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Kimitake

alla ricerca della speranza perduta

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16

venerdì, 05 ottobre 2012, 12:30

I gruppetti degli studenti possono essere anche un ambiente "tossico" per chi ne è parte e li prende troppo sul serio... bisogna prenderli per quello che sono: un gruppo di ragazzini brufolosi con calvizie incipiente sempre alla ricerca di qualcuno più sfigato di loro da bersagliare con esercizi di sarcasmo riciclato...

ma a piccole dosi e con un certo distacco, frequentare queste persone così competitive può anche essere una buona molla per dare il meglio di sé nello studio...
Fanciulla, dimmi di nuovo
cosa può crescere senza pioggia?
cosa può ardere per molti anni?
cosa può bramare e piangere senza lacrime?
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amare... i propri nemici

17

venerdì, 05 ottobre 2012, 14:48

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Kimitake

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18

venerdì, 05 ottobre 2012, 15:53

A ingegneria si va per studiare, poi se ci escono degli amici e delle uscite bene, ma lo scopo non è quello.
A te piace ingegneria?



Riporto il post di Mad per la frase che ho sottolineato: a ingegneria si studia e parecchio. Essendo ingegnere elettronico-telecomunicazionista, io sfiderei chiunque a passare esami come Campi Elettromagnetici e Telerilevamento (e questi sono solo alcuni esempi di esami in cui ci si deve fare il culo studiando e ripetendo teoria pesante per gli orali, ragionando e facendo montagne di esercizi se si vuole passare in modo umano l'esame) semplicemente studiando il professore e facendo strategie, ma che vuol dire?? Sono oltremodo scioccata da certe affermazioni! 8|

Sul fatto di presenziare a lezione anche se dormi o non capisci nulla, anche qui trovo la cosa un po' assurda se non anche controproducente perché è uno spreco di tempo che potrebbe essere impiegato studiando in gruppo o autonomamente, io ho passato più esami al primo/secondo colpo seguendo sì e no un paio di lezioni piuttosto che gente che si seguiva anno dopo anno le stesse lezioni spesso pure inutili, scaldando la sedia e facendo numero in aula, e che passava l'esame al decimo tentativo. Non ha molto senso occupare un banco se non si è in condizioni di seguire.

Non voglio far polemica, ma essendo in ingegneria e sapendo molto bene quanto impegno e studio ci voglia, leggere certe cose mi ha dato fastidio. Detto ciò pace e bene a tutti! :)


sono d'accordo, ma non tutti gli esami sono uguali;

io non essendo ingegnere posso solo parlare della mia esperienza da chimico: ad esempio è impossibile studiare le chimiche organiche o chimiche fisiche senza frequentare e studiando solo sui libri. Certi argomenti sono molto vasti e ci può stare che in alcuni casi sia più importante passare l'esame ed andare avanti piuttosto che spendere troppo tempo a cercare una preparazione perfetta.
E' vero però che sulle materie dei primi anni si dovrebbe essere comunque molto sicuri... Un chimico non può avere dei buchi in chimica generale o in fisica 1 e 2... un ingegnere allo stesso modo deve avere delle solide basi, e certamente deve impegnarsi molto per costruirle...!
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Arianna_

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19

venerdì, 05 ottobre 2012, 16:07

Citato da "Ladyofdark"

Riporto il post di Mad per la frase che ho sottolineato: a ingegneria si studia e parecchio. Essendo ingegnere elettronico-telecomunicazionista, io sfiderei chiunque a passare esami come Campi Elettromagnetici e Telerilevamento (e questi sono solo alcuni esempi di esami in cui ci si deve fare il culo studiando e ripetendo teoria pesante per gli orali, ragionando

Ecco un'altra che si sente piccata per qualcosa che neanche la riguardava e vanta titoli per rendere credibile la sua preparazione che nessuno ha messo in dubbio.

Posso sapere dove ho scritto che NON si studia? Ho scritto che puoi tranquillamente laurearti ed essere IGNORANTE. E non ho detto che TU sia ignorante. Ma in generale, tu pensi che la conoscenza sia proporzionale alle ore di studio che si impieghi per acquisirla? Io no. E credo, a questo punto leggendo certe risposte, che i canoni di secchiaggine siano molto personali, ci sarebbe da entrare nel merito.

Questo è ingegneria: secchiare capendo poco e niente, provare e riprovare finché non va bene. Una forma mentis più che apprendere qualcosa.


Secchiare.


Citato

e facendo montagne di esercizi se si vuole passare in modo umano l'esame) semplicemente studiando il professore e facendo strategie, ma che vuol dire?? Sono oltremodo scioccata da certe affermazioni! 8|

E chi ha parlato di strategie? :D

Mi ricito testualmente:

Citato


4) devi studiare il tuo professore, non la materia. Ingegneria non è sapere un qualcosa, ma intuire quello che piace al prof, quali siano le sue domande tipo e come si vuol sentire dire ciò che chiede. Questa è la differenza tra il prendere essere bocciati e un 30.


Parlo di differenza tra essere bocciati e prendere 30. Perché studiare "come vuole il prof" è più che studiare, significa calibrare il proprio studio non a sapere semplicemente un argomento, ma ad esporlo esattamente come lo vuole il prof, che è più che averlo studiato. E se fai così prendi 30, al primo colpo, risparmiando tempo perché l'esame non lo ripeti 3 volte perché hai la presunzione di impostare l'argomento come credi tu e quindi studi in modo dispersivo. Ma non perché si è studiato di meno, semplicemente non si è disperso tempo, perché se poi all'esame un prof ti fa una domanda... e non sai rispondere.... beh, scusami, allora avrai studiato anche mesi, ma non eri preparato, e non lo dico ma lui che ti boccia. Significa capire cosa è fondamentale sapere perché è più probabile che ti venga chiesto, cosa il prof reputa imprescindibile, che non significa non studiare il resto, ma avere quel quid che ti porta al 30. Significa avere la capacità di ritrovare in esercizi apparentemente differenti, nuovi, mai affrontati, il modello di sistema che il prof trova imprescindibile e che al corso ti ha presentato sotto altra veste, che per "traccia" sembra che parli di cose apparentemente differenti. E' la differenza tra saper gestire velocemente un sistema apparentemente "nuovo", ma che nuovo non è, e fare scena muta. Il 30 o la bocciatura.

Per te sono strategie? No, è capire che chi stabilisce se hai appreso è il tuo prof, non tu. E che puoi passare mesi inutilmente sui libri senza cavarci un ragno dal buco, perché non sei tu che stabilisci cosa significa essere preparati, ma il tuo prof. Ma sai, spesso si dice: ho studiato tanto, ero preparato ma il prof mi ha bocciato. E chissà, perché forse studio-studio ma alle sue domande non si è saputo rispondere.

Tra parentesi, fortunata tu che all'orale ti chiedevano la teoria. A me a parte gli esami di Analisi non è mai successo. Magari mi avessero chiesto "dimmi il teorema tot" ;)



Citato


Sul fatto di presenziare a lezione anche se dormi o non capisci nulla, anche qui trovo la cosa un po' assurda se non anche controproducente perché è uno spreco di tempo che potrebbe essere impiegato studiando in gruppo o autonomamente, io ho passato più esami al primo/secondo colpo seguendo sì e no un paio di lezioni piuttosto che gente che si seguiva anno dopo anno le stesse lezioni spesso pure inutili, scaldando la sedia e facendo numero in aula, e che passava l'esame al decimo tentativo. Non ha molto senso occupare un banco se non si è in condizioni di seguire.

Beh, però li passavano, dai. Si son laureati i tuoi amici che a sentirti scaldavano la sedia?
Ps. ironia questa sconosciuta.

E tra parentesi, beata te che potevi studiare senza andare ai corsi, significa che avevi libri di testo/appunti del corso distribuiti. Io se non andavo a seguire o non avevo qualcuno che mi passasse gli appunti, potevo pure aspettare l'anno successivo per fare l'esame. Ah, sbobinare, che bei ricordi. :rolleyes:

Citato


Non voglio far polemica, ma essendo in ingegneria e sapendo molto bene quanto impegno e studio ci voglia, leggere certe cose mi ha dato fastidio. Detto ciò pace e bene a tutti! :)

Chiediti perché, non te lo devo spiegare io.

E più che altro mi chiedo perché, in un 3d in cui si cerca di dare qualche dritta per rimettersi in carreggiata a chi ne è fuori ed è demoralizzata, saltino ingegnericonlalaurea a specificare che loro hanno studiato, eh. Eppure nessuno ha contestato loro niente.
Ma cos'è l'oceano, se non una moltitudine di gocce?

Questo post è stato modificato 2 volta(e), ultima modifica di "Arianna_" (05/10/2012, 16:24)


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20

venerdì, 05 ottobre 2012, 20:05

Non ho molti consigli da dare all'utente che ha aperto il post, poiché anche io faccio parte di quegli ingegneri senza il bollino blu che si sono persi per strada per problemi di tutt'altra natura, che non sono riuscito fino ad oggi a risolvere ma sto pian piano iniziando a gestire (e non ve ne parlerò, nel caso improbabile ve ne importasse qualcosa).

Mi premeva solo scrivere quanto ciò che ha scritto Arianna sia a mio avviso la migliore descrizione delle facoltà di ingegneria che abbia mai letto, da ogni punto di vista, quello didattico e quello relazionale.

Soprattutto la questione dei laureati ignoranti è qualcosa che quando senti la gente mitizzare la figura dell'ingegnere ti fa prima ridere e poi piangere. Gente che, conseguita la laurea quinquennale, se gli chiedi l'interpretazione geometrica dell'integrale di Riemann oppure cosa significa indipendenza lineare fa scena muta. Perché è proprio vero che spesso supera l'esame chi studia in modo meccanico. E con meccanico non intendo mnemonico, ma proprio l'allenamento nel risolvere correttamente gli esercizi dell'esame scritto nel minor tempo possibile, senza magari avere la minima curiosità di capire cosa quelle equazioni implichino. In breve, c'è tanta gente che ti calcola una derivata terza od un integrale triplo in poco tempo, ma non sa spiegarti cosa siano né perché li si usi in quel contesto ed a quel preciso scopo.

Non dico che siano tutti così, ma già il solo fatto che il sistema permette la laurea di gente con una tale preparazione e neppure con voti mediocri dovrebbe far sorgere qualche dubbio.

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21

sabato, 06 ottobre 2012, 10:35

Vorrei prima di tutto ringraziare chiunque sia intervenuto in questa discussione; ho letto tutte le vostre risposte con grande interesse e ho cercato di farmi un'idea. Ora cercherò di rispondere ai punti salienti aggiungendo qualcosa che mi va di sottolineare :)

Citato

anche per quanto riguarda il lavoro, pensa bene se in effetti è qualcosa
che ti impedisce di studiare o se è soltanto una giustificazione che
cerchi dentro di te... io sono un maestro nel trovare scuse per i miei
insuccessi, e ho un buon fiuto per questo genere di argomenti... ;-)
Ahah beh sì in parte è ovviamente una scusa che utilizzo per stare meglio con me stessa, ma in parte non lo è. Se per esempio mi dicono "devi lavorare" ed è giorno di lezione io perdo un giorno intero, ho buchi, recuperare sul libro non è la stessa cosa...
Quello che ha detto Arianna è giustissimo, purtroppo o per fortuna: chi segue le lezioni in genere passa l'esame... E' questa la verità perché sul libro le informazioni sono dilatate, la maggior parte completamente inutili e basti pensare che l'esame che si chiama "Misure meccaniche e termiche" ha un testo di 1453 pagine, un dizionario in pratica. All'esame ne chiedono proprio SI E NO un terzo, sempre le stesse domande. Chi segue lezione lo sa, chi non segue e fa il mattone (ME) viene bocciato paradossalmente!!! Perché all'orale gli chiedono cose che gli altri definiscono "Facili" perché dette e ridette in classe... MA IO NON C'ERO IN CLASSE :D

Citato

ma a piccole dosi e con un certo distacco, frequentare queste persone
così competitive può anche essere una buona molla per dare il meglio di
sé nello studio..
Questo è ciò che desidererei... Riuscire ad equilibrarmi in questa maniera, ma sento di non riuscirci adeguatamente e ne soffro molto perché mi affeziono, non sto bene, quando resto un po' indietro mi deprimo e mi sento sempre inferiore agli altri... Certo so bene che è controproducente... ma un tempo riuscivo e ora da quando ho smesso di andare a lezione non più.

Citato

Tra parentesi, fortunata tu che all'orale ti chiedevano la teoria. A me a
parte gli esami di Analisi non è mai successo. Magari mi avessero
chiesto "dimmi il teorema tot"
LOL a me chiedono Non solo la teoria ma anche la pratica. Devi sapere tutto, sia teoria che applicazione di esercizi. E questo lo dico in "Just Sayin'". Prima devi passare lo scritto con esercizi e poi vai all'orale dove vieni verificato sulla teoria. In conclusione è una sbatta pazzesca e sì, spesso devi anche secchiare alla follia imparando dimostrazioni teoriche pesanti a memoria, alcune delle quali per Analisi II (che ho passato con 30 ai tempi di almeno tre anni fa xD) ancora oggi non le capisco... Che dimostra che per passare esami è vero, si può anche non aver capito una sega ma penso che sia controproducente per te. Per tornare al chimico che ha detto:

Citato

E' vero però che sulle materie dei primi anni si dovrebbe essere
comunque molto sicuri... Un chimico non può avere dei buchi in chimica
generale o in fisica 1 e 2... un ingegnere allo stesso modo deve avere
delle solide basi, e certamente deve impegnarsi molto per costruirle...!
Credici, se non sei solido in Fisica Sperimentale o in Analisi c'è morte certa su Elettromagnetismo, Fisica Tecnica, Scienza delle Costruzioni e molto altro... Insomma, non c'è dubbio che certi esami devi averli capiti e basta, integrali e derivate e differenziali devono essere il tuo pane!! Non puoi di certo fare esercizi a macchina, poi vai in crisi nerissima e ti mitragliano :minigun:

Citato

Soprattutto la questione dei laureati ignoranti è qualcosa che quando
senti la gente mitizzare la figura dell'ingegnere ti fa prima ridere e
poi piangere. Gente che, conseguita la laurea quinquennale, se gli
chiedi l'interpretazione geometrica dell'integrale di Riemann oppure
cosa significa indipendenza lineare fa scena muta. Perché è proprio vero
che spesso supera l'esame chi studia in modo meccanico. E con meccanico
non intendo mnemonico, ma proprio l'allenamento nel risolvere
correttamente gli esercizi dell'esame scritto nel minor tempo possibile,
senza magari avere la minima curiosità di capire cosa quelle equazioni
implichino. In breve, c'è tanta gente che ti calcola una derivata terza
od un integrale triplo in poco tempo, ma non sa spiegarti cosa siano né
perché li si usi in quel contesto ed a quel preciso scopo.

E questo purtroppo è la grande verità di ingegneria ed è la verità sull'ingegnere che NON Vorrei diventare, e uno dei motivi per cui sono in crisi. Ho visto ieri il film "The Words", a un tratto il protagonista dice "Non sono diventato la persona che volevo diventare". Lui voleva scrivere certe cose, voleva essere di una certa sensibilità, voleva studiare e sapere ma non ci riusciva a causa di una sua limitatezza mentale. Il vecchio gli suggerirà che "Le cose sono solo cose, a un certo punto devi lasciarle andare" Riferendosi al fatto che è inutile fossilizzarsi su uno sbaglio per tutta la vita, o continuare a scavare su uno stesso argomento per sempre -a un tratto ti devi muovere perché restare fermo è molto più pericoloso.

Con questo volevo aggiungere che per adesso sto riuscendo anche grazie a ciò che avete detto ad andare a lezione... Non socializzo né parlo con nessuno ma mi metto sempre avanti e prendo appunti e sono molto sollevata nel riuscire piano piano a ricominciare ad essere la persona che ero al primo anno... Io spero solo che febbraio mi sblocchi un po', che io riesca a dare qualche esame perché questo mi solleverebbe e mi farebbe comprendere che posso andare avanti. Ora del tempo che ci metterò mi importa solo relativamente, nel senso che due anni in più... va beh... Certo sono tanti ma adesso quello che conta è che io riesca a muovermi e a trovare un modo per finire. Ho la speranza di passare almeno uno o due esami a febbraio e se questo accadrà non mollerò ma andrò avanti...

Volevo comunque ringraziare tutti per la presenza nel mio topic; mi dispiace per la piccola polemica scatenata e che non era mia intenzione sollevare :( Ma vorrei dire che benché a volte le storie di chi ce l'ha fatta mi deprimono perché mi fanno sentire cretina, altre volte mi dico: "Ma ce l'hanno fatta in tanti. La scalata sarà dura ma perché non anche io?" Un giorno festeggerò. :beer:


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