dunque da dove comincio?
3 anni fa, appena diplomata, ho deciso di andare a convivere, di saltare l'università per lavorare tutto il giorno per mantenermi... ho deciso di rinunciare (o di rimandare?) al mio sogno di diventare psicologa/criminologa... non è stata una vera e propria rinuncia, nel senso che comunque l'ho fatto volentieri perchè ero felice della mia scelta di diventare indipendente etc.
Ho cominciato a fare lavori che nn mi piacevano, inizialmente la cosa nn mi pesava, vedevo il lavoro solo come la mia fonte di "denaro" e basta. Col tempo ho cominciato a sentirmi insoddisfatta etc del lavoro. ne ho cambiati diversi, tutti in settori che nn c'entravano niente con quelli che avrei voluto. In più economicamente parlando facevano schfo (ma siamo in Italia).
così da settembre del 2005 a settembre del 2007 ho solo lavorato. A settembre del 2007 ho deciso di iscrivermi all'università perchè cmq lavoravo 5 ore (avevo cambiato lavoro da circa 6/7 mesi) e prendevo uno stipendio di un lavoro di tutto il giorno. Il problema è che 1- ho dovuto scegliere una facoltà di "rimpiazzo" a quello che volevo fare perchè psicologia richiedeva più tempo etc. 2- non riuscivo a studiare perchè il mio lavoro era stressante e lo stava diventando sempre di più...sostanzialmente mi alzavo alle6.30 del mattino, prendevo la macchina la lasciavo vicino al lavoro, prendevo la metro andavo in uni (in duomo), ci rimanevo fino alle 13 e poi schizzavo a lavoro fino alle 20 di sera. arrivavo a casa alle 20.30 stanca e stressata e dormivo pochissimo. Inoltre la facoltà che avevo scelto (filosofia) mi aveva un po' delusa, pensavo fosse più interessante. Fatto sta che a marzo mi è arrivata la seconda rata: 800 euro!! e ancora nn avevo dato esami. Così ho deciso di ritirarmi e di non pagarla. Non era quello che volevo fare, nè la facoltà nè il lavoro.
Mi sono ritrovata così a cercarmi un lavoro meno stressante, ero andata fuori di testa, dopo 3 anni che fai lavori schifosi...e stressanti...non ce n'è...impazzisci, almeno per una persona ambiziosa (forse troppo) come me non ci sono speranze di rimanere sani.
Verso aprile ho iniziato a lavorare presso un'azienda informatica e a fare lavoretti di grafica così just for fun. Quell'ufficio era tranquillo mi divertivo anche ma lo stipendio era piu basso di quello precedente sebbene facessi quasi 4 ore in più, inotlre era lontanissimo. Sono sbottata. Finchè non ci è arrivata una botta di culo (a me e al mio ragazzo) un progetto in proprio con un ottimo guadagno, questo progetto è in corso ed è a lunghissimo termine (non sto a spiegare), si tratta cmq di programmazione.
Inizialmente avevamo deciso di lavorarci insieme a metà. Poi lui mi ha convinta a iscrivermi all'università ma alla facoltà che ho sempre voluto fare dato che ora economicamente siamo piu che a posto e a fare le mie lezioni di grafica private etc. collaborare insomma al progetto giusto quando posso.... è quello che sostanzialmente ho deciso di fare a settembre. fare finalmente quello che ho sempre voluto da quando avevo 11 anni....
al di là del fatto che prima devo superare il test e vabbe'.... sono contentissima di come si sono messe le cose, non potevo chieder di meglio, dopo 3 anni di lavori e sfruttamenti vari siamo riusciti a risalire di parecchio e a fare (se passo) quello che avrei dovuto iniziare se io e lui non ci fossimo mai incontrati.
Il problema è questo, e mi fa sentire una caxxona allucinante: mi da fastidio dire alla gente che riprendo a studiare, mi da fastidio che pensino "ma questa cambia sempre lavoro/facoltà" o cose simili...non è che posso dire che ora abbiamo una certa possibilità economica che mi consente di farlo o che vivere da soli a 19 anni ti porta a fare tante rinunce e magari un giorno hai finalmente la possibilita di riprenderle in mano, la gente non capisce ste cose e so benissimo che non dovrei farmene un problema perchè chi non mi capisce puo anche ammazzarsi (almeno di solito questo è il mio motto) ma solo vedere le facce che fanno mi salgono degli istinti omicidi mica male e mi viene da urlargli in faccia quanto sono ignoranti!!!!!! io solitamente seguo il mio personale detto "la verità la dico solo a chi può capirla" e sono tentata di non dire a nessuno come la mia vita sarà cambiata tra un mese, (tranne ovviamente ai miei genitori), non è da me dare importanza al giudizio della gente ma in questo caso boh mi sento un po' così.... l'ho detto a qualche amica, mi hanno detto "dai sono contenta per te" ma sono le uniche che possono capirlo solo perchè anche loro una convive e l'altra fa lavori di merd@ da 5 anni e capisce la situazione. ma quelli che vanno all'università mantenuti dai genitori, viziati etc (amici miei intendo), non capirebbero e alla domanda "come stai? quando riprendi a lavorare?" mi viene da rispondergli "fatti i caxxacci tuoi"... boh....qualcuno ha capit qualcosa di quello che ho scritto? =D il dubbio è dire o non dire quello che realmente faccio? un'altra cosa mi scazza dire quanti soldi mi entrano da questo progetto a cui collaboro blandamente, stile "ignorante arricchita"....