Quando mi sono svegliata, la finestra era aperta e lui stava guardando le montagne. Per alcuni minuti, non ho detto niente, pronta a chiudere gli occhi se avesse girato il capo. Come se capisse ciò che stavo pensando, si è voltato e mi ha guardato negli occhi: "Buongiorno," ha detto. "Buongiorno, chiudi la finestra entra freddo." L'Altra era comparsa senza preavviso. Tentava ancora di cambiare la direzione del vento, di scoprire difetti, di dire che, no, non era possibile. Ma sapeva che era tardi...
Mi sono alzata, ho allontanato dal pensiero l'Altra, ho riaperto la finestra, ho fatto entrare il sole. Il sole che inondava tutto: le montagne ammantate di neve, il suolo ricoperto di foglie secche, il fiume che non vedevo, ma sentivo. Il sole si è riflesso sui miei seni, ha illuminato il mio corpo nudo, eppure non sentivo freddo, perché un calore mi consumava: il calore di una scintilla che si trasforma in fiamma, della fiamma che si muta in fuoco, del fuoco che si apre nell'incendio impossibile da controllare. Lo sapevo. E lo volevo. Sapevo che da quel momento in poi avrei conosciuto i cieli e gli inferni, la gioia e il dolore, il sogno e lo sconforto, e che non potevo più trattenere i venti che spiravano dagli angoli remoti dell'anima. Sapevo che da quel mattino mi avrebbe guidata l'amore...
Per quattro giorni avevo tentato di ignorare la voce del mio cuore, ma questa gridava sempre più forte , lasciando l'Altra disperata. Nell'angolo più remoto della mia anima, io esistevo ancora e credevo ai sogni. Ed è per questo, per quel poco di me che restava, che l'amore mi è venuto incontro, dopo avermi cercato ai quattro angoli del mondo. L'amore mi è venuto incontro, benché l'Altra avesse costruito una barriera di preconcetti, di certezze e di libri in una tranquilla via di Saragozza.
Ho aperto la finestra e il mio cuore. Il sole ha inondato la camera e l'amore ha pervaso la mia anima.
" Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto" Paulo Coelho.