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gimmi

Giovane Amico

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16

Tuesday, April 29th 2008, 4:54pm

Qualcosa - come scrivi tu, caro Simone - si è calcificato.
Solo qualcosa, però.

Molto più probabilmente, invece, c'è un "rimosso" che ancora resiste e che, da solo, non riesci a riportare alla luce.
E', questa, una situazione molto comune a noi tutti; e che non ci permette che molti sintomi volgano alla remissione.
Bisognerebbe essere in grado di analizzare i simboli sotto la cui forma i nostri sogni si presentano.
Non è facile.

Sulla famiglia mi trovi pienamente concorde, al punto che tempo fa scrissi un post qui in cui mi domandavo se è sempre una fortuna avere dei genitori.

Ti invio un saluto molto solidale.

gimmi

  • "pollicino" is male

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17

Tuesday, April 29th 2008, 5:06pm

In ogni caso credo che mi hai dato un ottimo spunto di riflessione da sottoporre allo psichiatra da cui sono tornato di recente per rivedere le cure farmacologiche.
Parlerò di questo aspetto. Di quello che può essere accaduto nei primi giorni della mia vita e se esiste un modo per far saltare fuori qualcosa. Che sia con i sogni, con l'ipnosi o altro.
Per lo meno togliermi il dubbio se si possa fare qualcosa e se in effetti è come penso da tempo: è successo quancosa quando io non avevo autocoscienza.

grazie
Simone

gimmi

Giovane Amico

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18

Tuesday, April 29th 2008, 5:18pm

Caro Simone,

fai bene a insistere nel ricercare la radice del tuo malessere.

Anch'io ti spingo a farlo, perché "probabilmente è successo qualcosa".

Vedi... quand'ero giovane, i disturbi d'ansia venivano trattati con sufficienza dai medici:
"esaurimento nervoso!", esclamavano; e, al massimo, ti davano qualche barbiturico per farti dormire.

Oggi, grazie a Dio, in questo campo si sono fatti passi da gigante.
Pertanto, non arrenderti. Va' avanti come un carrarmato, ma risolvi la faccenda.

Altrimenti ti ritroverai come me che, a sessant'anni, devo faticosamente rimettere insieme i cocci.
Ed è una fatica improba, una lotta quotidiana che, alla lunga, sfianca.

Forza!

19

Tuesday, April 29th 2008, 7:22pm

ciao gimmi....credimi da quando sono qui in questo forum...(quasi 5 mesi),non ho mai sentito in maniera così forte l'impatto emotivo che provo a leggerti,io ho lavorato molto su di me..sono 11 anni che seguo dei seminari in estate dedicati a diverse tematiche,da 15 mesi faccio psicoterapia...per delle situazioni che si sono create all'interno della mia famiglia..ma ho sempre pensato a questa cosa dell'abbandono,in più mia madre mi ha sempre detto che io sono nata per errore,infatti io mi definisco una ogino knaus...poi dopo la mia morte di mio padre..ci ha anche detto che avrebbe preferito che morissimo noi anzicchè mio padre( chiaramente in un momento di rabbia).

qualche volta ho pensato di risalire ai motivi di questa sensazione che mi porto da sempre.......di non essere adeguata alla vita,di non avere il permesso ad esistere,ma ho anche pensato che non mi servirebbe a nulla scoprire che magari mia madre mi lasciava in un angolo a piangere disperata ,so anche che ho avuto problemi a nutrirmi..tipo che non succhiavo e mia madre è dovuta passare al 5° figlio all'allattamento artificiale..

e cerco così di dare amore ai miei figli, quello giusto che non chiede niente in cambio..e cerco di aggiustare sempre il tiro..quando mi accorgo di sbagliare,credere in Dio mi ha aiutato tanto,perchè almeno per lui mi sono sentita importante,scusa se mi dilungo tanto.........ma le cose che tu hai detto...hanno aperto ulteriormente il mio cuore..

mi ha colpito anche il fatto che tu dici che alla tua età non puoi permetterti di avere paura,sai anche io l'ho pensato quando mio figlio due anni fa si è ammlato gravemente,mi sono detta adesso non mi posso permettere la depressione,l'ho sentita per la prima volta nella mia vita una cosa inutile,un lusso.......anche quando è morto mio padre sono guarita immediatamente dalla depressione.

grazie del tuo contributo
diana

  • "pollicino" is male

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20

Tuesday, April 29th 2008, 8:39pm

Ciao Gimmi,

non ho la tua età e la tua esperienza, ma credo di capirti quando dici che la "lotta" a lungo andare sfianca.
A volte immagino quelli che scrivono in questo forum e hanno 20 anni e possono usufruire più facilmente di consigli, terapie, soluzioni alternative all'inizio della loro degenza. Già 15 anni fa si parlava molto meno di patologie psichiche. Mi sembra quasi di provare invidia per loro. Adesso che conosco te immagino che forse il fortunato sono ancora io, e che mi devo dare da fare per non lasciare nulla di intentato.

In ogni caso, se sei riuscito a controllare l'ansia e a tenerla a bada, tanto di cappello

Grazie Gimmi,
Ciao
Simone

gimmi

Giovane Amico

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21

Wednesday, April 30th 2008, 11:03am

per vivere

scusa se mi permetto di non essere d'accordo con te, a proposito di tua madre che, forse, potrebbe averti "lasciato sola in un angolo".

Noi alla nascita riceviamo l'imprinting da chi ci ha messi al mondo (dalla madre, in particolare); e questi signori dovrebbero sentire forte la responsabilità di dare la vita, piuttosto che dire ai figli d'esser nati per errore, o blasfemìe d'identico tenore.

Diversamente da Te, come puoi arguire, io non sono per il "Volèmose bene" sempre e comunque ("Perché... sai... è pur sempre mia madre!" - o "Che vuoi farci? Si tratta pur sempre di mio padre!... "; e altri luoghi comuni di pessimo gusto);
e per chiudere un occhio quando si tratta di responsabilità:
chi decide di fare il genitore deve sapere che ha l'obbligo (morale e giuridico) di assumersela tutta, costi quel che costi.
In caso contrario, non merita nè amore, tantomeno comprensione.
Al massimo, una "vicinanza per abitudine".
Se poi uno non è tagliato per fare il genitore, si astenga dal mettere al mondo altri esseri umani. Nessuno lo obbliga.

Che poi Tu non sia adeguata alla vita!....
Ecco l'esempio vivente di quanto abbia negativamente influito l'atteggiamento genitoriale su di Te.
Sei adeguatissima, tant'è che l'affronti come problema.
Perché la vita è un problema. Il problema.

Scrivi che dai amore ai tuoi figli: brava! E' la via giusta.
Cui - permettimi - ne devi aggiungere un'altra: fa sì che crescano stimandosi e non perdendosi dietro paure astratte.. E' una delle chiavi.

Abbi cura di Te e buona giornata

blu

Giovane Amico

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22

Wednesday, April 30th 2008, 11:56am

ciao scusatemi..forse nn ho capito bene io...si parla qui dei traumi da piccoli...ect..ke uno nn ricorda ect...
la mia domanda è se nn ricorda di un episodio ke gli è toccata/o,come fa ad sapere del trauma...cioè nn so se mi sn spiegata.. :cool: :!:
....io resto anke quando nn mi avrai e ti avrò pur senza possederti...

  • "pollicino" is male

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23

Wednesday, April 30th 2008, 2:26pm

Quoted from "gimmi"

"Perché... sai... è pur sempre mia madre!" - o "Che vuoi farci? Si tratta pur sempre di mio padre!... "; e altri luoghi comuni di pessimo gusto);
e per chiudere un occhio quando si tratta di responsabilità:
chi decide di fare il genitore deve sapere che ha l'obbligo (morale e giuridico) di assumersela tutta, costi quel che costi.
In caso contrario, non merita nè amore, tantomeno comprensione.

Risprendo solo il pezzetto che mi fa giusto venire in mente il primo colloquio avuto con la nuova psichiatra del CPS 2 settimane fa, quando sono rientrato in terapia dopo un paio di anni di assenza.

Abbiamo parlato di mio padre. E molto anche....
Lei vedeva mio padre come un essere umano che può fare degli errori e mi disse "io capisco suo padre".....aggiunse "non lo giustifico chiaramente".
Ma direi che queste risposte sono sufficienti per "chiudere un occhio in fatto di responsabilità".

Chi va a dire a queste persone cosa vuol dire avere una vita rovinata?
Sembra quasi che il tutto debba essere frutto del caso.
O forse è tutto un gioco diabolico messo in atto per calpestarti fino alla fine. Anche dallo psichiatra trovi qualcuno che non vuole capirti...
Infatti ricordo di essere uscito dal CPS abbastanza contrariato.

ros

Unregistered

24

Wednesday, April 30th 2008, 3:07pm

quando iniziai la psicoterapia mi colpì il vuoto di memoria che avevo...nn ricordavo nulla della mia vita dai 18 annni in giù.

L'ipnosi mi ha AIUTATA a ritovare quei ricordi, spesso dolorosi, temevo di aver avuto un 2grosso trauma".

Ma anche quelli piccoli, minori, dovuti ai 1000 divieti e alle 1000 paure, sortiscono un effetto bloccante sulla nostra psiche.

Riemerse tanta rabbia contro mia madre...mi ricordo che in una seduta di trance cominciai a tempestare di pugni il divano e il cuscino..

Si cambia, ma nn ci si stravolge.

un mandarancio è sempre dovuto all'unione di un mandarino e un'arancia.

lully

vita dipendente

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25

Wednesday, April 30th 2008, 3:28pm

leggere questo post mi stà facendo riflettere su un sacco di cose, mi chiedo da tanto tempo, forse troppo, se ci sono stati degli eventi particolarmente traumatizzanti x me da piccola e dei quali non ricordo nulla proprio perchè ho il sentore che siano accaduti e anche gravi.
a volte mi chiedo se sono pazza, che magari vorrei credere cose che non sono esisitite x chissà quale strano motivo, ma altre ho la sensazione opposta e cioè una certezza di un trauma vissuto e dimenticato.

la mente umana è un mistero x tutti, e quanto viene naturalmente assorbito dai ns genitori o dalle persone che ci sono state vicine da bambini lo è ancore di +.

jimmi continua pure col raccontare le tue esperienze di vita, dì tutto quello che ti và di dire, x noi non è noia ma ossigeno e scoperta: grazie!
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta,
ma di come danzare nella pioggia.

26

Wednesday, April 30th 2008, 3:46pm

gimmi.........sono di ritorno da.....una seduta..mi riservo di rispondere con calma.
un abbraccio

gimmi

Giovane Amico

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27

Wednesday, April 30th 2008, 5:02pm

Blu, hai capito benissimo , invece.

Il neonato sperimenta una esperienza di profondo disagio e di smarrimento nel passaggio dallo stato di totale protezione nel grembo materno alla condizione di insignificanza individuale in un mondo percepito come sconfinato e minaccioso.

Questo dovetti presumibilmente percepire fortemente io, quando presumibilmente mio padre dovette prendermi in braccio in modo brusco. E, presumibilmente, rovinò la mia vita.

I genitori, tutti, nessuno escluso, dovrebbero saperlo.
Ma, poiché nessuno nasce con la scienza infusa, e poiché è scientificamente accertato che non è vero che in ogni donna è presente l'istinto materno;
nel primo caso sarebbe necessario che una coppia che voglia mettere al mondo dei figli farebbe bene a seguire dei corsi (se fossimo in un paese civile, tali corsi sarebbero obbligatori);
nel secondo caso, la coppia dovrebbe rinunciare a mettere al mondo un figlio.

Otto Rank, uno dei massimi psicoanalisti, ha indicato il trauma della nascita come l'esperienza prototipica dell'ansia.

Noi non possiamo ricordare, hai ragione, blu.
Ecco perché in un precedente post ho parlato di ipnosi (leggi in proposito quanto scrive ros).

lully, non sei pazza. Sta' sicura in questo senso.
La mente umana è un mistero, saggiamente scrivi.
Proprio stamane leggevo un illuminante saggio di Jung sulla profondità della mente.
Non sei pazza, dicevo: sei problematica, e un pochino nevrotica; come me e tutti gli amici presenti su questo Forum.
E sei nevrotica (tu, io e gli altri) giacché hai una sensibilità non comune.
Non spaventarti, eh?
Sappi che tutti i grandi artisti e tutti i geni della scienza sono stati (e sono) un po' nevrotici.
Siamo, pertanto, in buona compagnia.

Simone, hai colto perfettamente nel segno.
E per tal motivo evito gli psichiatri (almeno quelli à la page).
La tua, poi, dimostrò di non aver afferrato in pieno il problema.
Cesare Musatti, uno dei grandi della psicoanalisi italiana, scriveva che l'analista deve entrare in empatia col paziente, se vuole aiutarlo davvero a giungere alla comprensione, indi alla soluzione dei suoi problemi.
Quella psichiatra, per dire quello che ti disse, non sa manco l'empatia dove sta di casa.
Simone: mi piace la tua grinta. Bravo!


-------------------------
E per chiudere, un'altra perla della mia vita.
Quando avvicinavo una ragazza (ero ventenne, allora, o poco più), mia madre prima mi faceva il muso; indi le scenate; se constatava che non mi smuovevo, si faceva detective per sapere vita morte miracoli della fanciulla; indi, forte delle sue informazioni, cominciava a smontarmela pezzo per pezzo.
Io, ignaro della sua possessività patologica, e preso da mille scrupoli (era sola, mi dicevo) le credevo e mollavo la ragazza.
Questo è avvenuto moltissime volte.

Conclusione:
a trent'anni, lontano da casa (dunque da lei!), sposai la prima che mi venne a tiro: una sciagurata.
Per liberarmi incosciamente della presenza assillante di mia madre, dalla padella finii nella brace.
Non è una scusa, comunque. Detesto i vittimisti.
Poiché - diversamente da tanti - ho il coraggio delle mie azioni, dico che sbagliai io a sposarla, non lei a dirmi di sì.

Però, come faccio ad assolvere completamente mia madre (quella che avrebbe dovuto concorrere più di tutti a forgiarmi una personalità equilibrata) per l'errore che purtuttavia fui io a commettere?

Domanda:
quante ragazze convolano a nozze non tanto per amore (a loro pare sia quello, semmai è solo infatuazione), ma solo per "uscire da casa"?

Un caro saluto a tutti voi, cui va la mia schietta solidarietà.

gimmi

roberto

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28

Wednesday, April 30th 2008, 5:11pm

ciao a tutti,
riguardo all'iponsi mi pare che non funziona su tutte le persone,ditemi se sbaglio e come avete già detto comunque è difficile trovare qualcuno che la pratichi bene.
....la vita non è un film perchè i buoni non vinceranno....

gimmi

Giovane Amico

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29

Wednesday, April 30th 2008, 5:22pm

Ciao, Roberto.

Hai ragiona: non funziona su tutti.

Su di me, per esempio, no. E sai perchè?
Razionalizzo troppo.

E', il mio, un meccanismo di difesa per preservare quel poco di autostima che mi è rimasta.
E non ne sono contento, come potrai arguire.

30

Wednesday, April 30th 2008, 5:28pm

ciao gimmi prima di tutto volevo ringraziarti per due motivi,uno perchè metti a nostra disposizione un pezzetto del tuo cuore( e noi ne avremo cura) e l'altro perchè ci dai modo di interagire con te,che sembri avere tanta esperienza e saggezza.
naturalmente grazie anche a pier che ha aperto questo post.........io ho sempre evitato da 5 mesi che sono in questo forum di affrontare argomento: mamma ,infatti credo di non aver mai scritto niente a riguardo,non l'ho fatto non perchè non mi importasse ma semplicemente perchè :MI FA TROPPO MALE!!

si hai ragione mia madre è responsabile ,come genitore di aver fatto 5 figli a cui manca qualcosa,io ho due sorelle che soffrono di attacchi di panico..io sono stata risparmiata...

ho iniziato la psicoterapia...non per mia volontà,ma per aiutare mio figlio(il secondo) che si è ammalato di fobia scolastica con piccolo attacchi di panico,dopo che il fratello si era ammalato pochi mesi prima di linfoma di hodjkin....,ebbene stanno bene,si io ce l'ho messa tutta come madre,perchè io credo che i figli debbano crescere sani!!!!

ma non me l'aspettavo.........che la psicoterapia dovesse proseguire........stamani,anche dopo le cose che ho letto qui,ho di nuovo affrontato argomento:mamma,si hai ragione gimmi...sembra che sia la strada giusta ..quella di prendere le distanze da lei,anzi addirittura riconoscere che mi abbia fatto male,tanto male.

tu dici che tua madre ha influito negativamente sul tuo rapporto con le prime ragazze,hai ragione.......io dopo sposata me ne sono subito andata a vivere a roma........e lì mi sentivo una nuova donna!!

la rimozione...la dr.ssa mi ha spiegato che in realtà ,"riportare a galla qualcosa "mi può servire...per elaborare le sensazioni che può avermi provocato....

insomma che fatica si fa a campare!!!!
un abbraccio
diana