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self_improvement_77

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Data di registrazione: giovedì, 06 marzo 2014

Località: Ignota

Lavoro: In cerca di nuova occupazione

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1

giovedì, 13 marzo 2014, 01:44

Manie Di Persecuzione

E da molto tempo che ho l'impressione di essere
perennemente osservata, giudicata. DA TUTTI.


E quando dico TUTTI intendo proprio tutti. Uomini,
donne, giovani, meno giovani. Anche bambini.


Per la strada, in metropolitana, al
supermarket...DAPPERTUTTO e da CHIUNQUE. La sensazione è quella che la GENTE si
accorga che ho problemi. Più penso di essere impacciata più mi comporto da
"impedita". Credo sia la profezia che si autodetermina.


Lo riconosco: la gente ha altro a cui pensare. Ma
questo fastidiosissimo vissuto è diventato un'ossessione che mi mette i bastoni
tra le ruote.


Per non parlare di quando devo affrontare un colloquio
di lavoro...!!!! Al fine di arginare la fobia di essere nuovamente scartata a
causa dell'estrema insicurezza (gioco forza traspare) prima di partire di casa
in anticipo e vestita di tutto punto, in maniera IMPECCABILE (sono
perfezionista da tempo immemore) e dopo aver trascorso ore davanti al pc
connessa al sito dell'azienda presso la quale si svolgerà il colloquio butto
giù xanax come fossero tic tac bevendo superalcolici.








Sottolineo che, una volta licenziatami, ho trascorso
più di un anno SOLA A CASA per mandare curricula a destra e a manca (Senza
successo. O non vengo ricontattata dai selezionatori oppure, quando vengo messa
alla prova, è un fallimento perché sono diventata molto più sociofobica
rispetto al passato).





Dapprima mi hanno diagnosticato un disturbo
ossessivo/compulsivo con tratti depressivi associato a disturbi del comportamento
alimentare. Poi disturbo di personalità di tipo Borderline nonché isteria.


Non ho fatto il Rorschach test. La famosa
"prova del nove"... So che le anoressiche/bulimiche sono
Borderline....con marcati tratti isterici. Freud è stato chiaro esaminando il
caso di Anna. Certo è che non si devono prendere le sue conclusioni come oro
colato...





Nel lontano '97 ho iniziato una psicoterapia per
correggere il mio rapporto con il cibo. Gioco forza: ero in serio pericolo di
vita. Ma anche per rivedere il mio modo di relazionarmi con gli altri, con il
mondo, con la mia famiglia, con me stessa; per correggere i mie comportamenti
disfunzionali. In seguito alla perdita del posto di lavoro non ho più potuto
permettermi una terapia. Sono comunque seguita dal CSM e mi sto mobilitando per
utilizzare i servizi pubblici.





La mia sensazione di essere giudicata/osservata/
scartata in fase di selezione del personale poteva essere ben fondata quando
ero vistosamente sottopeso (sembravo la morte in vacanza" e va da sé che
attiravo molti sguardi). Ora che peso più o meno 40 kg ho un aspetto più sano.
Più "normale"...ma ho dei tic che danno da pensare.





Durante l'infanzia (madre depressa e gap generazionale
con i miei famigliari), sovrappeso e, fragile come un vaso di cristallo per
vissuti che non sto qui a raccontare, ero perennemente bersagliata dagli
sboroni di turno che, una volta identificato il soggetto più debole del
"branco" distruggono la sua autostima con sfottò, minacce etc.





Ho superato i 30, sono longilinea e
attraente. Eppure mi sento il brutto anatroccolo.


Nonostante le mille seghe mentali e l'insicurezza
spesso tiro fuori una spocchia e un'arroganza da paura. E con chi se lo merita.


Quando sul bus leggo un libro, sottolineandolo e
sentendomi ridicola, sono comunque sempre pronta ad attaccare chi credo ride di
me. Aguzzo l'udito e guardo dritto negli occhi chi penso stia facendo battutine
che mi riguardano.





Desidererei non farmi di questi problemi inutili. Sono
consapevole del fatto che il trucco risieda nell'essere me stessa tirando fuori
le palle. Talvolta indossando i paraocchi (quelli dei cavalli!!!! :D )


Qualcuno ha vissuto/sta vivendo la mia stessa situazione?
Come arginarla, porvi rimedio, ridimensionare le cose?
Grazie in anticipo.