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I meccanismi di proiezione sono tipiche modalità di difesa soprattutto delle donne che hanno subito traumi.Avete presente quello studio che è stato pubblicato di recente, in cui degli scienziati sono riusciti a far apparire su uno schermo quello che la persona stava pensando in quel momento, attraverso un lavoro di accoppiamento di dati provenienti dalle diverse attivazioni neurali registrate e le corrispondenti immagini visualizzate nel momento della registraizone?
Beh, niente, praticamente questi scienziati osono riusciti a visualizzare i pensieri altrui.
Sono letterelmente in grado di entrare nella mente dell'altro.
Io ho questo vizio.
Credo sempre di sapere , in passo avanti all'altro, cosa pensa o cosa dice.
Inoltre, sono una frana nel rispettare i turni di parola.
In sostanza credo che l'ansia giochi dei gran brutti scherzi , principalmente. Ma forse potrebbe essere stato anche il fatto che fa bambina non giocavo tanto speso con gli altri bimbi come i miei coetanei, che facevo meno giochi motori, anche (che di solito sono molto correlati con lo sviluppo delle capacita' sociali ed empatiche).
Mi chiedo se di fatto non mi mancano un po' di capacita' sociali che , capendo di non possedere , tento di compensare cercando di capire il ragionamento dell'altro, cercando di sviscerare quello che pensa, ma senza di fato provare ad ascoltare e contenere a livello emotivo.
Inoltre, mi accade anche l'opposto... cioe' che, a volte, propietto le mie emozioni e le mie paure sull'altro, traformandolo in un nemico immaginario, che poi, a lungo andare, a causa dei miei comportamenti , diventa reale. Oppure colgo un'ostilita' e la trasformo in chissa' quale atteggiamento aggressivo, co cui tendo a difendermi quindi con verve eccessiva.
Credo che il motivo principale per cui mi capita tutto cio' e' che sono troppo concentrata su me, ma anche che non abbia un confine abbastanza definito tra me e l'altro.
Come se, di fatto, non avessi mai costruito un io abbastanza forte, una personalità sufficientemente differenziata da potersi permettere di avere anche dei conflitti.
Come se in fondo avessi sempre temuto i contrasti, i conflitti. E avessi sempre cercato di evitarli. E ora, ogni volta che una relazione e' leggermenteo ambigua,vi anticipo la paura del contrasto, del nemico, al punto da costruirmi poi di fatto dei nemici solo per la paura di averli.
Mi piacerebbe sapere, da voi, che ne pensate.
This post has been edited 3 times, last edit by "linette" (Dec 1st 2011, 3:55pm)
Non significa che sia una senza midollo o che sono pronta a sbranare il primo che mi capita.
Vorrei leggere piuttosto commenti di esperienze simili, o vicine.
Mi piacerebbe capire, senza che si voglia fare una diagnosi, se capita anche a voi di avere difficolta' a capire quanto di fatto l'altro voglia comunicarci, ed accettare cio' che vuole dirci, sia esso una critica pungente, o una lode inconsapevole. Avere l'apertura mentale di essere nella relazione, di cogliere l'essenza dell'altro per quello che e' nel presente, e non per le presunte intenzioni che noi pensiamo che egli abbia.
E' una cosa che capita solo a me?
A me sembra che sia una cosa diffusa.
Spiacevole, ma diffusa.
Potrei esserlo o non esserlo.
Quoted
ma sei uno psicanalista?
Ti ho dato degli spunti.
Quoted
quando parlo di confini non netti, di identitA' poco definita, aggressivita', sto cercando di indagare, di sviscerare la matassa. di dare interpretazioni.
No, anzi. E' probabile che tu sia aggressiva con quelli che senti più vicini.
Quoted
Non significa che sia una senza midollo o che sono pronta a sbranare il primo che mi capita.
Capita a tutti. Dipende dalla misura delle difficoltà e dalle reazioni alle critiche.
Quoted
se capita anche a voi di avere difficolta' a capire quanto di fatto l'altro voglia comunicarci, ed accettare cio' che vuole dirci, sia esso una critica pungente, o una lode inconsapevole.
Fare delle assunzioni sulle persone alle volte è utile. Se penso che qualcuno di vorrà fare del male, magari lo evito, senza aspettare che mi dia un pugno.
Quoted
e non per le presunte intenzioni che noi pensiamo che egli abbia.
This post has been edited 1 times, last edit by "linette" (Dec 1st 2011, 8:50pm)
Grazie degli spunti. In effetti il quadro della questione è duplice. Da un lato ciò che dici su paranoie e proiezioni è verissimo, e mi ci ritrovo.
E' il problema che mi trovo ad affrontare, in bilico tra il volere fare un passo verso l'altro e l'essere guardinga.
Sentir parlare di isteria nel 2011 è alquanto strano. Mi sembra un po' azzardata come modalità diagnostica, e anche come interazione virtuale.
Se tu fossi uno psicanalista sarebbe ancora peggio.
Ma grazie comunque di aver risposto.
Sentir parlare di isteria nel 2011 è alquanto strano.
Si fa profiling psicologico sui log di navigazione del traffico internet. Sulle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche. Sulle intercettazioni ambientali. Sulla posta elettronica sequestrata dall'AG.
Quoted
Mi sembra un po' azzardata come modalità diagnostica, e anche come interazione virtuale.
Chiariamoci.ok.
allora partiamo al contrario.
Ho il profilo psicologico dell'isterica.
E spesso capita che voglio controllare gli altri, le cose... al tal punto di non vederli, di vedere sono quello che ci voglio vedere.Nel bene e nel male.
Ne sono consapevole, ci lavoro perche' non accada, a volte non accade.
Pero' questa cosa del pensiero mi da da fare... non credo razionalmente di sapere cosa pensa.. ma va a finire che mi convinco di cosa l'altro pensi.
Di me, o in genere. Ecco. E' un bel problema. Ogni volta quindi provo a de-costruire questo pensiero, a disfarlo e vederlo per quello che e'. una mia proiezione. e quando lo faccio poi provo un senso di sollievo, perche' smetto di voler controllare tutto, ma anche un profondo senso di angoscia, perche' capisco che il problema di relazione puo' diventare impegnativo.
Percorsi di successo in questo settore?
Mi piacerebbe capire, senza che si voglia fare una diagnosi, se capita anche a voi di avere difficolta' a capire quanto di fatto l'altro voglia comunicarci, ed accettare cio' che vuole dirci, sia esso una critica pungente, o una lode inconsapevole
Sono certa che una profonda sensibilità ci sia, nel senso che in fondo gli altri ti interessano più di te stessa,
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