Dora a quanto pare gli eredi di Jung hanno deciso di pubblicare questo scritto che, per volontà dell'autore, doveva rimanere segreto ed era conservato nel caveau di una banca svizzera. Dal quel che ho capito, si tratta di uno scritto privato, una specie di diario autoanalitico in cui Jung faceva dialogare i suoi Sè, rievocati col metodo dell'immaginazione attiva e incarnati in personaggi storici e mitologici. Sono d'accordo con la pubblicazione se può servire a capire meglio il pensiero e il metodo di Jung, del resto se lui voleva veramente impedirne la diffusione l'avrebbe distrutto anzichè fatto conservare, non condivido l'operazione commerciale invece.
Sir da quanto ho letto anche nell'altro thread ho l'impressione che il passaggio che tu stai attraversando dovrebbe essere, dal punto di vista psicoanalitico, una morte, la fase in cui si percepisce un senso di buio (ciò che è oscuro in quanto inconscio ), accompagnato o da un senso di distruzione, o di mancanza, o di "desertificazione", o di travolgimento quando sono in ballo grosse emozioni
le notti nascondono significati ignoti al mattino
infinite distese di niente
le onde si gonfiano
e che prelude ad un cambiamento che avviente attraverso l'acquisizione di una nuova consapevolezza. In analisi sono contemplate delle piccole morti intermedie e una finale attraverso la quale avviene una vera a e propria rivoluzione del proprio essere. Io ho sperimentato solo piccole morti e conosco l'angoscia del crollo e la destabilizzazione, di quella finale mi è stato detto che è accompagnata anche da un senso di morte vero è proprio, come se tutto fosse finito. Probabilmente tu stai intravedendo la consapevolezza che sta oltre questo passaggio e vorresti concretizzarla ( per concretizzare intendo portare pienamente a coscienza ), per questo cerchi riscontri esterni che pensi possano esserci nel Libro Rosso e che ti siano utili a definirla prima o quanto meno a dargli un qualche contorno.
Magari ho detto un fumo di cavolate proiettandoci qualcosa di mio, vabbè.
A proposito di draghi guarda questa tavola è tratta proprio dal Libro Rosso
Tanti sono i significati attribuiti al drago. Forse per Jung era l'Ombra, ma io lo concepisco di più come il caos che c'è nell'inconscio e in questo caso sono più per l'integrazione del drago. Finchè non lo conosciamo il drago si ciba di noi, ma quando ci entriamo in contatto diventa un'energia che possiamo indirizzare dove vogliamo. In sintesi non condivido l'uccisione dei draghi, c'entrava niente, vabbè
Mi scuso per il mio modo grossolano di esprimermi , conosco l'argomento solo per averlo parzialmente vissuto durante un breve tratto di analisi, sarebbe interessante se qualche junghiano partecipasse in modo da sviscerare in modo più approfondito queste questioni.
Buon proseguimento della ricerca

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