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  • "pollicino" è un uomo

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46

giovedì, 01 maggio 2008, 16:57

Capisco Vivere, Anzi Diana :happy:

mah, il mio è una sorta di tentativo, una specie di pausa dalle varie ansie e somatizzazioni che mi prendo.
Adesso dovrò prima parlare con Miss intelligenza 2008 e capire con lei quale cammino intraprendere.
Cercherò di chiedere a lei senza dire troppo io chissà mai che si offenda nel pensare che anche io abbia un cervello.

Cmq, al di là di tutto, se anche dovessi venire a sapere "l'incredibile" non mi meraviglierei.
Non andrei da mio padre a dargli addosso. Ormai quello che han fatto han fatto, hanno seminato e il raccolto futuro si prospetta carente.

caffeina

Giovane Amico

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47

giovedì, 01 maggio 2008, 21:39

sono appena tornata da una casa di riposo (eterno? visto il biglietto di solo ingresso?)

è stata una botta.

sono andata a far visita a mia nonna ( lucida nella mente ma invalida)
ke adoro ma non sopportata da mia madre (ironia della sorte,,, mia figlia adora mia suocera)

mia nonna è stata discriminante verso i figli e verso i nipoti (ma le cioccolate le dava a tutti)
poco disponibile e poco paciera, però rideva sempre.
ora non più.

il passato influisce? chi lo sà?
mia nonna non ha mai pianto, nè quando è morto il primo figlio, nè quando è morto il marito, nè quando è morto il secondo figlio.
.... ma lì... nell'albergo di lusso in cui si trova (€ 1.500 al mese)... ha pianto.
ed ha detto FINALMENTE.

il passato influisce ma conta?
vedo mio padre ke la accudisce amorevolmente nonostante tutto, superando tutto, non pensando al passato, come se non avesse mai subito un torto.

mia nonna mi ha chiesto una fotografia di quando si travestiva per carnevale.
gliela porterò il prima possibile.

se trova la forza lei di andare avanti, lì dov'è, dobbiamo trovarla anche noi.

spero ke per la privacy si possa, se avete voglia la mostro anche a voi la sua foto.
"Abbiamo una o due volte, nella vita, l'occasione di essere eroi;
ma tutti i giorni abbiamo l'opportunità di non essere vigliacchi" m.c.

trania66

Utente Attivo

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48

giovedì, 01 maggio 2008, 22:41

un URRA' per la tua nonnina, ma quanti anni ha?
Hai ragione a dire che se va avanti lei possiamo farlo anche noi.
E COMPLIMENTI al tuo papà, deve essere una brava persona, non è facile non farsi prendere dai rancori.
Ciò che sorprende gli altri non è tanto quello che facciamo, ma che siamo felici di farlo e sorridiamo facendolo

caffeina

Giovane Amico

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49

venerdì, 02 maggio 2008, 06:26

la nonnina lì era più giovincella 75, ora ha 89 anni.

sì mio padre è speciale

un posto di quelli fa veramente riflettere.
"Abbiamo una o due volte, nella vita, l'occasione di essere eroi;
ma tutti i giorni abbiamo l'opportunità di non essere vigliacchi" m.c.

50

venerdì, 02 maggio 2008, 12:01

CORSI E RICORSI STORICI

ho capito che le nostre vite sono un susseguirsi di eventi che si ripetono.
il buddismo lo chiama karma, in realtà noi siamo il frutto dei nostri genitori e loro il nostro esempio, l'imprinting.

Allora ci ritroveremo a fare le loro stesse scelte e a ripeterle senza rendercene conto...qui nasce il mio malesere...quando ho capito ,per alcune scelte era troppo tardi.

La scelta per es del coniuge...si dice che la donna scelga un uomo simile al padre...analizzando la mia scelta mi sono detta che nn era così...ma oggi mi accorgo delle similitudini e guardando al futuro mi vedo messa male.

Allora avevo 28 anni e la psicoterapia la iniziai per una infertilità pseudo-psicosomatica, cioè dopo una operazione per endometriosi, nulla accadeva e niente figli...
Allora si chiamava esaurimento nervoso, ma intanto oltre al malessere legato alla mancata gravidanza, c'era l'inconsapevolezza che la scelta matrimoniale nn era stata delle più felici.

faccio un mestiere simile a quello di mia madre..e anche qui un ricorso storico incons c'è stato.

ma come mamma sono diversa ,almeno così mi pare, perchè guardarsi è molto difficile.

Secondo me lo psicoterapeuta dovrebbe essere una figura importante sempre , come il medico curante.
Una figura a cui chiedere aiuto durante la crescita, perchè accorgersi che qualcosa nn va, avere attacchi di panico, tendenze suicide, quando l'età è già tanto avanzata, ci comporta una difficoltà enorme in quanto tante scelte sono già state fatte.
cambiarle è ancora possibile, ma estremamente faticoso e difficile.

caffeina

Giovane Amico

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51

sabato, 03 maggio 2008, 06:15

sono daccordo cara ros.

solo ke il mio di coniuge non è per nulla come mio padre.

ke errore.
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ma tutti i giorni abbiamo l'opportunità di non essere vigliacchi" m.c.

52

sabato, 03 maggio 2008, 22:06

le nostre scelte passate sono basate sulla personalità che avevamo in quel momento, su i valori che per noi erano importanti, sulla percezione che avevamo della nostra femminilità, su i limiti del nostro carattere ecc.
Anche tu caffy avrai scelto il tuo lui in base ad un condizionamento inconscio che nn è così banale da analizzare.
Si sceglie anche per contrastare i genitori cioè se il proprio carattere è competitivo e conflittuale ,si faranno delle scelte per andare "contro" il volere dei genitori.

Ma quello che vorrei dire è che se nn si intuisce qual'è il meccanismo di scelta, se nn si è consapevoli di quali sono i nostri criteri di scelta, l'errore si perpetuerà in eterno e per es gli uomini che sceglieremo saranno tutti simili.

Così anche per altre scelte e modalità di vita...ma fino a che quella data cosa nn ci farà soffrire oltre il sostenibile, noi nn la modificheremo, ma sopporteremo il dolore che ci procura.

Quanti di noi sono stati abituati a vedere i genitori litigare, anche per cose futili...così anche noi potremmo concepire il rapporto di coppia basato sull'alzare la voce e litigare.
Infatti questa era una modalità che ho spesso usato, prima di rendermi conto che era la stessa dei miei genitori.

Ma ho deciso di modificarla, perchè mi faceva stare male più di quanto riuscissi a sopportare.

io come altri ho deciso di rompere la catena....ma diventare un'altra è impossibile.

caffeina

Giovane Amico

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53

domenica, 04 maggio 2008, 09:28

hai ragione ros.

ciao
"Abbiamo una o due volte, nella vita, l'occasione di essere eroi;
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PIER

Giovane Amico

  • "PIER" ha iniziato questa discussione

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54

mercoledì, 07 maggio 2008, 15:36

Grazie Di Cuore Delle Risposte , Scusate Se Nn Ho Scritto Molto Ma Ero Via Per Lavoro,

Gimmi :

Sai Ho Letto Che Saei Molto Molto Preparato Sull´argomento E Ti Faccio Una Domanda:

Quando Mia Mamma Era Incinta Di Me,mio Padre,( Se Avete Letto La Mia Storia Nei Miei Precedenti Messaggi Capirete) La Picchiava Parecchio,anche Se Sapeva Che In Grembo Aveva Suo Figlio,(figuratevi Che Schifo!!)anzi Credo Tutti I Giorni A Parte Quello In Cui Ha Partorito,tu Credi Che La Mia Ansia Possa Dipendere Anche Da Quello Che Ho Passato Mentre Ero In Grembo A Mia Madre???

Un Grazie
dov'e' Uh Uh Uh Uh Uh dov'e'? Fin la' Dov'e'? Uh Uh Uh Uh Uh Dov'e'?

QUESTA FELICITA´DOV´EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE??

  • "pollicino" è un uomo

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55

mercoledì, 07 maggio 2008, 16:28

Io vorrei aggiungermi a Pier per fare un po' la stessa domanda a Gimmi, visto che mi sembri molto preparato su certi argomenti.

Non che abbia ascoltato particolari racconti, ma i miei hanno sempre litigato e a volte anche pesantemente.
Io ho come la sensazione di portarmi dietro qualcosa che non ho mai vissuto.
E la cosa che mi viene in mente prima ancora di un trauma avvenuto appena nato, di qualcosa che è successo durante l'intera gravidanza.
La domanda è questa. L'ipnosi può oltre che tirare fuori eventi successi durante il periodo senza autocoscienza, visualizzare o per lo meno evidenziare se c'è stato qualcosa in precedenza?

Se devo fare un accostamento mi viene in mente che spesso mio padre dice di essere quello che è per via di essere nato nel 1944.
L'ultimo anno e mezzo di guerra costringeva mia nonna a vivere in piena apprensione, con le bombe che cadevano da cielo e lei poverina che raggiungeva i fossati di corsa. Mio padre infatti è irrequietezza fatta persona.

Grazie
Simone

gimmi

Giovane Amico

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56

mercoledì, 07 maggio 2008, 19:18

Gli argomenti di cui parliamo mi hanno affascinato sin da quando frequentavo l'Università.
Per questo motivo, ne parlo volentieri.
Ma non sono un medico, tantomeno un esperto.
Dalla mia ho solo un lungo seminario, seguito tanti anni fa, quando voi forse non eravate ancora nati.

A Pier

I vari studiosi si sono sforzati di individuare l'esperienza specifica nella quale l'ansia viene sperimentata per la prima volta; e quindi assunta come modello prototipico di tutti i successivi stati di profondo disagio di fronte a una minaccia interna o esterna.
Da Otto Rank a Rheingold, passando per Freud, ognuno ha visto in un evento specifico la radice dell'ansia, vale a dire di questo profondo disagio che alla fine può compromettere l'armonico equilibrio tra l'Io e la personalità, l'Io e l'ambiente.

E punterei l'attenzione proprio sull'ambiente, caro Pier.

Il ventre materno è l'ambiente a noi più adatto: sicuro, scevro da pericoli esterni. Insomma una sorta di campana di vetro.
Orbene, se in questo ambiente arrivano stimoli esterni, essi sono assorbiti da chi questo ambiente occupa.
Pertanto, se tua madre si spaventava e entrava in ansia nel momento in cui tuo padre si apprestava a picchiarla o la picchiava, è altamente probabile (quasi certo) che tale paura e tale ansia ti abbia trasferito.
E tu, vivendo in simbiosi con lei, l'hai assorbita.

Questo tuo padre non sapeva.
E ignorava che stava rovinando la vita di due persone.

Hai la mia totale solidarietà.


A Simone

Posso darti la stessa risposta che ho dato a Pier.

In aggiunta.
L'ipnosi potrebbe (dipende dalle capacità dell'ipnotista e dalla buona disposizione del paziente) far venire a galla stati di questa natura cui fai cenno.
Attenzione, però.
Non dimentichiamo che Freud a un certo punto rinunciò a esercitare l'ipnosi, poiché constatò che con essa allontanava la nevrosi dal paziente, ma quest'ultimo cadeva poi in altro genere di psicosi.

Bene.
Premettiamo che tu non sia isterico.
Tuttavia, prima di affrontarla, devi sapere se soffri di qualche fobia.
Perché anche in questo secondo caso, rimuoveresti un disturbo per poi cadere in un altro, simile o addirittura peggiore.

Circa il richiamo al '44, tuo padre è stato sicuramente traumatizzato da piccino.
Le bombe, le corse tra le macerie, la paura di morire; il vedere le persone care terrorizzate; tutto ciò non va preso alla leggera.
Ne so, perché anche i miei vissero un anno terribile così. Io, però, nacqui quando tutto era finito.

E, ritornando a tuo padre, non solo si è portato dietro quel trauma; ma lo ha poi evidenziato - cercando una valvola di sfogo - in una qualche forma psicologica distorta.

Comunque, non sottovalutare i litigi tra i tuoi genitori.
Il trauma che a causa di essi un bambino subisce è fortissimo; quasi insanabile.

----------
In sintesi, e per concludere.

Adesso capirete la mia provocazione (sottolineta in altro post), quando auspicavo un test psicologico molto severo a coppie che vogliono mettere al mondo un figlio.
Non è possibile che, ancora oggi, la superficialità, l'ignoranza, l'egoismo, la mancanza di equilibrio debbano rovinare la vita di esseri che non hanno chiesto di venire al mondo; e che, una volta vista la luce, devono poi trascinarsi addosso per tutta la vita manie, fobie, ansia (con relative somatizzazioni). Infelicità, insomma.
Perché - è inutile strologare - l'ansioso è un essere dotato di una sensibilità eccessiva. E dunque infelice.
E pertanto, proprio questa ipersensibilità gli farà notare cose (ingiustizie, insofferenze, malazioni, ecc.) che una persona non ansiosa non nota; oppure nota, ma su cui non rimugina più di tanto.

Bisogna armarsi, pertanto, di pazienza e forza d'animo.
Imparare a non fermare troppo l'attenzione sui dettagli che la vita ci sbatte in faccia giorno dopo giorno.
Imparare, con l'esercizio continuo, a impiparsene un po' (lasciarsi scorrere addosso gli eventi).
E fare tutto ciò con la consapevolezza che si sta lavorando ad approntare le difese di sé stessi, del proprio equilibrio, della propria salute, psichica e fisica.
Da soli, o con l'aiuto di uno psicoterapeuta (che sia preparato. Voglio dire che entri in «empatia» col paziente. Altrimenti non serve).

Non c'è altra via d'uscita.


Vi ringrazio perché mi date modo di esprimermi (è la mia autoterapia) e Vi saluto con cordialità.

Giacomo

57

mercoledì, 07 maggio 2008, 20:52

L'ipnosi potrebbe (dipende dalle capacità dell'ipnotista e dalla buona disposizione del paziente) far venire a galla stati di questa natura cui fai cenno.
Attenzione, però.
Non dimentichiamo che Freud a un certo punto rinunciò a esercitare l'ipnosi, poiché constatò che con essa allontanava la nevrosi dal paziente, ma quest'ultimo cadeva poi in altro genere di psicosi.

mi spieghi meglio questo concetto....ho paura di essere entrata in qualche nevrosi

gimmi

Giovane Amico

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58

mercoledì, 07 maggio 2008, 22:40

Freud sostituì l'ipnosi col metodo delle libere associazioni poiché si era accorto che gli isterici, nei quali la rimozione agisce in forma massiva, con l'induzione ipnotica che fa leva appunto sulla rimozione, guarivano di un sintomo per poi assumerne uno sostitutivo, analogo o talvolta più pericoloso di quello originario.
Da allora l'ipnosi è andata verso il declino.

L'unico quadro patologico per il quale il trattamento ipnotico sembra essere non solo utile, ma addirittura indispensabile, è l'anoressia.

Se sei isterica, lascia dunque perdere l'ipnosi.

Questo ci dice la letteratura medica.

E io (ignorantemente) aggiungo:
e lasciala perdere anche se sei fobica.

La mia opinione va, comunque e necessariamente, sottoposta a quella del tuo medico curante.

Ciao, ros

59

mercoledì, 07 maggio 2008, 23:31

ciao gimmi se guardi indietro.......ti avevo fatto una domanda..ma rispondimi solo se ti va naturalmente ( su hamer)

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60

giovedì, 08 maggio 2008, 09:53

Ciao gimmi

una domanda: cosa intendi per isterico?
http://it.wikipedia.org/wiki/Isteria ho letto diverse verisoni....e quella novecentesca mi sembra adattabile anche all'ansioso.
Puoi darmi qualche delucidazione?

Anche per la fobia
http://it.wikipedia.org/wiki/Fobia
stessa cosa, con l'ansia puoi assumere diverse fobie.....io avevo paura ad uscire......e la definizione è talmente generica che potrei rientrare nel cerchio.

Simone