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Gabriele79

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31

Saturday, March 10th 2012, 10:01pm

ho molte delle problematiche che associ a tuo fratello...
Mi spinsi nel futuro quanto mai occhio umano, le meraviglie vidi di quel mondo lontano

“Il vero egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.”

Oscar Wilde

ferguson

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32

Monday, March 12th 2012, 10:38am

Disturbo schizoaffettivo

Ho 60 anni e sono affetto da psicosi schizoaffettiva dal 1998. Sono stato in ospedale psichiattrico 3 volte, ho avuto una ricaduta nel 99 e sono finito in coma all'ospedale. Non lavoro dal 1986 perché sono sempre stato dioverso dagfli altri (non gay) e non mi andava di vivere 40 anni rinchiuso in un ufficio a riemprire di scarabocchi dei fogli di carta. Ho girato mezzo mondo prima di ammalarmi, trobbvando dappertutto tanta cattiveria. Sono cattolico e studio molto la mia fede. Oggi, a 60 anni, vivo con mia madre che ne ha 94 e sta bene. Ho dei buoni amici che dicono che io sono intelligente, coraggioso, di buon cuore. Non ho molta paura del futuro. Ho la pensione di invalidità ma una vita molto semplice. Pratica,mente spendo solo per qualche sigaretta e per i libri. Attualmente sto leggendo libri di Viktor Frankl, lo psicologo della logoterapia. Socialmente non ho molti problemi. Praticamente nessuno si accorge che sono malato e ho buoni rapporti con molte persone, anche se alcuni mi disprezzano per il mio anticonformismo. Prendo Haldol e Effexor e sto abbastanza bene.

FidoDido

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33

Monday, March 12th 2012, 1:20pm

Ah, come mi riconosco in queste descrizioni, ferguson! La repulsione che proviamo per i lavori d'ufficio mi sa che la capiamo solo noi. Gli altri ci direbbero di rimboccarci le maniche, che non si può vivere senza lavorare, per questo lo chiamano lavoro. Siamo improduttivi, ci facciamo bastare poche cose, ovvio che il sistema non ci tollera...

ferguson

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34

Monday, March 12th 2012, 2:47pm

Grazie Fido. Ne avrei cose da raccontare. Ai tempi in cui io lavoravo in ufficio era molto meno peggio di oggi, eppure era già un inferno.

Ho lavorato due anni a Londra e mi pagavano appena abbastanza per mangiare e pagarmi uno stanzino in casa di una coppia anziana. Poi sono tornato in Italia e ho trovato lavoro dove non mi pagavano i contributi. Poi ho trovato un "buon posto fisso" in una grossa azienda ma il mio capo era un maniaco ossessivo e se sbagliavo una virgola mi faceva rifare la lettera. La mia collega non faceva quasi niente tutto il giorno, aparte chiacchierare con l'altra ragazza dell'ufficio ma aveva la mia stessa categoria perché leccava i piedi al capo.

Ma non ti credere. Anche dopo che ho lasciato il lavoro ho lavorato tabntissimo in giro per l'Europa: ho fatto costruzioni, ho munto le mucche, ho pianatato alberi, ho spaccato la legna: sto ancora aspettando che mi paghino oggi. Mi hanno sfruttato tutti. Adoro fare lavori manuali e anche se io di quelle cose non sapevo niente, essendo sempre stato in ufficio, imparavo subito. E in più vivevo in campagna in bellissimi posti. Ma la gente . . .

Non si vive per lavorare. Si lavora per vivere.

Ho avuto una vita molto ricca anche dopo essermi ammalato. La dottoressa che mi segue adesso dice che io sono simpaticissimo e intelligente.

Ho passato 10 anni in Francia di cui 6 in un monastero di suore. Ti basti che io, per via della malattia che ti toglie le forze, lavoravo solo 4 ore al giorno per il vitto e l'alloggio. Sai com'era l'alloggio? una baracca di legno senza né acqua, né luce, né toilette né riscaldamento. Il riscaldamento me lo sono dovuto pagare io. Ho resistito 6 anni ma quando sono andato a dire alla superiora che loro erano ricche e che mi facessero vivere un pò meglio mi hanno cacciato via dal monastero!

Oggi sto con mia madre. Mia madre non ragiona più e non ha memoria (ha 94 anni), così quello che pensa sono io. Faccio la spesa, lavo i piatti, pitturo le porte di casa, vado a fare le commissioni, faccio da mangiare. Mia madre fa quasi solo le pulizie perché dice che io non so farle come lei.

E ho anche da badare a un cagnolino che ho salvato da una triste fine 10 anni fa. Era lì che moriva di fame in un campo di nomadi.

Quando mi dicono che sono pazzo io rispondo: se questo è essere pazzo, chi vuole essere normale?

FidoDido

Giovane Amico

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35

Monday, March 12th 2012, 2:57pm

A me ancora nessuno m'ha dato del pazzo, immagino che in molti lo pensino, sento che presto capiterà.

Noto in tutti questi racconti, compreso il mio, che non si trova traccia di una figura paterna. Il padre è il grande assente.

ferguson

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36

Monday, March 12th 2012, 3:08pm

Mio padre è morto nel 2001. Comunque, lo ammette anche mia madre, mio padre per lungo tempo dopo la mia nasciata si è sempre disinteressato di me. Diceva "Io da giovane me la sono cavato da solo; che faccia lo stesso anche lui (me)". Poi addirittura mi odiava a morte.

ISABELL

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Monday, March 12th 2012, 7:34pm

Grazie ragazzi di avermi risposto ,non metto in dubbio la vostra intelligenza direi ..ho letto un po su questa patologia e sinceramente mi sento anche un po più tranquilla leggendo voi. :) Ci sono persone anche laureate che lavorano pure ma soffrono di questa patologia e magari a volte con lo stress o la sospensione di farmaci ci si ricade .Solo io so quello che ho passato con mio fratello :dash: .E veramente sfortuna.. a lui gli è arrivato questo disturbo a 25 anni in effetti anche su wikipedia altri siti ecc è confermato che potrebbe arrivare a quel età in famiglia non c'è nessuno ma potrebbe anche ereditare da qualche zio o chi sa ...??? Non si riesce a capire il motivo ma secondo voi potrebbe essere stato perchè e stato lasciato/tradito dalla fidanzattina magari la sua prima relazione perchè ha una difficoltà pazzesca a relazionare con le ragazze o avrà bevuto qualche bevanda strana in discoteca(che da noi era di moda ... cose sintetiche e quelle cose ti bruciano il cervello) Bohh ??Una volta ha perso conoscenza o semi conoscenza e delirava ... aveva lo sguardo e la bocca come un epilettico .Purtroppo del cervello umano si conosce ancora poco, forse un 60% e tutto resto sarebbe da esplorare ...dicono i scienziati. ;)

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Gabriele79

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Monday, March 12th 2012, 8:31pm

ciao ferguson, credo che ci rivediamo un po' tutti in questa vita che hai descritto, chi più chi meno... E non serve il pezzettino di carta certificato da un medico per dire che hai un problema psicologico analogo, no lo dico perché in privato, non farò nomi, mi hanno fatto intendere che non avrei "diritto" a scrivere qui.
Se non sono ancora andato da uno psicologo/psichiatra, come ho scritto ad altri con cui ho conversato in privato, è primo per un brutto approccio che ebbi con il mondo della psichiatria ormai 16 anni fa, che ancora ricordo con dolore oggi che sono un uomo fatto, e due perché mi vergogno come un ladro.
Mi spinsi nel futuro quanto mai occhio umano, le meraviglie vidi di quel mondo lontano

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Oscar Wilde

ferguson

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39

Tuesday, March 13th 2012, 7:46am

Sai Gabriele, a me di diagnosi me ne hanno fatte tante. Ci sono dei medici che dicono che sono schizofrenico-paranoico o quelli che dicono che ho un disturbo bipolare. La mia attuale dottoressa è una persona meravigliosa. E' calma, bella, mi accomapgna anche quando devo andare di fronte alla commissione per la valutazione. Viene anche a casa mia quando ci sono problemi con mia madre. E poi ricordati che non siamo soli. Mi pare di aver sentito alla radio che al mondo ci sono 500 milioni di malati psichici.

La depressione è il male più diffuso al mondo. Non mi sento di darti un consiglio ma ti voglio dire questo in tutta amicizia: se non stai bene devi essere responsabile e andare dal medico. Te lo devi a te stesso. Comunque, siamo liberi. Fai come credi. 8)

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ferguson

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40

Tuesday, March 13th 2012, 8:02am

ciao Isabell, ho letto il tuo post e vorrei poter capire meglio, ma questi problemi sono molto complicati.

Anch'io mi chiedo come mai mi sono ammalato.

Stavo a Londra in casa di una vecchietta cattolica irlandese che a colazione mi faceva un sacco di domande. Io non capivo bene perché. Rispondevo come sapevo e basta.

Poi cominciò a odiarmi perché io non mi portavo a letto le ragazze che capitavano in casa. E poi anche perché io non davo molta importanza ai soldi.

Dopo un anno me ne andai in un'altra casa, ma la nuova padrona volle parlare con la vecchietta per avere referenze. Io non so cosa le disse la vecchia ma la nuova padrona mi mise contro tutti gli inquilini, giovani che affittavano camere. Nessuno fece amicizia con me, quando andavo in cucina venivano a provocarmi, lasciavano la loro porta aperta e quando passavo io la chiudevano sbattendola, ecc.

A volte penso che quelle circostanze scatenarono la malattia ma penso che la malattia era latente. Si nasce con la predisposizione, forse. Ma come dici tu, ancora queste cose non si conoscono bene. E' inutile arrovellarsi ormai. Per me l'importante è capire se sono ancora in grado di avere la consapevolezza necessaria per capire quello che succede intorno a me, di essere responsabile della mia vita e non cercare di scaricare le mie incapacità sugli altri, di non vivere per procura. Non è facile. Vivo con mia madre e mia madre è una persona molto superba. Quando le dico che sono malato lei si mette a ridere. Mi disprezza sempre e denigra tutto quello che faccio. Poi dicono che la vita è bella.

Ho una amica in un paese nordico che pur sapendo tutto di me si è innamorata di me. Dice che io sono molto onesto e sono l'unico con cui lei si sia mai aperta: suo padre era un ubriacone e sua madre la denigrava sempre e le impediva di conoscere ragazzi.

Non bisogna lasciarsi buttare giù da questa vita maledetta. Io per fortuna ho la fede: Gesù è venuto al mondo e si è passato la vita a curare gli ammalati e ad aiutare la gente. E noi cosa abbiamo fatto? L'abbiamo messo in croce. E' una lezione fondamentale.

41

Tuesday, March 13th 2012, 8:19am

isabelll, scusas ho perso il filo del discorso, mi sembra dki ricordare che vada da un psichiatra e prenda delle medicine, ma non vuole fare psicoterapia, giusto?

Ci sono consultori anche per famigliari per persone con disagi psicologici, potresti andarci no?
Magari potresti avere degli input utili
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

ferguson

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42

Tuesday, March 13th 2012, 10:30am

Sapete ragazzi, qualche tempo fa nella mia città si vedeva spesso questo graffiti: Produci, consuma, crepa.

Lascio a voi l'interpretazione.

ferguson

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43

Tuesday, March 13th 2012, 10:50am

Sai Gabri, io penso che leggere libri di psicologia sia utile.

Naturalmente il libro non può sostituire il parere di un buon medico e farsi delle diagnosi da soli è un pò esagerato.

Ieri ho letto un bel libretto sulla depressione.

Penso che per combattere il nemico bisogna conoscerlo.

Vorrei trovare un buon libro divulgativo sul disturbo psicoaffettivo ma per ora non ho trovato niente. Comunque mi interessa molto e voglio provare a trovarlo. Chiederò alla mia dottoressa e insisterò.

Gabriele79

Cavaliere d'Oro

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44

Tuesday, March 13th 2012, 1:23pm

ciao ferguson, amo molto leggere, ma confesso non libri di psicologia, però leggo molto i classici greci. Quei filosofi e letterati, vissuti 2500 anni fa, avevano già capito tutto del "male di vivere", quell'angoscia che ti procura il timore del futuro e quel qualcosa che neppure sai definire. Ripresi magistralmente da Shakespeare nei suoi drammi e nelle sue commedie. Non c'è nulla di meglio che leggere questi autori per comprendere l'animo umano, o almeno io la penso così. Cerco di farlo, cerco di pensare come i greci che vivevano esattamente come quel detto purtroppo attribuito a persone che sarebbero state probabilmente incapaci di pensarlo, di vivere ogni giorno come l'ultimo, in maniera piena, solare, attendendo serenamente quanto il fato ha prescritto per noi. Anche gli dei devono inchinarsi di fronte al fato.
E' questa la grande differenza tra le religioni abramitiche e orientali in genere, e la religione politeistica classica. Non è una differenza dappoco nella formazione del pensiero di un individuo. Anche Ares (Marte), dovette scappare dalla mischia di fronte a Troia, quando il Fato decise che Diomede lo avrebbe ferito.
E tuttavia io non riesco a vivere in maniera piena. La mia sete di sapere rimane insoddisfatta, e so che lo rimarrà, non potrò mai conoscere i segreti dell'esistenza e dell'universo, e mi domando che senso abbia tutto questo. D'altra parte, se anche li conoscessi... e poi? C'è sempre un po', fintanto che parliamo in termini di tempo lineare, che ad aggravare le cose, è l'unico modo di coscienza che abbiamo. Mi chiedo se vivere in maniera piena e allegra possa significare fare sesso tanto spesso e bere e divertirsi, i greci lo facevano, spensieratamente, ma poi tornavano (almeno quelli colti che scrivevano) sommessamente a scrivere sul dramma della condizione umana.
E Serse vide il suo grandioso esercito passare l'Ellesponto, era insuperbito da quello spettacolo di fervente vitalità e attività, eppur poi pianse. Quando lo zio gli chiese perché, la risposta fu: Perché in capo a cento anni, di tutti questi uomini, e sono tanti, nessuno sarà più in vita, di tutta questa vitalità che è ora, non sarà più nulla.
Ho recitato a braccio Erodoto dai miei ricordi, questa è una frase da greco, che solleticava il pensiero dei greci, non certo di un persiano, ma ci da l'idea di cosa pensassero i greci a proposito della vita.
C'è gente che si accontenta, o meglio, non ci pensa affatto. Una mogliettina, una famigliuola, un lavoretto, e via così, a risolvere i numerosi problemini e problemoni quotidiani, fino a che ti diagnosticano qualcosa, che ti porta alla tomba o che non ti travolge inaspettatamente un incidente, non necessariamente stradale. Chiuso, finito, l'anello della catena è forgiato, il lavoro, il proprio "dovere" come individuo, è compiuto. E' tutto qui quello che attende oguno di noi? Quindi è vana la ricerca intellettuale e personale, perché non arriverà mai alla comprensione del tutto?
Mi domando se certe domande irretiscano solo me, se sono pazzo, o se sono saggio, guardo gli altri, quelli che si accontentano di una vita banale e semplice, e mi chiedo se sono felici, ma mi chiedo se sarei felice io. Se potessi resettare i miei pensieri, la mia triste consapevolezza, e scambiarla con la loro leggerezza e sbadatezza, lo farei? Forse no...
E infine, perché io ho questi problemi "esistenziali", quando nella mia famiglia nessuno è come me? Anche mio padre, che pure non ha mai avuto parte nella mia vita ed educazione, è un uomo semplice, non lo conosco bene, ma non credo lo abbiano mai toccato questi pensieri. Mia madre è già più profonda, credo, ma di sicuro mai ha fatto questi ragionamenti, non con me almeno e anzi mi dice di non capirli quando tento di farglieli, ma ho rinunciato perché mi vergogno di sembrare un pazzo invasato.
I miei compagni sono i libri, quelli che mi parlano e mi parlano, però non mi ascoltano...
Mi spinsi nel futuro quanto mai occhio umano, le meraviglie vidi di quel mondo lontano

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Oscar Wilde

ferguson

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45

Tuesday, March 13th 2012, 1:51pm

Caro Gabri,

Io non ho una formazione classica.

Non ti conosco ma non mi sembra affatto che tu sia pazzo.

Devi considerare la possibilità che tu sia troppo avanti agli altri, per quello non ti capiscono.

In vita mia ho letto più di 1000 libri: economia, politica, storia recente, filosofia, scienza, ma soprattutto religione.

Parlo 4 lingue: francese, inglese, spagnolo e italiano.

Anch'io ho scelto quei temi per capire meglio la vita.

C'è un bel capitolo in uno dei libri dello psiclogo psicospirituale contemporaneo Valerio Albisetti che ti spiega com'è fatto il mondo d'oggi e ti assicuro che non c'è niente da imparare. I miti sono fondamentali per il giusto equilibrio psichico ma io ho studiato in Sudamerica negli anni 50 e 60 e non me li hanno insegnati.

La mia risposta è di tipo cristiano: viviamo a questo mondo per amare. E' l'unica cosa che può dar senso alla nostra vita. Amare anche i nostri nemici, che tutti ce li hanno. Ma allora entrerei in un discorso troppo vasto che penso a te non interessi. Per capire bene la religione non basta andare a messa, ci vuole una sana formazione per lungo tempo. Sono un devoto di San Francesco. Penso che anche gli atei dovrebbero leggere la vita di San Francesco solo per meravigliarsi che un tale uomo abbia potuto calcare la faccia di questa misera terra.

Ho letto libri di scienza per capire cosa dicono gli scienziati sull'origine della vita e sulle scoperte scientifiche in generale. Ho letto molto sulla Teoria dell'Evoluzione e sono rassicurato dal fatto che non sanno niente, quindi che sia ancora possibile che il mondo e l'uomo siano stati creati da Dio.

Ho letto libri di storia per capire come sia stato possibile cambiare, da una società rurale e religiosa come quella medioevale, a una società industriale, capitalista e atea come la nostra.

Mi piace molto la filosofia, anche se poi molto lo dimentico. Kant era un grandissimo, riconosciuto da tutti, e lui diceva che il senso della vita sta nel fare il proprio dovere. Adesso leggo libri di psicologia: comincio da Valerio Albisetti e Viktor Frankl: l'anima non viene intaccata dalle malattie della mente. C'è qualcosa in fondo a noi che non si ammala mai, non muore mai. Tu non sei la tua mente. Servitene, non restare al suo servizio.

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