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AndreaC

Amico Inseparabile

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1

giovedì, 17 maggio 2018, 11:05

I meridionali che non hanno voglia di lavorare; luogo comune o realtà ?

Io ne avrei da raccontare di aneddoti, a favore e contro questo "luogo comune"; abbastanza da scriverci un libro.

Prima però mi piacerebbe sentire le esperienze di chi, qui dentro, ha lavorato abbastanza da poter raccontare la propria esperienza protratta nel tempo.

Racconta dai, ti ascoltiamo

fran235

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2

giovedì, 17 maggio 2018, 14:28

io ho lavorato con persone di tutte le etnie, generi, regioni, religioni etc etc...non c'entra nulla ci sono sggobboni e scansafatiche in tutti i gruppi.
Guarda che a parole non si può gestire a mani nude le intenzioni
Stando al posto mio contraddirai quei simboli che sono le emozioni

emmesse

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3

giovedì, 17 maggio 2018, 15:43

Sinceramente trovo assurdo che su un forum del genere si creda a luoghi comuni o pregiudizi :/

AndreaC

Amico Inseparabile

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4

giovedì, 17 maggio 2018, 18:12

Io non credo a nessun luogo comune, semmai credo a quello che ho visto per 10 anni da precario nel mio vecchio posto di lavoro, dove il 90 percento dei dipendenti era meridionale e so bene come si comportano.

A posteriori posso dirti come mi sono passati davanti alcuni di questi, ottenendo il posto fisso prevalentemente leccando culi a capi meridionali anche loro.

E una volta ottenuto il posto fisso smettevano improvvisamente di lavorare, creando un gioco al ribasso in cui per non passare per coglioni, quelli che inizialmente lavoravano, una volta assunti, vedendo che gli altri non facevano un cazzo, smettevano di lavorare pure loro.

Oppure si addormentavano davanti al televisore adiacente alla sala fumatori e, per mettere tutti pari, siccome era impensabile mandare una lettera di richiamo a questi scansafatiche, toglievano il posto a sedere a tutti, penalizzando soprattutto quelli che, come me, erano capaci di lavorare per 10 ore consecutive senza nemmeno andare a pisciare.

Non so, magari era l'ambiente, ma è vero che se anche io ero nella mia città, di fatto ero diventato io l'extra comunitario, io e il rimanente 10 percento di lavoratori provenienti dalla mia città, essendo, di fatto, in minoranza.

Tornando indietro penso che sarebbe stato meglio per me concentrarmi sul leccamento di culi, piuttosto che sul lavoro, perchè se lavori troppo finisce che sei più utile come schiavo, mentre se tiri pacche sulle spalle e ti sforzi di ridere alle battute infelici dei capi deficienti, ottieni senz'altro di più.

E infatti la litania che ci sentivamo ripetere dopo anni da somministrati da parte dei capi era che non si assumeva più nessuno perchè tanto, una volta assunti, i dipendenti finivano per non fare più un cazzo.

Che dire ? Una meravigliosa mafia al nord, un ambiente che ti logora dentro e che ti lascia, anche a distanza di anni, non poco amaro in bocca.

Poi conosco siciliani e calabresi gran lavoratori e so bene che generalizzare implica giocoforza un margine di errore, ma, volendo generalizzare, in un ambiente come quello, dove almeno il 90 percento erano meridionali, non si può certo dire che il luogo comune fosse smentito dai fatti, anzi, e la voglia la facevano passare anche a quei pochi che avevano sempre lavorato, meridionali e non.

Ma sicuramente sono più furbi Loro dei miei concittadini, che, mettendosi a 90 gradi, hanno permesso a questi di ricreare una piccola isola di smazurlonia al nord.

Se si può distruggere il sistema dall'interno perchè non farlo, dopotutto ? Non è forse quello che fanno anche i politici da sempre, avendone l'occasione ?

Peccato per tutte quelle persone precarie che avrebbero meritato il posto fisso e che ho visto gravitare negli anni in quel luogo, arrivate, spremute, e lasciate a casa senza nemmeno un giorno di preavviso, e in barba alle stesse regole sindacali (come me alla fine, del resto).

Che dire ? Non si può generalizzare ? Io penso che, dopo 10 anni e dopo tutte le porcate che ho potuto vedere e vivere sulla mia pelle, un giudizio possa arrogarmi il diritto di esprimerlo, un giudizio che mi è costato 10 anni di vita e tanti chili di merda che ho dovuto ingoiare, ringraziando ogni volta che venivo lasciato a casa e dicendo mmm, che buona !!

Le lettere di preavviso a chi si addormenta sul posto di lavoro dovrebbero essere una certezza, e addormentarsi dopo mangiato con la pancia piena dovrebbe comportare semmai il licenziamento in tronco, e non, viceversa, fare curriculum.
Nè, sottacere tutto questo, dovrebbe penalizzare quelli che, come mosche bianche, hanno sempre continuato a lavorare, anche una volta ottenuto il posto fisso (pochi, davvero pochi).

C'entra il fatto di essere meridionali ? Nel mio posto di lavoro sicuramente, dovendo tirare le somme, perchè noi del nord eravamo una risibile, esigua minoranza di lavoratori.

Uno schifo, te lo garantisco

Questo post è stato modificato 3 volta(e), ultima modifica di "AndreaC" (18/05/2018, 08:56)


Ismaele

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5

giovedì, 17 maggio 2018, 21:32

Mi sembra assurdo che quanto hai scritto sia reale senza che l'azienda sia poi andata in fallimento... Mi pare paradossale - contrario alle regole del mercato - che solo gli sgobboni siano tornati a casa...

...quindi mi sorge spontaneo domandarmi cosa ti renda così certo di essere stato più produttivo di quanti hai definito nullafacenti. Per assurdo, è probabile che pur dormendo quel tale producesse più di te.

AndreaC

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6

venerdì, 18 maggio 2018, 08:10

Per assurdo non rimani interiAnale somministrato di 3 mesi in 3 mesi quando va bene e per quasi 10 anni se sul posto di lavoro ti addormenti.

Lieto che tu ritenga incredibile la mia storia, significa che il giorno che metterò tutto per iscritto scriverò un best seller, ti assicuro che sarei stato ben più felice di essermi inventato tutto in 10 minuti che aver perso, sperando in una meritocrazia che non esiste, quasi 10 anni di vita.

Se il mio cognome fosse finito con la O e se fossi stato il parente di qualcuno lì dentro, avrei avuto il posto fisso in pochi mesi, come tante persone che mi sono sfilate davanti senza altro merito se non il beneficio del nepotismo di merda.

Ma sai, la mia sfiga è che il mio cognome finisce con la I, quindi ero io l'extra comunitario.

Extra comunitario nella mia città natale

fran235

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7

venerdì, 18 maggio 2018, 09:15

io credo alla tua storia Andrea, probabilmente nel posto dove lavoravi vigeva un sistema familistico (cosa abbastanza diffusa nel nostro paese). In ogni caso ribadisco anche la mia esperienza. Lavoro da quasi 30 anni e, anche per le caratteristiche del mio lavoro, ho rapporti diretti o indiretti di lavoro e collaborazione con tante persone di tutte le provenienze (non solo nazionali) e, in base alla mia esperienza, non posso concludere che ci siano differenze apprezzabili per quanto riguarda la serietà e l'impegno a seconda dell'origine etnica (se vogliamo dire così).
Guarda che a parole non si può gestire a mani nude le intenzioni
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AndreaC

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8

venerdì, 18 maggio 2018, 09:52

Di sicuro loro hanno dimostrato di essere più xenofobi e razzisti di noi che ci siamo fatti colonizzare, per tutti questi motivi sono stanco di tutta questa retorica da due soldi sui meridionali.

Mi hanno rubato anni di vita e anche la mia dignità, arrivando, alla fine, persino a prendermi per il culo; quando venivo staccato mi sentivo dire che era colpa mia perchè lavoravo troppo, ti rendi conto ?

Vorrei vedere se nel meridione esiste una sola azienda composta quasi esclusivamente da gente del nord; col cazzo che esiste.

Siamo noi del nord che siamo dei coglioni e in fin dei conti abbiamo ottenuto esattamente quel che ci meritiamo.

Di essere in minoranza e discriminati nelle nostre stesse città per aver peccato di coglionaggine

amoreperduto

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9

sabato, 19 maggio 2018, 01:33

Io ho visstuo molti anni al SUD, molti anni al NORD e ancora di piu' all'estero in posto diversi. Ecco il resconto:
1) Quel che descrivi avviene piu' o meno OVUNQUE
2) Sono i capi a creare un certo tipo di cultura piuttosto che un'altra (ad esempio premiare il lecchinismo in maniera eccessiva, un po' e' nella natura umana e non lo puoi eliminare).

Dunque avresti dovuto lasciare il alvoro invece di generalizzare con regole che non sono generalizzabili. Sei tu a navigare, se lo vuoi

svmmvs

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10

sabato, 19 maggio 2018, 12:05

Se mi dovessi basare sul tuo grado di comprensione della realtà, non ti assumerei neppure come stagista a 200 euro.

AndreaC

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sabato, 19 maggio 2018, 12:55

Bè, io ho raccontato la mia esperienza, e potrei raccontarti anche quelle di altri, che testimoniano di meridionali col posto fisso e a casa in malattia vita natural durante.

Quello che posso confermarti è che sono testimone in prima persona del fatto che il luogo comune, per quel che mi è dato di sapere e narrare, è suffragato dai fatti.

Anche tu mi confermi questo dato, ma sul fatto che per te tutto questo sia normale mi permetto di dissentire.

Non è affatto normale, e penalizza tutti, anche quelli che lavorano, e questo vale in generale. E quando qualcuno glielo fa notare la risposta tipica è: "Fatelo anche voi". Poi ci si stupisce dei datori che vogliono delocalizzare.

Ci vorrebbe solo un'oncia di dignità e di responsabilità.
A me tutto questo non solo non sembra normale, ma paradossale.

Quando senti le stesse frasi ripetute da meridionali diversi che mettono in essere lo stesso IDENTICO modello comportamentale, converrai anche tu sul fatto che la tentazione di generalizzare è forte e, in fin dei conti, non tanto lontana dai fatti.

Proprio come accade coi dipendenti del pubblico impiego; quelli che timbrano e poi vanno a fare la spesa o in piscina, o a farsi i cazzi loro, finiscono per penalizzare anche quegli stacanovisti che, volenti o nolenti, finiscono per andarci di mezzo anche loro.

Innescando in questo modo quel gioco al ribasso di cui avevo accennato e che finisce per accelerare la perdita dei diritti sociali di tutti

svmmvs

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12

sabato, 19 maggio 2018, 13:38

Il problema è diverso.

Non penso che tu abbia le capacità cognitive, viste le tue "opinioni" suffragate da video youtube, di portare avanti discorsi simili.

AndreaC

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sabato, 19 maggio 2018, 13:55

Non avevo risposto a te, svmmvs, avevo risposto ad amoreperduto, se il tema ti interessa spiegami qual è il "problema diverso", se no racconta la tua esperienza.

E cmq non c'è niente di male a non aver voglia di lavorare, è legittimo, ma è un fatto che la condotta irresponsabile di chi abusa di quel poco che rimane dei diritti sociali acquisiti, lo fa a scapito di coloro che hanno sempre lavorato. Tutto qua

ipposam

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14

sabato, 19 maggio 2018, 17:50

La mia di esperienza mi porta a dire che non è affatto un problema di origine, ma di contesto. Conosco meridionali pieni di voglia di fare, e messi nel giusto contesto non sono affatto diversi dai nordici. La vera differenza, purtroppo è il contesto: ovvero le aziende del nord sono più produttive, il lavoro al nord è considerato più centrale nella vita di una persona. Io ho a che fare con le sedi di Milano e con quelle di Napoli e Bari di una primaria azienda telco: ebbene, il ritmo lavorativo è imparagonabile. Inoltre aggiungo che ho sposato un uomo di origine meridionale, e nel ramo meridionale della sua famiglia nessuna donna lavora: loro ritengono che una donna sposata non debba lavorare, e quando mi sono sposata mi chiesero quando avrei lasciato il lavoro. Ci risi su, ma loro erano serie, e considerarono il mio diniego un atto di superbia, e so che in famiglia ho la cattiva fama di virago che pensa alla carriera invece che a fare il “mestiere” di femmina. Ecco, questa è la mia esperienza; io amo molte cose dei meridionali, tuttavia non credo che nella loro cultura il lavoro sia centrale. Poi che esistano eccezioni e varie declinazioni di questa cultura non ho dubbi, e posso dire che mio marito è work aholic nonostante la sua origine.

amoreperduto

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15

sabato, 19 maggio 2018, 19:53

Ribadisco: ho girato il moindo e il problema e' generalizzato e dipende SOLO da chi amministra la azienda. Qui c'e' una punta di razzismo "suffragata" da fatti del piccolo orticello. Certo che ho conosciuto anche io meridionali come sono descritti ma anche tanti settentrionali e stranieri come lui li descrive. Dovrebbe avere piu esperienze, imparare e essere meno vittima di preconcetti che sono insinuati da chi vuole controllare le masse (propaganda). E non voglio intraprendere discorsi sulla unita' di Italia e implicazioni politiche. Immagino che l'autore del messaggio sia una persona molto giovane con meno di 30 anni che pensa di sapere gia' tutto sul mondo e aver indivuato nei meridionali i cattivi di turno

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