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pensiero libero

Giovane Amico

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31

Tuesday, June 28th 2011, 3:38pm

@pensiero libero, bè alla fine come tutti, diventare zombie o morti spiritualmente è la stessa pacchia: non devi pensare. Devi solo vivere la vita come gli altri vogliono che tu la viva. Alla fine a chi gli frega di cambiare il mondo. A nessuno.
Se non si può cambiare tanto vale ...(sai già che intendo). E' pieno di esempi nella storia di persone che hanno cambiato il mondo, non vedo perchè dovremmo essere così modesti o mediocri da non provarci. E' un iniziativa che devi prendere da solo, (non so se vorrai il mio "aiuto" o se ti servirà a qualcosa), ed è proprio la parola solo che fa paura, lo so.
Proprio solo non sei, io sono ancora vivo e la fuori c'è altra gente che ama la vita.

Candy Candy

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32

Tuesday, June 28th 2011, 5:00pm

Non esistono catene che non vogliamo ci siano messe ILovePonies,
perchè amare e decidere di stare con una sola persona, non è una catena, ma una libera scelta di condividere con un'altra persona una parte della nostra vita.
Se poi va bene questa convivenza, questo rapporto, bene! Se invece dovesse andar male, pazienza, di certo però siamo consapevoli di averlo scelto, di non aver sprecato nulla, perchè tutto ci è servito e da quell'esperienza cercheremo di trarre l'insegnamento per il futuro ( si spera!)
Le catene semmai sono quelle che ci mettiamo da soli imponendoci un determinato comportamento, anche quello stesso, che ci vede anticonformisti, perchè, convinti che fare l'opposto di ciò che fa la maggior parte della gente, ci rende liberi!
Errore, perchè anche in quel caso sarebbe una catena, perchè dobbiamo sempre dimostare!
Molti uomini infatti, hanno la tendenza, la smania di dover dimostrare agli altri suoi simili, di essere liberi. Ma la domanda è : liberi da che?
La libertà è dentro di noi ancor prima di essere fuori.
E' la tua mente che deve essere libera. Libera di esprimersi, di accettarsi per quelli che si è, libera di credere in un ideale, libera di credere e sperare di poter lasciare un segno in questa vita.
Si possono non fare cose ecletanti, ma essere nel nostro piccolo uomini e donne che hanno provato a cambiare qualcosa.
Libertà! La libertà è anche scegliere di sposarti ma di rimanere libero dentro, perchè la libertà non è concedersi qualsiasi cosa ma fare la cosa giusta per se stessi e gli altri.
Tu dici: Perché non amare tutti con la stessa forza con la quale amiamo il nostro "amore"?
Ed io ti rispondo: "Perchè, chi ti vieta di amare tutti con la stessa forza?
L'amore è un sentimento che va oltre il rapporto che instauri con una sola persona con la quale decidi di vivere, di conviverci, sposarti o altro.
L'amore..., se senti dentro questa capacità d'amare, indirizzala verso qualcosa che produca frutti e inizia anche tu a cercare di cambiare qualcosa in questo mondo che reputi già preordinato e destinato a rimanere in catene.
Concordo con quanto ti scrive Libero pensiero,quando ti scrive che vi sono tanti esempi nella storia di uomini che hanno cambiato il mondo, ed è a questi che dobbiamo guardare e non a coloro che si lasciano schivizzare da preconcetti e condotte istituzionalizzate.
Sei in crisi, ok, ma dalla crisi te ne puoi uscire solo non facendoti continuamente tutte queste domande e agendo senza necessariamente preventivare questo o quel comportamento ma considerando solo di fare la cosa giusta e nel pieno rispetto di te stesso e degli altri. Buttati nel mondo, vivi senza pensare di essere in catene e non aver paura dei fallimenti ( nemmeno quelli amorosi) perchè spesso sono proprio quelli che ci fanno crescere e rendere persone forti e consapevoli.
"Solo chi è così folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero"
- Mahatma Gandhi

ILovePonies

Giovane Amico

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Wednesday, June 29th 2011, 4:16pm

@pensiero libero, bè alla fine come tutti, diventare zombie o morti spiritualmente è la stessa pacchia: non devi pensare. Devi solo vivere la vita come gli altri vogliono che tu la viva. Alla fine a chi gli frega di cambiare il mondo. A nessuno.
Se non si può cambiare tanto vale ...(sai già che intendo). E' pieno di esempi nella storia di persone che hanno cambiato il mondo, non vedo perchè dovremmo essere così modesti o mediocri da non provarci. E' un iniziativa che devi prendere da solo, (non so se vorrai il mio "aiuto" o se ti servirà a qualcosa), ed è proprio la parola solo che fa paura, lo so.
Proprio solo non sei, io sono ancora vivo e la fuori c'è altra gente che ama la vita.


Forse una volta. Ora non è più così. Vedo sempre di più questa profonda superficialità in tutto. Una volta dicendo libertà aizzavi chiunque, ora la gente ti guarda e pensa "Libertà? Ce l'abbiamo già, non viviamo forse in una democrazia? Non sono forse libero di scegliere di che colore prendere un determinato vestito?". A questo punto forse è meglio rassegnarci. Confrontare il passato con il presente è un pò come confrontare le guerre greche e romane con la prima guerra mondiale: una volta si combatteva per interi territori, ora per pochi centimetri.

@Candy: "Non esistono catene che non vogliamo ci siano messe", può darsi, anzi sicuramente. In questa era le catene te le fanno mettere da solo. Anzi, credi di essertele messe da solo ma in realtà è la società a metterle. Ma poichè la gente non se ne rende conto e pensa di esserselo fatto da solo non si lamenta. Prendiamo la scuola per esempio. Io mi ero imposto di fare superiori ed università non perché lo credessi veramente, ma perché altrimenti i miei avrebbero avuto un faccia dispiaciuta, altrimenti sarei finito per fare il pescatore, lavoro dai miei considerato da falliti. In realtà è la società che discrimina certi lavori, sono i genitori che decidono per te. Io sono sempre stato convinto di essermelo imposto da solo l'obbligo di studiare ma ora non ne sono affatto convinto, anzi mi rendo sempre più conto che la scelta l'ha presa qualcun'altro. Ma ormai le leggi della logica mi hanno già avvinghiato: devo finire il percorso che ho cominciato altrimenti butterei via anni della mia vita. E' tutta una serie di catene oltre che legate intorno a te anche tra loro.

Alla fine se cerchi di scioglierle alla ricerca di un libera felicità finisci per passare tutta la vita a cercare di sciogliere queste catene. Meglio accettarle e vivere semi felicemente.
Non c'è più nulla da fare.

"La libertà è dentro di noi ancor prima di essere fuori". Ci mancherebbe altro che la libertà di pensiero non esistesse. Io mi sarei già suicidato.
Morto spiritualmente da Giugno 2011

Candy Candy

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Wednesday, June 29th 2011, 10:24pm

D'accordissimo su quest'era che ci impone o quanto meno, cerca di imporci modelli e modi di vivere schematizzati, ma è vero anche che, se è pur difficile sfuggire a questo meccanismo, si può, e lo si può senza fare chissà quale straordinaria azione.
Basta considerarsi sempre degli individui a se, uomini e donne che continuano a pensare con la propria testa e ad agire nel modo più giusto e corretto. Chi lo dice che tutti si sposano perchè è giusto? Non è possibile che la gente si sposi perchè sente di fare questo?
E se decide di convivere, secondo te, non è sempre una scelta?
Dove sta l'imposizione? Dove stanno le catene?
Sul lavoro già potrei darti più ragione perchè in quest'era è davvero difficile poter decidere di fare un mestiere e riuscire ad esercitarlo e di conseguenza ci si assoggetta a quello che è il lavoro offerto.
Ma anche in questo caso, io non lo vedo come una catena, ma come un'opportunità che altri non hanno e farei in modo, mentre faccio qualcosa che non gradisco tanto, di gettare le basi per poter fare prima o poi quello che mi è più congeniale.
Idem per la tua situazione scolastica.
Se, e dico se, quello che stai facendo non ti aggrada ma ormai sei in dirittura d'arrivo ( ma non mi pare dato che se non erro hai 19 anni) nell'ultimare ciò che hai iniziato, finiscilo e poi comincia a gettare le basi per fare ciò che ti fa sentire più realizzato.
Se invece stai facendo qualcosa che non vuoi fare, perchè non provi a parlare con i tuoi, aprendoti su quelle che sono le tue passioni e il tuo voler fare?
Magari, riusciranno a capirti, a sentire quelle che sono le tue difficoltà e ad aiutarti.
A volte diamo per scontate le probabili risposte e reazioni della gente.
Provaci e soprattutto prova a liberarti dal pensiero di ciò che gli altri vorrebbero da te, perchè così non vivi bene.
E' vero, la società classifica i lavori e soprattutto le gente che li esercita, ma non per questo quel lavoratore smetterà di farlo e soprattutto se quel suo fare lo gratifica.
Quindi, fai chiarezza dentro di te su cosa vuoi fare e poi cerca di trovare la strada giusta per poterlo realizzare e senza curarti più di tanto su ciò che pensano gli altri.
Sei giovane ILovePonies, non dire di aver buttato anni di vita, perchè sei ancora all'alba del tuo futuro e vedrai, sarà radioso se solo ti libererai da questo continuo analizzare e porti domande. :)
"Solo chi è così folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero"
- Mahatma Gandhi

pensiero libero

Giovane Amico

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Wednesday, June 29th 2011, 11:06pm

@Candy: "Non esistono catene che non vogliamo ci siano messe", può darsi, anzi sicuramente. In questa era le catene te le fanno mettere da solo. Anzi, credi di essertele messe da solo ma in realtà è la società a metterle. Ma poichè la gente non se ne rende conto e pensa di esserselo fatto da solo non si lamenta. Prendiamo la scuola per esempio. Io mi ero imposto di fare superiori ed università non perché lo credessi veramente, ma perché altrimenti i miei avrebbero avuto un faccia dispiaciuta, altrimenti sarei finito per fare il pescatore, lavoro dai miei considerato da falliti. In realtà è la società che discrimina certi lavori, sono i genitori che decidono per te. Io sono sempre stato convinto di essermelo imposto da solo l'obbligo di studiare ma ora non ne sono affatto convinto, anzi mi rendo sempre più conto che la scelta l'ha presa qualcun'altro. Ma ormai le leggi della logica mi hanno già avvinghiato: devo finire il percorso che ho cominciato altrimenti butterei via anni della mia vita. E' tutta una serie di catene oltre che legate intorno a te anche tra loro.
(in realtà avevo scritto un papiro poi l ho cancellato e ti dico solo)

Quella che descrivi come logica sta in piedi in un ambito ristretto, sta in piedi solo nel particolare:
"finire percorso (che è al 70%) altrimenti = spreco di tempo".
Ma se zoommi indietro e guardi da lontano il disegno, il progetto, la logica direbbe tutt'altro.

Quoted


"La libertà è dentro di noi ancor prima di essere fuori". Ci mancherebbe altro che la libertà di pensiero non esistesse. Io mi sarei già suicidato.
Non esiste per sempre se si mente a se stessi e si mantiene quella posizione.

cucuzzolo

Dissero della grande Marlène Dietrich "Marlène, un nome che inizia con una carezza e finisce con una frustata"

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Thursday, June 30th 2011, 11:53am

innamorarsi..

Ciao Iloveponies, bellissima questa idea della purezza, altrettanto rispettabile quella della paura di 'contaminazione'; se sono questi i sentimenti che caratterizzano per ora la tua concezione dell'amore coltivali finchè ne senti il bisogno.
Domani non torneranno più...
Accadranno tante cose nella tua vita di domani e lentamente si farà spazio un nuovo diverso approccio nei confronti dell'amore.
Goditi queste sensazioni allo stato puro ne hai pieno diritto
:friends:

Arianna_

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Thursday, June 30th 2011, 12:38pm

@pensiero libero, bè alla fine come tutti, diventare zombie o morti spiritualmente è la stessa pacchia: non devi pensare. Devi solo vivere la vita come gli altri vogliono che tu la viva. Alla fine a chi gli frega di cambiare il mondo. A nessuno.
Se non si può cambiare tanto vale ...(sai già che intendo). E' pieno di esempi nella storia di persone che hanno cambiato il mondo, non vedo perchè dovremmo essere così modesti o mediocri da non provarci. E' un iniziativa che devi prendere da solo, (non so se vorrai il mio "aiuto" o se ti servirà a qualcosa), ed è proprio la parola solo che fa paura, lo so.
Proprio solo non sei, io sono ancora vivo e la fuori c'è altra gente che ama la vita.


Forse una volta. Ora non è più così. Vedo sempre di più questa profonda superficialità in tutto. Una volta dicendo libertà aizzavi chiunque, ora la gente ti guarda e pensa "Libertà? Ce l'abbiamo già, non viviamo forse in una democrazia? Non sono forse libero di scegliere di che colore prendere un determinato vestito?". A questo punto forse è meglio rassegnarci. Confrontare il passato con il presente è un pò come confrontare le guerre greche e romane con la prima guerra mondiale: una volta si combatteva per interi territori, ora per pochi centimetri.

Boh, forse sarà una questione di età, ma credo che tutti si nasca con la voglia e l'ardore di rivoluzionare il mondo, poi ci si rende conto che a stento si riesce a far quadrare la propria vita e le aspirazioni cambiano. Che poi il succo dell'esistenza è nel momento alto e lirico o nella dolce mediocrità di una quotidianità serena? Ognuno di noi ha una risposta diversa a questa domanda, credo che la superficialità c'entri poco.

Quoted


@Candy: "Non esistono catene che non vogliamo ci siano messe", può darsi, anzi sicuramente. In questa era le catene te le fanno mettere da solo. Anzi, credi di essertele messe da solo ma in realtà è la società a metterle. Ma poichè la gente non se ne rende conto e pensa di esserselo fatto da solo non si lamenta. Prendiamo la scuola per esempio. Io mi ero imposto di fare superiori ed università non perché lo credessi veramente, ma perché altrimenti i miei avrebbero avuto un faccia dispiaciuta, altrimenti sarei finito per fare il pescatore, lavoro dai miei considerato da falliti. In realtà è la società che discrimina certi lavori, sono i genitori che decidono per te. Io sono sempre stato convinto di essermelo imposto da solo l'obbligo di studiare ma ora non ne sono affatto convinto, anzi mi rendo sempre più conto che la scelta l'ha presa qualcun'altro. Ma ormai le leggi della logica mi hanno già avvinghiato: devo finire il percorso che ho cominciato altrimenti butterei via anni della mia vita. E' tutta una serie di catene oltre che legate intorno a te anche tra loro.

Alla fine se cerchi di scioglierle alla ricerca di un libera felicità finisci per passare tutta la vita a cercare di sciogliere queste catene. Meglio accettarle e vivere semi felicemente.
Non c'è più nulla da fare.

"La libertà è dentro di noi ancor prima di essere fuori". Ci mancherebbe altro che la libertà di pensiero non esistesse. Io mi sarei già suicidato.

Suvvia, esiste anche l'opzione del laurearsi e poi andare a fare il pescatore ;)
Dai che non è vero che la scuola ti è stata imposta: ora che sei consapevole della tua situazione potresti tranquillamente gettare tutto al vento e fare come credi. Non lo fai, per tante motivazioni logiche, ma in realtà sai esercitando la tua libertà proprio in questo momento. E' una tua scelta ora, forse in passato no, ma da questo momento in poi si. Ogni scatto di consapevolezza porta dietro sempre dei compromessi, in genere è nell'ignoranza che si agisce in modo davvero libero, almeno secondo me.
Ma cos'è l'oceano, se non una moltitudine di gocce?

pensiero libero

Giovane Amico

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Friday, July 1st 2011, 2:50pm

Boh, forse sarà una questione di età, ma credo che tutti si nasca con la voglia e l'ardore di rivoluzionare il mondo, poi ci si rende conto che a stento si riesce a far quadrare la propria vita e le aspirazioni cambiano. Che poi il succo dell'esistenza è nel momento alto e lirico o nella dolce mediocrità di una quotidianità serena? Ognuno di noi ha una risposta diversa a questa domanda, credo che la superficialità c'entri poco.
Se la propria vita è rivoluzionare il mondo, far quadrare la propria vita significa rivoluzionare il mondo; se cambiano le aspirazioni verso una una dolce mediocrità (dolce?) o di una "quotidianità serena" significa deporre le armi, la resa. (che poi la parola serena è uno spregevole inganno).
"il succo dell'esistenza è nel momento alto e lirico"... sicuramente la "quotidianità serena" odierna intesa come vivi e lascia vivere è la via opposta, è la via verso ogni decadimento. Potrà sembrare paradossale ma dire che ognuno di noi ha una risposta diversa è il non voler provare a pensare, è la volontà di censura, una pura giustificazione, che non sta in piedi, perchè? Perchè messo in quel modo vuol dire legittimare ogni pensiero, anche quello distorto e accettarlo e quindi poi accettare ogni azione distorta ecc...; è da millenni che si conosce un linguaggio comune che ci guida, oggi viene rifiutato tanto quanto nel medioevo.
Suvvia, esiste anche l'opzione del laurearsi e poi andare a fare il pescatore ;)
Dai che non è vero che la scuola ti è stata imposta: ora che sei consapevole della tua situazione potresti tranquillamente gettare tutto al vento e fare come credi. Non lo fai, per tante motivazioni logiche, ma in realtà sai esercitando la tua libertà proprio in questo momento. E' una tua scelta ora, forse in passato no, ma da questo momento in poi si. Ogni scatto di consapevolezza porta dietro sempre dei compromessi, in genere è nell'ignoranza che si agisce in modo davvero libero, almeno secondo me.
Forse stai facendo confusione tra libertà e anarchia; la libertà ha dei vincoli, nell'ignoranza esiste solo l'anarchia o meglio il caos.

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Saturday, July 2nd 2011, 3:09am

Boh, forse sarà una questione di età, ma credo che tutti si nasca con la voglia e l'ardore di rivoluzionare il mondo, poi ci si rende conto che a stento si riesce a far quadrare la propria vita e le aspirazioni cambiano. Che poi il succo dell'esistenza è nel momento alto e lirico o nella dolce mediocrità di una quotidianità serena? Ognuno di noi ha una risposta diversa a questa domanda, credo che la superficialità c'entri poco.
Se la propria vita è rivoluzionare il mondo, far quadrare la propria vita significa rivoluzionare il mondo; se cambiano le aspirazioni verso una una dolce mediocrità (dolce?) o di una "quotidianità serena" significa deporre le armi, la resa. (che poi la parola serena è uno spregevole inganno).

Tua opinione personale, legittima, che rispetto assolutamente. Non ho ben chiaro come tu voglia rivoluzionare il mondo, nella pratica. Cosa proponi, come farai quadrare la tua vita con questo obiettivo?
Riguardo alla mediocrità, in effetti ho scelto una forma sbagliata, poco coerente con il mio punto di vista. Non dolce, dolcissima. Aurea, direi. L'esatto contrario della resa. Perché la parola serena sarebbe uno spregevole inganno? ?(

Quoted


"il succo dell'esistenza è nel momento alto e lirico"... sicuramente la "quotidianità serena" odierna intesa come vivi e lascia vivere è la via opposta, è la via verso ogni decadimento.

Giusto, bisogna imporre il proprio punto di vista agli altri, magari con un atto estremo e aulico, altrimenti si scade nel decadimento. Il vivi e lascia vivere, che brutto concetto. Eppure sotto parli di libertà e vincoli. ;)
Vedi, il fatto che è la società, con le sue regole, non è quel mostro opprimente calato dall'alto che tanto piace immaginare per deresponsabilizzarsi. La società, frase tanto banale quanto vera, siamo noi. Se ognuno di noi, nel suo piccolo raggio di azione, nella sua mediocre quotidianità, a basso livello, riesce a migliorare il microcosmo in cui vive, la società nel suo complesso migliora. Magari lentamente, ma i tempi dell'evoluzione non conoscono la fretta. Non è necessario il gesto eroico o rivoluzionario, basta la serena mediocrità quotidiana, ragionata.

Quoted

Potrà sembrare paradossale ma dire che ognuno di noi ha una risposta diversa è il non voler provare a pensare, è la volontà di censura, una pura giustificazione,

E' l'esatto opposto, è l'invitare a non accettare risposte preconfezionate e giuste (?), magari fisse negli anni, ma attivare il cervello continuamente per valutare la complessità crescente del modo in cui viviamo ciò che ci circonda. Ogni volta che capisci qualcosa ne individui anche i confini e sai quindi che c'è altro da esplorare per inquadrare a livello ulteriormente diverso lo stesso problema. Questo se non ci si accontenta delle proprie conclusioni e si continua a scavare, ovviamente.

Quoted

che non sta in piedi, perchè? Perchè messo in quel modo vuol dire legittimare ogni pensiero, anche quello distorto e accettarlo e quindi poi accettare ogni azione distorta ecc...; è da millenni che si conosce un linguaggio comune che ci guida, oggi viene rifiutato tanto quanto nel medioevo.

Ma infatti tutti i modi di pensare sono leciti, almeno secondo me, anche quelli distorti (distorti secondo chi? Te o me?). Sono le azioni distorte ad essere censurate in quel codice di convenzioni che volgarmente chiamiamo patto sociale e la loro definizione è appunto convenzionale, ma rispettabile, perché la legge va rispettata. Il salto logico però tra pensieri e azioni non è ovvio ed è brutta una società, almeno secondo me, che con la scusa di censurare azioni pericolose censura pensieri. Non è il mondo in cui vorrei vivere e la mia personale lotta per migliorarlo, che sto affrontando proprio in questo momento, è proprio in tal senso.

Quoted


Suvvia, esiste anche l'opzione del laurearsi e poi andare a fare il pescatore ;)
Dai che non è vero che la scuola ti è stata imposta: ora che sei consapevole della tua situazione potresti tranquillamente gettare tutto al vento e fare come credi. Non lo fai, per tante motivazioni logiche, ma in realtà sai esercitando la tua libertà proprio in questo momento. E' una tua scelta ora, forse in passato no, ma da questo momento in poi si. Ogni scatto di consapevolezza porta dietro sempre dei compromessi, in genere è nell'ignoranza che si agisce in modo davvero libero, almeno secondo me.
Forse stai facendo confusione tra libertà e anarchia; la libertà ha dei vincoli, nell'ignoranza esiste solo l'anarchia o meglio il caos.


La libertà ha dei vincoli, ma io parlavo di compromessi, che sono una cosa amaramente più pesante da digerire dei vincoli, non è semplicemente accettare che la propria libertà finisca dove inizia quella degli altri, ma è un andare contro le proprie convinzioni, e non se ne scappa, fidati, prima o poi toccano a tutti. Ma perché avvenga, bisogna avercele queste convinzioni, altrimenti non si va contro niente, ed ecco perché parlo di consapevolezza.

Riguardo all'ignoranza non intendevo in senso assoluto, ma semplicemente come contrapposizione alla consapevolezza, al singolo scatto cognitivo. Ecco che nell'ignoranza si può vivere liberi, certo rispettosi dei vincoli che la libertà impone, ma senza fare compromessi. Quindi liberi nel senso pieno della parola. Per il semplice motivo che magari i compromessi si fanno lo stesso e non ce ne si accorge nemmeno, non ci si rende conto della propria incoerenza. Inconsapevolezza, beata innocenza, sono termini più chiari forse a spiegare ciò che intendo.
Spero di essere stata più chiara. :)
Ma cos'è l'oceano, se non una moltitudine di gocce?

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Giovane Amico

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Saturday, July 2nd 2011, 2:59pm

Quoted

Tua opinione personale, legittima, che rispetto assolutamente. Non ho ben chiaro come tu voglia rivoluzionare il mondo, nella pratica. Cosa proponi, come farai quadrare la tua vita con questo obiettivo?Riguardo alla mediocrità, in effetti ho scelto una forma sbagliata, poco coerente con il mio punto di vista. Non dolce, dolcissima. Aurea, direi. L'esatto contrario della resa. Perché la parola serena sarebbe uno spregevole inganno? ?(

Purtroppo la parola mediocre ha più significati e non comprendo nella tua frase iniziale la distinzione che fai tra momento alto e mediocre e quotidianità serena; (è generico quotidianità, anche li faccio fatica a capir bene che intendi)
Provo a rispondere comunque. La "quotidianità odierna" non è serena; per quello dico che è un inganno la parola serena. Per sapere perchè non lo è, ci si arriva da soli, analizzando per bene il presente, basta non omettere le proprie sensazioni.

Quoted

Giusto, bisogna imporre il proprio punto di vista agli altri, magari con un atto estremo e aulico, altrimenti si scade nel decadimento. Il vivi e lascia vivere, che brutto concetto. Eppure sotto parli di libertà e vincoli. ;)Vedi, il fatto che è la società, con le sue regole, non è quel mostro opprimente calato dall'alto che tanto piace immaginare per deresponsabilizzarsi. La società, frase tanto banale quanto vera, siamo noi. Se ognuno di noi, nel suo piccolo raggio di azione, nella sua mediocre quotidianità, a basso livello, riesce a migliorare il microcosmo in cui vive, la società nel suo complesso migliora. Magari lentamente, ma i tempi dell'evoluzione non conoscono la fretta. Non è necessario il gesto eroico o rivoluzionario, basta la serena mediocrità quotidiana, ragionata.
Fraintendimento scusami pensavo fosse la tua filosofia di vita (che casino, poi sotto spiego perchè)

....questa parola, sarà meglio "equilibrio" se intendi (in mezzo a due estremi) mediocrità vuol dire anche scarso, spesso è usato in modo dispregiativo.



Quoted

E' l'esatto opposto, è l'invitare a non accettare risposte preconfezionate e giuste (?), magari fisse negli anni, ma attivare il cervello continuamente per valutare la complessità crescente del modo in cui viviamo ciò che ci circonda. Ogni volta che capisci qualcosa ne individui anche i confini e sai quindi che c'è altro da esplorare per inquadrare a livello ulteriormente diverso lo stesso problema. Questo se non ci si accontenta delle proprie conclusioni e si continua a scavare, ovviamente.
Sono daccordo di ascoltare si si, pensavo fosse una giustificazione del tipo: "troppi troppi pensieri, è inutile farsene uno, sono tutti legittimi quindi non c'è un ordine nell'universo, quindi meglio non pensare."

Equivoco, Non capivo la strana divisione che scrivevi tra mediocre (che sta nel mezzo oppure scarso) e alto (aureo) e ho evinto un pragmatismo tipico del messaggio del vivi e lascia vivere.
Per quello che veniva dopo idem.

Quoted

Il salto logico però tra pensieri e azioni non è ovvio ed è brutta una società, almeno secondo me, che con la scusa di censurare azioni pericolose censura pensieri. Non è il mondo in cui vorrei vivere e la mia personale lotta per migliorarlo, che sto affrontando proprio in questo momento, è proprio in tal senso.
Condivido perfettamente, è quello a cui aspiro pure io; non intendevo far pensare l'opposto. (tutto parte ancora dal mio dubbio sul significato ecc..)

Quoted

La libertà ha dei vincoli, ma io parlavo di compromessi, che sono una cosa amaramente più pesante da digerire dei vincoli, non è semplicemente accettare che la propria libertà finisca dove inizia quella degli altri, ma è un andare contro le proprie convinzioni, e non se ne scappa, fidati, prima o poi toccano a tutti. Ma perché avvenga, bisogna avercele queste convinzioni, altrimenti non si va contro niente, ed ecco perché parlo di consapevolezza.
Prima o poi toccano a tutti? Sin dall asilo ci sono. Posso dirti che ho subito anni di compromessi, (c'è chi ne ha subiti 30 anni!! Senza sosta! alcuni fino alla vecchiaia e poi ci si domanda perchè sono così rincoglioniti) non si può continuare ancora, dopo si che capisco perchè c'è tanta gente che soffre di ansia depressione ecc...

------------------

E' pieno di gente che odia totalmente la vita, ciò che studia, il proprio lavoro, perchè gli è stato imposto tutto sin dalla nascita; ad un certo punto quando si è al culmine, cambiare strada è l'unica soluzione, si hanno maggiori probabilità di A)non sacrificarsi, B)di non studiare, C)di non lavorare (nel brutto significato odierno) cambiando strada si ha maggior probabilità di capire cosa si vuole veramente fare (anche dopo 5 anni di esplorazioni) e decidere cosa veramente vogliamo fare quindi poi l'esito sarà A)gioire, B) di gioire nello studio, C)di gioire nel lavoro (in questo caso non si parlerebbe ne di studio ne di lavoro, lontanamente forse di gioco, ma solo di gioire; poi se temete il fattore produttività, vi assicuro, che questa strada è la migliore anche in fatto in produttività).
Oggi lasciare la scuola significa per le masse fallire, andare a lavorare o drogarsi, possibile che non si dia più fiducia alle persone. Chi lascia la scuola deve aver coraggio perchè va contro le masse. Il 99% degli studenti ci rimane anche da inconsapevole (o va a lavorare che è la stessa cosa), facendosi del male, la vigliaccheria regna ancora sovrana.
Naturalmente non è obbligatorio lasciare la scuola per trovare la "propria" via, se bastasse diventare coscienti di ciò che abbiamo subìto e ci sentiamo liberi potremo continuare il percorso, ma se arriva tardi la consapevolezza, per ordinare il cervello e l'ambiente in cui viviamo ci vuole molto tempo e se una persona si sente ancora costretta, bè che si prenda una pausa, e che esplori l'universo seguendo il proprio istinto. Avete idea quanti anni si passano a scuola? RIsolviamo tutto in 2 secondi? Leggendo un libro? mah!

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pensiero libero

Giovane Amico

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Sunday, July 3rd 2011, 4:18pm

Quoted

Citato da Arianna
Vedi, il fatto che è la società, con le sue regole, non è quel mostro
opprimente calato dall'alto che tanto piace immaginare per
deresponsabilizzarsi. La società, frase tanto banale quanto vera, siamo
noi. Se ognuno di noi, nel suo piccolo raggio di azione, nella sua
mediocre quotidianità, a basso livello, riesce a migliorare il
microcosmo in cui vive, la società nel suo complesso migliora. Magari
lentamente
, ma i tempi dell'evoluzione non conoscono la fretta. Non è
necessario il gesto eroico o rivoluzionario
, basta la serena mediocrità
quotidiana, ragionata.
Più leggo e più comprendo che tu non voglia fare niente. E' pieno di giustificazioni (le ho sottolineate); alla fine non bastava scrivere: basta agire quotidianamente. Sembra che cerchi di giustificare la tua scarsa condotta nel cambiare qualcosa. Il cambiamento ha dei limiti? Si, i limiti stanno proprio nel sostenere che è difficile che ciò avvengano, spesso parlano di utopia appositamente, e chi parla di utopia, tempi lenti dell'evoluzione e altre limitazioni mentali, in realtà non vuole, non accetta il cambiamento; il cambiamento è solo nel cervello;
tu vuoi scoraggiare le persone ad accettare e a fare qualcosa di significativo.

Ciò che hai scritto nei tuoi messaggi tende proprio alla mediocrità, alla scarsità, alla modestia. Non ha niente a che fare con il termine rivoluzionare.
il significato che si evince è:
Fai poco, non dedicarti totalmente al progetto rivoluzionario, che tanto è difficile se non impossibile riuscirci.

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Giovane Amico

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Saturday, August 6th 2011, 2:00pm

Ritornando in tema e riassumendo. Sono arrivato alla conclusione che durante la mia intera vita ho sempre teso alla perfezione. Ho sempre teso ad essere impeccabile rifiutando i miei piccoli difetti indelebili e facendomi un idea di me come di un essere perfetto. Da questo derivava anche la mia tendenza a credermi Dio. Da questo deriva la mia tendenza a cercare la ragazza perfetta e a non trovarla. O al limite a vivere quelle cotte verso una figura idealizzata che deludeva nella realtà. Pochi giorni fá verso gli ultimi sgocci dell'effetto della sbronza è scattato qualcosa dentro la mia testa. Un qualcosa che mi aveva fatto cambiato la visione del mondo. Improvvisamente mi sono reso conto di essere imperfetto e che anche quella ragazza che avevo visto in spiaggia poteva andare bene e che probabilmente saremmo stati bene insieme. Insomma avevo accettato i miei difetti e quelli degli altri e mi sentivo molto felice e fiducioso.
Poi la mattina dopo un pó di mal di testa e sono tornato quello di prima. Pur rendendomene conto non riesco a cambiare questa idea della perfezione.

Cosa posso fare?
Morto spiritualmente da Giugno 2011

Arianna_

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Wednesday, August 10th 2011, 1:28pm

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Citato da Arianna
Vedi, il fatto che è la società, con le sue regole, non è quel mostro
opprimente calato dall'alto che tanto piace immaginare per
deresponsabilizzarsi. La società, frase tanto banale quanto vera, siamo
noi. Se ognuno di noi, nel suo piccolo raggio di azione, nella sua
mediocre quotidianità, a basso livello, riesce a migliorare il
microcosmo in cui vive, la società nel suo complesso migliora. Magari
lentamente
, ma i tempi dell'evoluzione non conoscono la fretta. Non è
necessario il gesto eroico o rivoluzionario
, basta la serena mediocrità
quotidiana, ragionata.
Più leggo e più comprendo che tu non voglia fare niente. E' pieno di giustificazioni (le ho sottolineate); alla fine non bastava scrivere: basta agire quotidianamente. Sembra che cerchi di giustificare la tua scarsa condotta nel cambiare qualcosa. Il cambiamento ha dei limiti? Si, i limiti stanno proprio nel sostenere che è difficile che ciò avvengano, spesso parlano di utopia appositamente, e chi parla di utopia, tempi lenti dell'evoluzione e altre limitazioni mentali, in realtà non vuole, non accetta il cambiamento; il cambiamento è solo nel cervello;
tu vuoi scoraggiare le persone ad accettare e a fare qualcosa di significativo.

Ciò che hai scritto nei tuoi messaggi tende proprio alla mediocrità, alla scarsità, alla modestia. Non ha niente a che fare con il termine rivoluzionare.
il significato che si evince è:
Fai poco, non dedicarti totalmente al progetto rivoluzionario, che tanto è difficile se non impossibile riuscirci.


Veramente la mia è semplicemente una scelta linguistica che riflette l'amore che provo per il basso profilo. Non troverai mai toni D'Annunziani nei miei post, a dire il vero mi infastidiscono un po'.

Mediocre è un termine che mi piace molto e uso spesso. Innanzitutto perché ha sfumature di significato differenti, viene percepito in modo diverso, e ciò riflette la complessità che avverto nei discorsi: bianco e nero non fanno per me, le definizioni nette fanno semplificazione e la semplificazione uccide i ragionamenti portando a risultati semplici. Qualcuno direbbe banali, e allora non vale neanche la pena parlarne. Meglio inferire possibilità altre, spunti molteplici, lasciano più libertà. Direi che sono anche più rispettose, in tal senso.

In ultima analisi mediocre vuol dire semplicemente "ciò che sta in mezzo" e se per qualcuno ciò ha un valore negativo, dipende dallo sguardo di chi osserva e dalle sue aspettative, non dal significante o dal significato in sé. La reazione è indicativa del modo di pensare altrui più che di una mia scelta di vita, che ripeto lascio volutamente sul vago per esigenze di duttilità e complessità, ed è una scelta di cui sono pienamente consapevole. :)

Le formiche, quelle piccole e operose bestiole, conducono una vita alta o mediocre?


Ritornando in tema e riassumendo. Sono arrivato alla conclusione che durante la mia intera vita ho sempre teso alla perfezione. Ho sempre teso ad essere impeccabile rifiutando i miei piccoli difetti indelebili e facendomi un idea di me come di un essere perfetto. Da questo derivava anche la mia tendenza a credermi Dio. Da questo deriva la mia tendenza a cercare la ragazza perfetta e a non trovarla. O al limite a vivere quelle cotte verso una figura idealizzata che deludeva nella realtà. Pochi giorni fá verso gli ultimi sgocci dell'effetto della sbronza è scattato qualcosa dentro la mia testa. Un qualcosa che mi aveva fatto cambiato la visione del mondo. Improvvisamente mi sono reso conto di essere imperfetto e che anche quella ragazza che avevo visto in spiaggia poteva andare bene e che probabilmente saremmo stati bene insieme. Insomma avevo accettato i miei difetti e quelli degli altri e mi sentivo molto felice e fiducioso.
Poi la mattina dopo un pó di mal di testa e sono tornato quello di prima. Pur rendendomene conto non riesco a cambiare questa idea della perfezione.

Cosa posso fare?


Prova ad imboccare la strada del basso profilo. La perfezione conduce alla dannazione perché è irraggiungibile, non esiste. Qualsiasi cosa tu possa ottenere sarebbe sempre migliorabile e quindi imperfetta e ciò non può che condurre nello sconforto più nero, se si aspira al perfetto. Nel mentre ti perdi tutte le caratteristiche positive, tutta la bellezza possibile e offerta perché ti concentri solo sul singolo neo, il minuscolo difetto migliorabile, trascurando il resto. Vedere il bicchiere perennemente mezzo vuoto è un ottimo modo per farsi del male. ;)
Ma cos'è l'oceano, se non una moltitudine di gocce?

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meraviglianfantasy

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Wednesday, August 10th 2011, 8:15pm

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Citato da Arianna
Vedi, il fatto che è la società, con le sue regole, non è quel mostro
opprimente calato dall'alto che tanto piace immaginare per
deresponsabilizzarsi. La società, frase tanto banale quanto vera, siamo
noi. Se ognuno di noi, nel suo piccolo raggio di azione, nella sua
mediocre quotidianità, a basso livello, riesce a migliorare il
microcosmo in cui vive, la società nel suo complesso migliora. Magari
lentamente
, ma i tempi dell'evoluzione non conoscono la fretta. Non è
necessario il gesto eroico o rivoluzionario
, basta la serena mediocrità
quotidiana, ragionata.
Più leggo e più comprendo che tu non voglia fare niente. E' pieno di giustificazioni (le ho sottolineate); alla fine non bastava scrivere: basta agire quotidianamente. Sembra che cerchi di giustificare la tua scarsa condotta nel cambiare qualcosa. Il cambiamento ha dei limiti? Si, i limiti stanno proprio nel sostenere che è difficile che ciò avvengano, spesso parlano di utopia appositamente, e chi parla di utopia, tempi lenti dell'evoluzione e altre limitazioni mentali, in realtà non vuole, non accetta il cambiamento; il cambiamento è solo nel cervello;
tu vuoi scoraggiare le persone ad accettare e a fare qualcosa di significativo.

Ciò che hai scritto nei tuoi messaggi tende proprio alla mediocrità, alla scarsità, alla modestia. Non ha niente a che fare con il termine rivoluzionare.
il significato che si evince è:
Fai poco, non dedicarti totalmente al progetto rivoluzionario, che tanto è difficile se non impossibile riuscirci.


Veramente la mia è semplicemente una scelta linguistica che riflette l'amore che provo per il basso profilo. Non troverai mai toni D'Annunziani nei miei post, a dire il vero mi infastidiscono un po'.

Mediocre è un termine che mi piace molto e uso spesso. Innanzitutto perché ha sfumature di significato differenti, viene percepito in modo diverso, e ciò riflette la complessità che avverto nei discorsi: bianco e nero non fanno per me, le definizioni nette fanno semplificazione e la semplificazione uccide i ragionamenti portando a risultati semplici. Qualcuno direbbe banali, e allora non vale neanche la pena parlarne. Meglio inferire possibilità altre, spunti molteplici, lasciano più libertà. Direi che sono anche più rispettose, in tal senso.

In ultima analisi mediocre vuol dire semplicemente "ciò che sta in mezzo" e se per qualcuno ciò ha un valore negativo, dipende dallo sguardo di chi osserva e dalle sue aspettative, non dal significante o dal significato in sé. La reazione è indicativa del modo di pensare altrui più che di una mia scelta di vita, che ripeto lascio volutamente sul vago per esigenze di duttilità e complessità, ed è una scelta di cui sono pienamente consapevole. :)

Le formiche, quelle piccole e operose bestiole, conducono una vita alta o mediocre?


Ritornando in tema e riassumendo. Sono arrivato alla conclusione che durante la mia intera vita ho sempre teso alla perfezione. Ho sempre teso ad essere impeccabile rifiutando i miei piccoli difetti indelebili e facendomi un idea di me come di un essere perfetto. Da questo derivava anche la mia tendenza a credermi Dio. Da questo deriva la mia tendenza a cercare la ragazza perfetta e a non trovarla. O al limite a vivere quelle cotte verso una figura idealizzata che deludeva nella realtà. Pochi giorni fá verso gli ultimi sgocci dell'effetto della sbronza è scattato qualcosa dentro la mia testa. Un qualcosa che mi aveva fatto cambiato la visione del mondo. Improvvisamente mi sono reso conto di essere imperfetto e che anche quella ragazza che avevo visto in spiaggia poteva andare bene e che probabilmente saremmo stati bene insieme. Insomma avevo accettato i miei difetti e quelli degli altri e mi sentivo molto felice e fiducioso.
Poi la mattina dopo un pó di mal di testa e sono tornato quello di prima. Pur rendendomene conto non riesco a cambiare questa idea della perfezione.

Cosa posso fare?


Prova ad imboccare la strada del basso profilo. La perfezione conduce alla dannazione perché è irraggiungibile, non esiste. Qualsiasi cosa tu possa ottenere sarebbe sempre migliorabile e quindi imperfetta e ciò non può che condurre nello sconforto più nero, se si aspira al perfetto. Nel mentre ti perdi tutte le caratteristiche positive, tutta la bellezza possibile e offerta perché ti concentri solo sul singolo neo, il minuscolo difetto migliorabile, trascurando il resto. Vedere il bicchiere perennemente mezzo vuoto è un ottimo modo per farsi del male. ;)

Ciao Ari belle queste parole sulla perfezione , molto sensate , e danno spunto per riflettere , secondo me strategia ottima per vivere.. Questi post sono interessanti , danno spunto per rifettere..ma per capirli nel complesso dovrei andare alla prima pagina.. il problema è che quì è quasi tutto interessante.. Ci passo la NOTTTE? ?( ;) ciao :)

pensiero libero

Giovane Amico

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Friday, August 12th 2011, 10:50pm

Forse ci vuole un pò di tempo come il ghiaccio che si scioglie al sole, incomincia con qualche goccia, è un segno di scongelamento. La prima goccia è stata dopo la sbronza, poi sei tornato ghiacciato, pian piano si scioglierà. Non credo che il salto parte dall'oggi al domani, col passare del tempo sarai completamente liberato da ciò. E le varie influenze esterne sicuramente influiranno a scongelare o a gelare più velocemente o lentamente.

Ciao