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nonloso123

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Data di registrazione: mercoledì, 14 febbraio 2018

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1

giovedì, 15 febbraio 2018, 00:24

un breve racconto

Buona sera,

Volevo raccontarvi la mia storia, a me scrivere farà bene e forse a qualcuno interesserà. Ho 29 anni.
5 Anni fa, felicemente fidanzato vivevo in Italia con la mia compagna, entrambi alla ricerca di un lavoro e pieni di progetti per il futuro.
Si e' aperta per me la possibilità di andare all'estero per continuare gli studi postlaurea, ed ho accettato sapendo che la mia dolce meta' mi avrebbe accompagnato.
... non e' stato così. Dopo circa 5 mesi che io ero via lei fu assunta a tempo indeterminato in Italia, abbandonando definitivamente l'idea di convivere.
Forti del nostro amore, abbiamo tirato avanti 4 anni in questa situazione. Ogni 2 settimane volavo in Italia per rivederla, anche solo per un bacio.
Il lavoro molto intenso, e la solitudine estrema, insieme al senso di colpa di "averla abbandonata" mi hanno logorato. Dopo il terzo anno di solitudine ho smesso di riconoscermi
allo specchio. Da persona "brillante" (non voglio essere falso modesto) e gioviale mi ero trasformato in un uomo stanco, triste e molto depresso.
Non avevo più gioia nel fare nulla, uscire di casa era divenuto difficile. Parlare con altre persone, e fare le cose più semplici al lavoro era diventato impossibile.
Così ho iniziato a fare errori, ad essere distratto, a dormire poco e sentirmi sempre più inadeguato. E' facile immaginare che questa mia degenerazione psicologica non fosse facile
da nascondere con la mia compagna "a distanza". Tanto che un giorno mi ha detto (letteralmente) "tu sei triste, e mi rendi triste. Fatti aiutare".
Decisi di seguire il suo consiglio ed entrai in terapia psicologica per 1 anno. Non saprei dire se gli esiti furono buoni. Probabilmente, visto che sono qui a scrivere, sì.
Il tempo passava e barcollando andavo avanti, con un traguardo nella mente che mi avrebbe portato a tornare dalla mia bella in Italia. nei 20 giorni di fuoco, per la preparazione della mia tesi lei mi dice di non amarmi più. Ammetto di non essere proprio caduto dalle nuvole, mi aspettavo che sarebbe successo qualcosa.
Da quel momento iniziai a pensare al suicidio. Gli errori commessi al lavoro, ed aver perso la persona che amavo mi sembrava una cosa che non sarei riuscito a superare mai.
In un modo o nell'altro, riempendomi di calmanti sono riuscito a fare quello che dovevo fare e riesco a tornare in Italia.
Tornare nella stessa città della mia ex non è il caso, quindi decido di andare in una regione differente. Ottimo posto di lavoro, ottime persone, ottimo stipendio.
Siamo arrivati al presente: pochi giorni fa scopro di aver fatto degli errori importanti in ambito lavorativo e mi crolla il mondo. Vado nel panico ed ho quello che gli inglesi chiamerebbero "breakdown". Piango tantissimo, torno in ufficio di notte a riparare i miei errori scusandomi e umiliandomi con i miei collaboratori. Non mangio e non dormo per due giorni. Ed eccola riemergere, l'idea del suicidio. Mi ritrovo a pensare che il mondo possa essere un luogo migliore senza me, e desidero abbandonare tutto.
Ora vi scrivo perchè non so cosa fare. Posso tornare in terapia, ma dubito della sua efficacia. Posso abbandonare il lavoro e cercarne un altro.
Mi sento paralizzato, in una situazione opprimente, e non so come uscirne e far tornare tutto alla normalità.
Tutto mi sembrava risolto, invece è riemerso tutto, come una ferita non guarita, ma solo ignorata.

Vi ringrazio dell'attenzione,
aiutatemi per favore, sono stanco di avere a che fare con una persona come me, e con quello che sono diventato.

danielegb

Amico Inseparabile

  • "danielegb" è un uomo

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Data di registrazione: lunedì, 15 settembre 2014

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2

giovedì, 15 febbraio 2018, 12:49

ciao,

la terapia non può farti del male, quindi riprendila senza indugio.

inizia poi a dividere i vari problemi, a stabilire se e cosa scritto nel tuo racconto ti fa star male.
il fatto di non avere una compagna ti fa star male?
è la tua ex compagna che ti manca o una compagnia?

il lavoro ti piace?
l'errore che hai fatto è grave? quanto?
perchè questo errore ti manda nel panico? non sai come risolverlo oppure ti senti un fallito?
sei stato rimproverato per questo errore?

in un momento dove ti sembra tutto un problema devi farti delle domande, ed escludere una dopo l'altro ciò che ti crea problemi.
a volte la difficoltà è farti la domande giusta, non darti una risposta.
qui possono aiutarti gli altri, come la terapia, a farti la domanda giusta.

entra di più nel dettaglio, iniziando a rispondere alle domande sopra, e poi le domande usciranno da sole.

  • "Dott. Alessio Congiu" è un uomo

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Data di registrazione: lunedì, 10 aprile 2017

Località: Verona

Lavoro: Psicologo clinico

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3

giovedì, 15 febbraio 2018, 23:26

Gentile Nonsolo123,

ho letto il suo racconto diverse volte per comprendere meglio quale potesse essere l'indicazione più appropriata per venire incontro ai bisogni che starebbe manifestando in questo periodo particolarmente difficile della sua vita. Lungi da me offrirle un consiglio, in quanto non richiesto e probabilmente poco utile in situazioni come questa, mi permetta tuttavia di offrirle alcune informazioni, in modo tale che la sua scelta possa avvalersi di una maggiore consapevolezza in merito al discorso relativo all'efficacia dei trattamenti psicologici.

La ricerca nel campo della psicoterapia nacque proprio dallo scetticismo di un giovane ricercatore (Hans Jürgen Eysenck) che nel 1952, riuscì a far pubblicare su una prestigiosa rivista del settore (Journal of Consult and Clinical Psychology) un'analisi comparativa nella quale veniva messo in evidenza come i miglioramenti prodotti a seguito della psicoterapia non potessero essere considerati dissimili rispetto a quelli che si andavano a produrre per il semplice passare del tempo. La provocatoria dichiarazione di Eysenck non lasciò indifferente la comunità scientifica
che, per tutta risposta, diede avvio ad una meticolosa ricerca sull'esito della psicoterapia, nel tentativo di dimostrare l'infondatezza di tali dichiarazioni. La sconferma di tale ipotesi si ebbe solamente molti anni dopo (Smith et Glass, 1977), con uno studio celebre per aver offerto per la prima volta nella storia una valida dimostrazione scientifica di come la psicoterapia presentasse un'efficacia maggiore del semplice trascorrere del tempo. Introducendo nel campo di ricerca una nuova metodologia statistica, la meta-analisi, gli autori furono in grado di offrire un indice oggettivo esprimente sinteticamente il risultato cumulativo degli studi analizzati (Effect Size medio, ES), dimostrando come la media delle persone alle prese con una psicoterapia presentasse un incremento di probabilità del 25% di migliorare la propria condizione psicopatologica rispetto alla media delle persone che non avevano ricevuto un trattamento psicologico.

Da allora la domanda che i ricercatori iniziarono a porsi passò dal comprendere se la psicoterapia potesse essere efficace, al chiarire quale forma di psicoterapia fosse efficace in relazione alla tipologia di disturbo di cui fosse affetta una persona, seguendo una logica simile rispetto a quella proposta all'interno del panorama medico. Attualmente, sono presenti numerose evidenze che suggeriscono come alcune prassi psico-terapiche risultano effettivamente in grado di alleviare sofferenze soggettive descrivibili (per fini di ricerca e di divulgazione tra professionisti) nei termini di specifiche diagnosi psichiatriche. A tal proposito, le sarà utile venire a conoscenza del fatto che lo stesso sistema sanitario nazionale inglese ha elaborato nel corso degli anni linee guida per il trattamento di molte problematiche psicologiche rifacendosi proprio agli esiti più attendibili delle ricerche nel settore. All'interno di queste direttive, tutt'oggi seguite nell'ambito della sanità pubblica britannica, compaiono diverse forme di intervento psicologico, la cui efficacia è considerata spesso non dissimile da quella farmacologica; addirittura superiore per specifiche problematica nei termini di riduzione della probabilità di ricaduta (DeRubeis, Siegle et Hollon, 2008 ). Può trovare gratuitamente maggiori informazioni al seguente indirizzo, semplicemente digitando la problematica di interesse.

https://www.nice.org.uk/guidance

Ancora, per venirle ulteriormente incontro, ho provveduto a pubblicare questa mattina sulla mia pagina professionale di Facebook un video di un noto professore di Padova che, intervistato dall'Ordine degli Psicologi del Veneto nel 2017 in occasione della giornata mondiale della salute promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, tratta il tema della depressione e dell'efficacia degli interventi psicologici per i quali oggigiorno sono disponibili numerose prove di efficacia sperimentale.

Nel rispetto di quella che sarà la sua scelta, indipendentemente da quale essa sia, le auguro di ritrovare il benessere che ciascuno di noi merita di trovare nel proprio cammino.

nonloso123

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4

martedì, 20 febbraio 2018, 12:18

Grazie ad entrambi per le risposte!

allora cerco di rispondere alle domande:

- il fatto di non avere una compagna ti fa star male?
è la tua ex compagna che ti manca o una compagnia?

Mi sembra che tutti i sacrifici e gli investimenti fatti su questa persona (la mia ex) siano
stati completamente vani. Quindi mi sento molto disorientato.
Come diceva un noto comico americano "Lasciarsi dopo tanti anni con una persona è come avere
molti soldi in una valuta di un paese che non esiste più".

- il lavoro ti piace?
Il lavoro mi piace a tratti. A volte si affrontano temi interessanti, ma la maggior parte del tempo è
è frustrante.

- l'errore che hai fatto è grave? quanto?
perchè questo errore ti manda nel panico? non sai come risolverlo oppure ti senti un fallito?
sei stato rimproverato per questo errore?

Avevo sbagliato un calcolo che è finito in una pubblicazione ufficiale. Mi manda nel panico perchè
sono cose che non dovrebbero accadere. Non sono stato rimproverato perchè i miei colleghi non sono nella posizione di farlo, ma comunque ho notato molto malcontento riguardo il mio lavoro.


Riguardo l'efficacia della terapia sottolineata dal Dr. Congiu (che ringrazio molto), continuo ad avere delle perplessità.
Nonostante la stima che io nutro verso gli psicologi, temo che finchè non riuscirò a pormi nella posizione di "voler guarire" fare queste costose sedute non mi porterebbe il giovamento che cerco.

danielegb

Amico Inseparabile

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5

martedì, 20 febbraio 2018, 16:59

ti sei mai domandato se stai chiedendo troppo da te stesso?
mi sembra di capire che interpreti gli eventi della tua vita che non rispecchiano ciò che ti sei prefissato come un fallimento.

il rapporto con la tua ex, fallito.
lavoro che ti piace, fallito.
non fare errori, fallito.

questo è ciò che vedi, ma non è la realtà.

questi eventi sono solo e banalmente eventi, situazioni che non sono unicamente legate a tue scelte.
con la tua ex, eravate in due, perchè sentirti di aver fallito?`
il lavoro, ci sono colleghi e mille fattori che incidono, sei l'unico artefice del fallimento o della tua frustrazione?
errore sul lavoro, ok, l'hai fatto tu, e allora? l'importante è accettare di averlo fatto e se possibile correggere.

non puoi essere responsabile di tutto ciò che ti accade, è come scendere in canoa in un fiume, a volte puoi modificare rotta, a volte no. la corrente influisce e non sei responsabile sempre di dove vai.

immagino che tu sia un perfezionista, che voglia avere il controllo su tutto. sbaglio?

Tags usati

ansia, depressione, morte, paura