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Momento,momento,momento.Abolire il valore legale del titolo di studio non vuol dire che si potrà esercitare una professione non avendone i requisiti,ad esempio non ci potranno mai essere medici non laureati in medicina o avvocati non laureati in giurisprudenza.Semplicemente verranno aboliti i punteggi che la laurea dà nei concorsi pubblici e nelle svariate graduatorie.E chi o cosa certifica se sai fare o no il tuo mestiere?
Sì,ce ne sono e sono pochi.E persone laureate in scienze del cane e del gatto hanno lo stesso punteggio di base di un laureato in ingegneria,ti pare normale?Ora come ora le lauree hanno stesso valore e non va bene,è inutile essere ipocriti,alcune sono diventate troppo semplici e di dottori che dottori non sono ne è piena l'Italia.L'abolizione del valore legale secondo me avrebbe l'effetto di svuotare le facoltà dai parassiti che popolano le aule (e che hanno un costo per lo Stato anche se pagano le tasse) lasciando l'università solo a chi ha voglia e passione per lo studio.Questa la mia opinioneMa perchè, esistono ancora i concorsi pubblici? Soprattutto con la nuova finanziaria che impedisce le assunzioni poi!
E poi, ripeto, se le università fanno il loro dovere e certificano solo competenze realmente acquisite, perchè una persona con queste competenze non dovrebbe essere privilegiata rispetto a chi non ha fatto questo percorso?
E perchè non buttarlo nel water se effettivamente ha valore zero ?Io non so bene come l'abbiano pensata, ma mi puzza di riforma filo-stile americano, in cui fra qualche anno o ti puoi permettere Cattolica e Bocconi, oppure il tuo percorso universitario lo puoi buttare nel water.
Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
Secondo te un'azienda che cerca un economista ne prende uno senza laurea ma che sostiene di saper fare il lavoro o uno laureato?
Io non parlo della situazione attuale, ma di cosa questa riforma potrebbe significare in un futuro.E perchè non buttarlo nel water se effettivamente ha valore zero ?Io non so bene come l'abbiano pensata, ma mi puzza di riforma filo-stile americano, in cui fra qualche anno o ti puoi permettere Cattolica e Bocconi, oppure il tuo percorso universitario lo puoi buttare nel water.
Così le università non serie o chiudono, oppure si danno una mossa a dare una preparazione pratica e utile.
L' università diventerebbe un modo per imparare le cose che servono nel mondo del lavoro, non un lasciapassare per entrare nel mondo del lavoro pur non sapendo fare niente.Considera che molti all' università (da quello che ho constatato) imbrogliano agli esami (magari si fanno un esame in due e il professore non vede o fa finta di niente), vanno la solo per cazzeggiare e sono inutili.Negli stati uniti quando fai un colloquio di lavoro non ti chiedono nemmeno se hai la laurea, vedono cosa sai fare.
Chi certificherebbe le competenze? Al colloquio di lavoro e ci potrebbero essere dei concorsi periodici per ottenere una promozione.
Non saprei proprio come rispondere, fosse per me farei tuttaltro.Renderei nullo il valore legale della laurea e lascerei tutto ai datori di lavoro.Il datore di lavoro deve e anzi ha convenienza a assumere chi sa fare e non chi ha il certificato che sa fare.
Dovrebbe essere vietato assumere solo chi ha le credenziali, è illogico.E' come se uno ha l' etichetta sulla fronte con scritto "bravo" ma non sa fare niente e allora viene considerato un bravo lavoratore.Ce ne vuole di cecità e di idiozia per arrivare a questi livelli.
mettendo in conto che in questa terra italiota dimenticata da dio papà e figli di papà esisteranno sempre finchè melancholia non ci disintegrerà tutti, ma chi si fa il c**o studiando come un ossesso per anni sui libri (perchè quella è una fatica e un dispendio di tempo e di soldi e di emicranie e di esaurimenti nervosi, non diamo retta alle persone che ancora ti vengono a dire "lavoro, sono stanco io posso permettermelo tu no, non fai niente, studi"), come ho fatto io, poi non può neanche sperare nell'avere punteggi nei concorsi pubblici che nonostante ora siano pochi dovrebbero essere la norma? cioè allora che studio a fare? per esempio no, faccio lettere, ma non ho voglia di fare l'insegnante, posso pensare bene di buttarmi su un concorso studiando? no? se mi togli questo, che mi rimane, che studio a fare? perchè poi ragazzi è bello ok pensare all'università come luogo della passione, ma è un mondo di merda questo, quello che fai deve avere poi un prezzo sul mercato, devi creare profitto: e se a me mi togli l'unica probabilità che ho, che studio a fare? vado a lavorare subito, l'università non conta più nulla (diventando il luogo unicamente deputato allo sviluppo di una "passione")Momento,momento,momento.Abolire il valore legale del titolo di studio non vuol dire che si potrà esercitare una professione non avendone i requisiti,ad esempio non ci potranno mai essere medici non laureati in medicina o avvocati non laureati in giurisprudenza.Semplicemente verranno aboliti i punteggi che la laurea dà nei concorsi pubblici e nelle svariate graduatorie.E chi o cosa certifica se sai fare o no il tuo mestiere?
Secondo me sarebbe una cosa giusta:tante persone ora come ora studiano solo per il "pezzo di carta",senza passione e con svogliatezza,abolendo il valore legale la maggior parte delle persone che passano il tempo a cazzeggiare all'università sparirebbero in quanto non ci sarebbe più motivo di stare lì a svernare.Vogliamo parlare di tutti quelli che poi hanno lauree farlocche e senza avere nessuna competenza ti scavalcano regolarmente nei concorsi pubblici?
Io sarei strafavorevole,ma solo e soltanto se i concorsi pubblici non finiscano per premiare ancor più i figli di e amici di.Ora per lo meno devono essere laureati...
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