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Luca Canetti

Pace e bene!

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76

Tuesday, January 31st 2012, 2:59pm

ANOTHER WORLD - Brian May (1998)

Questo è un album che non ha bisogno di tanti preamboli, nel senso che è un disco splendido, molto ricco a livello emozionale, molto intenso che contiene un rimando all'album precedente, uscito nel 1992 (ve lo segnalerò a tempo debito):


1. SPACE (May);
2. BUSINESS (May);
3. CHINA BELLE (May);
4. WHY DON'T WE TRY AGAIN (May): eccolo il rimando all'album "Back to the light", album uscito nel 1992. Questa canzone sembra essere il seguito di "TOO MUCH LOVE WILL KILL YOU", cnzone che fa riferimento al divorzio di Brian May da sua moglie. Con "Why don't we try again" è come se Brian May dicesse: "Ok, ci siamo lasciati in malo modo perchè non cerchiamo di ricominciare daccapo?":
5. ON MY WAY UP (May);
6. CYBORG (May);
7. THE GUV'NOR (May);
8. WILDERNESS (May);
9. SLOW DOWN (Williams);
10. ONE RAINY WISH (Hendrix);
11. ALL THE WAY FROM MEMPHIS (Hunter);
12. ANOTHER WORLD (May).

This post has been edited 1 times, last edit by "Luca Canetti" (Jan 31st 2012, 3:10pm)


77

Wednesday, May 9th 2012, 1:49pm

Nomadi - MA NOI NO! (1992)



Questo album dei Nomadi a me piace dall'inizio alla fine. Consiste nella "ri-lettura" di successi dei Nomadi in chiave moderna. E' un album "simbolico" perché è l'ultimo ad essere stato registrato con alla voce Augusto Daolio, lo storico componente del gruppo morto nell'ottobre del 1992...

Questa è la lista delle canzoni. Vi consiglio fortemente di acquistarlo, fra l'altro si trova anche a poco prezzo (io l'ho acquistato una settimana fa e l'ho pagato 8,90 euro)

1. Come potete giudicar (3' 27")
2. Noi non ci saremo (2' 52")
3. Dio è morto (2' 53")
4. Per fare un uomo (3' 00")
5. Ho difeso il mio amore (4' 18")
6. Canzone per un'amica (3' 18")
7. Io vagabondo (3' 52")
8. Crescerai (3' 34")
9. Un giorno insieme (3' 23")
10. Tutto a posto (3' 40")
11. Il vecchio e il bambino (5' 36")
12. Gordon (4' 27")
13. Il pilota di Hiroshima (3' 14")
14. Ma noi no (4' 46")
15. I ragazzi dell'olivo (2' 41")
16. Gli aironi neri (4' 39")

Tre

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Friday, May 11th 2012, 5:53pm

Bon Iver - Bon Iver (2011)


Disco arrangiato in maniera sublime, soffuso e "morbido" ma non soporifero, anzi. In una sola parola: emozionante. Da segnalare l'iniziale Perth e la conclusiva Beth/Rest

1. Perth
2. Minnesota, WI
3. Holocene
4. Towers
5. Michicant
6. Hinnom, TX
7. Wash.
8. Calgary
9. Lisbon, OH
10. Beth/Rest

Sound-of-Music

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Sunday, May 13th 2012, 12:16am

Inizio col dire gran bel thread.. complimenti a chi ha postato gli album "Sleeping with ghosts" dei Placebo e "Rumours" dei Fleetwood Mac, che a mio parere sono uno dei migliori usciti nella storia del rock. Poi volevo giusto dare una breve opinione sui Pink Floyd: ognuno li può definire come vuole ma certo non banali; ne è esempio il più celeberrimo brano di questa band "Another Brick in the Wall". E da questa band appunto parto per darvi il nome della band dell'album che vi consiglio... I RADIOHEAD.. considerati i Pink Floyd del nuovo milllennio per il loro sound innovativo ed eccentrico che viene influenzato dalla musica classica, dal rock e dal jazz.

RADIOHEAD - HAIL TO THE THIEF (2003)




Sesto album dell band. Già dal titolo "Hail to the Thief" ovvero "Salute al Ladro", si denota come l'album più cupo, fortemente pessimistico e complesso, sia dal punto di vista dei testi che musicalmente; non a caso è anche l'album della band che dura di più (quasi un'ora). Fin da subito è quindi palbabile il tema centrale dell'opera: la lunga agonia dell'animo umano che non può sottrarsi al male in quanto è nella sua natura. Attraverso i lamenti rindondanti di Thom York e il rieccheggiare di suoni cupi e distorti, questo album si insinua, traccia dopo traccia, al cuore umano e ne svela tutta la sua fragilità. L'intero album richiama testi biblici e simboli come il bosco e fa da scena a un'immagine apocalittica dell'umanità.

TRACKLIST:

1. 2+2=5 Senza troppi giri di parole l'album si apre con uno dei più celebri brani della band. 2+2=5 è un richiamo al romanzo di G. Orwell "1984" in cui viene presentato appunto il concetto di irrealtà. Go & tell the king that/The sky is falling in /When it's not /Maybe not. Un brano che punta il dito contro la debolezza dell'uomo che si adatta anche a una realtà assurda come quella dove 2+2=5 quando una forza più forte di lui, come lo stato, la società, si impone contro di lui e il suo istinto di sopravvivenza lo porta, invece che a combattere per la propria libertà, a inchinarsi al ladro e a credere che il cielo sta cadendo anche se non è la verità. Egli non ha scampo Are you such a dreamer/to put the words to right? ....You can scream and you can shout/There's no way out. L'uomo, nella prima traccia ha già rinunciato a due cose fondamentali del suo essere, verità e libertà.

2. Sit Down, Stand Up Ancora una volta è il titolo stesso a parlare. La contrapposizione "siediti, alzati" e tutte le ripetizioni che ritornano come in un giro infernale suggeriscono un mondo distruttivo a cui il cantante stesso non sembra trovare una via d'uscita e si limita a strascicare parole come a volerci far sentire il peso che hanno per lui, la sofferenza che portano. Il ritmo da lento si fa sempre più incalzante e vorticoso fino alla parte del finale dove viene ripetuta la frase The rain drops... una vera Apocalisse che si abbatte sul genere umano, nel nostro quotidiano.

3. Sail To The Moon La voce angelica di Thom accompagnata da un pianoforte che stancamente ma con leggerezza va a toccare le stesse note, parliamo sempre di note dolenti, riesce a incantarci fin da subito; la visione che traspare del mondo è sempre pessimistica ( I spoke too soon/ And how much did it cost?),tuttavia sembra esserci un barlume di speranza, una via di salvezza per l'umanità.. Or in the flood you'll build an Ark
And sail us to the moon
.. un'arca futuristica che ci possa portare lontano da questo mondo ormai troppo corrotto e ricominciare lassù sulla Luna. L'arca è sicuramente uno dei tanti richiami ai testi sacri, più marcato già anche rispetto al precedente brano.

4. Backdrifts Questo brano non è da meno.. apre subito con la frase We're rotten fruit/We're damaged goods. L'uomo è corrotto e si sporca l'anima dei peccati più gravi.. e poi We tried hard but there was nothing we could do sottolinea insistentemente il pessimismo verso la natura dell'uomo. I suoni elettronici che si ripetono danno l'effetto di un futuristico caos che diventa sempre più violento e insopportabile per chi ascolta, man mano che ci addentriamo nell'album, come se l'ascoltatore si trovasse in uno dei quei gironi che Dante descrive nell'inferno.

5. Go To Sleep L'aria apocalittica che si respirava prima viene drasticamente interrotta da accordi di chitarra armoniosi che ironicamente richiamano alla vita. Ironicamente perchè il testo è infarcito dall'anafora Over my dead body . Questo ossimoro che si va a creare tra testo e musica continua a sottolineare allo sfinimento le contraddizioni della vita umana e l'irreparabilità di ciò: anche se continuiamo a sperare e sognare una realtà migliore, è la nostra stessa natura a tradirci.. I'm gonna go to sleep /Let this wash all over me Vorremo dei cambiamenti, ma non ci mettiamo in gioco per cambiare davvero. Sembra quasi richiamare il pensiero di Ariosto nell'Orlando Furioso dove l'uomo è un sognatore che si nutre di sogni e non è tanto a interessato a cosa sta inseguendo quanto all'inseguimento stesso. Quasi a dire che all'uomo basta dire "voglio cambiare il mondo" per sentirsi già vivo, non gli importa quello che verrà.

6. Where I End and You Begin Nulla da dire in più di quanto già detto. Con questa traccia si può percepire di nuovo tutta la cupezza che aleggia in questo cd. Prima ci sono "i dinosauri che vagano per la terra" ma poi I will eat you alive/And there'll be no more lies La fine di tutto si avvicina e sarà una liberazione dal male che alberga nel nostro mondo. Saranno gli acuti di lamento di Yorke, sarà che il testo sembra la ricetta di un futuristico mondo spettrale, questo brano trascina letteralmente l'ascoltatore nelle tenebre dell'animo umano (e non siamo neanche a metà della sua opera).

7. We Suck Young Blood Questo brano è composto da accordi di piano e battiti di mani, forse di un pubblico che osserva da lontano il tormento interiore del cantante che non ha più le forze di farsi ascoltare e grida come un menomato nell'attacco finale. Se nelle tracce precedenti non era chiaro, il titolo di questo brano "We Suck young blood" la dice lunga su che razza di persone siamo, sempre pronte a nutrirci degli altri, dei più deboli dal "young blood" pur di conseguire i nostri egoistici obiettivi. Ancora una volta è presente una visione negativa dell'uomo.

8. The Gloaming Questo è sicuramente uno dei brani che presentano maggiormente l'influenza dell'elettronica nell'intero album. Questi suoni e queste voci che si ripetono ci cullano e danno un senso di tranquillità.. Murderers you're murderers /We are not the same as you Di nuovo una piccola e insensata speranza si addentra nel nostro animo "Noi non siamo come voi!", se è vero che il male alberga su questa terra è anche vero che c'è andel bene..C'è una luce in fondo al buio tunnel: This is the gloaming Questo è il crepuscolo...annuncia un nuovo mondo fatto di speranza.

9.There There Anche in questo brano i Radiohead non si trattengono nel giudicare l'uomo che si fa guidare solo dai suoi sensi, è un essere limitato Just cause you feel it doesn't mean it's there
e i rintocchi di campana che ritornano per tutto il tempo sono portatrici di questa scomoda e dolorosa verità. We are accidents/Waiting, waiting to happen e we'd be a walking disaster con poche parole siamo ormai coscienti delle nostre debolezze e lo sentiamo a pelle a tempo di riff e grida.

10. I Will Forse la traccia più debole e meno coinvolgente dell'album a mio avviso, ma pur sempre imperniato di una carica vitale, di un desiderio di sopravvivenza alle sofferenze che ci presenta la vita. I won't let this happen to my children/ I will rise up "Non permetterò che questo accada ai miei figli, io mi ribellerò." La vita e la morte sono in costante lotta durante tutta l'opera.

11. A Punchup At The Weeding Uno dei pezzi che preferisco in assoluto di questo album. Il non sense dei suoni ha raggiunto il suo culmine in questa potente traccia. No no no no no no no no no no Il lamento di Thom ormai è diventato troppo forte da sopportare e siamo tentati di fermare l'ascolto perchè ormai il dolore dell'artista ha raggiunto i nostri cuori, ma in qualche modo gli accordi armoniosi del pianoforte che si sposano perfettamente e dolcemente aggiungerei con quelli di chitarra ci obbligano a proseguire in questo dolceamaro ipnotico sogno, sempre più vicini ormai a sfiorare il nostro vero Io.

12. Myxomatosis L'ascoltatore,arrivato a questa traccia, non è più cosciente di quello che accade,è ormai aspirato dai suoni elettronici e le percussioni ci colpiscono in profondità. Scherzosamente il testo dice "Ho la mixomatosi" siamo malati, ci sentiamo malati, febbricitanti, pazzi per essere giunti troppo vicini alla verità.

13. Scatterbrain Ammetto che insieme a "I Will" questo brano mi ha colpito meno rispetto agli altri. Forse perchè il suono sono è più agitatamente calmo, cioè ormai siamo giunti troppo in là, dove non sentiamo più i suoni confusionari di prima ma solo le nostre emozioni. Emozioni puramente irrazionali che in quanto tali cercano disperatamente di rifugiarsi; li nascondiamo nella profondità del nostro Io dove solo noi siamo in grado di ritrovarli e forse neanche noi. I only wish I could fall in/Somewhere I'm not Scatterbrain

14. A Wolf At The Door Ultimo ma non per importanza, anzi "A Wolf At The Door" ne esce sicuramente come un capolavoro. Qui finalmente si arriva al nocciolo della questione, coscienti ormai di quello che ci circonda (un mondo in rovina abitato da uomini egoisti che di umano hanno ormai ben poco) tocca guardarci allo specchio, scavare dentro noi stessi e accettare i nostri limiti. Anche dentro di noi è nascosto il male, anche dentro di noi c'è un mostro con cui dobbiamo lottare. La guerra è prima con noi stessi. Gli ululati di Thom ci colpiscono nel profondo e ci mostrano le nostre più grandi paure perchè, pur avendo avuto la possibilità di negarlo all'inizio, giunti ormai al capolinea non possiamo non fuggire dalla consapevolezza della nostra fragilità.
I promise to be good/Don't look in the mirror/At the face you don't recognize/Help me call the doctor, put me inside/ Put me inside, put me inside/Put me inside, put me inside/I keep the wolf from the door but he calls me up/Calls me on the phone, tells me all the ways/That he's gonna mess me up/Steal all my children if I don't pay the ransom


Album altamente consigliato a chi è appassionato di alternative rock, difficile da masticare al primo ascolto ma vedrete che pian piano riuscirà a catturarvi completamente e non potrete più separarvene. Se poi vi è piaciuto l'ascolto non resterete delusi neanche dagli altri album di questa incredibile band. Ultimo avviso: questo album presenta delle b-sides che non ho voluto inserire nella recensione se siete interessati sono citate tutte su Wikipedia
These words lie inside, they hurt me so.

This post has been edited 3 times, last edit by "Sound-of-Music" (May 13th 2012, 12:36am)


stradablu

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80

Tuesday, May 15th 2012, 3:24pm

Uno dei piu' bei dischi degli ultimi tempi, un concept album bellissimo, compatto, geniale

Octavarium dei Dream Theatre
(si lo so si chiamano Dream Theater, ma non e' colpa mia se loro lo scrivono sbagliato :P hihi)

sentite la prima traccia che bella


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