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1

mercoledì, 08 agosto 2018, 22:38

consigli per una brava studentessa ma indecisa

Salve a tutti,
studentessa, 22 anni (classe 1196), avrei dovuto laurearmi quest'anno secondo i miei rosei piani, ma è andato tutto in fumo. Avevo già scritto in altri post la mia storia, ma la riassumo velocemente:
finita la maturtià sono andata all'estero per studiare, biologia medica, che da sempre era la mia passione. Venivo da un anno in cui avevo sofferto di distubia d'ansia e disturbi vari, ergo c'erano un po' di problemi. All'inizio mi piace, poi inizia a farmi schifo, ma così tanto che non riesco neanche ad aprire i libri, così ho lasciato e son tornata a casa. I miei mi han fatto pesare tantissimo la cosa e con la mia ansia sta cosa non è andata molto bene, mi son bloccata per un anno, non ho fatto niente di produttivo, depressione nera direi. Son riuscita ad iscrivermi l'anno successivo ad architettura, l'ho scelta un po' a caso, perchè c'erano delle materie che mi piacevano (matematica e storia dell'arte). Ho inziato, sto facendo e ho fatto gli esami (non tutti, ne ho ancora un po' a settembre), ma fin da subito non sono mai stata molto interessata, non ho mai avuto l'interesse a migliorarmi, ho avuto la possibilità di tornare a quello che stavo studiando prima (la mia vecchia uni mi ha ricontattata), ma non sono riuscita a coglierla (ero sotto esame, due ansie insieme non funzionano mai per me e poi avevo paura) e ho deciso di dare una possiblità a quello che sto studiando ora, volevo andare oltre il passato, superarlo. Il dubbio tuttavia si annida sempre, davvero non ho voglia di migliorarmi e questo per me è strano, non ho voglia di far bene. Vado avanti con abbastanza indifferenza. I corsi annuali di progettazioni mi fanno venire il latte alle ginocchia e incazzare spesso dato che sono lavori di gruppo.
Ci sono alcuni corsi che non disdegno, tipo storia dell'architettura e urbanistica (ma anche qui, disdegno alquanto la parte progettuale).
La cosa più ragionevole sarebbe andare avanti, alla fine il lavoro o la laurea perfetta non esistono e io a questo punto avrei voluto già essere sulla strada per l'indipendenza economica, ma mi continuo a chiedere se non cambiare e tornare nell'ambito sanitario (che è la cosa che mi ha sempre appassionato e alla fine mi son morsa le mani con la prima decisione). Non voglio davvero perdere altri anni e mi chiedo come potrebbe apparire sul curriculum nel futuro e davvero non voglio essere un'eterna adolescente.So di avere delle responsabilità anche nei confronti dei miei che sono anziani, ma anche di me stessa e della società in cui vivo. So che almeno qui riesco ad andare avanti, che non mi fa schifo al punto di non riuscire a farlo, ma davvero sto tirando avanti con fatica e di passare gli esami non mi importa più di tanto, perchè non riesco a vedermi nella professione o in questo ambito in generale.
Inoltre mi chiedo: ma se fossi io che la penso in modo sbagliato? che penso sempre che ci possa essere qualcosa di migliore?
sono un'eterna insoddisfatta?
oppure la prima volta ho sbagliato? o semplicemente non ho ancora capito?
le possibilità di cambiare le ho, i miei mi sosterrebbero, io se fossi veramente convinta sarei in grado di farmi in 4 fra studio e lavoretti per guadagnare qualcosa, insomma una strada la troverei, come l'ho trovata per andaarmene all'estero la prima volta e fare quello che volevo. Per andare avanti qui non farei mai una roba del genere (cosa che invece ho fatto per entrare in inghilterra e studiare lì). Tuttavia non sono sicura e per questo motivo, probabilmente mi conviene togliermi qualsiasi dubbio e andare avanti qui, cercare di trovare qualcosa nell'ambito che sto studiando ora che mi faccia appassionare almeno un minimo. Ci provo spesso ma non ci riesco.
Secondo voi un attimo per chiarirmi le idee nelle giornata dovrei prederlo o semplicemente lascire tutto come è senza neanche pensarci e semplicemente concentrarmi su quello che sto facendo?

2

giovedì, 09 agosto 2018, 08:33

Ciao!
Personalmente sono sempre stata dell'opinione che pragmatismo debba prendere per mano passione ovvero una scelta puramente pragmatica ti può portare all'insoddisfazione quanto la passione pura ai problemi economici.
Tu hai scelto architettura per sfuggire dall'ansia ma non ti piace. Hai lasciato l'ambito sanitario perché sei andata in crisi. Architettura non ti assicura un reddito, salvo tu abbia uno studio già avviato in cui entrare facilmente. Almeno questo mi risulta dai molti architetti che conosco che perlopiù si sono riciclati nell'insegnamento e qualche ufficio tecnico pubblico. Dalle tue parti che possibilità vedi?
Ambito sanitario mi risulta molto meno sovraffollato o perlomeno con più possibilità lavorative.
Una cosa che poi terrei in considerazione è il fatto che dovrai alzarti per i prossimi 40 anni per fare un lavoro per almeno 8 ore filate....proiettandoti nel futuro cosa vuoi fare ?
namasté

3

venerdì, 10 agosto 2018, 20:24

sinceramente non ne ho la più pallida idea, ma non vorrei laurearmi a 28 anni, in teoria secondo i miei piani quest'anno avrei dovuto iniziare a pagare il mio debito studentesco (derviante dal primo anno in inghilterra). Il fatto di non saperlo mi spaventa, si potrei tornare nell'ambito sanitario, ma non ho ancora le idee chiare.
per ora sto cercando di trovare all'interno di ciò che sto facendo qualche branchia che mi possa piacere di più o che io possa declinare in qualche modo diverso con un master, ad esempio urbanistica è interessante dato che tiene conto anche degli aspetti sociali.
avrei dovuto pensarci 3 settimane fa a queste cose, ma come al solito rimando e ora sono un po' nel pallone dovendo cercare di concigliare 3 esami più queste indiecisioni e un periodo decisamente no per cui la mia concentrazione non è alle stelle

Simon templar

Non registrato

4

martedì, 14 agosto 2018, 11:10

bella incasinata come cosa, il mio consiglio è quello di continuare con architettura se non ti mancano molti esami, cerca almeno di prendere una triennale.
Meglio avere a 28 anni una triennale che essere senza il "pezzo di carta".
Scusami se mi permetto ma ho una curiosità personale, dove sei stata a studiare all'estero?è caro studiare in un paese straniero?lavoravi? per pagarti gli studi?

5

mercoledì, 15 agosto 2018, 16:59

Sono ancora alla fine del primo anno, avendo cambiato.
Sono stata a studiare a londra, ho preso un prestito studentesco, quindi dovrò ripagarlo più avanti, quando inizierò a lavorare sul serio. Avevo tenuto conto che con lavori estivi sarei riuscita a coprire anche alcuni costi per mangiare e dormire. Londra è costosa, ma gli affitti son migliori che a milano per gli studenti e il cibo costa meno.

Anna808

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6

mercoledì, 15 agosto 2018, 17:25

Se sei "solo" alla fine del primo anno e architettura non ti entusiasma cambia, te lo dice una che architettura l'ha fatta. Se parti già con il piede sbagliato in fondo non ci arrivi e per lo più quando entrerai nel mondo del lavoro sarà dura perché il mondo della progettazione è veramente difficile specialmente se entri a lavorare in uno studio privato.

7

giovedì, 16 agosto 2018, 17:00

H
Se sei "solo" alla fine del primo anno e architettura non ti entusiasma cambia, te lo dice una che architettura l'ha fatta. Se parti già con il piede sbagliato in fondo non ci arrivi e per lo più quando entrerai nel mondo del lavoro sarà dura perché il mondo della progettazione è veramente difficile specialmente se entri a lavorare in uno studio privato.


Grazie per il consiglio, la parte di urbanistica e di storia dell'arte\la parte più teorica di restauro mi piacciono, è la parte di progettazione che non mi piace e per cui io non mi sento neanche molto portata. Il continuo fare e disfare i progetti e dover avere a che fare con delle compagne di gruppo che non mi ascoltano mette a dura prova i miei nervi! E sinceramente non ho voglia di mogliorarmi sui programmi per computer o sul disegno, il che è proprio un brutto segno.
Stavo pensando magari di indirizzare la laurea nel campo dell'urbanistica o nel campo storico\artistico, per quanto la mia tesi finale sarà per forza un progetto e per quanto io dovrò fare altri due anni con due esami da 16 crediti l'uno di progettazione. Tu sai darmi qualche consiglio o ne sai qualcosa?

8

giovedì, 16 agosto 2018, 17:01

Il problema è che si sono alla fine del primo anno, maho 22 anni, avendo già cambiato laurea una volta .... a quest'ora io dovrei essere laureata in triennale, quest'anno sono andata a mille feste di laurea, in cui la domanda ricorrente era: ma alloratu che eri tanto brillante, quando ti laurei?

9

giovedì, 16 agosto 2018, 17:02

non mi tocca particolarmente la cosa, prima o poi ce la farò anche io, ma mi dispiace essere così indietro, più che altro per la paura che in futuro un datore di lavoro mi possa giudicare troppo vecchia o possa giudicare molto male il fatto che io abbia cambiato così tante volte.

Anna808

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10

giovedì, 16 agosto 2018, 17:10

Ti capisco ma se non ti piace progettare che é la cosa che a me entusiasmava di più dovresti optare per corsi di laurea più rivolti alla storia dell'arte. Io mi sono laureata nel 2005 con il vecchio ordinamento e ogni anno c'erano dai 2 ai 3 laboratori tra progettazione architettonica, urbanistica e costruzioni.

11

venerdì, 05 ottobre 2018, 13:14

Grazie per le risposte, dopo aver scelto di fare il trasferimento a biotecnolgie mediche, peró mi é salito abbastanza il panico e ho iniziato a pensare che di fatti architettura non é poi cosí malaccio. Il problema sono io e il fatto che torno sempre sulle mie decisioni...

Krug

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12

mercoledì, 10 ottobre 2018, 19:08

Ciao jfx,
mi ha colpito il tuo thread. Il tram tram dei trasferimenti di corso è qualcosa che avrei potuto attuare anch'io se non avessi scelto l'ambito a cui sento di appartenere. Mi sto per laureare in una triennale delle professioni sanitarie, ma in questi anni di corso sono spesso stata tentata di mollare tutto e buttarmi su medicina. Col tempo ho capito che la mia era solo un'ossessione nata dall'importanza sociale che la mia famiglia vede nella figura del medico. Per me questi anni sono stati permeati da un'insoddisfazione perenne, più volte ho avuto crisi di nervi e desideravo mollare tutto, nonostante abbia sempre svolto i tirocini con grande entusiasmo e dedizione, insomma una vera contraddizione, odio/amore per il corso di laurea e tanti dubbi. Ora che sono alla fine del mio percorso le ossessioni sono sparite. Non vedo l'ora di laurearmi e cominciare a lavorare. Insomma, io credo sia fondamentale amare almeno un po' quello che si studia per portare a termine un percorso universitario; l'indecisione non è detto che svanisca ma questo non deve rallentarti nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Sei giovane e se davvero lo desideri puoi ancora cambiare corso di laurea. Buona fortuna!
Un sangue-misto di rado si trova contento in compagnia: c’è sempre qualcosa che gli fa ombra, ma in realtà è lui che si fa ombra da se stesso, come il ladro e il tesoro, che si fanno ombra uno con l’altro. - L'isola di Arturo, Elsa Morante