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Svogliato

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16

sabato, 24 marzo 2012, 08:35

In Italia vedo molta mancanza di senso civico,la mancata responsabilizzazione alle conseguenze delle proprie azioni nel confronto della collettivita.
Del resto io penso che problemi come corruzzione,classe politica infefficente nonche moralismo bigotto e ipocrita si generino dal basso con il contributo di ognuno di noi,non me ne chiamo fuori ovviamente,
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

Caos

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17

sabato, 24 marzo 2012, 08:43

Sono d'accordo sulla mancanza di senso civico e sul moralismo bigotto, ma sulla corruzione e la classe politica inefficiente ti dico che ci sono ovunque!
Bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Solo la persona che rischia è veramente libera.(Leo Buscaglia)

Svogliato

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18

sabato, 24 marzo 2012, 09:03

Ovviamente ci sono ovunque ma in Italia spesso non subiscono la condanna che ricevono in altri paesi.
Ti faccio poi un esempio,non so se ricordi la faccenda di Marazzo,quando fu coinvolto nello scandalo con una trans?
Mica fu condannato,anche a livello mediativo, per aver usato auto e personale di servizio per attivita personali(visto che qua oramai é la normalita)o per il non aver denunciato l'eventuale estorsione,azioni che creano un danno alla collettivita,no ha subito una condanna per aver succhiato il pisello ad un trans(azione che puo essere discutibile a seconda della morale comune ma che non lede terzi).
E tralascio poi la reazione infantile tipo andare in convento.

Suppongo che qui molta della colpa l'abbia l'educazione cattolica.
Apatico,da smuovere con le granate.

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19

sabato, 24 marzo 2012, 09:15

Citato

Suppongo che qui molta della colpa l'abbia l'educazione cattolica.


Concordo appieno!
Bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
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20

sabato, 24 marzo 2012, 10:40

Non riconoscendomi pressoché in nulla nello stereotipo dell'italianità (sono rigidissima, iperpuntuale, superprecisa, odio alzare la voce per qualsiasi motivo, lenta nel dare confidenza, educata in modo non religioso al 100%... insomma a vedere i luoghi comuni dovrei essere... non so... norvegese?), mi chiedo se abbia senso cercare delle caratteristiche di italianità che ci accomunino tutti.
Ce ne sono di storiche, ad esempio quelle derivate dalla morale cattolica e la poca fiducia nello stato che purtroppo ha alimentato evasione fiscale, mafie e atteggiamenti del tipo "io sono il più furbo e vi frego tutti". Di queste caratteristiche non sono certo orgogliosa.
Sono affezionata alla mia città e alla mia regione, la Toscana, e sono contenta di ricordare che il Granducato è stato il primo "Stato" ad abolire la pena di morte, ma il mio orgoglio nazionale finisce lì. Eccezion fatta per la cucina mediterranea che tra l'altro abitando all'estero apprezzo sempre di più :P

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21

sabato, 24 marzo 2012, 16:06

Dove abiti? Anch'io sono residente all'estero!
Bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
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22

domenica, 25 marzo 2012, 08:40

Citato

Suppongo che qui molta della colpa l'abbia l'educazione cattolica.


Concordo appieno!
Purtroppo la morale cattolica con la sua teoria della confessione e del perdono é dannosissima,per me si intende.
Apatico,da smuovere con le granate.

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doctor Faust

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domenica, 25 marzo 2012, 14:46

Domanda tranello.
A parte la mancanza del ni, essere pro o contro vuol dire dividersi in nazionalisti e antinazionalisti, con tutte le sfumature della posizione.

Indipendentemente da dove si e' nati, forse sarebbe meglio domandarsi se si e' dei degni cittadini del mondo, oppure c'e' ancora da lavorarci. Mi pare piu' utile che non andare ad esplorare radici di vetero-nazionalismo, che si sa dove hanno spinto l'umanita'.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

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25

domenica, 25 marzo 2012, 19:27

Domanda tranello.
A parte la mancanza del ni, essere pro o contro vuol dire dividersi in nazionalisti e antinazionalisti, con tutte le sfumature della posizione.

Indipendentemente da dove si e' nati, forse sarebbe meglio domandarsi se si e' dei degni cittadini del mondo, oppure c'e' ancora da lavorarci. Mi pare piu' utile che non andare ad esplorare radici di vetero-nazionalismo, che si sa dove hanno spinto l'umanita'.



Allora cerco di spiegarmi meglio, troppo spesso l'identità italiana che si contraddistingue per la creatività, la sua immensa cultura ed il cibo (nel mondo intendo) viene buttata al vento e non recepita a dovere da chi vive in Italia, io che vivo all'estero noto, con grande piacere, che il marchio italiano, come stereotipo di persona e capacità lavorativa è ancora apprezzato.
Questo non fa altro che confermare ancora una volta quello che ho sempre pensato e cioè che bisognerebbe essere più fieri della nostra identità, e non essere orgogliosi della nazione solo quando vinciamo la coppa del mondo.
Bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
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26

martedì, 10 aprile 2012, 22:24

io mi sento fierissima di esserlo, abbiamo i ns problemi e gli altri popoli ne hanno altri

puma

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27

domenica, 15 aprile 2012, 18:59

No

Ho votato no. Sono umiliata dalla incapacità di reazione a malversazioni che da anni subiamo e questo è indice di passività, di indifferenza o di sopravvivenza furbesca. Sono atteggiamenti nei quali non mi riconosco, non sono così e adesso che dopo 42 anni di lavoro (42 anni di lavoro tirati con i denti, tutti i giorni una lotta), mi trovo a contare i soldi a fine mese, speravo che ci saremmo svegliati. Posso invitare ad un segnale forte? Dai, non andiamo a votare, nessuno, seggi deserti e pronti alla piazza, senza violenza ma determinati, finalmente.

Tetsuro

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28

domenica, 14 ottobre 2012, 21:00

Io sono molto fiero di essere italiano, sia per il nostro retaggio storico (Roma, le signorie, etc.) semplicemente ENORME, sia per lo Stato attuale che vedo molto più attento alle esigenze dei cittadini rispetto ad altri stati come gli Stati Uniti ad esempio. Poi ovviamente mi sento soprattutto un cittadino, perché vivo in una realtà locale.

cl

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29

lunedì, 15 ottobre 2012, 07:23

io no , sinceramente con l'aria che tira ultimamente in Italia ci sarebbe da vergognarsi un bel po di essere italiani , con chi mangia ostriche e champagne e chi fa 10 ore di fila al pronto soccorso perchè la sanita non ha soldi per assumere un altro medico ..... sara un passaggio , sara un momento ma no adesso non mi sento orgogliosa di esserlo ....

dora

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30

lunedì, 15 ottobre 2012, 07:27

Hai ragione cl è meglio che ce annamo a ripone.....con tutti gli scandali e la ns impotenza politica di cittdini.... ;(