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Nemes

Pilastro del Forum

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16

Friday, January 27th 2012, 12:21pm

@Nemes: gli stipendi delle ditte di pulizie che avevo sentito io erano minori, però si trattava di ditte piccole, forse in quelle grosse c'è un guadagno maggiore. Ad ogni modo, nel post precedente non l'avevo scritto, lo stipendio che prendo ora è maggiore per via degli straordinari quindi lo scambio non mi converrebbe.
Non avevo approfondito, qualcuna lavorava sotto ditta (non so se piccola o grande), qualcuna era riuscita a farsi una clientela con gli uffici e lavorava per conto proprio.

Al di là di quello, ma rinunciare a qualche soldo per avere più tempo per te? Capisco l'esigenza di pagare un affitto e non so quale sia la tua città e i conseguenti prezzi delle case, però magari una soluzione di compromesso può esserci...
Forse non stai cercando soluzioni, ma solo portando avanti uno sfogo, quello che a me dispiace in ciò che ho letto è l'infelicità e il disamore per la vita e mi chiedo se una strada per stare un po' meglio ce l'hai o se hai la forza di cercarla... Hai un sostegno psicologico?
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

WildChild

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17

Friday, January 27th 2012, 1:15pm

@Stradablu: un conto è un punto di vista diverso, un conto è uno che ti dice sparati. Il forum è pieno di gente in crisi per i motivi più diversi: chi perchè viene mollato, chi perchè viene bocciato o perchè non riesce a trovare degli amici e ognuno non vede soluzioni, ma una volta che gli hai detto sparati cosa hai portato di buono?

@Nemes: in effetti mettendo sui piatti della bilancia più tempo libero da una parte e più soldi dall'altra, sceglierei i soldi. Non tanto e non solo per mantenermi nel presente, ma anche per accantonare un piccolo fondo per le emergenze, se mi accadesse di rimanere disoccupata o qualsiasi altra cosa. Il sostegno psicologico l'ho avuto, l'ultima seduta risale a inizio estate 2010 direi. Non è stata un'esperienza positiva anzi, per alcune cose sono anche peggiorata e adesso, sono sincera, non ce la faccio a riprendere. So che ne avrei bisogno e che sbaglio a non andarci, non è vero come dice il tipo sopra che so solo dare la colpa alla società e non so vedere dove sbaglio io. Il fatto è che la paura di soffrire ancora mi blocca, anche se razionalmente cerco di aggirarla dicendomi che stavolta andrei da una donna o che sceglierei un altro approccio. Sono consapevole di avere dei problemi di natura psicologica che mi ostacolano oltre a tutti quelli pratici di cui ho parlato, probabilmente una persona ingegnosa avrebbe quel lampo di genio che manca a me, ma poi mi vedo circondata solo da persone in situazioni migliori , con delle famiglie alle spalle e più carte da giocarsi o messe più o meno come me che compensano in altri modi, più o meno sani, mentre io non trovo niente che compensi e che mi dia quello slancio per vivere bene a prescindere dai lavori schifosi.

stradablu

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18

Friday, January 27th 2012, 2:17pm

Non ho mai detto sparati a una persona in crisi. Tu piu' che in crisi mi sembri incazzata.

Gabriele79

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19

Friday, January 27th 2012, 4:29pm

hai la possibilità di tornare a casa dai tuoi genitori wildchild? rispiamieresti un casino, e potresti finalmente lavorare part time, o stagionale...
Mi spinsi nel futuro quanto mai occhio umano, le meraviglie vidi di quel mondo lontano

“Il vero egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.”

Oscar Wilde

20

Sunday, January 29th 2012, 5:47am

Ciao Wild, posso capire benissimo lo stato di frustrazione in cui sei messa... E sai poi qual'è il bello? Che spesso arriva qualcuno che per un motivo o l'altro si trova ad aver avuto in sorte la strada in discesa, vuoi per capacità proprie, vuoi per una famiglia alle spalle come dicevi tu, e si sente in diritto di spalare melma in faccia a chi non conduce una vita esattamente allineata ai parametri del successo o della riuscita personale cui loro sono vòlti. Le parole che usi, la rabbia che traspare dai tuoi concetti mi portano ad un profondo stato di empatia verso te di cui probabilmente non te ne farai niente, anzi, sicuramente, ma che mi sento di testimoniarti in quanto anch'io provo quotidianamente sulla mia pelle molte delle sensazioni da te descritte. Certo, potrei in parte dire di essere più fortunato di te, dato che come qualcuno diceva sopra "ho il culo al caldo" (vivo in famiglia e faccio vita da recluso da anni ormai, tra fobie varie, quella sociale in primis, e disturbi della personalità vari che mi hanno ridotto una larva umana in pratica), ma chiederei allora a quelle stesse persone di cui sopra: barattereste anche per un solo giorno questa mia presunta fortuna, tra virgolette l'avere il culo al caldo e una vita sociale, lavorativa, affettiva e psichica praticamente distrutte o inesistenti, con la vostra di vita? Scommetto che nessuno sano di mente si accollerebbe per un solo istante la miserevole esistenza che il destino o il dna ci ha dato in sorte. Purtroppo mi sto convincendo sempre più che tutto dipenda dal caso, dalla fortuna se vuoi; è brutto dirlo ma si nasce bene o si nasce male, tutto qui.

In te tuttavia io non vedo rassegnazione, tuttaltro, la rabbia che tiri fuori mi fa pensare a tutto fuorchè ad una che accetta passivamente la sua sorte (questo è il mio caso ahimè). Potrei dirti stupidamente di rivolgere queste tue energie generate da un fattore certamente non positivo verso il raggiungimento di chissà quali traguardi lavorativi, ma non lo farò anche perchè in questo ambito io sono l'ultimo a poter parlare, bloccato in casa come un idiota da 15 anni ormai. Ma una cosa sento di poterti dire: conservala questa rabbia, non accettare che la vita ti scivoli addosso, non rassegnarti allo stato delle cose, sei una in gamba e meriti di più che pulire cessi o culi. Il lavoro attuale certo è difficele mollarlo, di questi tempi chi ti offre niente senza avere titoli su titoli? (hai fatto caso che nelle agenzie interinali cercano quasi solo ormai profili altamente specializzati tipo ingegneri elettronici o manager in tutte le salse per giunta laureatisi col massimo.. come se poi uno con queste referenze avesse bisogno proprio di loro per trovarsi il lavoro e non avesse già la fila fuori la porta di casa di datori col contratto in mano da proporgli, ma lasciamo stare che questo è un altro discorso...). A volte ci si dovrebbe realmente imbarcare su una nave cargo come suggeriva Gabriele per sottrarsi a questo stato di cose in cui vanno avanti solo quelli che sono stati favoriti dalla vita o perchè nati sani di testa o perchè con alle spalle famiglie e soldi a cui far riferimento, e certo nell'uno e nell'altro caso non si ha nessun merito per aver ricevuto in dono queste fortune. Conservala questa rabbia, se non altro ti farà lottare finchè anche tu non avrai trovato qualcosa che anche in minima parte ti faccia essere fiera di ciò che fai (tra l'altro già il mantenerti da sola ed il fare un lavoro pittosto pesante ai miei occhi ti rende degna di stima, e non lo dico tanto per dire, lo penso sinceramente), trovando il tuo personalissimo e degno posto nel mondo che ognuno dovrebbe avere, essendone fiero e non certo disgustato.

Ti auguro il meglio Wild, di cuore.

Diverso

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21

Monday, January 30th 2012, 12:45am

Il bello e' sentir dire che anche i lavori cosiddetti "umili" sono "dignitosi". Perche' ormai la dignita' si misura in maniere molto strane. Si puo' misurare la dignita' in soldi: finche' guadagni, hai una dignita'! Oppure si puo' misurare in sudditanza e masochismo: piu' sei bravo ad obbedire e piu' ti spacchi il culo, piu' sei bravo!
Io non credo che questi siano il giusto metro di misura della "dignita' umana". Fare certi "lavori" per la maggior parte del giorno, per la maggior parte dei giorni dell'anno, per lunghi periodi di vita se non per tutta la vita, non ha niente di "umano". Ma non sto parlando di mansioni estreme come pulire i cessi. Parlo anche di quello che molti considerano normale, come lavori da operaio. Per forza poi si innesca un ciclo dal quale e' impossibile uscire: la gente fara' di tutto per aspirare a posti di lavoro che immaginano come piu' "umani", e si iscrivera' in massa all'universita', creando masse enormi di laureati inutili. I lavori che non vorrebbe mai fare nessuno diventano quindi un attrazione per disperati, quelli che hanno bisogno di soldi a tutti i costi o altrimenti non campano. La condizione di "disperato" fa si che si possano sfruttare per mezzo euro le persone trattandole da animali, da numeri, da macchine, da pezzenti usa e getta, perche' il disperato va avanti per disperazione, anche se desidererebbe scappare. Scappare dove? Ma ovvio, verso quei posti immaginati piu' "umani", anche se solitamente c'e poco di umano anche a livelli piu' alti (stress da ufficio, mobbing, responsabilita' troppo grosse per chiunque, ricatti, ritmi disumani, eccetera). E quindi abbiamo la corsa al diploma serale, la laurea cepu, il sogno di andare all'estero... Tutti vogliono prendere 5000 euro al mese, strapagati in un ufficio, a fare "lavori" di dubbia utilita' pratica (tutta burocrazia, ciance, e truffe legalizzate), oppure lavori che richiedono un lunghissimo percorso di formazione (prima di essere psicoterapeuta e fare il figo con l'occhialino e la parlata da intellettuale, ti fai un bel pacco di anni tra lauree e tirocini). Ma non tutti possono fare questi lavori, perche' altrimenti chi pulirebbe i culi ai vecchi in casa di riposo? E chi decide quale posto meritiamo? Il nostro "merito"? E cos'e' il merito? Se ci fosse veramente "meritocrazia", potremmo permetterci di individuare le persone da relegare a certi lavori, e permetterci di dirgli "Tu ti MERITI di stare in catena di montaggio"??? Te lo MERITI perche' hai avuto problemi che ti hanno rallentato rispetto agli altri? Te lo MERITI perche' non hai avuto i soldi pronti per studiare? Te lo MERITI perche' hai un quoziente intellettivo nella media?

E' inutile girarci attorno. Finche' il lavoro sara' il mezzo per raggiungere il guadagno e il potere, non puo' esserci vera umanita' nel lavoro, e quindi non puo' esserci dignita'. E' tutto da rifare.
Piacere, sono un troll. Meta' di quello che dico e' vero, l'altra meta' e' falso. Io stesso non so distinguere le due meta'.

22

Monday, January 30th 2012, 3:35pm

Vorrei tanto poterti aiutare con delle semplici parole,ma non c'è verso.
tutto quello che ha un inizio ha una fine

gorty

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23

Monday, January 30th 2012, 3:51pm

E' vero torna a casa dai genitori, o trova un appartamento a meno euri, io li cercavo e ne ho trovato uno in periferia a solo 150€ al mese e sono 40mq, poi fai lavoro part time e col tempo che rimane fai quello che ti piace fino a trasformarlo in un lavoro che ti frutta per vivere.
Vai che sei forte.

WildChild

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24

Wednesday, February 1st 2012, 2:07pm

Ringrazio per la solidarietà ricevuta sia qui che via messaggi.
Chiarisco che la mia rabbia non è rivolta a chi non lavora per problemi psicologici o per qualsiasi altro motivo, ma a chi giudica le situazioni altrui senza capirle, a chi continua a sfruttare le persone prendedole alla gola per disperazione e a chi porta avanti la solita mentalità per la quale un laureato vale più di chi fa un lavoro manuale, svalutando tante professioni per le quali invece servono intelligenza, capacità e competenze.

Pierone ti ringrazio delle belle parole però uscire e affrontare il mondo non mi è servito e non mi ha resa una persona migliore. L'ho fatto solo ed unicamente per disperazione, perchè in famiglia era anche peggio: facevo sempre lavori massacranti, ma in più i miei mi maltrattavano e mi mangiavano lo stipendio. E' stata solo ed esclusivamente una questione di sopravvivenza psicologica, non c'è nessun coraggio e nessun merito. Del resto se un agnello si butta nella fossa dei leoni non ne esce un leone, ma solo un agnello più martoriato. Potendo scegliere, se avessi avuto una famiglia decente o qualcuno che mi sostenesse, avrei cercato di acquistare un minimo di capacità di difendermi e di rapportarmi agli altri prima di gettarmi nella mischia, invece così vado sempre a peggiorare. Per me è giusto affrontare le cose quando si raggiunge un equilibrio e una soglia almeno minima di solidità interiore, per cui è saggio dedicarsi alla propria guarigione anzichè buttarsi allo sbaraglio, ma io purtroppo non ho avuto scelta. Ad ogni modo capisco benissimo quanto i problemi psicologici possano condizionare la vita e hai tutta la mia comprensione e solidarietà.

Diverso come sempre hai tracciato un quadro molto preciso e lucido della situazione. Leggendo alcuni tratti ho sorriso perchè mi ci rivedevo in pieno, per esempio quando parli della corsa alla ricerca di qualche laurea o qualifica che ti permetta di trovare lavori più umani, per poi dover scartare ogni opzione vagamente valida per non poter conciliare lavoro e tirocinio e così mi rimanevano solo corsi che non mi sarebbero serviti a niente. E' vero sarebbe tutto da rifare, a partire dalla scuola che dovrebbe servire a scoprire le inclinazioni delle persone anzichè costringerle ad incanalarsi in un'unica direzione quando ancora non possono avere le idee chiare per una scelta così categorica. Per esempio programmare, anche fin dalle medie, degli stage in vari settori per calarsi in diverse realtà lavorative a capire, con cognizione di causa, cosa può fare per noi e cosa no. Senza contare l'impresa faraonica, se non impossibile, di cancellare la mentalità per cui chi fa determinati lavori vale poco e che non è assolutamente aderente al vero. Per esempio chi svolge un lavoro artigianale di qualità è probabilmente una persone con più competenze e creatività di un impiegato che ripete meccanicamente le stesse operazioni, ma per la mentalità comune il secondo è più figo del primo perchè non si sporca le mani. Per non parlare dell'organizzazione dei lavori più usuranti che intanto dovrebbero essere istrapagati e poi si dovrebbero fare per un tempo limitato con la possibilità di cambiare e così , visto che comunque qualcuno li deve fare, la soluzione ottimale sarebbe la durata limitata, il ricambio continuo delle persone e la soddisfazione economica, se non altro. Almeno nell'immaginazione c'è sempre posto per scenari migliori, in bocca al lupo a tutti , a qualcuno prima o poi dovrà pur andare bene, almeno per la legge delle probabilità la vita dovrò prima o poi essere pur generosa con qualcuno ( spero lo sia con qualcuno di voi e che per compensare riempia di calci in culo Martone ) :hi:

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Caravanserraglio

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25

Monday, February 6th 2012, 3:19pm

Arrivo tardi come al solito (per stare in tema...) per concordare perfettamente con Diverso che diceva " E' facile dire "esci, e vivi la vita!", per chi non ha mai saputo cos'e' la fobia sociale, per chi ha un autostima di ferro, per chi e' stato abituato gia' da piccolo a farsi rispettare e rapportarsi liberamente nel mondo."La sociofobia è brutta,io ci convivo stabilmente,una telefonata mi provoca ansia e sudore,divento maldestra,spesso mi scatta il fastidio e l'antipatia ingiustificata....
La mia dolce metà ha fatto settecentomila cose nella vita e continua a farne di nuove.E quando io tento di esprimere il mio senso di blocco,di freno e di senso del tempo che butto via mi redarguisce ,spesso in malo modo,e mi dice che non capisce,che "invece di parlare fallo!!"Ma io ad ogni minimo passaggio pratico ho mille dubbi!e allora mi butto,e allora mi viene l'ansia perchè devo relazionarmi con gli altri,e questo mi fa venire le crisi di panico!Come si fa a portare avanti un qualsiasi progetto così?
Cara Wildchild,mi sei molto simpatica .L'unico suggerimento pratico che mi viene in mente in questo moomento,in base a quello che hai scritto nel post iniziale,è che le unoversità online (di cui Nettuno è statale)hanno alcune facoltà,non solo lettere.Se ti va vai sul sito.

dirceu

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26

Monday, February 6th 2012, 5:27pm

è che le unoversità online (di cui Nettuno è statale)hanno alcune facoltà,non solo lettere.Se ti va vai sul sito.
io piuttosto non capisco la demonizzazione delle lauree a carattere umanistico.Intendiamoci,ci si vuole laureare per cercare un lavoro che piaccia o un lavoro qualunque?

Perché se i problemi di wildchild sono lo scarso interesse verso il proprio lavoro e soprattutto la sociofobia non capisco come diventare ad esempio ingegnere,infermiere o economista senza apprezzarne le materie di studio ed il conseguente lavoro possa migliorarle la vita.Secondo me potrebbe addirittura peggiorargliela

Io ti direi di studiare qualcosa che ti piace DAVVERO,perché altrimenti andresti incontro all'ennesima delusione dovuta al tempo e ai soldi spesi.Se ti piacciono le materie umanistiche perché non scegliere quel percorso?Nella peggiore delle ipotesi studi una cosa che ti appassiona,mal che vada non avrai rimpianti...poi da cosa nasce cosa...ma puntare ad un titolo di studio solo per le eventuali certezze lavorative (come se ora ne esistessero) secondo me è deleterio.

Sul discorso università tutte offrono il part time per tutti i corsi,ovvero vengono incontro alle esigenze di chi come te lavora.Preferirei questo approccio piuttosto che seguire passivamente delle lezioni su internet

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gabriel777

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27

Monday, February 6th 2012, 6:59pm

Il bello e' sentir dire che anche i lavori cosiddetti "umili" sono "dignitosi". Perche' ormai la dignita' si misura in maniere molto strane. Si puo' misurare la dignita' in soldi: finche' guadagni, hai una dignita'! Oppure si puo' misurare in sudditanza e masochismo: piu' sei bravo ad obbedire e piu' ti spacchi il culo, piu' sei bravo!
Io non credo che questi siano il giusto metro di misura della "dignita' umana". Fare certi "lavori" per la maggior parte del giorno, per la maggior parte dei giorni dell'anno, per lunghi periodi di vita se non per tutta la vita, non ha niente di "umano". Ma non sto parlando di mansioni estreme come pulire i cessi. Parlo anche di quello che molti considerano normale, come lavori da operaio. Per forza poi si innesca un ciclo dal quale e' impossibile uscire: la gente fara' di tutto per aspirare a posti di lavoro che immaginano come piu' "umani", e si iscrivera' in massa all'universita', creando masse enormi di laureati inutili. I lavori che non vorrebbe mai fare nessuno diventano quindi un attrazione per disperati, quelli che hanno bisogno di soldi a tutti i costi o altrimenti non campano. La condizione di "disperato" fa si che si possano sfruttare per mezzo euro le persone trattandole da animali, da numeri, da macchine, da pezzenti usa e getta, perche' il disperato va avanti per disperazione, anche se desidererebbe scappare. Scappare dove? Ma ovvio, verso quei posti immaginati piu' "umani", anche se solitamente c'e poco di umano anche a livelli piu' alti (stress da ufficio, mobbing, responsabilita' troppo grosse per chiunque, ricatti, ritmi disumani, eccetera). E quindi abbiamo la corsa al diploma serale, la laurea cepu, il sogno di andare all'estero... Tutti vogliono prendere 5000 euro al mese, strapagati in un ufficio, a fare "lavori" di dubbia utilita' pratica (tutta burocrazia, ciance, e truffe legalizzate), oppure lavori che richiedono un lunghissimo percorso di formazione (prima di essere psicoterapeuta e fare il figo con l'occhialino e la parlata da intellettuale, ti fai un bel pacco di anni tra lauree e tirocini). Ma non tutti possono fare questi lavori, perche' altrimenti chi pulirebbe i culi ai vecchi in casa di riposo? E chi decide quale posto meritiamo? Il nostro "merito"? E cos'e' il merito? Se ci fosse veramente "meritocrazia", potremmo permetterci di individuare le persone da relegare a certi lavori, e permetterci di dirgli "Tu ti MERITI di stare in catena di montaggio"??? Te lo MERITI perche' hai avuto problemi che ti hanno rallentato rispetto agli altri? Te lo MERITI perche' non hai avuto i soldi pronti per studiare? Te lo MERITI perche' hai un quoziente intellettivo nella media?

E' inutile girarci attorno. Finche' il lavoro sara' il mezzo per raggiungere il guadagno e il potere, non puo' esserci vera umanita' nel lavoro, e quindi non puo' esserci dignita'. E' tutto da rifare.

quoto è tutto da rifare.

è probabile che il sistema sociale in europa collassi entro una decina di anni.

purtroppo come la storia ci insegna per passare attraverso i cambiamenti c'è bisogno del sangue.
“In Rock you play 3 chords and have 1000 people listening, but in Jazz you play 1000 chords and have 3 people listening!”
~ Frank Zappa on differences between Jazz & Rock music

WildChild

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28

Tuesday, February 7th 2012, 2:39pm

Grazie Caravanserraglio per la comprensione e l'incoraggiamento. Sulle lauree on line non sono molto informata; per me già sono costose le sole tasse, non oso pensare quanto salgano i costi aggiungendoci il servizio.
Dirceu hai sollevato una questione sulla quale ho riflettuto molto: lo studio per passione. E' scontato che una persona che voglia ampliare la propria cultura, può farlo anche senza spendere soldi in tasse universitarie. Prendi da internet un piano di studi, se vuoi seguire il percorso della facoltà e poi i libri li recuperi in biblioteca. E' una cosa che, di per sè, considero costruttiva per tutti.
Questo vale solo se il tuo unico scopo è ampliare il tuo bagaglio di cultura personale. Nella vita, invece, la cultura senza un titolo che l'accompagni, non vale niente. Chi ti fa esercitare un qualsiasi lavoro per cui è prevista una laurea se non possiedi il titolo, anche se dimostrassi di saperne come e più di un laureato?
La tua cultura avrà un valore solo per te e per quanto possa essere edificante un percorso da autodidatta, arriverà però il momento in cui, con questa cultura, che rispecchierà una tua passione, una tua capacità o talento, vorrai pure realizzare qualcosa. Pazienza finchè rimani in un ambito artistico; se ti va di suonare o dipingere puoi farlo solo per te stesso e magari ciò ti appaga. Ma prendi il caso, per esempio, di uno a cui piaccia la legge: cosa se ne fa dei suoi studi se poi non ha modo di esprimersi come avvocato o magistrato?
Io penso che fondamentalmente attraverso gli studi uno cerchi anche di scoprire le proprie potenzialità e abbia voglia di esprimerle. Non so se una persona possa dirsi soddisfatta e realizzata solo coltivando in un angolino le proprie passioni, so che questo può valere per saggi e artisti, ma per le persone più "comuni" è importante trovare un proprio spazio nel mondo dove esprimersi in qualcosa di soddisfacente anzichè spegnersi giorno dopo giorno tra le amarezze, le rinunce, la fatica e via di seguito tutto ciò che ti impone una vita che non ti scegli e che subisci per sopravvivere.
Mi sa che sono andata OT comunque ciò che volevo dire è che un percorso di studi che non porti ad uno sbocco lavorativo, per quanto valore tu possa dargli, non ti compensi comunque la frustrazione di una vita che non ti piace

Gabriele79

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29

Tuesday, February 7th 2012, 7:58pm

Dovresti studiare ciò che ami, che ti piace davvero, che fai senza sforzo solo perché "lo devi fare". Lo studio, anche dal nome stesso, deve essere un piacere, non una forzatura, o diventa un lavoro anch'esso se pur non retribuito.
Metti al bando i timori e le profezie delle cassandre di turno sul non trovare lavoro con una determinata facoltà, tu intanto falla, poi si vedrà. Abbiamo una sola vita e una sola giovinezza, ricordatelo, non sprecarla solo a sbarcare il lunario in un lavoro che detesti.
Mi spinsi nel futuro quanto mai occhio umano, le meraviglie vidi di quel mondo lontano

“Il vero egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.”

Oscar Wilde

dirceu

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30

Wednesday, February 8th 2012, 10:58am


Mi sa che sono andata OT comunque ciò che volevo dire è che un percorso di studi che non porti ad uno sbocco lavorativo, per quanto valore tu possa dargli, non ti compensi comunque la frustrazione di una vita che non ti piace
Sbagli nel credere che ci siano facoltà che ora come ora offrano sbocchi sicuri ed attinenti agli studi fatti (area sanitaria a parte).Proprio ieri ne parlavo con alcuni amici,abbiamo un amico comune che dopo la laurea in ingegneria chimica è stato costretto a fare il benzinaio,non trovando altro.Secondo te dopo tutti gli sforzi fatti per laurearsi come si dovrebbe sentire?Eppure ha scelto quella facoltà con l'illusione del posto fisso e ben retribuito

Ogni facoltà seria ha pur sempre uno sbocco lavorativo,magari ci saranno pochi posti disponibili,ma perché partire già sconfitti e sentirsi inferiori agli altri?Se questo sbocco lavorativo non ce l'ha puoi sempre creartelo tu,una laurea è pur sempre una laurea ed in questo paese finché esisterà il valore legale del titolo di studio non sarà carta straccia.Certo,non ti sto dicendo di iscriverti a scienze del cane e del gatto o simili,ma credo sia un errore valutare le lauree non scientifiche inutili.E lo dico da ingegnere informatico

Senza contare che ormai la maggior parte delle HR quando vedono curriculum senza studi universitari li cestinano direttamente.E' un'ottusa pratica italiana,ma finché vuoi vivere qua...