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perceval

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1

Monday, October 3rd 2011, 11:27am

Lavoratore in prestito

Gent.mo Avv. Modaffari,
le scrivo perché non riesco ad inquadrare bene la mia situazione lavorativa,
non riesco persino a capire se è una situazione regolare o meno.

Da quasi 11 anni sono dipendente a tempo indeterminato presso una società di servizi
(tengo a specificare che non si tratta di una agenzia per il lavoro)
ma sono ormai 6 anni che sono stato "spedito" stabilmente presso un cliente,
una grossa multinazionale, presso cui lavoro quotidianamente e in condizioni non sempre facili.
Preciso che già diverse volte in passato ero stato "distaccato" presso clienti, ma sempre
per un tempo limitato e comunque legato alla vita naturale di un progetto specifico.
Qui invece il progetto è così ampio e la commessa così generica che potrei restarci a vita,
a fare qualsiasi cosa e il contratto viene rinnovato di sei mesi in sei mesi ad libitum.
A parte le condizioni del luogo di lavoro dove noi "esterni" siamo relegati,
e il fatto che -credo- di essere venduto con una qualifica superiore al mio livello,
qui non ho alcuna possibilità di crescita professionale, né nessun riconoscimento del merito,
abbandonato alle necessità (comodità) del cliente nel totale disinteresse della mia società.
Aggiungo che in passato, quando ero da solo a fare il lavoro che oggi facciamo in 10 persone,
ho sofferto di diversi disturbi come insonnia, dermatiti, stress, extrasistoli..
Dico questo per farle un quadro, non voglio dilungarmi su questi aspetti.

La mia prima domanda è come viene definita la mia posizione? Distaccato? O,
come ci definiscono qui, consulente? Ma, a quanto mi risulta, i consulenti sono
liberi professionisti..
La seconda è se una situazione simile è legale e, in caso contrario, a chi
posso rivolgermi per avere ragguagli sulle possibili strade da intraprendere.

La ringrazio in anticipo del tempo che vorrà dedicarmi e di quello che dedica a
questo encomiabile forum.

Avv.Luigi.Modaffari

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2

Monday, October 3rd 2011, 8:36pm

Buonasera,
mi spiace ma è legale...

purtroppo o rimane e fa ciò che vuole il suo datore di lavoro o se ne va....

saluti

perceval

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3

Tuesday, October 4th 2011, 3:40pm

La ringrazio per la celerità e la schiettezza della risposta,
nonostante non sia quella che mi aspettavo.
Mi ero ormai fatto l'idea che la regolamentazione del lavoro somministrato
servisse anche a vietare situazioni simili alla mia.
Evidentemente non è così.

Mi permetta solo di riproporle la mia prima domanda:
qual'è il termine tecnico che lei utilizzerebbe per inquadrare la mia situazione?
Consulente? Distaccato? Somministrato? O ... altro?

Da profano ho la sensazione che ci sia una certa ambiguità nella terminologia..

perceval

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4

Friday, November 18th 2011, 10:17am

Se non risponde, forse la mia non era una domanda poi tanto scontata..

In ogni caso, il mio ragionamento è questo:
Non sono un consulente perché non ho la partita iva: sono dipendente.
Il distacco è previsto per un periodo limitato e per fondate motivazioni produttive (e quindi non è il mio caso).
Non posso essere somministrato perché la mia società non è una agenzia per il lavoro, né autorizzata dal ministero.
(tant'è che quando ogni mattina timbro il cartellino, insieme alla mia società ci sono una ventina di altre società,
tutte agenzie per il lavoro. Tranne la mia)

E giungo alla conclusione che non è una situazione legale.

Dove sbaglio?

saluti

PS: è ovvio che se riuscissi a trovare un altro lavoro, me ne andrei anche domattina..
Altrimenti resto e continuo a fare quello che vuole il mio datore di lavoro, come ho fatto finora..
ma solo se è una situazione legale.

Gabriele79

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5

Friday, November 18th 2011, 4:01pm

Parci, l'avvocato ti ha risposto, qualunque sia la tua inquadrazione giuridica, tu rimani un dipendente di un'azienda, che ti può destinare, i nquanto azienda di servizi, ad altre aziende, anceh a vita sì. Come le cooperative di facchini, per dire. I soci possono essere spediti a fare praticamente qualsiasi cosa nelle aziende di destinazione, certo possono rifiutare se ritengono il compito troppo gravoso, però sai come funziona questa società di merda se rifiuti un posto, anche se questo posto è ancora più di merda della società stessa che ti fa la morale se "osi" rifiutare un lavoro.

Che consiglio darit? non lo so, dipende dalla tua situazione personale. Hai debiti da ripagare? hai famiglia? hai qualche proprietà immobiliare tipo seconda casa da affittare? Riduci, se puoi, al minimo le tue spese, e vai avanti con i risparmi per un po', se hai una seconda casa come tanti in questo paese di proprietari di casi che detestano gli inquilini poveri disgraziati affittuari, mettila in affitto, ci ricaveresti una piccola rendita per tirare avanti. Se non sopporti il tuo lavoro però lascialo, non farti intimidire, non possiamo accettare ogni merda che ci viene proposta solo perché "di questi tempi" come si dice. Chiedo all'avvocato che è stato così conciso nella risposta... ma lei, sia che abbia la qualifica e gli studi in giurisprudenza, o meno, ci andrebbe per dire a fare un lavoro di verniciatura 10 ore al giorno? Sa quanti ne muoiono di tumore al polmone o altrove di questa tipologia di dipendenti? E ce ne sono molti altri simili...
Io non voglio giudicare chi alla fine per ignoranza, menefreghismo, o necessità disperata, va a fare questi lavori, ci mancherebbe altro. Però parlo per me, e chiedo a chi pontifica dall'alto di una bella professione che remunerativa o meno, senz'altro è intellettualmente gratificante e meno rischiosa da un punto di vista sanitario.
Mi spinsi nel futuro quanto mai occhio umano, le meraviglie vidi di quel mondo lontano

“Il vero egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.”

Oscar Wilde

perceval

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Saturday, November 19th 2011, 8:53pm

Ciao, ti ringrazio per i consigli che mi dai. Penso spesso ad una possibile via d'uscita..e finisce che non la trovo e resto depresso e senza speranza. Più che a una piccola rendita pensavo o a mettermi in proprio (in quanto a competenze non sarebbe un problema ma un bel rischio sì... se va bene, finirei col lavorare anche di notte, se va male finirei sotto a un ponte) oppure a cambiare mestiere, per es. diventare pittore: certo, morirei di fame ma almeno sarei più felice.

So come funziona questa società di merda, e che grazie alle paroline magiche come "di questi tempi", "produttività", "flessibilità", "crisi" è da 20 anni che stanno smantellando i diritti dei lavoratori.
Ma io non volevo fare qui un discorso sui massimi sistemi, né mi pare giusto prendersela con l'avvocato, che fa il suo mestiere, con la sua sensibilità.
Anzi, proprio per questo mi sono deciso a scrivere su questo forum, perché so che non è vero che "qualunque sia la mia inquadrazione giuridica", possono fare di me quello che vogliono: ci saranno rimaste poche regole, ma qualcuna c'è ancora. Solo che sono così contorte che un cittadino comune come me non può cavarci niente di certo.
Ad esempio, credo che il paragone con le cooperative non regge proprio perché quelle purtroppo sono fatte a posta: è proprio il legislatore che ha messo in piedi quel sistema perverso cha hai descritto tu (nel quadro dello smantellamento dei diritti di cui sopra).
Invece, nel caso in cui io fossi inquadrato come somministrato, non credo ci sarebbero dubbi che si tratta di una somministrazione fraudolenta, il che porterebbe a una sanzione penale e civile al mio attuale datore di lavoro, nonché la mia assunzione a tempo indeterminato nella società dove presto lavoro.
Capisci che non è indifferente la mia inquadrazione giuridica?
Questo l'avvocato lo sa... ma forse è perché in genere nelle sue risposte tende ad essere conciliante (questa è la mia impressione) che mi ha risposto in quel modo.
Gabri, per questo io ho insistito..non sono sordo.. :)

Gabriele79

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Sunday, November 20th 2011, 4:52am

Non so che dirti, io non sono un avvocato, la mia esperienza sul diritto del lavoro si limita ad un esame molto superficiale all'università e molti anni fa. Come sai questa materia, come la fiscale, nel giro di soli 5 anni cambia notevolmente.
Quello che ti posso dire è che c'è sempre un gap, anche se tanti avvocati, notai e commercialisti ai poveri cristi non lo dicono mai (ma ai clienti danarosi sì ovviamente, soprattutto i commercialisti), tra diritto formale e realtà sostanziale. E purtroppo in questo paese, perfino dalle stesse forze dell'ordine e organi di controllo, esiste questa stramaledetta tendenza alla conciliazione, alla "interpretazione" del diritto, favorita peraltro dalla farraginosità e/o la palude linguistica in cui cadono certe leggi, forse volutamente. No miei cari, la legge si rispetta, non ci si accorda, non si vede e si sistema, si fa e basta, e se non si fa si pagano le conseguenze. Io se vado a rubare un pezzo di parmigiano perché ho fame e sono povero vado subito in questura e qualche giorno di carcere (giusto perché sono incensurato, se no di più), non me lo leva nessuno. C'è gente che manda letteralmente a morire giorno per giorno i propri dipendenti, ma va be'... non c'è lavoro come bisogna fa? La gente ragione così caro amico, e purtroppo anche fra certi ispettori, e non solo, anche tra tante gente comune che pure avrebbe tutto l'interesse a non farlo. Tempo fa dalle mie parti un imprenditore aggredì fisicamente degli ispettori che volevano multare un imprenditore che aveva utilizzato suoi operai per verniciare la parete frontale della sua azienda. E la gente che commentava la notizia dava in massima parte ragione all'imprenditore!! Questo da la misura di dove siamo arrivati. Per cui... io non mi aspetterei nulla. Ho ricevuto proposte della serie: qui si lavora 10, a volte 12 ore al giorno, ovviamente ne vengono pagate 8 (e pure grazie magari), se no quella è la porta. D'altro canto per me pure 8 ore sono troppe guarda un po', e non baratterei 12 ore della mia giornata, metà della mia vita quindi, neppure per 10 mila euro per fare un lavoro di merda... al massimo te lo faccio 3 mesi finché non scoppio, poi saluti. Comunque, quello ceh ti volevo dire, è che anche avessi legalmente ragione tu, fare cause è sempre difficile e costoso, e poi si finisce, anche se si vincono, inevitabilmente mobbizzati, quindi non so se ti convenga. Questo il nostro ordinamento lo permette, e sai perché? Perché chi pone in essere questi comportamenti illegali già sa di avere molte opportunità di sfangarla, e poi, anche se perde, la cosa peggiore che può succedergli è dover riassumere il lavoratore, ceh poi può cuocere a puntino tormentandolo in vari modi per tanta parte della sua giornata.
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Oscar Wilde

Avv.Luigi.Modaffari

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8

Wednesday, November 23rd 2011, 11:12am

Non so che dirti, io non sono un avvocato, la mia esperienza sul diritto del lavoro si limita ad un esame molto superficiale all'università e molti anni fa. Come sai questa materia, come la fiscale, nel giro di soli 5 anni cambia notevolmente.
Quello che ti posso dire è che c'è sempre un gap, anche se tanti avvocati, notai e commercialisti ai poveri cristi non lo dicono mai (ma ai clienti danarosi sì ovviamente, soprattutto i commercialisti), tra diritto formale e realtà sostanziale.


esatto, soprattutto nel mondo del lavoro.

purtroppo o si accetta il posto dove si lavora con regole, usi e costumi o lo si abbandona.

Piccolo esempio personale: anni fa lavoravo in una grossa società, dove non c'erano cartellini, orari rigidi ecc...(se ero in ritardi bastava una telefonata e basta....) e non vi erano menomazione sullo stipendio dovute a questi piccoli ritardi ma, quando c'erano da fare straordinari, ebbene questi non erano pagati. Insomma, o si accettava ciò o me ne andavo. Ovviamente, io come tutti, ho accettato tutto ciò.

Insomma, tutto questo per dire che se ti va bene lavorare lì, bisogna accettare quanto il datore di lavoro ti fa fare.

Gabriele79

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9

Wednesday, November 23rd 2011, 1:21pm

Secondo me però non bisogna essere fatalisti sul lavoro... Se tutti lo facessero, e purtroppo moltissimi, la grande maggioranza, lo fa, i diritti andrebbero (e stanno andando infatti), in pappa, rapidamente.
Questo perché la gente per forza o per amore ha dei vizi che considera necessità assolute, solo che quest enecessità assolute costano, e bisogna lavorare e tanto. Prendersi mesi di "riflessione", cercarsi qualcos'altro con un salto nel buio, è qualcosa che può fare chi sa bene destreggiarsi tra le maglie della burocrazia per ottenere esenzioni, riduzioni e tutte le agevolazioni possibili, ma soprattutto per chi non spende una sola lira oltre il limite di sopravvivenza.
Già se uno ha moglie e famiglia, che hanno le loro esigenza (senza stare a discutere se siano o meno legittime e in quale misura), cosa che sembra assolutamente normale, di sicuro non può permettesrsi di non lavorare per lunghi periodi.
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Oscar Wilde

perceval

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10

Monday, November 28th 2011, 11:44pm

Ma guarda, e io che pensavo che gli usi hanno valore solo in mancanza di precise disposizioni di legge o di CCNL, oppure nel caso prevedano una tutela più efficiente (maggiori diritti) del lavoratore!

Ok, ammettiamo per un momento il primato della realtà sostanziale sul diritto formale.
Allora mi chiedo a cosa servono tutte le leggi sul lavoro, lo statuto dei lavoratori, mezzo codice civile, i CCNL, i sindacati...e persino i giuslavoristi e lo stesso ispettorato del lavoro sarebbero inutili!
Basterebbe una sola unica norma (scritta o meno che sia): "O si accetta il posto dove si lavora con regole, usi e costumi o lo si abbandona."
Almeno sarebbe più chiaro per tutti. Certo, avrebbe il piccolo difetto di non escludere il lavoro nero, il mobbing, i licenziamenti liberi,
il caporalato, la "sicurezza sul lavoro" sarebbe un ossimoro...e produrrebbe mille altre nefandezze. Beh, pazienza...tanto funziona così!

Sicuramente io sono ignorante in materia..ma per cortesia non scherziamo, non può essere esattamente così..
Però, ripeto, io non volevo fare qui un discorso sui massimi sistemi.

Può essere che io, da ingenuo cittadino, abbia un'altra concezione della legalità e del diritto,
e quando chiedo se una cosa è legale non intendo chiedere né se è usuale né se è contemplata dalla realtà sostanziale.
Forse avrei dovuto formulare diversamente le mie 2 domande:
Lei come definirebbe formalmente la mia posizione?
La mia è una situazione formalmente legale?

Ma ora mi sembra quasi di abusare della Sua disponibilità,
perciò La ringrazio comunque, anche se non vorrà nuovamente rispondermi.

Gabriele79

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11

Tuesday, November 29th 2011, 1:25pm

L'avvocato dovrebbe vedere il tuo contratto particolare e vedere in effetti cosa dice su somministrazioni di lavoro di lungo periodo. Una ricerca lunga, che non so se avrà tempo e voglia di fare, io fossi in lui, o comunque da par mia, se proprio vuoi andare a fondo della faccenda la strada è una sola: vai da un sindacato, e senti loro se possono aiutarti.
Anche l'avvocato ti trovasse un (flebile) appiglio legale, poi dovrai comunque farlo valere dal giudice del lavoro tramite un avvocato, se hai soldi, o tramite il sindacato.
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12

Tuesday, November 29th 2011, 5:05pm

Perdonami se te lo chiedo, ma per caso fai l'avvocato dell'avvocato?
Credevo fosse chiaro che non cerco nessun genere di "appiglio"...
E neanche è mia intenzione far perdere tempo all'avvocato... ho scritto su questo forum perché nella presentazione c'è scritto che si occupa prevalentemente anche di diritto di lavoro.
Come ho spiegato nel mio primo post (dove già descrivo la situazione) sono io che sto cercando di capire, di muovermi tra le leggi...e da profano non è per niente semplice.
Per questo cercavo semplicemente una dritta, credo proprio nello spirito di questo forum,
esattamente -permettimi ancora- al contrario di te:
se rispondi tu a tutti i post, non credo che il forum ne possa giovare in alcun modo, anzi.
Credo che la gente che scrive qui abbia dei problemi seri e cerca un aiuto qualificato, non il pensiero libero di uno sconosciuto.
Personalmente mi vergognerei non poco ad intromettermi in questioni private e delicate degli altri, creando solo confusione e facendo perdere il filo del discorso.
Ti invito a leggere le finalità e l'utilizzo di quest'area.
Se fossi un moderatore cercherei di tenere alla larga i troll, nel pieno interesse del forum e della sua pubblica utilità.

Senza rancore, sappi già che non ho voglia ne tempo di rispondere di nuovo alle tue divagazioni.
Saluti

Gabriele79

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13

Tuesday, November 29th 2011, 7:05pm

a dire il vero meriteresti tu l'intervento del moderatore per avermi qualificato come troll, mentre ho cercato di risponderti, quanto all'avvocato, di cui non sono il difensore, assolutamente, ti ha già risposto e credo consideri chiusa la discussione. Se non accetti altri consigli sono problemi tuoi, auguri.
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Avv.Luigi.Modaffari

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14

Friday, December 9th 2011, 9:39am

L'avvocato dovrebbe vedere il tuo contratto particolare e vedere in effetti cosa dice su somministrazioni di lavoro di lungo periodo. Una ricerca lunga, che non so se avrà tempo e voglia di fare, io fossi in lui, o comunque da par mia, se proprio vuoi andare a fondo della faccenda la strada è una sola: vai da un sindacato, e senti loro se possono aiutarti.
Anche l'avvocato ti trovasse un (flebile) appiglio legale, poi dovrai comunque farlo valere dal giudice del lavoro tramite un avvocato, se hai soldi, o tramite il sindacato.


esatto...per me alla fin fine c'è poco o nulla da fare, visto che il posto di lavoro e lo stipendio lo hai...

ma se vuoi andare sino in fondo, vai dai sindacati e senti che ti dicono

iniziare una causa ora come ora sarebbe una follia