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mpoletti

Amico Inseparabile

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1

mercoledì, 13 febbraio 2019, 11:26

Necessità di...aggiungere qualcosa

Stamattina, dopo aver dormito male senza apparente motivo, mi sono reso conto che è un anno esatto che non ho cambiamenti o aggiunte nella mia vita, perlomeno da quando ho cominciato la terapia. Mi spiego meglio: i miei successi in psicanalisi sono scanditi da eventi che ad altri possono apparire insignificanti, ma che mi hanno riempito la vita. Non vorrei fare elenchi, ma almeno 4 cose devo dirle:
1. Ho ripreso a camminare con regolarità: è una cosa che mi rilassa
2. Ho cambiato casa: ora vivo in una casa che sarà di mia proprietà...quando finirò di pagare il mutuo
3. Ho trovato l'amore
4. Ho ripreso a scrivere per piacere

Tanto? Poco? Sicuramente dipende dai punti di vista, ma è ormai un anno, cioè da quando sono fidanzato, che non mi capitano eventi esterni o stimoli interni che possano aggiungere o cambiare la mia vita. Insomma, mi sento un po' statico.
Ho provato con i corsi, ma hanno il difetto di essere "a tempo determinato": non danno quell'effetto che perdura nel tempo.
Purtroppo, molte cose con il passare del tempo diventano routine e, seppur restino piacevoli, ti fanno sembrare la vita "quella di sempre". Per fare un esempio, è come se foste abituati a vedere sempre le stesse persone ogni giorno e parlaste sempre delle stesse cose.
Siccome un po' di tempo libero mi rimane e sento la mia vita incompleta, cosa potrei aggiungere a tutto questo? Qualsiasi cosa, purché legale, è ben accetta: a me non viene in mente nulla.

2

mercoledì, 13 febbraio 2019, 12:16

Il senso di incompletezza è dentro di te e, trattandosi di un "fantasma" (nell'accezione psicodinamica del termine) e non di un dato reale, non ci saranno mai sufficienti elementi in grado di soddisfarti.
Fatti spiegare dalla tua analista che le emozioni "pescano" nel passato, mentre la cognizione vive il presente.
Guardando i dati reali hai ottenuto tantissimo.
Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

Scorpio1963

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3

mercoledì, 13 febbraio 2019, 13:51

Stamattina, dopo aver dormito male senza apparente motivo, mi sono reso conto che è un anno esatto che non ho cambiamenti o aggiunte nella mia vita, perlomeno da quando ho cominciato la terapia. Mi spiego meglio: i miei successi in psicanalisi sono scanditi da eventi che ad altri possono apparire insignificanti, ma che mi hanno riempito la vita. Non vorrei fare elenchi, ma almeno 4 cose devo dirle:
1. Ho ripreso a camminare con regolarità: è una cosa che mi rilassa
2. Ho cambiato casa: ora vivo in una casa che sarà di mia proprietà...quando finirò di pagare il mutuo
3. Ho trovato l'amore
4. Ho ripreso a scrivere per piacere

Tanto? Poco? Sicuramente dipende dai punti di vista, ma è ormai un anno, cioè da quando sono fidanzato, che non mi capitano eventi esterni o stimoli interni che possano aggiungere o cambiare la mia vita. Insomma, mi sento un po' statico.
Ho provato con i corsi, ma hanno il difetto di essere "a tempo determinato": non danno quell'effetto che perdura nel tempo.
Purtroppo, molte cose con il passare del tempo diventano routine e, seppur restino piacevoli, ti fanno sembrare la vita "quella di sempre". Per fare un esempio, è come se foste abituati a vedere sempre le stesse persone ogni giorno e parlaste sempre delle stesse cose.
Siccome un po' di tempo libero mi rimane e sento la mia vita incompleta, cosa potrei aggiungere a tutto questo? Qualsiasi cosa, purché legale, è ben accetta: a me non viene in mente nulla.


Non è detto sia una sensazione negativa, io sono diffidente in genere da chi parla di "completezza" della propria vita

Anche avere coscienza dei propri vuoti è importante

Il resto è riempitivo. I vuoti individuali restano cmq vuoti (temo)

Strano però che non ti venga comunque nulla in mente..

Se non altro per "giocare" con consapevolezza e piacevolezza a riempire quei vuoti, un po' come fanno i bambini in spiaggia quando costruiscono castelli, aspettando una ondata che porti via tutto.. :)

finally

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4

mercoledì, 13 febbraio 2019, 14:10

Concordo con i due interventi sopra: bisogna anche imparare a stare "in panciolle", a tu per tu con se stessi; a meno che non sia un'affannosa ricerca di tenere occupata la mente (e il corpo) a tutti i costi.

5

mercoledì, 13 febbraio 2019, 15:20

Il senso di incompletezza è dentro di te e, trattandosi di un "fantasma" (nell'accezione psicodinamica del termine) e non di un dato reale, non ci saranno mai sufficienti elementi in grado di soddisfarti.
Fatti spiegare dalla tua analista che le emozioni "pescano" nel passato, mentre la cognizione vive il presente.
Guardando i dati reali hai ottenuto tantissimo.


concordo in pieno
namasté

fran235

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6

mercoledì, 13 febbraio 2019, 15:57

dal mio punto di vista hai ottenuto tantissimo, ma è una questione di percezione. Su una cosa sei rimasto fermo....continui a fare elenchi
I miss the comfort in being sad

mpoletti

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7

mercoledì, 13 febbraio 2019, 16:40

Strano però che non ti venga comunque nulla in mente..

Appunto, Scorpio: detesto stare fermo e, quando lo sono, mi rode il fegato. L'esempio che ti posso fare è quello classico della persona che sta lì a contare le pecore perché non riesce ad addormentarsi: una sensazione che non mi piace
dal mio punto di vista hai ottenuto tantissimo, ma è una questione di percezione. Su una cosa sei rimasto fermo....continui a fare elenchi

Fran, se vuoi rispondi qui, altrimenti in privato. Personalmente, uso gli elenchi per brevità e chiarezza: non mi sono mai piaciuti i papiri, specie sui forum. Noto, però, che tu è come se vedessi in questa mia abitudine degli elenchi qualcosa che io non riesco a percepire. Non so se ho visto giusto ma, se sì, potresti spiegare meglio il tuo pensiero, per favore?

Apollo13

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8

mercoledì, 13 febbraio 2019, 16:46

Personalmente non credo che si possa raggiungere la "completezza" della vita.
Viviamo in una realtà in continuo divenire, troverei difficile se non impossibile mettere un punto ad un tratto e dire "Ora la mia vita è completa".
Raggiunta la consapevolezza di questa impossibilità, basta lasciarsi andare.
Ma questo è un parere personale.

Io ho provato la sensazione di vedere sempre le stesse persone e parlare sempre delle stesse cose.
Un incubo.
Ma è stato un incubo che mi ha aiutato anche ad espandere i miei orizzonti : mi dissi "Ora devi metterti all'opera per uscire da questa situazione". Adesso coltivo moltissimi interessi e sono sempre alla ricerca di nuovi. Credo di aver trovato un mio equilibrio in questa "irrequietezza".
Ho conosciuto un signore che decise all'età di 98 anni di voler imparare l'inglese. Lo faceva perchè era curioso e perchè voleva imparare qualcosa di nuovo, ne aveva necessità diceva.


I soliti consigli come il classico "coltiva un'arte" non so se facciano al caso tuo perchè non si può dire, leggendo un post, se tu sia semplicemente un grandissimo annoiato in cerca di una svolta o se tu abbia un problema più profondo. Sarebbe opportuno parlarne con l'analista.

fran235

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9

mercoledì, 13 febbraio 2019, 17:42

Noto, però, che tu è come se vedessi in questa mia abitudine degli elenchi qualcosa che io non riesco a percepire.


probabilemente è solo una percezione...ma ogni volta mi fa pensare a una doverizzazione anche delle piacevolezze della vita. Devo fare:
1
2
3
ho fatto
1
2
3 quasi

insomma un impegnarsi anche laddove l'impegno non è un prerequisito
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mpoletti

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10

giovedì, 14 febbraio 2019, 13:41

Noto, però, che tu è come se vedessi in questa mia abitudine degli elenchi qualcosa che io non riesco a percepire.


probabilemente è solo una percezione...ma ogni volta mi fa pensare a una doverizzazione anche delle piacevolezze della vita. Devo fare:
1
2
3
ho fatto
1
2
3 quasi

insomma un impegnarsi anche laddove l'impegno non è un prerequisito


Diciamo che, più che un dovere, è il bisogno di stare bene: è come se avessi in mente - metaforicamente - un percorso per raggiungere la tanto sospirata serenità. Pensa, per esempio, ad una persona con problemi di peso: per sentirsi meglio, deve fare la dieta.
Per me è un po' la stessa cosa, anche se non ho problemi di peso

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "mpoletti" (14/02/2019, 15:19)


mpoletti

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11

venerdì, 15 febbraio 2019, 14:07

Okay ragazzi, ieri la psicanalista mi ha messo con le spalle al muro, o quasi.
Ieri ha calcato la mano sulla faccenda amicizie che - ahimè - sono sempre drammaticamente poche. Secondo il suo parere, anche se - a parole - vorrei avere amicizie, in pratica non faccio nulla per averne di nuove.
Nella mia testa, ho fatto tutto il possibile: frequentato corsi (un po' meno locali), chiesto numeri di telefono, mandato mail per inviti a questa o quella cosa. Eppure sono ANNI che non ho un amico con cui fare due parole dopo il lavoro.
Anche ammettendo che la mia psi abbia ragione, ciò non spiegherebbe il perché ed il percome provi invidia nei confronti delle persone che vedo "divertirsi" (cioè fare una qualsiasi cosa) insieme a qualcuno.
Sono così giù d'umore

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