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ipposam

Utente Avanzato

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1

mercoledì, 11 aprile 2018, 16:22

Notate anche voi una grande ipocrisia in giro?

Ciao, a tutti, capita anche a voi di notare in giro un altissimo livello di ipocrisia e autentica finzione (scusate l'ossimoro)?
Una su tutte, la raccolta fondi per la morte di un collega.
Capita che un collega perda la vita, e allora dall'ufficio del personale parte una raccolta fondi, seguono mail che rievocano la generosità del collega, la sua simpatia, varie espressioni di cordoglio e in ultimo una richiesta di soldi per la famiglia.
Poi stop. Il collega finisce nell'oblio, nessuno ne parla più, nessuno contatta la famiglia per sapere se, a parte la donazione che immagino faccia sempre comodo, abbia bisogno di qualcosa. Al massimo, forse, qualcuno dei più stretti collaboratori farà una chiamata o due, poi si dimentica e via.
Altra situazione. convention aziendale, il management dichiara che siamo tutti una grande famiglia e che i capi terranno sempre la porta aperta per ascoltare eventuali problematiche; poi un collega ha davvero un problema, ad esempio di salute, familiare, ecc. E il problema diventa lui, perché il business non si ferma, e di uno che non rende al massimo l'azienda deve cercare in qualche modo di liberarsene.
Uscendo dal contesto lavorativo, vedo accadere le stesse dinamiche ovunque, in qualunque contesto abbia frequentato. Di fronte a eventi spiacevoli, situazioni difficili, sono tutti pronti a genuflettersi, ma quello che davvero dà una mano, senza alcun interesse in cambio, manca sempre o quasi.
Allora mi chiedo che senso ha la pantomima? Che senso hanno le frasi di cordoglio, la simulazione di un interesse che in realtà non esiste o è così labile da sparire in poche ore?
Non è meglio essere onesti trasparenti sinceri, tenersi alla larga da una solidarietà non sentita?

mayra

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2

mercoledì, 11 aprile 2018, 16:44

Purtroppo nel mondo del lavoro non è raro che imperi l'ipocrisia. Io per fortuna ( questa volta non sono ipocrita ) non ho esperienza di colleghi morti, ma mi viene in mente un episodio accaduto tredici anni fa quando lavoravo come impiegata. Il figlio di una mia ex collega purtroppo è morto poche ore dopo la nascita. Ovviamente tutto l'ufficio si è mobilitato per la raccolta fondi, ma dopo il funerale, neanche una parola di cordoglio, tutti hanno fatto finta che non fosse mai successo. Per quanto riguarda i problemi di salute, purtroppo è vero che se uno ha un problema di salute grave, diventa lui un problema per l'azienda. Per contro ci sono persone che fanno mutua a iosa per malattie inventate e per l'azienda diventa difficilissimo licenziarle. Questa è una vera e propria ingiustizia.

solitario92

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3

mercoledì, 11 aprile 2018, 16:49

Tutti vorremmo far sembrare di essere sensibili, interessarci agli altri e così via. Ma nella realtà la stragrande maggioranza delle persone si preoccupa solo di se stessa. La vita è già abbastanza piena di problemi e di difficoltà senza la necessità di mettersi sulle spalle anche i problemi degli altri.
E quando un parente di un collega si ammala di cancro e quest'ultimo ha bisogno di allontanarsi dal lavoro, è quasi naturale che la prima cosa di cui si preoccupi il manager sia il fatto che si possano avere problemi in produzione. Lui non vive il problema in prima persona. I clienti che lo pressano gli sembrano molto più vicini dell'angoscia del dipendente.
Questo tipo di cose non sono tanto questione di ipocrisia a mio avviso, quanto di egoismo e di necessità di concentrarsi sui propri problemi.

ipposam

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4

mercoledì, 11 aprile 2018, 16:51

Purtroppo nel mondo del lavoro non è raro che imperi l'ipocrisia. Io per fortuna ( questa volta non sono ipocrita ) non ho esperienza di colleghi morti, ma mi viene in mente un episodio accaduto tredici anni fa quando lavoravo come impiegata. Il figlio di una mia ex collega purtroppo è morto poche ore dopo la nascita. Ovviamente tutto l'ufficio si è mobilitato per la raccolta fondi, ma dopo il funerale, neanche una parola di cordoglio, tutti hanno fatto finta che non fosse mai successo. Per quanto riguarda i problemi di salute, purtroppo è vero che se uno ha un problema di salute grave, diventa lui un problema per l'azienda. Per contro ci sono persone che fanno mutua a iosa per malattie inventate e per l'azienda diventa difficilissimo licenziarle. Questa è una vera e propria ingiustizia.


Guarda, io lavoro nel privato da 15 anni, e posso dirti che non ho mai visto un "finto malato".
Nell'azienda per cui lavoro c'è un tasso di malattia bassissimo.
In compenso ho visto applicare logiche inumane innumerevoli volte, ho visto fare un enorme numero di proclami di amicizia, stima, vicinanza, rivelatisi poi immancabilmente del tutto fittizi e opportunistici. Non parlo di cose capitate a me, ma di cose che ho visto, di situazioni a cui ho assistito da mera spettatrice.
Inoltre, ho conosciuto moltissime persone, ma posso contare sulle dita di una mano quelle "vere". E con queste sono ancora in contatto anche a distanza di anni.
Per quanto riguarda gli altri, dopo diverse delusioni ormai ho imparato benissimo a riconoscere le maschere dalle persone, e con le maschere mi comporto come se davanti avessi un foglio Excel.

5

mercoledì, 11 aprile 2018, 17:12

quando ci si trova dall'altra parte, avere un problema grande magari senza soluzione, quello che più fa male è l'incapacità delle persone a gestire il dolore e la sofferenza; soprattutto da parte di quelli che di riempiono la bocca della loro empatia arrivano commenti che fanno solo danni. più che di ipocrisia ed egoismo che abbondano comunque, quello che spaventa me è la pochezza, la miseria umana....le qualità umane sono la merce più rara.
namasté

mayra

Giovane Amico

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6

mercoledì, 11 aprile 2018, 17:33

Purtoppo , per esperienza personale, posso dire che esiste gente che abusa della mutua, e non per malattie gravi.

ipposam

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7

mercoledì, 11 aprile 2018, 18:03

Purtoppo , per esperienza personale, posso dire che esiste gente che abusa della mutua, e non per malattie gravi.


Ne sono convinta, ma ciò avviene in contesti specifici, il contesto a cui mi riferisco io è privato e non c'è il furbetto che sta a casa se non è malato, anche perché è abbondantemente permesso il telelavoro.
I casi a cui mi riferisco io sono invece casi di persone con reali problemi che purtroppo finiscono con l'essere scomodi; se una persona non è disponibile 8-10 ore al giorno diventa "indesiderata" dai clienti e conseguentemente un "problema" di gestione dei costi per l'azienda.
Nessuno rinuncia a niente per un altro, è questo il punto, che mi fa riflettere sulla "miseria umana" che dice la huesera. (io ho un ruolo di manager, non sono una santa, ma nemmeno una col coltello tra i denti, cosa che è un mio "difetto" lavorativamente parlando).

Aiden il venerabile

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8

mercoledì, 11 aprile 2018, 18:25

Finirebbe nell'oblio comunque. Meglio 5 minuti di apprezzamenti che niente. Quando subisci un grave lutto li per li sei così rincoglionito che forse nemmeno ti accorgi che la gente ti sta cagando solo perché è così che si usa. Poi dopo un paio di settimane tutti in effetti la smettono e ti ritrovi in rubrica numeri di telefono di gente che ti aveva detto "chiamami quando vuoi" ma tu nemmeno hai idea di chi siano, non li avevi mai visti e probabilmente pure loro si sono dimenticati che faccia hai. Ma a quel punto anche tu hai riacquistato quel senso critico che fa si che possa fregartene della vicinanza o della lontananza di qualche sconosciuto, e rifletti sul fatto che quell'ipocrisia dei primi giorni in fondo ti ha un po' aiutato a non affondare e dopotutto ora che stai meglio sei quasi sollevato che sta gente si sia levata dai coglioni così come umana natura comanda

mayra

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9

mercoledì, 11 aprile 2018, 18:26

Quello che dici è vero, persone con problemi reali gravi diventano "scomode" per un'azienda. In questo caso probabilmente si tratta di egoismo, e di indifferenza verso i problemi altrui.

10

mercoledì, 11 aprile 2018, 19:16

Finirebbe nell'oblio comunque. Meglio 5 minuti di apprezzamenti che niente. Quando subisci un grave lutto li per li sei così rincoglionito che forse nemmeno ti accorgi che la gente ti sta cagando solo perché è così che si usa. Poi dopo un paio di settimane tutti in effetti la smettono e ti ritrovi in rubrica numeri di telefono di gente che ti aveva detto "chiamami quando vuoi" ma tu nemmeno hai idea di chi siano, non li avevi mai visti e probabilmente pure loro si sono dimenticati che faccia hai. Ma a quel punto anche tu hai riacquistato quel senso critico che fa si che possa fregartene della vicinanza o della lontananza di qualche sconosciuto, e rifletti sul fatto che quell'ipocrisia dei primi giorni in fondo ti ha un po' aiutato a non affondare e dopotutto ora che stai meglio sei quasi sollevato che sta gente si sia levata dai coglioni così come umana natura comanda


Che dire? Post da incorniciare :smoker:
Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

Kyra

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11

mercoledì, 11 aprile 2018, 23:20

Io ho il problema contrario, sono fin troppo schietta e sincera, incapace di mentire, se per caso mi ci impegno, mi si sgama subito. Non concepisco l ipocrisia, al punto tale che quando ti sbatto in faccia la verità, o mi si ama alla follia o mi si odia. Generalmente è la seconda ma me ne frego abbastanza, la vita è troppo breve per sprecarla in inutili ipocrisie. Non le concepisco.

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12

giovedì, 12 aprile 2018, 11:33

Io farei un distinguo tra una rapporto di lavoro e una relazione di "libera scelta".
Spesso a lavoro ci si affianca a chi ci capita nell'azienda oppure si collabora se in proprio, con chi riesce a realizzare un buon prodotto.
Quando subentrano difficoltà personali credo che non ci si possa aspettare più di quello che nei fatti ha unito.
Doloroso ma vero.
Le aspettative aumentano nelle relazioni più intime in cui si è investito altro. Più intima sarà la relazione più si dovrebbe ricevere vicinanza.
Dovrebbe.
Molto spesso però come ho letto nel post di Aiden quasi ci sarebbe da apprezzare i "falsari" delle emozioni , perché nella loro distaccata disponibilità di un momento ,vanno a velare la scoperta della pochezza di chi manca.
Forse è solo una questione di aspettative
Visto da vicino nessuno è normale

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "lillas" (12/04/2018, 11:42)