Si, certo o almeno ci ho provato. Lei sostiene che ora è veramente se stessa e che è in grado di esprimere al meglio i propri desideri. A me invece che la conosco da oltre 10 anni mi sembra l'esatto contrario. Appare fredda e distaccata nei confronti di ciò che le accade intorno, si è molto accentuata una visione materialistica della vita, proprio in lei che, come già detto, era in grado di "sentire" anche episodi che per molti altri sarebbero passati nella più totale indifferenza. Fino a prima di cominciare la cura 6 mesi fa, si dilettava scrivendo poesia o piccoli racconti, alcuni dei quali davvero facevano venire la pelle d'oca per la sensibilità che esprimevano. Ora non scrive quasi più. Io capisco il senso di liberazione che sta vivendo dopo anni passati a soffrire a causa delle crisi di panico, ma sono convinto che le cure che sta affrontando se da un lato la pongono in uno stadio di "insensibilità" emozionale che la evita ora gli attacchi di panico, dall'altro le impediscono anche di vivere quelle emozioni, sicuramente più delicate, che ha sempre vissuto nell'ambito della sfera sentimentale familiare. E' in cura da un psicoterapeuta ed un psichiatra, ma mi chiedo quanto entrambi possano essere influenzati dai sui racconti e quanto gli stessi racconti possano essere obiettivi. Sono riuscito a convincerla a farmi parlare con il suo psicologo per raccontargli le mie impressioni, ma lui non ha acconsentito, sostenendo che non è eticamente corretto. Ma per uno psicologo l'importante è che il paziente si senta bene, senza tener presente come siano cambiati i comportamenti del paziente? Mi sembra ovvio che se il paziente dice che è verde, lo psicologo, non avendo altro su cui ragionare crederà che sia verde davvero ... ma se invee fosse rosso? Può lo psicologo valutare davvero la natura di una persona e valutarla meglio da chi la conosce da 10 anni? E' possibile che possa indicarle una direzione sbagliata, semmai fuorviato dai racconti? Tutto sommato l'obiettivo lo sta raggiungendo, lei ora riesce ad entrare in un cinema, o in un ristorante chiuso, è perfino entrata in un ascensore ... ma possibile che il prezzo di ciò sia la lenta agonia dei sentimenti ... Può avere fondamento la mia teoria che tali farmaci, forse unitamente al lavoro dello psicologo (non so bene in che direzione), possano aver si attenuato le ansie ma anche attenuato in generale tutte le emozioni?