos'è che invidii? (non TU Kublai: un "tu" ipotetico, ovvio!).
Invidii ciò che di bello e/o importante vedi nell'altro e pensi di non avere tu. Giusto?
Quindi: puoi anche odiare l'altro , per invidia, ma lo odii perchè ritieni che abbia qualità che pensi di non avere.
Come dire che
adori quelle qualità..... poi odii chi le ha... ma solo perchè avendole lo trovi più amabile di te, PERCHE' pensi di non averle tu.
Ergo: il sentimento che ti spinge ad imitare l'invidiato ..... non è vero che ti trasforma in ciò che odii! Piuttosto ti spinge (sia pure per un percorso poco lineare ma umano) ad inseguire il modello di ciò che ami e a cui riconosci valore!
E, almeno fin qui, ........ ma non è positiva?????????
In questo senso.... anche il bambinetto che vede grande il proprio padre lo "invidia". E meno male!!!!!!! Altrimenti non crescerebbe mai!
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Fuori da ogni iperbole, forse (come tutti i sentimenti) anche l'invidia ha mille tonalità e mille spessori, ed entrambi dipendono da chi li vive: si va dall'invidia funzionale alla vita, che è quella che ti fa scegliere "modelli" e in questo ti fa crescere........ sino all'estremo opposto dell'invidia vissuta in modo così frustrato e frustrante.... da far solo desiderare di disintegrare ogni modello ed ogni possibile portatore di modelli (per la serie: io non posso... e che nessuno possa!).
Però.........persino in questa disperante seconda ipotesi.... l'invidia (come tutti i sintomi) per se stessa è persino POSITIVA!
Voglio dire: in chi la vive è solo un sintomo (come la febbre rispetto all'influenza). E grazie a Dio che c'è! E', appunto come ogni sintomo, una POSSIBILITA' di CAPIRE e , dunque, di correre ai ripari!!!!!!
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Convitamente al 100% : l'invidia che riconosce modelli e spinge ad imitarli..... credo davvero che l'abbiamo provata tutti e che non saremmo mai cresciuti se non l'avessimo provata.
Non penso la stessa cosa dell'invidia radicale all'estremo opposto, ossia quella che porta ad agognare di distruggere ciò che si pensa di non essere e non poter essere mai e a desiderare di vederne privo chiunque, o demolendo il "chiunque" oppure demolendo la qualità di cui lo si ritiene portatore.
Ossia: non penso proprio per niente che questo "grado" di invidia lo provino tutti. Anzi: credo che lo provino POCHISSIMI.
Eppure....sono proprio convinta che.... se quei pochissimi che provano persino questo grado... si fermano e riflettono.... non possano NOn concludere che: se impiegassero le loro energie per credere in se stessi, invece che usarle per non credere negli altri o per demolirli invidiosamente, sarebbero facilmente e felicemente SUPERIORI a quelli stessi che (oggi) invidiano.