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....ringrazio chiunque abbia avuto la pazienza di arrivare fino
This post has been edited 1 times, last edit by "clarimonde" (Oct 31st 2010, 11:55pm)
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Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
mi chiedo quanto questi risultati siano riconducibili alla terapia in sé e per sé o quanto siano frutto del normale processo di crescita che ognuno a modo suo compie man mano che il tempo passa. Il dubbio mi viene soprattutto in relazione al fatto che l'anno scorso, mentre attraversavo i bui e lunghi mesi di depressione, non sentivo nessun giovamento dalla psicoterapia.
come faccio a capire se effettivamente la terapia stia avendo effetti importanti su di me
che possano giustificare il grosso impegno economico richiesto ?
Ho bisogno di rassicurazioni continue per qualsiasi cosa, per placare la mia ansia, il mio senso di vacillare nel vuoto, da sola e senza regole. Mancando le rassicurazioni, sale l'ansia, il vuoto mi divora e io mi blocco e inizio a vivere in una sorta di anarchia, nella quale non so cosa fare, perchè mancandomi il confronto con gli altri, i confini dettati dall'esterno, mi perdo.
Io ho un fratello che ha 1 anno in meno di me, siamo praticamente coetanei, ma abbiamo un pessimo rapporto. Al contrario da bambini, pur essendo come cane e gatto (cosa assolutamente comune credo), eravamo molto legati. Crescendo mio fratello mi si è come rivoltato contro
il distacco emotivo dai miei familiari (tutti, genitori e fratello) è attivo da diversi anni, dall'infanzia credo, e nemmeno ricordo esattamente quando è nato, nè perchè.
Ho un pò il timore che se si è stati privati (o ci siamo noi inconsciamente privati) dell'affetto e dell'intimità durante l'infanzia, si resti mutilati per sempre, senza possibilità di poter vivere una vita piena e soddisfacente, senza essere in grado di intessere relazioni autentiche e intime, come chi ha avuto una vita familiare più sana.
O questo vuoto affettivo incolmabile farà sempre parte di me, irrimediabilmente? Ho paura di rimanere sempre indietro rispetto a chi non ha questa voragine dentro da colmare. Mi sento derubata di qualcosa di importante, fondamentale
This post has been edited 1 times, last edit by "doctor Faust" (Nov 18th 2010, 9:16pm)
) d'esser stata ipnotizzata dalla mia psicoterapeuta per farmi ripercorrere i traumi subìti nel mio passato. Quindi ho inziato a ripercorrere nella mia mente episodi vari e ad esporre quelle che potevano essere state esperienze traumatiche, e a un certo punto ricordo d'aver detto (confermato poi dalle amiche che erano con me) d'aver subìto violenza sessuale da piccola. (in tutto ciò ricordo che tremavo paurosamente).
Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
volevo focalizzarmi di più su ciò che ci spinge a diventare adulti e a prenderci delle responsabilità. Io credo sia possibile farlo solamente se si hanno delle motivazioni, voglio dire, deve esserci un guadagno, volendo, e questo guadagno credo sia la libertà. In questo momento, che si trascina da due anni, però non riesco a trovare queste motivazioni, tutto ha perso di senso, non trovo niente che mi spinga a tirarmi su le maniche e darmi da fare, non ci sono gratificazioni, affetti, nulla.
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... ho bisogno di relazioni profonde e vere, per cui valga la pena vivere. ...Quest'episodio ha probabilmente dato il colpo di grazia alla mia autistima, e sono precipitata nel baratro in cui sono tuttora. Sono pervasa da un senso di profondo nichilismo
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Mi chiedi se la mia scelta universitaria sia stata influenzata dai miei genitori. La risposta è no (con mia madre ho vissuto da sempre un rapporto altamente conflittuale, sin da bambina: .....ma la domanda che poni comunque non è fuoriluogo. ... la mia scelta universitaria è stata dettata forse in gran parte dal voler dimostrare qualcosa agli altri in generale(anche se comunque non nego che l'interesse per la materia ci sia), e a me stessa.
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Qui è puramente una questione di autostima. Credevo, e forse credo tuttora, che sia l'unica via per poter essere rispettata e presa in considerazione (mi rendo conto dell'assurdità che scrivo, ma è così che purtroppo la vivo, è come se il mio valore di persona sia legato fondamentalmente a questo e senza di questo non possa esser amata). Per questo adesso mi vergogno profondamente di me e della vita da perdigiorno che conduco.
Ho letto il libro di Giacobbe...L'ho trovato interessante ... Ciò che ricordo è anche però la sensazione spiacevole nel leggerlo, dovuto al tono che usava. Mi feriva.
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Credo ci siano persone che hanno bisogno di qualcuno che li sgridi e li metta in riga per crescere, e chi invece, come me, che se preso in questi termini non fa che chiudersi e autosvalutarsi ancor di più. L'autostima ne esce fortemente danneggiata anzichè fortificata. Ecco io alla fine del libro mi sono sentita una povera inetta indegna di stare al mondo, e mi sono odiata ancor di più.
L'Italia, ad esempio, come ogni Paese, è una "casa". Un luogo dove, in teoria, essere "liberi", "difesi", "protetti", a "proprio agio". 
abbandono, autostima, dipendenza affettiva, psicoterapia junghiana, solitudine
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