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lifeis2strange

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1

mercoledì, 11 aprile 2018, 22:46

Sono troppo esigente con me stesso

Buonasera a tutti,

Sto notando da un pò di tempo che, come da titolo, credo di essere diventato troppo esigente con me stesso.
E' come se avessi l'assurda pretesa che ogni cosa che faccio debba necessariamente andare bene.
Quando infatti qualcosa non va per il verso giusto, mi sale una rabbia molto intensa, mista a malessere/depressione che mi porta a fare cose che non vorrei.
Vi faccio diversi esempi in modo che possiate capire meglio:

-Non riuscivo a finire un videogioco, ho rotto il controller sbattendolo a terra con forza. Capitato diverse volte.
-Quando al lavoro ho ricevuto critiche da parte di qualche collega, anche giuste (non conosco nessuno a cui non sia successo), l'ho presa come insulto, e ho cercato addirittura di sabotargli il lavoro per l'intera giornata.
-Mi è capitato che, in piscina, una persona mi avesse detto chiaro e tondo che nuotavo malissimo. Da quella volta, non ci ho messo più piede, mi è passata completamente la voglia, e solo a pensarci a quell'epidosio mi torna una rabbia molto forte. Avevo anche intenzione di iniziare altri sport e mi è passata completamente la voglia.

-Il colmo l'ho raggiunto quando, con la macchina (purtroppo nuovissima acquistata 1 mese fa circa), sono dovuto entrare in un garage (fra l'altro neanche a norma) molto molto stretto. Ho sbagliato a fare la manovra, di conseguenza ho colpito il paraurti laterale ammaccandolo.
Credo di essere andato fuori di testa per una giornata intera. Mi sono sentito una persona inutile, incapace, buona da niente e limitata. Per quella giornata non ho parlato con nessuno (se mi toccava, gli urlavo contro dalla rabbia).
Inoltre continuavo a sbattere a terra con forza oggetti di vario tipo e a dare pugni sul letto, rompendo anche un'asse.
Ci tengo però a precisare che queste "scenate" le faccio quando mi sento libero di farle. Ovviamente al lavoro, ad esempio, non è mai successo, anzi sono io che mi trovo qualche volta a tranquillizzare gli altri per diversi motivi.
In genere sono conosciuto come una persona equlibrata, infatti a quei pochissimi che ho raccontato quanto ho scritto qui hanno fatto fatica a crederci.

So benissimo che reagire così non porta a niente, anzi si entra in un loop sempre più stretto dal quale risulterà sempre più difficile uscirne, in quanto inevitabilmente si impara anche sbagliando, ma ultimamente è come se non lo accettassi.
Aggiungo anche che, in quei casi, quando mi sento dire "Nessuno è perfetto" oppure "Capita a tutti" mi innervosico ancora di più.

Può essere che sotto sotto abbia il malato desiderio di essere come "perfettino" e di riuscire a fare tutto al primo colpo ? Qualcuno di voi ha mai avuto a che fare con persone con questo grande, grandissimo difetto ? Può derivare da qualcosa in particolare ?
Ma soprattutto, è un disturbo specifico ? E di cosa si tratterebbe ?

In genere, sono quasi sempre riuscito a raggiungere i miei obiettivi, a scuola ad esempio andavo benissimo (secondo della classe) e ho trovato subito lavoro.

Grazie mille a tutti per la pazienza di leggere questo tema, buona serata a tutti, e mi raccomando non fate come faccio io :D
Giulio.

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2

giovedì, 12 aprile 2018, 01:30

Gentile Giulio,

proverò a riformulare quanto ci ha proposto utilizzando una modalità che possa permetterci di identificare il meccanismo che sarebbe alla base di quanto da lei descritto. Nel compiere ciò, cercherò di assumere una posizione neutrale ed analitica, al fine di essere trasparente nella descrizione logica proposta, ed evitando al contempo fraintendimenti che potrebbero per contro contribuire a generare in lei quegli stessi vissuti che invece vorrebbe riuscire a padroneggiare in modo più utile per i suoi scopi. La prego di correggermi laddove riscontrasse incongruenze di qualsivoglia forma e natura, e di considerare tale commento in modo non diverso da come potrebbe considerare un semplice spunto di riflessione.

1. Attualmente si è accorto di provare dei vissuti molto intensi di rabbia, a cui reagisce esprimendo direttamente l'emozione percepita (es., rompe il controller del videogioco, cerca di sabotare il lavoro del collega che l'aveva criticata, urla a squarciagola, dà pugni sul letto, rompe altri oggetti) o evitando le occasioni in cui ha sperimentato tale vissuto (es., evita di andare in piscina, non parla con nessuno). Dagli esempi da lei riportati, l'emozione in questione è stata percepita durante i seguenti eventi:

- Quando non è riuscito a completare un videogioco
- Quando ha ricevuto delle critiche "giustificabili" sul lavoro
- Quando in piscina le hanno riferito di nuotare "malissimo"
- Quando durante una manovra con la sua autovettura ha accidentalmente urtato il paraurti laterale ammaccandolo
- Quando le dicono in chiave consolatoria che "Nessuno è perfetto" o che "Quanto capita a lei può capitare a chiunque"

In almeno una di queste circostanze (evento della macchina danneggiata), l'emozione si è accompagnata a pensieri negativi quali i seguenti:

<< Sono inutile >>
<< Sono incapace >>
<< Non sono buono a fare niente >>

2. Ritiene di essere capace di inibire l'espressività della rabbia in alcuni contesti che caratterizzano la sua routine giornaliera (es., lavoro, piscina). Diversamente, nei contesti in cui ritiene di essere più libero di manifestare la propria rabbia (es., casa), esprime questi vissuti assecondando il comportamento suggerito dall'emozione in questione, benché questo non sia un qualcosa che le piace e che vorrebbe per se stesso.

3. Le persone a cui ha raccontato quanto starebbe vivendo le hanno manifestato stupore, non scorgendo in lei alcun segno espresso di rabbia.

4. I consigli da questi proposti non hanno sortito l'effetto sperato, alimentando piuttosto l'emozione verso cui si ha difficoltà di gestione. Lei infatti sa già che nessuno è perfetto e che dei momenti di intenso nervosismo possono capitare a tutti, ma attualmente sapere queste cose non le è di alcun aiuto per gestire la sua rabbia.

5. Attribuisce un giudizio negativo a se stesso nelle occasioni in cui ha manifestato apertamente l'emozione di rabbia ("[...] questo grande, grandissimo difetto"; "[...] mi raccomando non fate come faccio io"), provando parallelamente o poco dopo malessere ed un'emozione di tristezza.

6. Sta iniziando a prendere in considerazione l'idea di essere una persona troppo esigente con se stessa, perfezionista, e poco tollerante verso gli errori che potrebbe compiere o che potrebbero farle notare.


Considerando che la rabbia solitamente esprime l'emozione che si percepisce in presenza di un torto subito (dagli altri o da noi stessi), potremmo supporre che, in modo del tutto involontario e inconsapevole, lei abbia percepito di aver subito un torto in ognuno degli eventi da lei indicato. Supponendo quindi che i pensieri da lei riportati nell'esempio dell'autovettura fossero presenti in modo più o meno silente in ognuno degli esempi elencati, potremmo avanzare l'ipotesi che lei abbia valutato il non riuscire a finire il videogioco, l'aver ricevuto delle critiche sul luogo di lavoro e in piscina, e l'aver ricevuto dei suggerimenti da parte di amici o colleghi come chiare prove di una sua supposta "incapacità". Se così fosse, potremmo descrivere il meccanismo nel modo seguente:

A) Evento: Un collega la critica sul posto di lavoro o in piscina
B) Pensiero: "Ma come si permette? Mi sta dicendo queste cose perché pensa che sono un incapace?"
C) Emozione: Rabbia
D) Pensiero: "Non posso manifestare la mia rabbia verso gli altri. Non devo provare rabbia". "Non sono una bella persona se provo questa emozione"
E) Emozione e Comportamento: incremento della rabbia e insorgenza di tristezza; evita di parlare con il collega di lavoro o di piscina per non provare rabbia

Se questa ipotesi fosse corretta, potremmo iniziare a supporre che se una "pretesa" potrà essere rintracciata, questa si potrà riscontrare nella convinzione che sia sbagliato provare questa emozione (es., "Non devo provare rabbia. Pretendo non provare questa emozione"). Così posta, tale formulazione non sarebbe informativa del motivo per il quale per lei sarebbe sbagliato provare rabbia, aspetto quest'ultimo che, laddove tale ipotesi fosse plausibile, andrebbe di certo approfondito in quanto principale elemento che potrebbe aiutarla a sviluppare l'atteggiamento più accogliente (accettazione) che vorrebbe assumere. Potremmo invece riconoscere come, data l'espressività differenziale di questa emozione (buon controllo in contesti pubblici, controllo carente in casa), e il fatto che lei appaia agli altri come una persona "equilibrata" e poco rancorosa, parte di questi motivi abbiano a che fare con il mantenere agli occhi degli altri o di se stesso una specifica immagine sociale e/o personale. In tal ottica, l'accettazione potrebbe essere una funzione della modifica di questa immagine di se stessi (es., "Sono una bella persona indipendentemente dal fatto che delle volte manifesti della rabbia; questo in quanto io non vorrei manifestarla, perché ho a cuore gli altri, ma delle volte potrà capitare. Gli altri mi apprezzeranno anche se delle volte sarò un pò scontroso con loro, sia perché anche a loro capita delle volte di essere nervosi, sia perché mi apprezzano per la mia persona nel suo complesso, non limitandosi a giudicarmi per singoli comportamenti che potrà capitarmi di assumere").

lifeis2strange

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3

giovedì, 12 aprile 2018, 23:12

Ciao Alessio,

Per prima cosa, puoi tranquillamente darmi del tu, ci mancherebbe anche !
Credo che tutto quello che hai detto sia corretto pensandoci bene.
Purtroppo questo elencato nel thread non è l'unico dei miei problemi, e potrebbe essere collegato anche al fatto che sono molto influenzabile dagli eventi negativi, o comunque tutto ciò che va contro la mia volontà.
Credimi, basta pochissimo per rovinarmi una giornata, e mi viene poi molto difficile dimenticare l'accaduto, e le cause possono anche essere molto banali.
Ho visto che hai preso molto in considerazione i miei esempi (ho sempre pensato che siano il modo migliore per fare capire un concetto senza dilungarsi troppo), quindi te ne faccio degli altri:

-Voglio uscire e c'è brutto tempo ---> Arrivo a pensare che quando voglio fare qualcosa che potrebbe piacermi, c'è sempre qualcosa che blocca.
-Ordino qualcosa online e mi arriva rotto/difettoso ---> Arrivo a pensare che prima o poi tutto quello che possiedo si romperà.
-Metto una foto su Facebook (soprattutto se di me) e ricevo pochi mi piace ---> Mi rattristo e mi metto a confrontare quanti ne ricevono gli altri miei amici (sia chiaro, capita raramente, anche perchè Facebook lo uso pochissimo).
-Non riesco a passare il weekend come avevo pianificato ---> Arrivo a pensare che la vita stessa sia un'ingiustizia in quanto non è possibile lavorare duramente tutta la settimana e poi avere inconvenienti nel weekend.

Credo di avere anche un altro difetto che molto probabilmente avrai già percepito in me, ovvero la mania di protagonismo.
Mi capita spesso di studiare modi di come attirare l'attenzione delle persone (di qualsiasi età/sesso) su di me, e quando non ci riesco ci rimango anche male.
Ad esempio, dato che soffro poco il freddo, mi piace tantissimo fare il bagno al mare nei mesi non estivi, mi sento al settimo cielo quando vedo le persone che camminano in riva col giaccone e con la sciarpa che mi guardano stupefatte (e magari fanno qualche foto).

Ti dico la verità, non so nemmeno come definirmi.
Io temo di essere arrivato alla conclusione di essere una persona molto diversa dagli altri, quindi di sentirmi inferiore sotto molti punti di vista, e credo che quando in qualche modo questo mi viene come "confermato", reagisco molto male. Poi mi aggrappo a cose tipo l'ultima che ti ho detto per avere quei momenti nei quali mi sento notato per qualcosa.
Ho passato la mia adolescenza in modo completamente diverso dagli altri, invece che uscire la sera in discoteca ad esempio mi mettevo ad imparare la programmazione e l'inglese. Non me ne sono pentito, tutto ciò mi ha favorito un impiego da subito, però capisco anche di avere dei "buchi" non da poco che sto cercando di chiudere nel modo sicuramente sbagliato.

Grazie mille per la tua risposta così dettagliata e che mi ha confermato ciò che già pensavo.
Giulio.

Vitto75-pr

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4

venerdì, 13 aprile 2018, 13:03

Cavolo sei identico a me.... Io ho fatto una depressione perkè non piacevo ad una persona... Se nel lavoro,io sono progettista, faccio il 99% dell operato bene..c'è quell 1% che mi butta giu'...... Se non pesco nulla...credo di essere un pescatore pessimo....Finalmente ho trovato uno come ma..credevo di essere solo!!!

lifeis2strange

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5

venerdì, 13 aprile 2018, 23:15

Ciao Vitto,

Credo che ognuno di noi creda di essere un caso unico al mondo, per questo il confronto fa bene.
Da come descrivi il tuo problema, sì, sembra proprio analogo al mio.
Siamo troppo "ricettivi" agli eventi negativi e diamo per scontato tutto ciò che invece va e facciamo bene.
Penso però che, come tutti i problemi, anche questo debba essere affrontato, anche al costo di scroprire delle eventuali scomode verità. Perchè in fondo se siamo così abbiamo qualche strano motivo per esserlo, e non è di certo un qualcosa di positivo. Nulla viene casualmente !
Perchè ci basta così poco per considerarci "buoni da niente" da un momento all'altro ? Perchè molto probabilmente abbiamo una bassa autostima. Motivo ?
Una risposta certa, ipotesi a parte, non ce l'abbiamo neanche noi. Non trovi ?

Vitto75-pr

Giovane Amico

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lunedì, 16 aprile 2018, 11:37

Ciao Life, io credo di esigere da me sempre il massimo....cercare la "perfezione".....questo mi disse la psicoterapeuta...il fatto di uscire dal seminato, magari con qualche errore....o una reazione sbagliata...mi provoca disagio e ansia... come dici tu nulla è casuale..ma è tutto legato a quello che vogliamo da noi stessi. Io al lavoro quando va tutto bene i miei progetti vanno bene etc.... mi sento un leone... ma basta una cagata...per sentirmi tutto i l contrario. Dobbiamo capire,second me, che non c'è solo il nero o il bianco....ma anche il grigio..cosa ne dici?

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7

lunedì, 16 aprile 2018, 20:22

Vitto, io sono d'accordissimo con quello che dici.
Il problema è che non è facile, almeno nel mio caso, la cosa è più forte di me: Basta la minima sciocchezza (anche se magari io non ne ho colpe) e tutto diventa "nero".
Io credo però di essere più sensibile agli eventi negativi, in quanto è vero che se le cose vanno bene mi sento "carico" ed entusiasta, ma se penso a quanto queste emozioni durino, purtroppo quelle negative hanno il sopravvento.
Ti faccio un brevissimo paragone che rende l'idea: Ammettiamo che un giorno tu riesca a raggiungere un obiettivo, ti senti "un leone" come dici tu. Mettiamo che, però, lo stesso giorno, ti capiti un qualcosa che esce dal tuo seminato... chi prenderà possesso ? Il "bianco" o il "nero" ?
Secondo me, prende possesso il nero. Questo significa che purtroppo la negatività ha sempre la meglio.
Bisognerebbe però pensare a quante volte gli eventi apparentemente negativi hanno poi portato a qualcosa di positivo ! Nel mio caso è successo diverse volte.
Anche perchè li per li io penso sempre "Nulla è risolvibile, tutto andrà male, la vita è un'ingiustizia".
Se la tua psicoterapeuta ha ragione dicendo che vuoi cercare la perfezione, è altrettanto vero che, come ogni problema, bisognerebbe analizzarne le cause.
Mi raccomando, non fare lo sbaglio di pensare di essere un caso unico al mondo, in quanto le dinamiche psicologiche sono la maggior parte comuni e precisi.

FightFreedom88

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8

lunedì, 16 aprile 2018, 21:18

Anch'io sono così e fondamentalmente i perchè sono dovuti a dinamiche familiari problematiche mai risolte e con le quali purtroppo continuo ad avere a che fare, causa le mie altre difficoltà personali. Il post che hai fatto potevo tranquillamente averlo scritto io. Anch'io mi lascio andare a quegli "atti" quando non sono visto e posso farlo e lo so che sono distruttivi/non aiutano, ma io penso di non poter nemmeno continuare a reprimere il disagio, come ho fatto per tanto tempo. Anzi, è anche perchè ho represso prima, che mi ritrovo a dar di matto così e penso che per te non sia tanto diverso.

lifeis2strange

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9

lunedì, 16 aprile 2018, 21:32

Ciao FightFreedoom,

Ho anche letto il tuo post intitolato "Non va...continua a non andare... ", e mi ritrovo nel 90% delle cose in realtà, come ad esempio le poche amicizie, scarso successo con le ragazze, da piccolo l'ambiente scolastico mi era ostile, ecc...
Credo che alla fine la rabbia repressa sia la causa principale di tutto.

Con questi ti auguro una buona serata :)
Giulio.

Vitto75-pr

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10

martedì, 17 aprile 2018, 08:13

Ciao Life...si si alla tua domanda rispondo "il nero",assolutamente...

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