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Aggiornaci presto
This post has been edited 1 times, last edit by "Pulmino73" (Oct 8th 2010, 12:27am)
Quale strada intraprendere ??? semplice, quella dello psichiatra(meglio se privato), se hai ancora attacchi di panico e stai male parlane con lui e vedete di aggiustare la terapia.Buona sera a tutti,
mi sono appena iscritto e sinceramente fino a due mesi fa non ritenevo minimamente possibile entrare a far parte di un forum simile; ma ho realizzato che probabilmente e' un ottimo pretesto per sentire vicini tutti coloro che hanno avuto la mia stessa esperienza. Ho 37 anni e da circa dieci mesi uno splendido pargoletto a cui devo le forze con cui sto cercando di reagire alla mia attuale situazione. Sono sempre stato iperattivo e probabilmente anche ansioso, smanioso di avere tutto sotto controllo: questo modo di essere mi ha tuttavia permesso di sopravvivere nella giungla dello stress che popola la mia vita senza subire danni apparenti. Ma ecco che due mesi fa un improvviso dolore fisico mi ha gettato letteralmente nel panico: questo episodio non mi permette di svolgere tuttora l'attivita' sportiva a cui sono morbosamente legato e mi ha di fatto stroncato. Non amando particolarmente i medici (vera e propria fobia) ho cominciato a fantasticare sui sintomi che provavo alimentando smisuratamente l'ansia che cresceva inesorabile dentro di me fino all'esplosione di un attacco di panico. Soliti sintomi che ben conosciamo, solita visita al pronto Soccorso con un bel nulla di fatto, ma la mia vita e' cambiata: ho portato con me sensazioni fisiche che mi e' stato spiegato essere somatizzazioni di un terribile stato di ansia (formicolii su tutto il corpo, senso di bruciore agli arti, guizzi muscolari, ecc) che hanno quindi richiesto il ricorso alla terapia farmacologica (Deniban + Xanax). Ebbene proprio Io che andai su tutte le furie quando ho scoperto che mia moglie, a mia insaputa, assumeva farmaci per un attacco simile, proprio io che non l'aiutavo minimamente perche' non capivo, proprio io ora a lottare per cercare di smettere di assumerli.
Ingenuamente ho pensato che il tutto potesse risolversi nel minor tempo possibile ma mi sbagliavo: in queste sette settimane di terapie il dolore fisico da cui tutto questo e' scaturito e' svanito ed eccomi qui con il pesante fardello ricevuto in eredita': frequenti crisi di ansia con svariati sintomi (sudorazione, vampate di calore, il classico aiuto sto morendo) e la consapevolezza che dinnanzi a me ci sia una salita ben piu' dura di quelle che di solito affrontavo negli allenamenti. E adesso? Il senso di impotenza mi sta facendo cadere nello sconforto e soprattutto la paura di non poter tornare la persona di prima: alterno giornate in cui la speranza, le parole di mia moglie ed il sorriso di mio figlio mi riempiono di gioia ad altre in cui temo di essere irrecuperabile. Probabilmente sto esagerando, certo, pero' e' quello che effettivamente provo: e questo mio primo passo nell'aprirmi verso coloro che sono sulla mia stessa barca e' segno che magari qualcosa in me sta gia' cambiando, si' perche' sento che da queste esperienze se ne viene fuori completamente diversi.
Devo solo capire quale strada intraprendere e magari col Vs aiuto posso farcela. Perdonate la lunghezza del testo ma credo che scrivero' ancora se mi aiuta a farmi sentire meglio. Saro' lieto di confrontare le mie sensazioni con le vostre. Grazie
. La persona "di prima" aveva tutti i sintomi del DAP addosso e non li vedeva, covava dentro un'ansia che il tuo organismo ha ritenuto tollerabile finchè non ce l'ha più fatta ed è esploso. Tu non vuoi tornare ad essere la persona di prima, devi "modificarti" (passami il termine) per essere una persona nuova. Questo è l'obiettivo.
) paure con discreta serenità. Nel frattempo, però, dovrai curarti per davvero. E sarai guarito quando avrai capito la causa del problema, il perchè dei tuoi schemi emotivi sballati e sarai riuscito a sovvertirli. Magari non tutti, ma almeno una buona parte. Per questa seconda fase della cura, ci sono 1000 strade praticabili, eventualmente ne parliamo in un topic separato.
Buona sera a tutti,
Ebbene proprio Io che andai su tutte le furie quando ho scoperto che mia moglie, a mia insaputa, assumeva farmaci per un attacco simile, proprio io che non l'aiutavo minimamente perche' non capivo, proprio io ora a lottare per cercare di smettere di assumerli.
Devo solo capire quale strada intraprendere e magari col Vs aiuto posso farcela. Perdonate la lunghezza del testo ma credo che scrivero' ancora se mi aiuta a farmi sentire meglio. Saro' lieto di confrontare le mie sensazioni con le vostre. Grazie
ciao, non ho capito, ma ti sta seguendo il medico di base o uno psichiatra ???nel caso fosse il medico di base fossi in te mi farei seguire da uno psichiatra, se ti fai fare il bollino in pochi giorni ti affideranno uno psichiatra, digli i tuoi problemi e vedrai che ti farà seguire una giusta terapia farmacologica, magari i farmaci che stai prendendo non vanno bene x te, oppure il dosaggio è troppo bassoEccomi di nuovo qui,
piu' di un mese dopo il mio primo post avrei voluto esordire con buone nuove sulla mia situazione ma purtoppo non e' cosi'. Ho cominciato da circa un mese un percorso psicoterapeutico presso una struttura pubblica che pero' avra' termine dopo appena dieci sedute: la sensazione iniziale e' stata molto positiva perche' per la prima volta mi sono veramente aperto ed ho cercato di focalizzare l'attenzione su emozioni fin qui soffocate, ma ho sempre dubitato che i miglioramenti possano manifestarsi cosi' in breve tempo. Soprattutto perche' i sintomi che mi accompagnano oramai da tre mesi non mi lasciano tregua: in realta' ho trascorso circa un mesetto in condizioni piu' che soddisfacenti, con un ritrovato entusiasmo nell'affrontare la vita e convinzione nei miei mezzi, sempre piu' preparato ad accettare la mia condizione e quindi a superare il minimo accenno di crisi e questo, posso dirlo, grazie all'aiuto della psicologa. Due settimane fa, durante un sabato lavorativo, un semplice formicolio al piede destro dovuto ad una scorretta postura mi ha nuovamente gettato nel panico: qualcosa e' scattato dentro di me, una molla che ha sbloccato il meccanismo del terribile ricordo dei sintomi iniziali e mi sono sentito nuovamente nel buio. Purtroppo ho cominciato nuovamente a fantasticare con il risultato che ai vecchi sintomi se ne sono aggiunti di nuovi e piu' terribili, come la tachicardia o tonfi al cuore come vogliamo chiamarli e negli utlimi giorni dolore alle braccia e mani e fastidiosi giramenti di testa. Sento di essere ripiombato nell'ansia dell'ansia ma non sono nemmeno sicuro a questo punto che di ansia si tratti, o quanto meno sono sicuro di non sentirmi ansioso ma piuttosto continuo a pensare che stia pagando a rate quel maledetto episodio iniziale. In questo momento sento di essere molto confuso e comincio a pensare che anche la cura farmacologica abbia cessato il suo effetto e che, come ha gia' ribadito il mio medico curante, sarebbe necessario aumentare la dose: so che potrei sembrare uno stupido a questo punto, ma ho paura a continuare ad assumere farmaci ed ho cominciato a pensare che possa trattarsi anche di effetti collaterali dovuti agli stessi, sia pure a tre mesi di distanza. Ne ho parlato anche con la psicologa la quale non vede in me un caso particolarmente critico, anzi e' convinta che basterebbe poco per uscirne: me ne rendo conto ma non riesco a fare a meno di non pensare di avere questo problema e quindi la mia vita ne risulta condizionata. Non riesco nemmeno a gioire per un minuto per mio figlio che comincia a camminare che subito dopo mi sopraggiunge il pensiero nefasto di non essere un padre sano e forte. So che forse sto esagerando, ma credetemi mi sento peggio di prima soprattutto dopo aver intravisto la via di uscita. Ma perche'? Aiutatemi a capire, se possibile, non so cosa fare. Grazie.
cmq se prendi un ansiolitico dovresti calmarti subito
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