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shanty91

Nuovo Utente

  • "shanty91" ha iniziato questa discussione

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Data di registrazione: martedì, 25 agosto 2015

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1

martedì, 25 agosto 2015, 16:32

stalking e disturbo post traumatico da stress

Ciao ragazzi, è la prima volta che scrivo in questo forum, ho 24 anni e purtroppo quasi 3 anni fa la mia vita ha subito un duro colpo, ho subito un'aggressione fisica dal mio stalker. Ormai sono passati anni e anche la faccenda dal punto di vista giudiziario è stata chiusa, ma io ancora non riesco completamente a riprendermi. Mi è stato diagnosticato un disturbo post traumatico da stress con iperaurosal, ho fatto tremila sedute cure di lexotan e xanax ed il mio psicologo mi aveva assicurato che generalmente in 6-12 mesi mi sarei ripresa del tutto. Eppure io ancora mi sento scombussolata, vuota ed incapace di provare emozioni o meglio direi che cerco di evitarle.Ho cambiato città dopo l'aggressione e cerco di evitare tutti i luoghi, gli oggetti che possano ricordarmi quel brutto periodo della mia vita. E nonostante ciò continuo a sentirmi spesso osservata, ho deja vu e spesso quando cammino credo che qualcuno mi stia seguendo, allucinazioni ed incubi.Eppure ho sempre pensato di essermi ripresa bene, di aver sistemato la mia vita e di averla resa equilibrata.Ho un fidanzato che mi ama, i miei studi vanno bene, una famiglia che mi è vicina ma non riesco ad essere felice, ho questo peso che mi perseguita e me ne vergogno. Continuo a prendere il lexotan almeno 3 volte al giorno, mi aiuta a non tremare e a riposare senza avere incubi. Vorrei però cercare di uscire da questo tunnel che mi sembra solo allungarsi nel tempo, vorrei smetterla di portarmi tutta quest'ansia addosso... per questo motivo scrivo qui, perché credo di dover condividere questa mia debolezza e prenderne coscienza, fino ad ora mi rendo conto che ho seppellito tutto quello che mi è successo mentendo a me stessa. Come posso affrontare questa situazione? Come faccio a liberarmi per sempre di questo peso immenso?

Vi ringrazio anticipatamente per i vostri consigli e mi scuso se sono stata prolissa

LolaNoir

Utente Attivo

  • "LolaNoir" è una donna

Posts: 91

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Data di registrazione: sabato, 28 gennaio 2012

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2

giovedì, 27 agosto 2015, 14:56

Perchè dici che ti vergogni di avere questo peso? non è colpa tua...
"I think I've gone insane, I can't remember my own name"

Lupotta

asociale

  • "Lupotta" è una donna

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Data di registrazione: martedì, 26 gennaio 2010

Località: Lombardia

Lavoro: schifoso..

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3

giovedì, 27 agosto 2015, 15:54

Ciao.
Credo che vivere un'esperienza come la tua sia destabilizzante nel vero senso della parola.
Il punto è che, anche se sembra banale e vuota come affermazione, ma certe cose accadono. Punto.
Quando accade qualcosa di brutto, che ci devasta, siamo portati a frantumarla in milioni di piccoli pezzettini, perché dando un senso a ciascuno di questi frammenti, speriamo poi di poter ricostruire il tutto, con un senso. Per poi andare avanti.
Il punto fondamentale è che un senso non esiste. Mai..o..quasi mai.
Ma cercando di trovare un motivo, un colpevole, una colpa..continuiamo a vivere e rivivere l'evento, tormentandoci con un passato che finisce col rovinarci il presente e precluderci il futuro.
L'unico modo per uscirne è lasciare andare.
So che ti sembra impossibile, anzi..addirittura un insulto.
Una parte di te quasi sicuramente dirà "Lasciare andare? Dopo tutto quello che ho sofferto? Dopo gli incubi che ho vissuto? Mai! Merito risposte, merito la pace, merito un epilogo, un motivo a tutto questo dolore".
Ma spesso la ricerca di una risposta non fa altro che donarti altro dolore.
Ne vale davvero la pena? Di vivere costantemente "braccati" da paure, presentimenti, fobie?
No.
Anche io soffro del tuo stesso disturbo, anche se per mia fortuna in modo più lieve e gestibile, e per altri motivi.
Ho vissuto, ed alcune volte ne soffro ancora, di alcuni, ed altri problemi che hai esposto.
Per esempio alcuni odori mi provocano delle reazioni esagerate, come alcuni suoni o situazioni.
Prima erano cose di cui non avevo controllo, ora sì..in alcuni casi non al cento per cento, ma in misura tale da non provocare fastidi a me od altri.
Devi avere pazienza, ed il consiglio più spassionato che mi viene da darti è di allontanarti dal tuo passato. Che non vuol dire dimenticarlo o non dargli la giusta importanza, ma ridimensionarlo. Perché meriti di camminare tranquillamente per strada, di avere un rapporto sereno con gli altri e te stessa, di vivere felice.
Sono cose che potrai conquistare un passo alla volta.
Ma il passo bisogna farlo, ed il primo è dirsi "Non è colpa mia. Le cose sono andate così. Ho imparato ad essere forte, ho sofferto, e tutto questo mi ha portato ad essere qui, ora. Ed ora merito di essere felice".
L'uomo si differenzia dal resto della natura soprattutto per una viscida gelatina di menzogne che lo avvolge e lo protegge.