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Donna1111

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  • "Donna1111" ha iniziato questa discussione

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Data di registrazione: lunedì, 18 settembre 2017

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1

lunedì, 18 settembre 2017, 15:17

Non capisco un comportamento del genere...

Ciao, ho 31 anni e sono una ragazza serena. Ho una vita difficile ma non mi sono mai data per vinta per me e mio figlio.
Ho un compagno con cui sto da troppo... Non lo amo e sto valutando se lasciarlo.
Ho mia madre malata (disturbo mentale cronico peggiorato da un ictus avuto quasi 2 anni fa) e lei ha solo me.
Qualche mese fa sono entrata in una chat per caso... Ho conosciuto un ragazzo (38 anni)e mi sono trovata bene parlando di tutto insieme. Siamo entrambi impegnati con bimbi, abitiamo a 500 Km di distanza ma abbiamo di conoscerci di persona prossimamente. Mi ha detto tempo fa che soffre di depressione e di attacchi d'ansia. Mi ha spiegato che il rapporto con la moglie non rispecchia la vita che si immaginava prima del matrimonio.
Abbiamo parlato di ogni cosa (come siamo cresciuti, i nostri genitori, i nostri figli, ecc...) e di sesso (stesse fantasie). Lui mi ha raccontato che ha sofferto molto durante l'adolescenza... Tanto che non è mai stato fidanzato prima della moglie perchè era convinto di non poter mai avere una donna. Ha pianto perchè una ragazza l'ha offeso perchè non ha i denti perfetti, ecc... Non ha ancora superato questo problema tanto che nelle foto non sorride mai.
Ci siamo visti in videochiamata e in foto... Ci piacevamo... Anche lì all'inizio non era a suo agio... Cercava di trattenersi dal sorridere. Dopodichè gli ho detto chiaramente ciò che penso: che è più carino quando è naturale. Mi ha risposto che con me si sarebbe sforzato di non vergognarsi. Le volte successive infatti sorrideva tranquillamente.
Ci siamo cercati a vicenda praticamente ogni giorno... era bello... Mi faceva sentire come un'adolescente.
Io gli ho detto solo che fisicamente è il mio uomo ideale... Lui mi ha detto di più che stava bene con me... Che ero il suo amore irraggiungibile... Ed io gli ho chiesto di evitare certe affermazioni inopportune.
è da circa 15 giorni che non mi cerca più... Ha ignorato i miei ultimi sms su messanger (entrava su fb ma non li leggeva)... Una settimana fa gli ho scritto chiedendogli perchè non si facesse più sentire ed ha risposto in modo evasivo dicendomi che era impegnato con il lavoro.
Ho deciso di chiudere e di non cercarlo più. Mi mancava ma pazienza.
Qualche giorno fa mentre su fb a passare il tempo... mi ha contattata lui... Abbiamo parlato del più e del meno.... Ho notato che fosse di poche parole ma ho lasciato perdere e non gli ho chiesto spiegazioni sui suoi comportamenti (non è il mio uomo). Ad un certo punto si è scusato spiegandomi che non sta tanto bene perchè soffre d'ansia e quando gli prende non riesce a fare nulla. Glì ho consigliato di affrontare il problema andando da uno psicologo. Lui mi ha risposto che non vuole prendere medicine perchè ha paura di una dipendenza da farmaco.
Gli ho spiegato che innanzitutto uno psicologo non prescrive cure ma dialoga con i pazienti facendo sì che questi ultimi si diano delle risposte da soli ed, in caso di necessità, lo psicologo manda la persona che ha in cura da uno psichiatra per prescrivere psicofarmaci, antidepressivi, ansiolitici, ecc...
Dopo questa conversazione dovevo preparare il pranzo a mio figlio, così ho detto al mio amico che avremmo potuto sentirci dopo un'ora... Lui mi ha scritto ok e di mandargli un bacio. Ho visualizzato il suo messaggio dopo 10 minuti e gli ho risposto "ci vediamo dopo con lo smile del bacio". Su messanger questo sms non mi risulta ancora letto anche se è entrato di recente su fb e non si è più fatto vivo.
Stamattina ho fatto l'ultima prova... Gli ho scritto un sms normale "ciao, come stai? Spero meglio. Fatti sentire quando ti va.. O dimmi se non mi devo più far sentire io". Nessuna risposta.
A me questo ragazzo piace... Mi ha incuriosita molto e, viste le esperienze per la salute di mia madre, mi dispiace sapere se lui in questo momento stia male ma sto quasi pensando che mi stia prendendo in giro... Che non sta male ma mi ha solo messa in disparte.
Ho deciso di non cercarlo più... E se lo farà lui gli dirò chiaro e tondo che anche se è stato male, ho deciso di circondarmi solo di persone positive.
Datemi un parere su questo uomo.

DnB90

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2

lunedì, 18 settembre 2017, 21:25

Ciao Donna, ho letto il tuo post con molto interesse. Io ti consiglio di lasciare perdere. Mi sembra che non abbia molto equilibrio, avrà certamente i suoi problemi, un simile comportamento però non è corretto. Da quello che scrivi mi sembra di recepire che hai la costante sensazione di non sapere cosa aspettarti da lui. In alcuni momenti ti considera, si lascia andare a slanci di affetto da rapirti, poi di colpo diventa freddo e schivo. A volte, come in ultimo, non ti considera neanche. Secondo me puoi solo perderci, perché presto avrai la sensazione di dare tanto e di ricevere poco, ma ti sentirai in colpa perché dall'altra parte lui sembra dimostrarti affetto. Non riesco a decifrarlo per bene, troppo variabile. Per me non ne vale la pena.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "DnB90" (18/09/2017, 21:30)


gloriasinegloria

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3

martedì, 19 settembre 2017, 12:43

Ho deciso di non cercarlo più... E se lo farà lui gli dirò chiaro e tondo che anche se è stato male, ho deciso di circondarmi solo di persone positive.
Penso sia la decisione più saggia.
Mi è molto vicino un caso che ...sembra il tuo, ma guardato dalla parte del lui.

Uomo adulto che via chat conosce una donna (che per quel che ne so sembra anche a me molto speciale).
Nasce tra loro un'intesa che sembra perfetta, ma resta confinata al virtuale e solo arricchita da telefonate pluri-quotidiane da veri innamorati persi.
Lei comincia a scalpitare per incontrarsi.
Lui ...in realtà scalpiterebbe più di lei, ma a bloccarlo son tanti fattori (tra cui "pigrizie e inerzie" da simil-depressione, ma anche e proprio il complesso di non avere una dentatura perfetta!).
Io so che quella donna speciale è stata davvero l'ancora di salvezza di lui, quella che lo ha riconciliato con la vita, e questo lo sa anche lui.
Per cui mi viene un colpo il giorno in cui li mi dice "chiuso, basta!".
Penso immediatamente che lui si stia privando del tutto irragionevolmente di una sorgente di vita vera e positiva.
Ne chiedo turbata il perchè.
La sua risposta è sconcertante: "la adoro e la desidero talmente tanto che non potrei mai viverla come una semplice amica, ma è impossibile viverla come altro e quindi preferisco non avere questa ossessione...".

Quello "è impossibile viverla come altro" deriva solo ed esclusivamente dai complessi di lui. Perchè sapeva di essere desideratissimo da lei e di desiderarla da perfetto innamorato.
Ma i suoi complessi sono stati più forti di tutto, stregando tutto.
Sono rimasti comunque "molto più che amici", ritengo per l'intelligenza e la sensibilità di lei, e con importante gratificazione di entrambi.

Ma, ripeto, scommetterei che l'unica ragione che abbia impedito ogni AGOGNATO approfondimento nel reale, e che ha fatto sicuramente soffrire atrocemente entrambi loro, sia in complessi di lui che sono purtroppo e spaventosamente più forti di lui stesso.

:friends:

DnB90

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4

martedì, 19 settembre 2017, 13:00

Io penso che certe persone abbiano davvero bisogno di una mano, ma fanno di tutto per allontanare chi può dargliela. Adottano atteggiamenti inspiegabili, silenzi prolungati, orgoglio e se ti arrabbi passi tu dalla parte del torto. Per cui visto che non siamo tutti terapeuti e con certe persone si arriva solo a starci male, lasciamole nel loro brodo.

Gloria, la somiglianza della tua storia è sconcertante O_O

gloriasinegloria

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5

martedì, 19 settembre 2017, 13:16

Io penso che certe persone abbiano davvero bisogno di una mano, ma fanno di tutto per allontanare chi può dargliela. Adottano atteggiamenti inspiegabili, silenzi prolungati, orgoglio e se ti arrabbi passi tu dalla parte del torto. Per cui visto che non siamo tutti terapeuti e con certe persone si arriva solo a starci male, lasciamole nel loro brodo.
Più che d'accordo con te, che secondo me hai centrato l'essenza.
Fa veramente male anche a chi "guarda da fuori", provando tanto affetto verso i protagonisti, e neanche immagino quanto possa far male a chi vive in prima persona queste "particolarità necessitate".
Però queste particolarità ci sono, dettano legge, e...come ben dici tu...dobbiamo sempre ricordare di non essere terapeuti. :(

Mi ha colpito molto il tuo riferimento, verissimo, a "atteggiamenti inspiegabili, silenzi prolungati, orgoglio".
Verificato qualche miliardo di volte, preciso come lo descrivi tu, in persone disturbate.

Il disturbo non è una colpa, ovvio.
Ma, soprattutto quando sai che il disturbato avrebbe eccellenti mezzi sia intellettivi che culturali per ragionarne, e invece lo vedi trincerarsi negli atteggiamenti irragionevoli che hai perfettamente descritto...lì...secondo me ...deve scattare "l'indulgenza plenaria", ma anche un auto-salvifico "non sono psichiatra, non posso!".

Michele®

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6

martedì, 19 settembre 2017, 14:15

Per cui visto che non siamo tutti terapeuti e con certe persone si arriva solo a starci male, lasciamole nel loro brodo.

Sono d'accordo con questa considerazione peraltro vissuta personalmente. Meglio non caricarsi di situazioni che potrebbero creare più problemi alla propria vita. Tuttavia non credo alla presa in giro dalle cose che hai scritto, più che altro penso che questo comportamento da parte di lui potrebbe celare una profonda crisi davanti a questa conoscenza cioè le difficoltà e la paura di imbarcarsi in questa storia che, non avendo il coraggio di affrontare cerca ora di evitare. Ha cioè prima agito più istintivamente e successivamente ha razionalizzato le eventuali difficoltà che gli hanno posto un freno anche nelle capacità di dire che non se la sente, anche se in ciò ha considerato solo te stesso e non te. Per come la vedo io tornerà a farsi sentire e se lo farà sarà la prova che gli interessi ma non la certezza che riesca a superare se stesso e portare avanti questo rapporto.
Nemmeno la notte più buia impedirà al sole di risorgere

DnB90

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7

martedì, 10 ottobre 2017, 12:51


Sono d'accordo con questa considerazione peraltro vissuta personalmente. Meglio non caricarsi di situazioni che potrebbero creare più problemi alla propria vita. Tuttavia non credo alla presa in giro dalle cose che hai scritto, più che altro penso che questo comportamento da parte di lui potrebbe celare una profonda crisi davanti a questa conoscenza cioè le difficoltà e la paura di imbarcarsi in questa storia che, non avendo il coraggio di affrontare cerca ora di evitare. Ha cioè prima agito più istintivamente e successivamente ha razionalizzato le eventuali difficoltà che gli hanno posto un freno anche nelle capacità di dire che non se la sente, anche se in ciò ha considerato solo te stesso e non te. Per come la vedo io tornerà a farsi sentire e se lo farà sarà la prova che gli interessi ma non la certezza che riesca a superare se stesso e portare avanti questo rapporto.

In un primo momento penso sia facilissimo farsi prendere dall'entusiasmo e lasciarsi accecare dalle emozioni, il che vale sia in amicizia che in amore. Mi scuso già per il termine forte, ma mi pare davvero da codardi finirla con un "Basta così!" e poi rifugiarsi nel silenzio. Ci può stare che ogni tanto sbalini e ti muri nel silenzio, penso sia capitato a tutti, ma non puoi chiudere così di punto in bianco. Un atteggiamento simile è a mio avviso molto manipolatorio, perché tiene sotto scacco l'altra persona. Ok, dopo sono rimasti amici, ma c'è stato comunque uno sforzo considerevole da parte di lei per tenere il rapporto con lui.
Mi piace nolto quando dici: "... ma non la certezza che riesca a superare sé stesso e portare avanti questo rapporto". Questo per me è il punto: si può portare avanti il rapporto se questo dubbio non viene sanato?

Link

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8

mercoledì, 11 ottobre 2017, 17:51

Ma, soprattutto quando sai che il disturbato avrebbe eccellenti mezzi sia intellettivi che culturali per ragionarne, e invece lo vedi trincerarsi negli atteggiamenti irragionevoli che hai perfettamente descritto...lì...secondo me ...deve scattare "l'indulgenza plenaria", ma anche un auto-salvifico "non sono psichiatra, non posso!".


Non tutti sono disposti a guardarsi dentro e ripartire da lì, anche se desiderano nel profondo il risultato di un certo percorso. Le "vie facili", quelle che si conoscono ed agiscono da palliativi momentanei, sono una tentazione enorme per i più. In troppi pensano:"perché affrontare un percorso di crescita doloroso se posso sopravvivere così?"
Purtroppo, nonostante l'affetto ed il desiderio di provarci, non si può aiutare chi non vuole essere aiutato. E la lezione più dura, per chi è dall'altra parte del rapporto, è accettarlo e lasciare andare quella persona.

Jardin

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mercoledì, 11 ottobre 2017, 20:56

Io direi rabbia e sofferenza. Ai suoi occhi ti sei concessa e poi negata e lui ti ripaga con la stessa moneta. Magari sperando che poi tu lo inseguissi, soddisfazione parziale che gli hai dato.