"Ad maiora semper. Mai antico adagio latino fu più adatto a descrivere la carriera del
professor Michel Martone, già il più giovane ordinario d’Italia a 35 anni. Un mese fa è stato
nominato viceministro di Elsa Fornero, al Welfare."
"Classificato come
“uomo di Renato Brunetta” (perché suo consulente)"
"È VERO CHE MARTONE è ordinario di Diritto del lavoro, che il suo “habitat”, come scrive nel suo blog, è l’Università, che sfoga le proprie inquietudini scrivendo sui giornali e che si interessa di musica, ma è anche vero che
è stato consigliere giuridico dell’ex ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione (cioe' Renato Brunetta). Ed è stata proprio quella nomina a far saltare la mosca al naso a ben tre maggiorenti del Pd, Zanda, Morando e proprio Ichino, che avevano presentato, sul fatto, un’interrogazione parlamentare. Poi, dopo la nomina, si è arrivati a una tregua.
Michel è figlio di Antonio Martone, ex avvocato generale della Cassazione scelto dal ministro Brunetta per la presidenza del Civit (Commissione per l’integrità, la valutazione, la trasparenza delle amministrazioni pubbliche”). E mentre il padre veniva scelto per l’alto incarico, il figlio riceveva dal medesimo ministro una bella consulenza per l’importo di 40 mila euro. Il punto non è tanto il costo ma che, mentre il padre doveva valutare la Pubblica amministrazione, il figlio riceveva una consulenza dal ministro che doveva essere valutato. All’interrogazione, prima il portavoce del ministro (ufficiosamente), poi il ministro (ufficialmente) risposero sdegnati, come raccontò all’epoca Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd. Poi Martone scrisse a Ichino dicendo: “Non ho pensato di rinunciare all’incarico dopo la nomina di mio padre perché francamente non ne vedevo, e non ne vedo, la ragione”. Incidente chiuso? Si vedrà.
Quanto al padre di Martone, il Csm ne ha deciso il collocamento a riposo dopo che il suo nome era emerso nell’inchiesta romana sugli appalti sull’eolico e la loggia P3, dove è stato sentito dai magistrati come persona informata dei fatti. Ma forse non è finita neanche qua."
Tratto da:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/…fornero/179809/
Commento personale:
"Meritocrazia", in se', e' una parola che non significa nulla. Per definire il merito, bisogna prima definire un metro di giudizio. E se in questa societa' il valore che conta di piu' e' la cosiddetta "competitivita" che sentiamo ogni giorno sulle bocche di tutti, allora Michel Martone ceramente MERITA il suo posto e tutto quello che ha ottenuto. Lui e' stato competitivo. Ha fatto di tutto per ottenere quello che ha, e ha sfruttato ogni suo punto di forza e ogni occasione favorevole. Qualcuno dira', "Ma lui era figlio di un losco potente individuo!"... e che c'entra? Tutte scuse. Volete forse la competitivita' ad armi pari? Ma voi pensate che veramente esista la competitivita' ad armi pari? Caso strano, chi si lamenta che una competizione non e' ad armi pari e' sempre il perdente, mai il vincente. Nelle gare automobilistiche le macchine solitamente non sono tutte uguali. Oh mio dio, che ingiustizia! Anche nei casi in cui tutte le auto siano tutte uguali e della stessa marca, i piloti non sono tutti uguali: non hanno la stessa preparazione, lo stesso peso, gli stessi meccanismi di neurologici ed ormonali che entrano in gioco in gara. E quando si fanno dei concorsi pubblici statali cosiddetti "ad armi pari", i candidati hanno tutti lo stesso QI? Questo e' gicare sporco! Io non faccio concorsi pubblici per mettermi a competere con chi ha il QI doppio del mio, e' una sfida sleale! Pero' se mi mettono a competere con quelli con QI meta' del mio, eh, se vinco sono un grande e me lo merito!
Competitivita' significa "vincere", punto. Bisogna vincere. E per vincere, bisogna necessariamente fare di tutto per schiacciare gli altri, altrimenti se non sfrutti tutti i tuoi punti di forza, rischi di perdere e diventare un fallito. Percio' io, essendomi laureato perfino in anticipo con il massimo dei voti in ben due lauree, ed avendo gia' un lavoro sicuro di grande prestigio e con grandi guadagni, mi sento di dire che Michel Martone ha ragione, e chi a 28 anni e non e' nemmeno laureato e' solo un pezzente che dovrebbe suicidarsi. Inoltre, essendo io sposato gia' da molti anni con una ragazza bellissima (90-60-90) che mi ama e con cui faccio sesso molto spesso soddisfando ogni mia fantasia sessuale, mi sento di dire che chi a 28 anni non e' sposato e' uno scarto della societa', e comunque a qualsiasi eta' chi non fa sesso regolarmente e' solo un frocione sfigato. Inoltre, essendo io anche possessore di molte auto sportive di lusso che uso tutti i giorni per recarmi nei miei possedimenti, mi sento di dire che chi a 28 anni ha ancora una lurida Fiat Panda, si tolga dalla strada e vada ad ammazzarsi contro un tir, perche' non e' possibile che io abbia speso milioni di euro in bolidi e poi mi trovo i pezzenti ignoranti senza laurea con la Panda ai 60 all'ora, che fanno colonna e mi fanno perdere tempo e denaro, oltre che il piacere di guidare i miei Lamborghini.
Percio' ragazzi, dovete darvi una svegliata e iniziare ad essere competitivi se volete meritarvi qualcosa in questa vita! Forza, muovete quel culo da checche e combattete! Anche se in realta' spero sinceramente che voi non inizierete mai ad essere competitivi, e spero che restiate sempre delle merde in eterno... Altrimenti poi magari riuscite a comprarvi 16 Lamborghini mentre io ne ho solo 14, e magari addirittura potreste riuscire a scopare 6 volte al giorno mentre io scopo solo 5 volte, e a quel punto sarei io il perdente sfigato, e questo non posso permetterlo!