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Non avevo approfondito, qualcuna lavorava sotto ditta (non so se piccola o grande), qualcuna era riuscita a farsi una clientela con gli uffici e lavorava per conto proprio.@Nemes: gli stipendi delle ditte di pulizie che avevo sentito io erano minori, però si trattava di ditte piccole, forse in quelle grosse c'è un guadagno maggiore. Ad ogni modo, nel post precedente non l'avevo scritto, lo stipendio che prendo ora è maggiore per via degli straordinari quindi lo scambio non mi converrebbe.
This post has been edited 1 times, last edit by "WildChild" (Feb 1st 2012, 2:12pm)
io piuttosto non capisco la demonizzazione delle lauree a carattere umanistico.Intendiamoci,ci si vuole laureare per cercare un lavoro che piaccia o un lavoro qualunque?è che le unoversità online (di cui Nettuno è statale)hanno alcune facoltà,non solo lettere.Se ti va vai sul sito.
This post has been edited 2 times, last edit by "dirceu" (Feb 6th 2012, 5:33pm)
Il bello e' sentir dire che anche i lavori cosiddetti "umili" sono "dignitosi". Perche' ormai la dignita' si misura in maniere molto strane. Si puo' misurare la dignita' in soldi: finche' guadagni, hai una dignita'! Oppure si puo' misurare in sudditanza e masochismo: piu' sei bravo ad obbedire e piu' ti spacchi il culo, piu' sei bravo!
Io non credo che questi siano il giusto metro di misura della "dignita' umana". Fare certi "lavori" per la maggior parte del giorno, per la maggior parte dei giorni dell'anno, per lunghi periodi di vita se non per tutta la vita, non ha niente di "umano". Ma non sto parlando di mansioni estreme come pulire i cessi. Parlo anche di quello che molti considerano normale, come lavori da operaio. Per forza poi si innesca un ciclo dal quale e' impossibile uscire: la gente fara' di tutto per aspirare a posti di lavoro che immaginano come piu' "umani", e si iscrivera' in massa all'universita', creando masse enormi di laureati inutili. I lavori che non vorrebbe mai fare nessuno diventano quindi un attrazione per disperati, quelli che hanno bisogno di soldi a tutti i costi o altrimenti non campano. La condizione di "disperato" fa si che si possano sfruttare per mezzo euro le persone trattandole da animali, da numeri, da macchine, da pezzenti usa e getta, perche' il disperato va avanti per disperazione, anche se desidererebbe scappare. Scappare dove? Ma ovvio, verso quei posti immaginati piu' "umani", anche se solitamente c'e poco di umano anche a livelli piu' alti (stress da ufficio, mobbing, responsabilita' troppo grosse per chiunque, ricatti, ritmi disumani, eccetera). E quindi abbiamo la corsa al diploma serale, la laurea cepu, il sogno di andare all'estero... Tutti vogliono prendere 5000 euro al mese, strapagati in un ufficio, a fare "lavori" di dubbia utilita' pratica (tutta burocrazia, ciance, e truffe legalizzate), oppure lavori che richiedono un lunghissimo percorso di formazione (prima di essere psicoterapeuta e fare il figo con l'occhialino e la parlata da intellettuale, ti fai un bel pacco di anni tra lauree e tirocini). Ma non tutti possono fare questi lavori, perche' altrimenti chi pulirebbe i culi ai vecchi in casa di riposo? E chi decide quale posto meritiamo? Il nostro "merito"? E cos'e' il merito? Se ci fosse veramente "meritocrazia", potremmo permetterci di individuare le persone da relegare a certi lavori, e permetterci di dirgli "Tu ti MERITI di stare in catena di montaggio"??? Te lo MERITI perche' hai avuto problemi che ti hanno rallentato rispetto agli altri? Te lo MERITI perche' non hai avuto i soldi pronti per studiare? Te lo MERITI perche' hai un quoziente intellettivo nella media?
E' inutile girarci attorno. Finche' il lavoro sara' il mezzo per raggiungere il guadagno e il potere, non puo' esserci vera umanita' nel lavoro, e quindi non puo' esserci dignita'. E' tutto da rifare.
Sbagli nel credere che ci siano facoltà che ora come ora offrano sbocchi sicuri ed attinenti agli studi fatti (area sanitaria a parte).Proprio ieri ne parlavo con alcuni amici,abbiamo un amico comune che dopo la laurea in ingegneria chimica è stato costretto a fare il benzinaio,non trovando altro.Secondo te dopo tutti gli sforzi fatti per laurearsi come si dovrebbe sentire?Eppure ha scelto quella facoltà con l'illusione del posto fisso e ben retribuito
Mi sa che sono andata OT comunque ciò che volevo dire è che un percorso di studi che non porti ad uno sbocco lavorativo, per quanto valore tu possa dargli, non ti compensi comunque la frustrazione di una vita che non ti piace
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