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piccoloriccio

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  • "piccoloriccio" ha iniziato questa discussione

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Data di registrazione: lunedì, 12 marzo 2018

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lunedì, 12 marzo 2018, 20:41

Problemi con i colleghi

Ciao a tutti! Sono nuovo :)
Vi voglio raccontare quello che mi sta accadendo sul posto di lavoro da un po' di tempo, circa un mesetto o giù di lì. Faccio però un passo indietro, promettendo di essere sintetico.

Sono entrato a lavorare circa due anni fa, dopo un anno di ricerca, dopo aver fatto la laurea in lettere. In realtà non ho cercato nemmeno tanto, perché ho passato quell'annetto a cercare di entrare in un dottorato di ricerca, senza risultati.
Poi è capitata questa occasione, a dire il vero anche fuori città, a circa 70 km di distanza. Quindi siccome con il treno restavo scomodo, essendo l'ufficio dislocato fuori centro, e quindi poco raggiungibile, prendo la mia auto e comincio il mio primo lavoro che avrebbe dovuto essere per circa 6 mesi - non era uno stage, nel senso che percepivo uno stipendio più alto, circa 900 netti per un part-time. Chiaramente poi con le spese di trasporto e altro mi rimanevano circa 450 euro a fine mese, ma più che sufficienti per pagarmi i pochi vizi che ho visto che abito ancora con i miei.

Alla fine dei 6 mesi dopo aver svolto con successo l'incarico, non aver dato adito a lamentele, mi chiedono che voglio fare. Inaspettato, perché mi era stato detto in principio che purtroppo al momento non prevedevano l'inserimento di una nuova figura nel loro organico, quindi ero andato molto tranquillo, sapevo che dopo quei 6 mesi sarebbe finito, lasciandomi comunque con un nuovo bagaglio di esperienza. Dico di si, naturalmente che vorrei restare, che il lavoro mi sta piacendo, mi appassiona, con i colleghi mi trovo bene etc.
Il giorno dopo firmo un contratto a tempo indeterminato. Mi viene qualcosa in più a fine mese, circa 130 euro netti. Via, vado, faccio un altro anno, cominciano a darmi altre mansioni, anche quelle che in realtà non mi spettano. Faccio straordinari non pagati, al massimo qualche ora accumulata che di tanto in tanto potevo usufruire per uscire un po' prima o entrare un po' più tardi. Non mi pesano.
La responsabile del mio settore, chiamiamola così, è entusiasta di me: comincia a farmi lavorare più a stretto contatto con lei, a livello progettuale; non ho le competenze, ma mi da qualche dritta, mi fa vedere come fa, e tempo qualche settimana ci sono dentro. Faccio con lei le 20.00 in ufficio per imparare, non chiedo nulla, anche se dopo ho più di un'ora di auto per tornare a casa: imparo e cresco, e questo mi da soddisfazione. Qualche mio amico mi dice: ti sfruttano e non ti pagano, perché vedono che hai bisogno di lavoro e non chiedi nulla. Intanto loro sono a casa, e lo sono tutt'ora, perché aspettano il lavoro sotto casa. Quello in servizi pubblici principalmente, perché vogliono timbrare il cartellino e non fare un minuto di più.

Passano i mesi, alcuni stressanti, altri meno. La mia responsabile mi fa partecipare alle riunioni con il comparto amministrativo e il presidente della "società"; chiaramente sto zitto, non partecipo in maniera diretta, se non per qualche breve intervento. Però capisco un sacco di cose. Cose che alla fine mi sono di aiuto, perché più conosci come funziona all'interno, più sai comportarti di conseguenza. In tutto ciò sono il più giovane dei dipendenti, che comunque hanno un'età appunto, giovane. Non c'è un cinquantenne, tranne il presidente.

Poi comincio a fare da portavoce alla mia responsabile: partecipo a qualche incontro fuori al posto suo, sempre guidato naturalmente! Mi preparo bene e non vado allo sbaraglio: se qualcosa non la so, lo dico, come ho sempre fatto Non mi vergogno. Ammetto i miei errori, come ho fatto in ufficio fin dall'inizio.

Tre mesi fa mi dicono che apriremo una seconda struttura satellite degli uffici centrali. Piccola ovviamente, vicina, e mi dicono che pensano di mandare me come responsabile di struttura. Sorvegliato dalla mia responsabile, che comunque non sarà lì se non per un giorno a settimana: ho tutta la libertà di gestire il mio lavoro, pause etc... Ho due persone sotto di me, si fa per dire, perché sono riuscito a costruire con loro un rapporto collaborativo dove io non mi presento come quello che comanda, anche se in alcune circostanze mi rendo conto che servirebbe. Però preferisco così, il clima è più sereno. Si lavora meglio. E io sono fondamentalmente gentile e introverso, quindi quel ruolo mi risulta difficile.
Comunque per concludere mi viene fatto un nuovo contratto.

Mi triplicano quasi lo stipendio. Non sono ancora del tutto autonomo, ma ho una stanza mia, in una struttura mia, per cosi dire. Se ho concluso la giornata posso uscire due ore prima, se invece devo finire, ho delle urgenze, resto anche fino alle 22 di sera.

Ora son un mese che ci sono voci secondo cui io sarei andato al letto con la mia responsabile che ha interceduto con me con il presidente. I colleghi, non tutti, sia chiaro, si lamentano perché sono anni che sono lì e guadagnano tre volte meno di me che sono lì da due anni. Secondo loro non è possibile che una persona così giovane - in realtà ho 29 anni - abbia fatto in così poco tempo questo salto. Alcuni cominciano anche a non rispondere alle mie email, o quando li cerco non si fanno trovare - comportamento che trovo abbastanza meschino e infantile da parte di persone adulte. Oltretutto, io mi sto chiedendo cosa centro in tutto questo. Mi sono fatto il mazzo per due anni, a differenza di molti che pur avendo il lavoro nella stessa città, a dieci minuti da casa, allo scoccare dell’ora gettavano la penna e se ne andavano.

Tutto questo parlare alle mie spalle mi fa stare male, perché ho sempre cercato di fare il mio, di essere educato con tutti, di aiutare se ce ne era il bisogno. Cioè mi chiedo come si possa arrivare a pensare questo… Non nego che la persona sopra di me abbia delle simpatie verso di me, ma si tratta di simpatie materne, nulla più. Onestamente non so come comportarmi, tirare avanti, fare finta di nulla. Dire qualcosa.

Scusate sono stato molto prolisso! >_< A qualcuno è capitata questa cosa?

MissMarple

Utente Fedele

  • "MissMarple" è una donna

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2

giovedì, 15 marzo 2018, 12:57

Guarda sarà banale ma....sono solo gelosi. Come hai detto, ti sei impegnato ennon poco per raggiungere i risultati che hai ottenuto meritatamente, e adesso goditi quanto ottenuto. Fregatene altamente di certe piccolezze. La calunnia per invidia è una delle cose peggiori del mondo. Questi non hanno voglia di fare nulla e di impegnarsi, e si chiedono pure come mai invece tu hai raggiunto altri traguardi. Pessimi.

zibibbo

Utente Fedele

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Data di registrazione: lunedì, 15 dicembre 2014

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3

mercoledì, 21 marzo 2018, 20:45

Stesso problema di un mio ex coinquilino 23 enne che, venditore, fatturava 5 volte tanto gli altri che ci stavano da una vita. In un anno già era responsabile di negozio ovviamente scaturendo la gelosia degli altri.

Che lavoro fai?