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Belle89

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giovedì, 01 gennaio 2015, 00:37

Università, fuori corso e senso di fallimento

Ciao a tutti e buon 2015...

Sto attraversando un periodo abbastanza difficile, e infatti mi trovo davanti ad un pc al posto di festeggiare.
Ho cominciato l'università sei anni fa, decidendo di iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza. Sono sempre stata una studentessa modello, precisa e con un'ottima media.
Giunta all'università, però, le cose sono cominciate ad andare male. Una città immensa dove, probabilmente, ancora non mi sono nemmeno ambientata. Nessun amico, riuscito a trovare anni dopo e con fatica, una serie di eventi molto brutti, convivenze difficile e snervanti. Sono al secondo anno fuori corso ed ho dato pochissimi esami..da novembre prossimo pagherò il doppio delle tasse. Tutto questo mi sta letteralmente consumando: ansia perenne, sofferenza, paranoie.
Ho già sofferto di depressione e anoressia e sento ci sto ricadendo. Questa situazione ha una brutta ricaduta anche su altre sfere, specie nelle relazioni con gli altri. M i sembra di non fare nulla per bene, di compiere le cose a metà, di non arrivare mai alla fine.
Mi sento perennemente in colpa verso i miei genitori, che tanti soldi hanno speso tra tasse e affitti e spese (altissime in questi ultimi due anni). A volte mi sento viziata ed ingrata, e la cosa di certo non aiuta. Così l'estate mi ammazzo di lavoro per punirmi.


A 25 anni, quindi, sto pensando di cambiare città per andare in un'altra università: in questo modo, infatti, grazie al trasferimento, sarei iscritta in un determinato anno di corso ed eviterei il raddoppio della retta (che non mi potrei permettere).
Dove andare? Come mi troverei senza le attività che svolgo quotidianamente e privata degli amici incontrati in questi ultimi anni?
E se fallissi? Non ho più 18 anni, e mi sale lo sconforto quando penso che le persone cambiano città per andare a lavorare o per frequentare corsi e master post laurea.. ed io, invece, ancora qui a fare la ragazzina.

Belle89

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2

venerdì, 02 gennaio 2015, 21:58

Non c'è nessuno che abbia avuto problemi simili o riesce a darmi un consiglio?

Nyu

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3

sabato, 03 gennaio 2015, 11:32

Ciao!
Io ho 23 anni e sono una studentessa d'Ingegneria Biomedica al primo anno fuori corso.
Ho dato meno della metà degli esami e sono dislessica e discalculica.
Di certo impiegherò altri due anni prima di prendere la laurea triennale e minimo altri 2-3 per la magistrale. Facendo i conti, finirò intorno ai 28-29 anni, ma potrei impiegare anche più tempo. Questa è una visione ottimista...
Molto spesso, soprattutto in passato, mi sento una fallita, un peso per i miei genitori, la pecora nera e una stupida. Le mie difficoltà nell'apprendimento e il mio carattere sensibile sono stati spesso un ostacolo per me, fin dalle elementari.
Per i primi due anni a mezzo di università non ho dato proprio esami e volevo mollare tutto ma poi ho passato il primo e sono andata avanti. Recentemente è arrivata la diagnosi ufficiale sulle mie difficoltà nell'apprendimento.
Mi hanno aperto un mondo e fatto capire molte cose, il perché non riuscivo e avevo certi problemi e ora so bene come affrontarli, ma ho comunque paura, ansia e soffro di stress post traumatico per vari motivi.
Ho fobia sociale, quindi immagina quanti amici posso avere all'università... nessuno. I miei amici in facoltà sono lo stress e l'ansia (condita con depressione e momenti proprio neri). Poveretto il mio ragazzo che mi sopporta nei momenti in cui sclero xD
Poi lasciamo perdere l'idea di andare in un altra città. Prima era per me impensabile (faccio la pendolare perché ho la fortuna di avere l'università abbastanza vicino) ma poi ho cambiato idea, perché per la magistrale dovrò sicuramente andare fuori sede. Ma non significa che l'idea non mi terrorizza (non parliamo poi del fatto di fare qualche esperienza all'estero, che però probabilmente dovrò fare durante la magistrale) però adesso dico: Prima prendiamo la prima laurea e poi pensiamo a farci venire un infarto per la paura.
Tu penserai che a 25 è tardi, che ormai sei un fallita senza laurea. Lo penso io a 23 anni, a volte. Ma poi mi ricordo che all'università ci sono persone molto più grandi me, che magari hanno ripreso gli studi adesso o sono indietro e capisco che capita a moltissima altra gente.

Poi dopo ci sono i problemi economici, soprattutto per chi è fuori sede... come te.
Per quelli, se pensi di risolvere cambiando città, ben venga, provaci e non preoccuparti (anzi, è normale preoccuparsi, lo faccio io per prima). Ci sono molti, moltissimi, ragazzi e ragazze come me e te, che hanno paura della nuova città, con gente che non conoscono, ecc. Proprio per questo poi si formano i gruppi, è un processo naturale per la sopravvivenze e di sicuro te troverai il tuo.
Fa paura, ma se riesci ad andare oltre a questo sentimento e a buttarti, per me troverai anche belle sorprese.
Bisogna sempre provare e non fermarsi per la paura di fallire. Se non provi non saprai mai se eri capace o meno di superare quelle difficoltà.
Poi, se riesci, puoi sempre lavorare per avere un po' di soldi e pesare di meno sui tuoi. Però pensa al fatto che se lasci tutto i soldi già spesi saranno soldi buttati...
Spero di averti un po' aiutato.
Per me il vero fallimento è arrendersi. ;)

guarigione

Giovane Amico

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4

sabato, 03 gennaio 2015, 23:13

Conosco tanti ragazzi nella vostra situazione e stesso io ne ho passata.
Innanzitutto lasciate perdere il passato, è un perdita di tempo;

Dovete fare due cose essenziali anzi tre , ve le elenco in ordine di importanza :

1) Fate terapia seria per uscire dai vostri distirubi d'ansia : scrivere sul forum,sfogarsi con il ragazzo non è terapia...andate da professionisti.
I disturbi d'ansia minano la produttività e le performance e nel vostro caso ampliano uno spettro involutivo di depressione e senso di incapacità

2)Agite con e per una motivazione.
Perchè andate all'università ? cosa volete raggiungere ? che carriera volete ? che modello seguite ?

3)Pianificate le vostre risorse finanziarie : quanto costerà l'università da oggi fino a quando prenderò la laurea ?
ci sono agevolazioni a cui posso accedere ?

Eseguendo questi passi potrete avere una prospettiva realista della vostra situazione e da essa agire in maniera efficace.
Se pensate ai vostri errori sappiate che se li avete fatti è perchè eravati malati, i disturbi d'ansia sono delle malattie.
Non fate classifiche tra la vostra vita e quella degli altri perchè "gli altri" hanno i loro problemi !

Più agirete e raggiungerete degli step, meno vi sentirete frustrati.
Lo studio universitario è uno studio intenso e non puoi mai dare gli esami se non ti piace la materia e se non hai bene in mente quale sarà la tua strada lavorativa.
Ci saranno esami noiosi, libri pesanti, pomeriggi buttati , nottate di ripetizione ....per i fobici ci sarà l'ansia che farà scattare paranoie...
senza una forte motivazione non le superate queste cose.
Poi certo non si può fare una diagnosi su internet ma siate motivati e fate terapia, solo cosi' ne uscite.

Nyu

Utente Attivo

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5

sabato, 03 gennaio 2015, 23:41

Penso che i forum esistano proprio per confrontarsi tra utenti, con pareri disinteressati e non professionali.
Dopo ovvio che una persona, se vuole andare sul concreto, devo vedere un esperto.
Io ho semplicemente risposto a lei per cercare di darle un aiuto mostrandole che anche io non ho pochi problemi ma sto andando avanti.

Sono seguita da una psicoterapeuta da alcuni anni.
Ma io non soffro semplicemente di ansia. Non sono malata di ansia, sono neurodiversa e non è una malattia.
La mia ansia e depressione è cronica, diciamo, e non guarirà mai ma posso comunque combatterla ma di certo mi rallenta.
Prima per me è stato quasi un ostacolo ma ora non lo è più...

Io so bene cosa voglio e non ho al momento problemi finanziari ma sola paura di fallire, come tutti del resto, ma è accentuata dal fatto che di persone come me non se ne vedono molte all'università, soprattutto a Ingegneria.

Non mi sfogo sul mio ragazzo ma con lui mi confido e so bene quanto posso essere pesante a volte, soprattutto nei periodi neri.
Ma parlo anche con la mia psicoterapeuta e seguo una terapia.
So bene cosa sto facendo ed ero qui solo per aiutare un'altra persona.

guarigione

Giovane Amico

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6

domenica, 04 gennaio 2015, 14:41

Nyu non era assolutamente un attacco nei tuoi confronti
l'hai presa sul personale
tranquilla, era solo un commento...
:minigun:

Belle89

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7

domenica, 04 gennaio 2015, 15:50

Ringrazio tutte e due per i consigli e per aver dato attenzione al mio post.
So che dovrei rivolgermi ad un terapeuta, ma esco da anni ancora più difficili dove, alla fine, me la sono dovuta vedere da sola. Con l'ascolto di mia madre e basta, perchè lo psicologo non fece altro che peggiorare la mia situazione.
Soffro di ansia, paranoie e altri problemi a livello di socializzazione con il resto del mondo intorno a me. Mi sono costruita una realtà, molto diversa da quella che invece realmente è, per quello che dicono pure i miei amici. Non ho un ragazzo, anche se vorrei ma le mie paranoie mi rendono incapace e una grave esperienza mi ha fatto perdere la fiducia negli uomini, quasi ad averne paura, e non sono abituata a sfogarmi sul prossimo.

Stavo pensando di cambiare, forse perchè incosciamente rincorro altro, o forse perchè non prendo pace da nessuna parte e una città immensa, chissà come mai, comincia a starmi stretta. La realtà è che non ci sono mai stata bene fin dall'inizio: vengo da un piccolo paese, odio la confusione, ma quel caos serviva a confondersi con quello che vivevo già a 18 anni, quando decisi di fuggire. Perchè sono scappata passando da una sofferenza ad un'altra, senza riuscire a dare esami per almeno un anno.
Ed ora non so cosa fare. Quello che studio mi piace, ma il cambiamento mi spaventa. Un conto è spostarsi alla fine di un percorso di studio, cercando altro in un posto diverso.. un conto è riprendere gli studi quando, invece, molta gente si è già laureata ed è abbastanza realizzata anche su un piano sentimentale e sociale alla mia età. A me mancano pezzi, e non poche volte ho pensato di farla finita per colpa della depressione e dei miei sbalzi d'umore.
Eppure dicono io sia intelligente e brillante, simpatica. Peccato io veda un mostro di persona, dentro e fuori.

guarigione

Giovane Amico

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8

domenica, 04 gennaio 2015, 20:46

Guarda che la situazione da come la descrivi e ti descrivi è grave e lo dico per aiutarti.
Corri da un psichiatra psicoterapeuta e affidati a loro, se sei in una città grande di certo non mancheranno le strutture.
Lo dicono i dati e i fatti, se continui cosi' perdi altro tempo e alimenti il circolo vizioso che ti rende frustrata.

Una volta risolti i disturbi d'ansia o almeno in una percentuale che ti permette di essere centrata, sceglierai il da farsi.
Questi problemi ti sembrano grandi perchè dentro tu sei fragile e "malata".
Non fare i confronti, ognuno ha le sue scelte e la sua vita.

Non perdere tempo e ,scusa se sono diretto, ma datti una mossa...come hai trovato il coraggio di scrivere sul forum alza il telefono e con l'aiuto di amici e o genitori contatta un professionista.
Usa i soldi della DOPPIA retta , per fare terapia.
Non perdere tempo...una volta liberata penserai a costruire e non cadere in facili sensi di colpa....
sei malata ed è come ti dannassi che non hai partecipato alla maratona di New York quando avevi una gamba rotta...l'esempio è calzante.

Non isolarti seppur hai vergogna o sei testarda, stringiti insieme a chi ti vuole bene e inizia una terapia.
Non c'è nulla da discutere nè confronti tra sfigati da fare
O TERAPIA O MALATTIA CRONICA

Belle89

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9

domenica, 04 gennaio 2015, 21:06

Ad uno psicologo sto già pensando.. ma non voglio sentir parlare di psicofarmaci.

guarigione

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10

martedì, 06 gennaio 2015, 12:44

Belle89 l'assunzione dei farmaci in alcuni casi è necessaria per guarire e per ridurre i tempi di terapia.
Assumere farmaci non significa esserne dipendenti, non significa essere drogati, non significa essere pazzi da manicomio.
Non sempre puoi fare cosa ti piace , capiterà di fare cose che non ti saranno gradite ma significa evolversi, significa guarire.
Quanto sei disposta a rischiare per la tua guarigione ?

Io ti consiglio un PSICHIATRA-psicoterapeuta perchè ha una formazione più completa e tolti i vari pregiudizi " non cura i pazzi"
cura tutte le malattie dalle più lievi alle più gravi.

Sconsiglio per i disturbi d'ansia lo psicanalista.

Ovviamente la decisione finale c'è l'hai te, anche se spesso se i disturbi sono gravi il paziente non è in grado di scegliere efficacemente per questo è consigliabile chiedere aiuto nella scelta ai genitori o ad amici fidati.
:-W

Belle89

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11

martedì, 06 gennaio 2015, 13:29

Sto già cercando informazioni, ma vorrei provare senza medicinali. A patto che poi me li prescrivano.

Ki

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mercoledì, 07 gennaio 2015, 21:19

Io ho 27 anni e sono al secondo anno fuori corso, ma ce ne sono davvero tantissimi nelle nostre condizioni. Essere fuori corso non significa che vali meno degli altri e non ti devi deprimere troppo se c'è gente già laureata. Ognuno fa il proprio percorso e incontra degli ostacoli diversi, quindi non bisogna mai guardare quello che fanno gli altri ma pensare a fare quello che si deve fare e farlo al meglio (Oddio, scusa la poca chiarezza!).
Da quello che mi è sembrato, non fai altro che scappare da un posto all'altro, secondo me dovresti fermarti perchè allontanando le cose da te non fai che rinviare il momento in cui dovresti affrontarle. Perciò, trova uno specialista al più presto, visto che soffri anche di anoressia e se è necessario metti completamente in pausa lo studio, la salute viene prima di ogni cosa.
Concordo con chi ti ha consigliato uno psichiatra-psicoterapeuta, sono le persone che hanno una formazione più completa. Quello che conta molto è la psicoterapia, perchè ti aiuta ad affrontare giorno per giorno le ansie o le ossessioni dandoti degli strumenti, cosa che lo psichiatra (solo psichiatra intendo) non può darti. La psicanalisi non la prenderei per niente in considerazione (a meno che tu non soffra per eventi che il tuo inconscio ha voluto sopprimere e che oggi ti generano i problemi che hai).
sugli psicofarmaci, quelli eventualmente te li può scrivere lo psichiatra (lo psicologo o lo psicoterapeuta non può farlo) ma io sono del parere che devono essere assunti solo in casi estremi (psicosi importanti, tendenze suicide ecc...), insomma valuterà la persona a cui ti affiderai.
Non perdere tempo, perchè nessuno te lo ridarà.

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Giovane Amico

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domenica, 11 gennaio 2015, 23:05

Il punto è che devi agire perchè devi vederla nella giusta prospettiva : se tu avessi la gamba rotta staresti a pensare se andare o meno da un ortopedico ?
Devi capire che queste sono malattie ed è il cervello insieme all'apparato emotivo a stare malato...anche per questo non devi darti colpe o dannarti...
al massimo incazzati per le cause della fobia quali la genetica o alcune esperienze d'infanzia...ma neanche serve
curati e poi tutto il resto andrà bene.

Ora non sei in grado di prendere decisioni perchè la malattia mina il tuo sistema cognitivo e quindi le tue azioni.
C'è ad esempio chi soffre di fobie sociali non riesce a costruire una vita sociale e si sente incapace ma non capisce che ha una malattia e che al massim può sentirsi imbarazzato ma neanche tanto.

Durante il processo di fobie il cervello ha dei neurotrasmettitori distorti e i farmaci aiutano nella parte chimica quindi NON temete i farmaci.
Fatevi aiutare dalla famiglia e da bravi medici, anche perchè si perde altro tempo e non è detto che se ne esca completamente poi SOTTOLINEO non sono un medico nè un psicoterapeuta.

Per gli esami e il resto ti consiglio di non esigere date stessa troppo, fai il possibile.
Se riesci a studiare solo 30 pag in un giorno invece delle 50pag che ti eri programmata non fa nulla !!!
Impara ad essere costante , perchè la costanza è il segreto del successo.

:police: