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nio_be

Nuovo Utente

  • "nio_be" ha iniziato questa discussione

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Data di registrazione: lunedì, 27 ottobre 2014

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1

lunedì, 14 gennaio 2019, 16:08

Amiche o che?

Molte volte mi sono chiesta se sia io il problema del mio stesso male o effettivamente siano gli "altri" ad avere atteggiamenti poco opportuni tali da causarmi una sofferenza.
Non credo di essere riuscita mai a darmi una risposta coerente.
Oggi sono io, domani sono loro. Succede anche a voi?

Ad esempio questa è una di quelle situazioni che mi sollecita tale questione:

D. è una mia amica sin dalle elementari, siamo sempre state molto diverse ma ci siamo sempre rispettate e volute bene per ciò che potevamo darci. Io non le chiedevo nulla e lei nemmeno e la nostra amicizia è andata avanti così molto tempo. La nostra è sempre stata per lo più un'amiciza 1 a 1 o al massimo condivisa con qualche altra amica in comune, ma fondamentalmente non siamo mai state "compagne di avventure", visti i diversi interessi, piuttosto "compagne di chiacchiere e caffè". Lei conosceva la mia famiglia, i miei problemi, io la sua famiglia (pochi dei suoi problemi). D. è la classica ragazza perfetta del paese, quella che va in chiesa tutte le domeniche, che ha la famiglia perfetta e che vive con i suoi fino a che un uomo non la porta via, aspettando di sposarsi e fare figli. Io sono praticamente l'opposto.
Da quando mi sono trasferita all'estero (qualche anno fa), i nostri contatti sono scemati di molto (devo dire che nessuna delle "amiche"che ho lasciato mi ha mai veramente cercata. Qualche whatsapp si, ma mai una chiamata o uno skype, nonostante i miei innumerevoli inviti), e ci siamo viste solo durante i miei rientri a casa per le festività.
La sola volta in cui D. mi ha chiamato è stata quando è rimasta incinta dicendomi che voleva fossi una delle prime persone a saperlo (ne restai piacevolmente sorpresa).
Ma questo non cambiò modalità nè costanza dei contatti.
Al mio successivo rientro in Italia, come di routine, la contattai per vederla e ci accordammo perché io passassi a casa sua a conoscere la bimba (nata già da qualche mese).
Solo che non appena entrai a casa sua mi trovai davanti a una scena per me abbastanza di impatto: oltre che lei, la bimba e il suo compagno, c'erano infatti anche i genitori di lei, la sorella e un'altra amica. Non dissi nulla, educatamente partecipai alla situazione rispondendo al classico interrogatorio da parte dei suoi genitori su come si vive all'estero, quello che faccio, ecc. Presi la bimba in braccio una volta perché la sua amica potesse farmi una foto e niente, saluti e baci e arrivederci tra un anno!

Inutile dire che ci rimasi malissimo, avevo voglia di stare con lei, sapere come va, parlare tra di noi e invece praticamente con lei parlai poco e nulla. Poteva almeno avvertirmi, cavolo! Mi sarei preparata all'assalto.
Da quella volta non tornai a cercarla nemmeno quando ero in Italia per qualche occasione. Ero stufa, come lo sono ora, di dover correre dietro a queste amicizie che non so più se considerarle tali. Mantenni un low profile di scarsi messaggi whatsapp, comunicazioni generali sulla mia vita, foto della figlia e niente più.

Lo scorso anno restai io incinta per la prima volta. Un evento inaspettato. Le scrissi dopo tanto tempo per comunicarglielo (sapevo le avrebbe fatto piacere e faceva piacere anche a me condividere questa cosa con lei che era già mamma). Purtroppo però a luglio persi il bimbo al 4° mese e lo comunicai a tutti tramite messaggio. Lei mi rispose che era molto dispiaciuta.
Torna a scrivermi solo a Natale per farmi gli auguri e dirmi che a maggio nascerà la sua seconda figlia.
Io le ho risposto che sono contenta per lei, ma in realtà avrei voluto bene bene mandarla a quel paese. Le ho fatto una battuta per sdrammatizzare, ma la mia reazione è stata un po' fredda e ad oggi non ha più risposto. Immagino abbia intuito.

Non mi ferisce il fatto che lei sia incinta, sono davvero contenta per lei, ma cavolo, ho perso un figlio, mi conosci da una vita, mi hai sempre reputata una delle tue migliori amiche, non ti interessa sapere come sto? e con quale coraggio ignorandomi per 6 mesi vieni poi così a dirmi della tua gravidanza? non pensi che ci vorrebbe tatto e delicatezza?

Sono confusa, sono io che vedo il marcio dove non c'è? Cos'è tutto questo? Amicizia?
A me manca da morire la compagnia e le chiacchiere che ci facevamo e mai più che oggi avrei bisogno di un'amica con cui condividere le mie emozioni e la mia vita, ma ora credo di aver sopravvalutato tutto ciò che c'è stato. Mi sento un'illusa.

2

mercoledì, 16 gennaio 2019, 18:12

Molte volte mi sono chiesta se sia io il problema del mio stesso male o effettivamente siano gli "altri" ad avere atteggiamenti poco opportuni tali da causarmi una sofferenza.
Non credo di essere riuscita mai a darmi una risposta coerente.
Oggi sono io, domani sono loro. Succede anche a voi?


Sempre e da sempre!

Ciò detto, venendo alla questione pratica: la tua amica non è stata molto delicata, su questo non ci sono dubbi. Secondo me nella vita si prendono strade diverse e quando ci si allontana c'è poco da fare, certo ci sono i casi (preziosi ma tanto rari) di amicizie vere che resistono al tempo e alla lontananza (mi tengo strette le amicizie che ci sarebbero nel momento del bisogno anche se non ci si sente ne vede spesso), ma, appunto, sono più unici che rari.
Immagino tu abbia altri affetti ed amicizie, concentrati su quelli, ci sono persone su cui puoi contare per un caffè e una risata, altre no, diciamo che episodi simili a quelli che hai raccontato mi hanno fatto capire cosa posso aspettarmi da chi; senza cattiveria o rancore, semplicemente ognuno ha le sue cose da fare, le sue esperienze e la sua sensibilità.

ipposam

Utente Avanzato

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Data di registrazione: mercoledì, 25 marzo 2015

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3

giovedì, 17 gennaio 2019, 14:51

Dunque, su questo genere di situazioni ho una certa esperienza, potrei prenderci un master.
Purtroppo capita spessissimo che alcuni rapporti di amicizia giovanili evolvano così. Credo che di base succede quando dell'amicizia, della condivisione sincera e incondizionata è rimasto poco, ma si mantiene comunque quel filo di comunicazione perché la persona fa comunque parte del nostro vissuto passato, e non ci si decide a troncare, ma anzi in qualche modo si desidera condividere quei passaggi che segnano il nostro cammino come fossero place-holder (un matrimonio, una laurea, una gravidanza, un trasferimento importante..ecc).
Quello che cercate tu e la tua amica dal vostro rapporto è diverso; tu vedi la vostra amicizia come qualcosa di vivo, in evoluzione, la vedi come uno spazio in cui crescere insieme come accade in qualunque bella amicizia; lei vede il vostro rapporto come fosse "freezato", è un rapporto del passato, che non aggiunge valore alla sua vita attuale ma le fa piacere ricordare.
Per me la tua amica ha davvero piacere di sentirti ogni tanto e rivederti, ma non è emotivamente coinvolta nella vostra amicizia, da qui deriva la scarsa attenzione che ha avuto nel comunicarti la sua seconda gravidanza pur avendo saputo che avevi da poco attraversato un vissuto doloroso a riguardo.
La tua amica non ce l'ha con te, è solo uscita dalla vostra amicizia, probabilmente senza nemmeno accorgersene. Del resto tu stessa parlando di lei hai espresso un giudizio piuttosto negativo:

la classica ragazza perfetta del paese, quella che va in chiesa tutte le domeniche, che ha la famiglia perfetta e che vive con i suoi fino a che un uomo non la porta via, aspettando di sposarsi e fare figli. Io sono praticamente l'opposto

Una simile premessa non è il prologo di una bella amicizia, è un manifesto di allontanamento, una dichiarazione di totale divergenza, e l'amicizia è convergenza, non divergenza.

In qualunque rapporto le differenze di veduta possono essere una ricchezza, ma una cosa è una differenza di vedute su un argomento tra i tanti, un'altra avere idee di vita che sono "completamente l'opposto", per dirla con le tue parole.

Con questa premessa, ti suggerisco di non investire troppo su questo rapporto, se ti va mantieni quel contatto che serve a tenere vive le radici, per dirla così, ma poi estendi i tuoi rami verso altri alberi più simili a te, e avrai rapporti più ricchi e soddisfacenti.