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fran235

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31

martedì, 08 gennaio 2019, 07:03

Non è OT perché il thread sottende chiaramente un'accusa ai crimini progressisti.
Sulla carcerazione farei un distinguo. I reati non sono tutti uguali e uguale non è la funzione della pena.
Ci sono reati che la società non si può permettere di superare. Omicidio, mafie, stupro e pedofilia. Più che reati li definirei crimini.
Per essi la società è obbligata a difendersi.
Ci sono reati minori, spesso derivanti da cause sociali, in cui la pena detentiva addirittura favorisce la reiterazione successiva del reato.
In quei casi un percorso di reinserimento sociale eviterebbe in molti casi successivi reati.
La funzione riabilitativa della pena è un concetto costituzionale non inserito solo dai cosiddetti progressisti, ma dai padri costituenti.
i miei nemici siano liberi, io cado e resto qui...

32

martedì, 08 gennaio 2019, 09:41

personalmente cerco di raccogliere ogni briciola di sistema funzionante
quando non funziona le notizie si ritrovano ovunque

nel mondo ideale la formazione, la ricerca, la specializzazione e il merito dovrebbero dirigere le nostre azioni. nella realtà ciò non è. per mille motivi, in primo luogo direi che è un fattore culturale e probabilmente su quello bisognerebbe lavorare.

l'argomento carcere è, se possibile, ancora più drammatico. perché quelli sono gli ultimi degli ultimi, diciamoci la verità, non gliene frega nessuno se anziché rieducazione si fa educazione al crimine. se poi problemi mentali e pericolosità stanno nello stesso corpo abbiamo il dramma perfetto. chi sa qualcosa di ops o rems sa pure che c'è da mettersi le mani nei capelli.
namasté

crobatus

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33

martedì, 08 gennaio 2019, 18:33

basterebbe riaprire gli ospedali psichiatrici dove i familiari possano mettere il figlio/figlia che mena, minaccia....

il che non vuol dire imprigionarlo, ma costringerlo a curarsi...

sul carcere, le nazioni che l'hanno superato sono le stesse dove la pena massima è 20 anni anche per strage (vedere Breivik in Norvegia) e dove le carceri sono delle specie di ostelli a 3 stelle ?

sono anche questi i frutti del positivismo giuridico, cioè della legge separata dalla morale, per cui il reato è sanzionato perchè c'è una legge e non perchè è sbagliato in sè...

per cui se abolissero il reato di omicidio (dico per dire) sarebbe lecito andare a uccidere...

mayra

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34

mercoledì, 09 gennaio 2019, 00:39

Secondo me una nazione civile può abolire la pena di morte, ma non l'ergastolo. Dare una pena massima di vent'anni di carcere per una strage è assolutamente demenziale.

fran235

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35

mercoledì, 09 gennaio 2019, 06:55

Io la mia idea l'ho esposta sulle carceri. Ci sono alcuni crimini per cui lo scopo principale della società è difendersi e lì c'è poco da fare. La detenzione è l'unico strumento. Le carceri però sono anche affollate di persone, spesso giovani, che hanno commesso altri reati. Queste persone potrebbero essere indirizzati a pene alternative. Il carcere spesso diventa una palestra per successivi reati.
Questo concetto della riabilitazione è molto diffuso in uno dei paesi occidentali meno "inquinati " dalla perfidia dei progressisti...ossia gli USA.
i miei nemici siano liberi, io cado e resto qui...

crobatus

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36

mercoledì, 09 gennaio 2019, 18:43

meno inquinati solo in ambito giustizia....

e non perchè ci sia il common law britannico/protestante...in Gran Bretagna sono messi peggio di noi a giustizia...

si vede che l'avere a che fare con la violenza afro e ispanica ha agito da deterrente...

e poi hanno i giudici eletti dal popolo, a differenza dei nostri che "vincono" il concorso e rimangono a vita, inamovibili con avanzamento automatico di carriera.

solo nei paesi ex comunisti dell'est non sono stati "contaminati" dall'ideologia progressista...

la barbarie del socialismo reale li ha tenuti "al riparo" da un virus ancor peggiore...

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "crobatus" (12/02/2019, 00:45)


37

giovedì, 17 gennaio 2019, 21:44

Tutto è stato detto.
Senza dubbio.
Se le parole non avessero cambiato significato, e i significati non avessero cambiato parole.

J.P S.

crobatus

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38

venerdì, 18 gennaio 2019, 01:40



domani lo guardo...

ho visto i primi 2 minuti e sembra molto "benevola" verso Basaglia, che era un anticlericale...

e questa è la tv dei vescovi....ormai appiattiti su posizioni cui dovrebbero essere contrari...

crobatus

Non registrato

39

venerdì, 18 gennaio 2019, 20:03

il conduttore è stato abbastanza eloquente al min. 14.30 "vennero aperte le porte dei manicomi e i matti cominciarono a girare per le città"

40

martedì, 22 gennaio 2019, 12:08

Ancora esistono i manicomi, si chiamano psicofarmaci, e non sono io a dirlo ma uno psichiatra. Avete la vaga idea di cosa vuol dire assumere a vita un iniezione long acting mensile di Paliperidone, Aripiprazolo o qulache altro antipsicotico atipico?

No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

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41

martedì, 22 gennaio 2019, 12:20

Poi anche tutte le altre "strutture" SPDC (reparti psichiatrici di diagnosi e cura), comunità psichiatriche, alcune case famiglia. Molti di questi luoghi sono assolutamente sovrapponibili ai vecchi residui manicomiali è solo cambiato il nome. Qualche settimana fa in un SPDC di Cagliari è morto un geometra di 46 anni dopo essere stato abbandonato legato al letto per tre giorni, la contenzione fisica prolungata è equiparabile alla tortura, caso assimilabile a quello di Francesco Mastrogiovanni e ne avvengono a decine l'anno, solo tranne che per qualche eccezione finiscono nel dimenticatoio.

Qual'è la differenza tra queste "nuove" strutture e i vecchi manicomi, eccetto il nome più politicamente corretto?
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mayra

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42

domenica, 27 gennaio 2019, 18:16

Io attualmente sto seguendo un corso per operatore socio-sanitario. A metà marzo inizierò lo stage in una comunità psichiatrica, potrò farmi un'idea più obbiettiva riguardo a come vengono trattati i malati psichiatrici.

Turbociclo

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43

lunedì, 11 febbraio 2019, 20:19

La creazione di strutture adeguate alle persone che soffrono di gravi disturbi psichici comporta una sensibilità sociale che in Italia è purtroppo poco diffusa. Lo sperpero del denaro pubblico è cosa risaputa, mentre non si provvede a quegli interventi che sarebbero veramente necessari. Stesso discorso per le carceri, che non possono diventare luoghi ricreativi ma neanche consistere in celle sporche e sovraffollate dove la parola "rieducazione" diviene una barzelletta. La riforma Basaglia portò ad efficaci interventi solo in alcune località del nord Italia, oggi la chiusura dei "manicomi" ha causato solo un peggioramento della situazione.