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SC73

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1

Wednesday, October 6th 2010, 5:50pm

Primo Attacco Di Panico: Come Cambia La Mia Vita

Buona sera a tutti,

mi sono appena iscritto e sinceramente fino a due mesi fa non ritenevo minimamente possibile entrare a far parte di un forum simile; ma ho realizzato che probabilmente e' un ottimo pretesto per sentire vicini tutti coloro che hanno avuto la mia stessa esperienza. Ho 37 anni e da circa dieci mesi uno splendido pargoletto a cui devo le forze con cui sto cercando di reagire alla mia attuale situazione. Sono sempre stato iperattivo e probabilmente anche ansioso, smanioso di avere tutto sotto controllo: questo modo di essere mi ha tuttavia permesso di sopravvivere nella giungla dello stress che popola la mia vita senza subire danni apparenti. Ma ecco che due mesi fa un improvviso dolore fisico mi ha gettato letteralmente nel panico: questo episodio non mi permette di svolgere tuttora l'attivita' sportiva a cui sono morbosamente legato e mi ha di fatto stroncato. Non amando particolarmente i medici (vera e propria fobia) ho cominciato a fantasticare sui sintomi che provavo alimentando smisuratamente l'ansia che cresceva inesorabile dentro di me fino all'esplosione di un attacco di panico. Soliti sintomi che ben conosciamo, solita visita al pronto Soccorso con un bel nulla di fatto, ma la mia vita e' cambiata: ho portato con me sensazioni fisiche che mi e' stato spiegato essere somatizzazioni di un terribile stato di ansia (formicolii su tutto il corpo, senso di bruciore agli arti, guizzi muscolari, ecc) che hanno quindi richiesto il ricorso alla terapia farmacologica (Deniban + Xanax). Ebbene proprio Io che andai su tutte le furie quando ho scoperto che mia moglie, a mia insaputa, assumeva farmaci per un attacco simile, proprio io che non l'aiutavo minimamente perche' non capivo, proprio io ora a lottare per cercare di smettere di assumerli.

Ingenuamente ho pensato che il tutto potesse risolversi nel minor tempo possibile ma mi sbagliavo: in queste sette settimane di terapie il dolore fisico da cui tutto questo e' scaturito e' svanito ed eccomi qui con il pesante fardello ricevuto in eredita': frequenti crisi di ansia con svariati sintomi (sudorazione, vampate di calore, il classico aiuto sto morendo) e la consapevolezza che dinnanzi a me ci sia una salita ben piu' dura di quelle che di solito affrontavo negli allenamenti. E adesso? Il senso di impotenza mi sta facendo cadere nello sconforto e soprattutto la paura di non poter tornare la persona di prima: alterno giornate in cui la speranza, le parole di mia moglie ed il sorriso di mio figlio mi riempiono di gioia ad altre in cui temo di essere irrecuperabile. Probabilmente sto esagerando, certo, pero' e' quello che effettivamente provo: e questo mio primo passo nell'aprirmi verso coloro che sono sulla mia stessa barca e' segno che magari qualcosa in me sta gia' cambiando, si' perche' sento che da queste esperienze se ne viene fuori completamente diversi.

Devo solo capire quale strada intraprendere e magari col Vs aiuto posso farcela. Perdonate la lunghezza del testo ma credo che scrivero' ancora se mi aiuta a farmi sentire meglio. Saro' lieto di confrontare le mie sensazioni con le vostre. Grazie

Pinupansiosa

Giovane Amico

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2

Wednesday, October 6th 2010, 8:55pm

Ciao,
io credo che tu abbia fatto bene a scrivere qui perchè tutti quelli che condividono in questo forum le proprie esperienze negative e più o meno spaventose di ansia e panico (me compresa) , si sentono un pò più alleggeriti sentendo che il loro fardello viene condiviso da un nutrito numero di persone .
Io mi sono inserita in questo forum di recente ma ho già avuto modo di apprezzare la professionalità di alcune persone e il garbo e la gentilezza di tante altre.
Non sei solo, te lo dico perchè chi sperimenta le crisi d'ansia per la prima volta si sente una mosca bianca e si spaventa profondamente(io avevo 17 anni e schizzai fuori dall'aula al liceo).. appena l'attacco finisce ci si sente meglio perchè si pensa "allora non sono morto!" però poi sopraggiunge uno stato di terribile cupezza perchè non si comprende per quale ragione l'attacco ha deciso di colpire proprio noi .
Posso dirti che personalmente ho avuto periodi altalenanti (anni in cui non ne avevo più) ma poi si sono ripresentati. E se può servirti per riflettere, come ho già scritto in altri post, la psicoterapeuta da cui andai per due anni mi disse che l'ansia è un campanello d'allarme , è un messaggio che il tuo corpo ti sta lanciando per farti capire che sei al limite , che c'è qualcosa che ti sta disturbando, che non va come vorresti, magari non a livello consapevole, ma c'è, e il tuo corpo non sa in quale altro modo manifestartelo. Così quando l'ansia si accumula e il nostro "sacchettino emotivo" si riempie di cose che in fondo non ci stanno bene o di "rospi" che buttiamo giù, a quel punto il sacchettino straborda e scatta l'attacco di panico.
Detta così sembra che io la viva serenamente ma non è vero.. perchè ho tuttora questioni irrisolte con me stessa, infatti continuo ad avere ansia, e cerco costantemente di capire qual è il problema.
Con lo xanax come ti trovi? Lo assumo anche io al bisogno e il più delle volte in effetti mi aiuta e mi riequilibra anche se mi stordisce un pò. Invece l'altro farmaco che hai citato non lo conosco, cos'è ?
Coraggio, il primo passo è capire che l'attacco di panico è solo un segnale del corpo e NON SI MUORE di quello, per quanto terribile sia ogni volta. Il secondo passo è CERCARE DI IMPARARE A GESTIRLO. E anche questo è difficile, ma piano piano si riesce .. e poi non sarà sempre così ;) Aggiornaci presto

SC73

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3

Thursday, October 7th 2010, 10:20am

Effettivamente le tue parole mi fanno riflettere: avevo gia' sentito parlare del "sacchettino emotivo" e a ben pensare il mio dovrebbe aver raggiunto il livello di guardia, il problema e' che me ne rendo conto solo adesso. Se scorro la mia vita degli ultimi anni non farei fatica a riempire il sacchettino: mettiamoci pure il lavoro e la carriera e soprattutto un trasferimento Sud-Nord alla tenera eta' di 32 anni che probabilmente non riesco ad accettare del tutto. Penso quindi che sia giunto il momento di riordinare le mie idee e di cercare di cambiare il mio stile di vita ma non credo di essere in grado di riuscirvi da solo: sto pensando seriamente di rivolgermi a seri professionisti della psicoterapia anche perche' penso che la terapia farmacologica sia solo una stampella momentanea per attenuare il periodo di crisi e che vera soluzione (anche se di soluzione non si puo' parlare) sia dentro di me. Il mio malessere e' cominciato il giorno in cui ho avvertito lancinanti dolori improvvisi in una parte del corpo: dolore che non sono mai stato abituato a sopportare e forse questo e' stato il primo problema da affrontare. La mia mente ha cominciato a fantasticare ed a cercare una soluzione a quanto mi stesse accadendo ma scopro solo adesso quanto sono stato ingenuo e stupido: il consulto di un medico non ha mai ucciso nessuno. Ecco, forse sono sempre stato ansioso, non ho mai avuto episodi clamorosi che potessero sfociare in veri e propri attachi di panico ma forse in questo caso avevo superato il limite, forse c'era dell'altro dentro di me che si era terribilmente accumulato. Lo stato di tensione e di ansia era diventato enorme, la somatizzazione mi aveva provocato sensazioni dolorose in ogni parte del corpo finche' una sera sono esploso in una paurosa crisi.
La terapia che sto seguendo (per una durata di 6 mesi) consiste in una compressa al giorno di Deniban 50mg (si tratta di un neurolettico che pero' a piccole dosi e' un antidepressivo indicato per i disturbi legati all'ansia) ed una di Xanax 0.25 mg (corrispondente a circa 10 gocce) alla sera, il tutto prescritto dal mio medico di famiglia specializzata in Neuropscichiatria. Il primo farmaco al momento non credo mi stia provocando effetti collaterali, migliora anche l'umore senza dubbio ma quando si ripresentano le crisi (fortunatamente meno intense della prima) ripiombo nella cupezza piu' assoluta; lo Xanax invece mi fa dormire di brutto ed al risveglio un senso di stordimento terribile mi assale per circa mezz'ora, ma devo dire che a volte dimentico di prenderlo e comunque a breve comincero' a scalarlo. Sono alla settima settimana di terapia e tutto sommato possso dire che lentamente la situazione sta migliorando: le somatizzazioni (senso di calore alle gambe, viso e mani) stanno regredendo anche se in seguito a piccole crisi si intensificano momentaneamente per poi diminuire, mentre pare che questo alternarsi di alti e bassi (intendo le crisi di ansia) siano da tenere in conto, sempre secondo il medico. D'accordo con quest'ultimo, ho gia' contattato una struttura convenzionata qui a Milano per la psicoterapia, ma pare che prima di accedervi debba sottopormi ad una visita psichiatrica preliminare: ho gia' fatto presente al mio medico che in quel caso non sono disposto ad accettare ulteriori terapie farmacologiche (a parte ansiolitici da prendere alla bisogna) e che quindi potrei anche rivolgermi direttamente a Psicoterapeuti privati. Il prezzo da pagare mi sembra elevato ma mio figlio ha bisogno di un papa' in perfetta forma, non credi?
A presto

Pinupansiosa

Giovane Amico

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4

Thursday, October 7th 2010, 11:05am

Io credo che tu abbia il diritto di essere in perfetta forma innanzitutto per te stesso, perchè per anni hai sottovalutato i vari segnali e quindi hai trascurato TE STESSO , te lo devi ;)

La psicoterapia senz'altro potrà aiutarti per capire l'origine di questo disturbo ansioso che ha raggiunto proporzioni tali da sfogare in somatizzazioni (ne so qualcosa .. disturbi di stomaco, intestino, colon irritabile, extrasistole, dolori vari, emicranie etc.) ma sarà importante capire anche se e in che modo tale terapia dovrà essere affiancata anche da una cura farmacologica, e se quella che stai seguendo va bene o magari dovrà essere rivista. Anche io sono dell'avviso che il farmaco da solo non sia sufficiente, perchè cura solo gli effetti e non le cause (per esempio lo xanax lenisce l'ansia ma una volta terminato l'effetto, si ripresenta). Ma a volte la psicoterapia da sola senza medicine non basta, bisogna valutare bene caso per caso.

Sii fiducioso, ti stai già muovendo molto bene per affrontare il problema :thumbsup:

daniela b.

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5

Thursday, October 7th 2010, 1:17pm

TI CAPISCO PERFETTAMENTE , IO DOPO IL PRIMO ATTACCO DI PANICO AVUTO TRE ANNI FA , HO UN'ALTRA VITA , SE AVESSI SENTITO PARLARE TRE ANNI FA DI PANICO ,ANSIA TREMORI ETC ETC , NON AVREI SAPUTO ASSOLUTAMENTE DI COSA SI PARLAVA , OGGI MI RITROVO PROTAGONISTA QUASI QUOTIDIANAMENTE . IO HO FATTO SIA UN PERCORSO SOLO MEDICINALE E SIA UNO ESCLUSIVI DI PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE , BHE TRA I DUE MOLTO MEGLIO IL SECONDO , CON IL PRIMO TAMPONI SOLO , INVECE CON LA PSICOTERAPIA IMPARI A CONOSCERE ASPETTI DI TE CHE NON SAPEVI E CHE TI AIUTANO A CAPIRE COME RISOLVERE QUESTO PROBLEMA , CERTO NN è FACILE NEANCHE CONOSCENDOLI MA è UN BUON INIZIO , IO RISPETTO A TRE ANNI FA STO MEGLIO , NON USCIVO NEANCHE PIU DI CASA IO CHE ADORO STARE IN MEZZO ALLA GENTE ...NON SENTIRTI SOLO QUI SEI IN BUONE MANI , NOSTRO è UN AIUTO RECIPROCO...A ME FA TANTO BENE LEGGERE LE VOSTRE STORIE , NON MI SENTO MAI SOLA E MI CI SONO SENTITA PER TANTO TEMPO!!! :)

SC73

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6

Thursday, October 7th 2010, 1:59pm

Il mio tuttavia sembra essere uno stato d'ansia un po' particolare: inizialmente credevo, un po' ingenuamente, che tutto fosse legato ai sintomi fisici che avvertivo e mi dicevo: beh, una volta scomparsi torno alla vita di sempre con i miei impegni ed attivita' e tutto si dimentica. Il problema nasce dal fatto che a distanza di due mesi dall'inizio della storia ho tristemente scoperto che queste crisi arrivano all'improvviso nei luoghi piu' assurdi: ad esempio sabato sera ero in volo per un weekend dai miei genitori in Puglia ed ecco arrivare nel bel mezzo del viaggio una bella crisi con sintomi tra l'altro inediti per il mio caso, ossia improvviso ed intenso senso di calore al volto, nodo alla gola, difficolta' nella respirazione. Ora pensate che pratico sport in maniera assidua e quindi il mio cuore ed i polmoni sono abituati a stress molto piu' consistenti e pensate che per lavoro sono costretto a frequenti viaggi transoceanici in aereo: risultato, ho cominciato a temere di non essere piu' in grado di fare sport e soprattutto dentro di me cominciava a serpeggiare la paura di dover riprendere l'aereo al ritorno. Assurdo!! Ho vissuto il volo del ritorno in uno stato di tensione mostruoso aspettando una crisi che fortunatamente non e' arrivata ma gia' sono qui a pensare alla prossima trasferta in India che mi verra' richiesta in azienda (11 ore di volo). In parte sono anche soddisfatto di me stesso per non essere caduto nella tentazione di assumere l'ansiolitico che avevo nella valigia, ma credetemi e' stata davvero dura e quando tutto e' passato non credevo di essere io la persona che poco tempo prima temeva di morire soffocato in alta quota. Adesso non voglio nemmeno immaginare quando mi capitera' di nuovo, in genere sono molto vulnerabile la sera o seduto in ufficio davanti al PC ma devo essere forte e farmi trovare pronto. Non sara' magari che affrontandole a viso aperto si possano sconfiggere per sempre? Puo' dipendere dalla tua forza di volonta' o cosa? Sicuramente non voglio cadere nella trappola di evitare i luoghi in cui si manifestano perche' so che non tornerei piu' indietro e che mi sentirei un estraneo! Forza e coraggio.

Pulmino73

Bischero virtuale

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7

Friday, October 8th 2010, 12:21am

Caro SC73,
anche io ho 36 anni. Ho una bambina di 9 mesi, la seconda figlia. Sono padre, imprenditore, divorziato. Ho avuto la prima caduta, dal niente, nell'aprile del 2003. Ho cominciato ad avvertire sensazioni corporee (formicolii, sensazione di bruciore agli occhi, stanchezza, etc). Pensavo di avere qualche malanno fisico, in particolare mi ero focalizzato sulle tonsille, le quali in effetti non erano ben messe. Convinto di riparare la situazione attraverso l'asportazione, sono stato costretto a ricredermi all'indomani quando quei sintomi non erano spariti.
Ho accettato di andare dal neurologo e mi ha riscontrato uno stato di ansia generalizzata. Da allora non sono piu' la stessa persona. Quando si arriva a questa situazione, si arriva lentamente. Non e' un virus. Semplicemente lo stile di vita precedente, le ansie, i ritmi, creano intimamente delle insicurezze che progressivamente si radicano nell'inconscio.
Ogni spiegazione poi e' superflua perche' molto soggettiva. I sintomi sono tuttavia gli stessi per tutti noi.

Detto questo se posso permettermi qualche consiglio rapido all'uso:

- Visita dalla specialista
- Percorso farmacologico, se i disturbi sono invalidanti (spetta al medico capire se e come)
- Percorso di analisi, progressiva autoaccettazione, maturazione personale con o senza l'aiuto medico

Le tempistiche:

purtroppo posso dirti che le tempistiche sono difficilmente calcolabili. Tuttavia da sdraiato sul divano o a letto, i farmaci mi hanno permesso di entrare in pista nuovamente nel giro pochi giorni/settimane. Se poi vuoi sapere se completamente si guarisce, ammesso e non concesso di sentirsi malati, io sinceramente non so risponderti. Posso dirti che prima davo importanza a certe cose, mi sentivo scusa il termine un "cacciatore" di donne ad oltranza etc... nel tempo posso dirti che tutte queste pulsioni interiori, che io supponevo la "vita", sono l'oggetto parziale delle mie ansie.
A distanza di sette anni tuttavia ho momenti down e momenti up.

Nonostante tutto:

come te sono diventato padre, fatto impresa etc. L'unico aspetto che ancora non sono riuscito a superare e' la difficolta' di movimento. Tuttavia quando mi sentiro' pienamente maturato interiormente, solidificato le mie "nuove" certezze, saro' pronto anche a superare questo ostacolo con maggiore facilita'.

Con calma. Con pazienza. Con la convinzione di non piegarmi piu' ai voleri altrui, al terrore di star male, cercando di farmi amica l'ansia - facile a dirsi - ed assecondando i periodi down con il riposo. L'amore della tua famiglia ti aiutera' e pensa piu' a te stesso al punto di sentirti egoista. E' il momento di amarsi.

That's it.

This post has been edited 1 times, last edit by "Pulmino73" (Oct 8th 2010, 12:27am)


alex80_it

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8

Friday, October 8th 2010, 4:23pm

Ciao,

mi pare di capire che l'ipocondria per uno stato di salute unita ad una nuova scoperta in ambito familiare abbiano creato il cocktail che ti ha portato a gli attacchi di panico. Io ci soffro relativamente da poco. Ti dico si stare attento poichè anche io ho iniziato ad averli a causa di brutti pensieri sulla salute ed a questi si sono uniti altri spiacevoli sintomi (ansia, debolezza, apatia, ecc.ecc.). Fatti le visite che devi accetta i responsi (che saranno tutti negativi) e riprenditi al tua vita. te lo dice uno che ogni giorno gliene esce una!!!!

A.

jox

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9

Friday, October 8th 2010, 7:59pm

Buona sera a tutti,

mi sono appena iscritto e sinceramente fino a due mesi fa non ritenevo minimamente possibile entrare a far parte di un forum simile; ma ho realizzato che probabilmente e' un ottimo pretesto per sentire vicini tutti coloro che hanno avuto la mia stessa esperienza. Ho 37 anni e da circa dieci mesi uno splendido pargoletto a cui devo le forze con cui sto cercando di reagire alla mia attuale situazione. Sono sempre stato iperattivo e probabilmente anche ansioso, smanioso di avere tutto sotto controllo: questo modo di essere mi ha tuttavia permesso di sopravvivere nella giungla dello stress che popola la mia vita senza subire danni apparenti. Ma ecco che due mesi fa un improvviso dolore fisico mi ha gettato letteralmente nel panico: questo episodio non mi permette di svolgere tuttora l'attivita' sportiva a cui sono morbosamente legato e mi ha di fatto stroncato. Non amando particolarmente i medici (vera e propria fobia) ho cominciato a fantasticare sui sintomi che provavo alimentando smisuratamente l'ansia che cresceva inesorabile dentro di me fino all'esplosione di un attacco di panico. Soliti sintomi che ben conosciamo, solita visita al pronto Soccorso con un bel nulla di fatto, ma la mia vita e' cambiata: ho portato con me sensazioni fisiche che mi e' stato spiegato essere somatizzazioni di un terribile stato di ansia (formicolii su tutto il corpo, senso di bruciore agli arti, guizzi muscolari, ecc) che hanno quindi richiesto il ricorso alla terapia farmacologica (Deniban + Xanax). Ebbene proprio Io che andai su tutte le furie quando ho scoperto che mia moglie, a mia insaputa, assumeva farmaci per un attacco simile, proprio io che non l'aiutavo minimamente perche' non capivo, proprio io ora a lottare per cercare di smettere di assumerli.

Ingenuamente ho pensato che il tutto potesse risolversi nel minor tempo possibile ma mi sbagliavo: in queste sette settimane di terapie il dolore fisico da cui tutto questo e' scaturito e' svanito ed eccomi qui con il pesante fardello ricevuto in eredita': frequenti crisi di ansia con svariati sintomi (sudorazione, vampate di calore, il classico aiuto sto morendo) e la consapevolezza che dinnanzi a me ci sia una salita ben piu' dura di quelle che di solito affrontavo negli allenamenti. E adesso? Il senso di impotenza mi sta facendo cadere nello sconforto e soprattutto la paura di non poter tornare la persona di prima: alterno giornate in cui la speranza, le parole di mia moglie ed il sorriso di mio figlio mi riempiono di gioia ad altre in cui temo di essere irrecuperabile. Probabilmente sto esagerando, certo, pero' e' quello che effettivamente provo: e questo mio primo passo nell'aprirmi verso coloro che sono sulla mia stessa barca e' segno che magari qualcosa in me sta gia' cambiando, si' perche' sento che da queste esperienze se ne viene fuori completamente diversi.

Devo solo capire quale strada intraprendere e magari col Vs aiuto posso farcela. Perdonate la lunghezza del testo ma credo che scrivero' ancora se mi aiuta a farmi sentire meglio. Saro' lieto di confrontare le mie sensazioni con le vostre. Grazie
Quale strada intraprendere ??? semplice, quella dello psichiatra(meglio se privato), se hai ancora attacchi di panico e stai male parlane con lui e vedete di aggiustare la terapia.
A, non pensare di voler smettere subito la terapia o ti tornerà il panico, non avere tutti sti pregiudizi sugli psicofarmaci, gli attacchi di panico sono curabili ma ti devi fidare dei dottori

http://www.youtube.com/watch?v=t0XU-NSrVhs

http://www.youtube.com/watch?v=vxPQlIch1Bo

Ciao.

Hoping

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Saturday, October 9th 2010, 11:37pm

Ciao SC,

ti capisco molto bene, ho vissuto e vivo una situazione simile alla tua. tra l'altro sono anch'io di milano e ho 2 anni meno di te, una sera andiamo a berci una birretta e ci facciamo 2 risate, così non ci pensiamo :D

Allora vediamo un po' di dirti delle cose che non sai già. Innanzi tutto noto dal tuo post una razionalità eccellente, e questo sarà determinante per sconfiggere i tuoi problemi, che appartengono tutti alla sfera emotiva.

Il DAP quando arriva è un treno, uno schiacciasassi. Ieri eri un figo, oggi uno schifo. Sì, funziona esattamente così. Ma non è una malattia che colpisce a caso, è il sintomo di una situazione emotiva giunta (per motivi che non posso sapere, ovviamente) all'esasperazione. E' la famosa goccia dell'ancor più famoso vaso, in pratica. Molto probabilmente qualcosa che è iniziato quando sei nato, o magari nell'adolescenza, o magari boh. Solo che se uno ha una vita familiare intensa (tu hai pure un figlio, cosa che a me manca), un lavoro impegnativo e tante responsabilità, il rischio del circolo vizioso ansia ---> Panico ---> ulteriore ansia ---> ulteriore panico ecc ecc è più che fondato.

Ed è anche relativamente normale in una situazione del genere: i tuoi familiari ti chiederanno le medesime responsabilità di prima, i capi ti faranno volare come prima e tu non potrai neanche opporre uno "sto male", perchè il DAP è una "cazzata di testa" e non una malattia vera (percezione comune, purtroppo).

Nel tuo messaggio scrivi: "soprattutto la paura di non poter tornare la persona di prima". Ecco questo (da dappista fin dal 1994, pensa che roba) mi dà da riflettere. Ovvero capisco perchè tu l'abbia scritta, ci mancherebbe (io l'avrò detto 1.000.000 di volte), ma la risposta è: tu non tornerai mai più la persona di prima. Questo è un dato di fatto.

Non temere, non sono sadico, ti voglio aiutare in realtà :D . La persona "di prima" aveva tutti i sintomi del DAP addosso e non li vedeva, covava dentro un'ansia che il tuo organismo ha ritenuto tollerabile finchè non ce l'ha più fatta ed è esploso. Tu non vuoi tornare ad essere la persona di prima, devi "modificarti" (passami il termine) per essere una persona nuova. Questo è l'obiettivo.

Ora le buone notizie. Si cura.

Il mio consiglio è quello di partire con una visita psichiatrica (il medico, per intenderci). Magari non sarà semplicissimo beccare subito il farmaco perfetto per te (su alcune categorie, si va un po' a tentativi), ma in tempi relativamente brevi si riesce a star meglio. Sarà un benessere abbastanza fasullo ma comunque starai bene, così potrai viaggiare senza impazzire e vivere le tue 1000 (perchè di meno non possono essere :D ) paure con discreta serenità. Nel frattempo, però, dovrai curarti per davvero. E sarai guarito quando avrai capito la causa del problema, il perchè dei tuoi schemi emotivi sballati e sarai riuscito a sovvertirli. Magari non tutti, ma almeno una buona parte. Per questa seconda fase della cura, ci sono 1000 strade praticabili, eventualmente ne parliamo in un topic separato.

In bocca al lupo

SANDY 74

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11

Sunday, October 10th 2010, 7:46am

ciao .

CIAO A TUTTI SONO NUOVA

VOLEVO RISPONDERE ...IO SOFFRO ANZI SOFFRIVO DI ATTACCHI DI PANICO E DEPRESSIONE DA CIRCA 3 ANNI HO FATTO ALCUNI RICOVERI PER QUESTA COSA

NON USCIVO DA CASA NON LAVORAVO + INSOMMA LA MIA NON ERA + VITA DOPO QUEST'ULTIMO PERIODO DI RICOVERO FATTO AD AGOSTO E CAMBIO DI TERAPIA STO MOLTO MEGLIO NON HO +ATTACCHI DI PANICO DA CIRCA 3 MESI SONO STATA SEGUITA DA UN VICE PRIMARIO DI PSICHIATRIA E MI HA SPIEGATO CHE ALLA FINE I MIEI ATTACCHI DI PANICO ERANO DOVUTI AL FATTO CHE MI TENEVO TUTTO DENTRO E NON ESPRIMEVO LE EMOZIONI NEL MIO CASO NON ESPRIMEVO L'ARRABBIATURA CHE AVEVO NEI CONFRONTI DELLA MIA FAMIGLIA DOPO IL RICOVERO HO RIPRESO IN MANO LA MIA VITA HO LITIGATO CON CHI DOVEVO E ORA STO QUASI BENE ATTACCHI DI PANICO ZERO E POCA ANSIA

CERTO STO PRENDENDO ANCORA LA TERAPIA MA SO CHE I FARMACI ARRIVANO FINO AL 50% E L'ALTRO 50 LO FACCIAMO NOI MI STA MOLTO AIUTANDO ANCHE IL MIO RAGAZZO IO MI SONO MESSA IN TESTA CHE VOGLIO STARE BENE E CE LA FARO' !

2 DOMENICHE FA HO AVUTO UN PIKKOLO ATTACCO DI PANICO IN SUPERMERCATO MI E' BASTATO SOFFIARE IN UNA BUSTA DI CARTA ED E' PASSATO IL TUTTO ....

ORA SCUSATE MA ESCO VADO IN FIERA FINALMENTE ESCO

LASCIO LA MIA MAIL A DISPOSIZIONE

[email protected] scrivetemi se avete bisogno o solo per parlare

CIAO A TUTTI :D

Bettyboop

Amico Inseparabile

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Occupation: Studentessa di Psicologia Clinica

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12

Sunday, October 10th 2010, 4:18pm

Buona sera a tutti,

Ebbene proprio Io che andai su tutte le furie quando ho scoperto che mia moglie, a mia insaputa, assumeva farmaci per un attacco simile, proprio io che non l'aiutavo minimamente perche' non capivo, proprio io ora a lottare per cercare di smettere di assumerli.

Devo solo capire quale strada intraprendere e magari col Vs aiuto posso farcela. Perdonate la lunghezza del testo ma credo che scrivero' ancora se mi aiuta a farmi sentire meglio. Saro' lieto di confrontare le mie sensazioni con le vostre. Grazie


Ciao!! Perchè dovresti voler lottare per smettere di prenderli? Ti è stata prescritta una terapia, se non sbaglio il deniban a basso dosaggio svolge una funzione anti-depressiva per le somatizzazioni ansiose. Quindi se te l'hanno prescritta (chi? medico di base?) significa che è coerente con la tua sintomatologia. Ti consiglio di seguire la terapia e non concluderla prima del tempo, non avrebbe effetto e non avrebbe senso averla iniziata!!!

P.s. la strada da intraprendere l'hai già intrapresa, devi aspettare 3 o 4 settimane che il farmaco faccia effetto e magari, se ti va, puoi nformarti per affiancare una psicoterapia al trattamento farmacologico.
P.s.2 non colpevolizzarti, in una società ancora piena di pregiudizi per i problemi "mentali" è quasi normale che tu non abbia capito tua moglie quando non stava bene. Importante è che tu l'abbia capito ora e che ne parli con lei; magari troverai proprio in lei un conforto!
"La Paura bussò alla porta...la Speranza andò ad aprire e .. non c'era nessuno" [M.L. King]

SC73

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13

Thursday, November 11th 2010, 5:56pm

Eccomi di nuovo qui,
piu' di un mese dopo il mio primo post avrei voluto esordire con buone nuove sulla mia situazione ma purtoppo non e' cosi'. Ho cominciato da circa un mese un percorso psicoterapeutico presso una struttura pubblica che pero' avra' termine dopo appena dieci sedute: la sensazione iniziale e' stata molto positiva perche' per la prima volta mi sono veramente aperto ed ho cercato di focalizzare l'attenzione su emozioni fin qui soffocate, ma ho sempre dubitato che i miglioramenti possano manifestarsi cosi' in breve tempo. Soprattutto perche' i sintomi che mi accompagnano oramai da tre mesi non mi lasciano tregua: in realta' ho trascorso circa un mesetto in condizioni piu' che soddisfacenti, con un ritrovato entusiasmo nell'affrontare la vita e convinzione nei miei mezzi, sempre piu' preparato ad accettare la mia condizione e quindi a superare il minimo accenno di crisi e questo, posso dirlo, grazie all'aiuto della psicologa. Due settimane fa, durante un sabato lavorativo, un semplice formicolio al piede destro dovuto ad una scorretta postura mi ha nuovamente gettato nel panico: qualcosa e' scattato dentro di me, una molla che ha sbloccato il meccanismo del terribile ricordo dei sintomi iniziali e mi sono sentito nuovamente nel buio. Purtroppo ho cominciato nuovamente a fantasticare con il risultato che ai vecchi sintomi se ne sono aggiunti di nuovi e piu' terribili, come la tachicardia o tonfi al cuore come vogliamo chiamarli e negli utlimi giorni dolore alle braccia e mani e fastidiosi giramenti di testa. Sento di essere ripiombato nell'ansia dell'ansia ma non sono nemmeno sicuro a questo punto che di ansia si tratti, o quanto meno sono sicuro di non sentirmi ansioso ma piuttosto continuo a pensare che stia pagando a rate quel maledetto episodio iniziale. In questo momento sento di essere molto confuso e comincio a pensare che anche la cura farmacologica abbia cessato il suo effetto e che, come ha gia' ribadito il mio medico curante, sarebbe necessario aumentare la dose: so che potrei sembrare uno stupido a questo punto, ma ho paura a continuare ad assumere farmaci ed ho cominciato a pensare che possa trattarsi anche di effetti collaterali dovuti agli stessi, sia pure a tre mesi di distanza. Ne ho parlato anche con la psicologa la quale non vede in me un caso particolarmente critico, anzi e' convinta che basterebbe poco per uscirne: me ne rendo conto ma non riesco a fare a meno di non pensare di avere questo problema e quindi la mia vita ne risulta condizionata. Non riesco nemmeno a gioire per un minuto per mio figlio che comincia a camminare che subito dopo mi sopraggiunge il pensiero nefasto di non essere un padre sano e forte. So che forse sto esagerando, ma credetemi mi sento peggio di prima soprattutto dopo aver intravisto la via di uscita. Ma perche'? Aiutatemi a capire, se possibile, non so cosa fare. Grazie.

jox

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Thursday, November 11th 2010, 11:42pm

Eccomi di nuovo qui,
piu' di un mese dopo il mio primo post avrei voluto esordire con buone nuove sulla mia situazione ma purtoppo non e' cosi'. Ho cominciato da circa un mese un percorso psicoterapeutico presso una struttura pubblica che pero' avra' termine dopo appena dieci sedute: la sensazione iniziale e' stata molto positiva perche' per la prima volta mi sono veramente aperto ed ho cercato di focalizzare l'attenzione su emozioni fin qui soffocate, ma ho sempre dubitato che i miglioramenti possano manifestarsi cosi' in breve tempo. Soprattutto perche' i sintomi che mi accompagnano oramai da tre mesi non mi lasciano tregua: in realta' ho trascorso circa un mesetto in condizioni piu' che soddisfacenti, con un ritrovato entusiasmo nell'affrontare la vita e convinzione nei miei mezzi, sempre piu' preparato ad accettare la mia condizione e quindi a superare il minimo accenno di crisi e questo, posso dirlo, grazie all'aiuto della psicologa. Due settimane fa, durante un sabato lavorativo, un semplice formicolio al piede destro dovuto ad una scorretta postura mi ha nuovamente gettato nel panico: qualcosa e' scattato dentro di me, una molla che ha sbloccato il meccanismo del terribile ricordo dei sintomi iniziali e mi sono sentito nuovamente nel buio. Purtroppo ho cominciato nuovamente a fantasticare con il risultato che ai vecchi sintomi se ne sono aggiunti di nuovi e piu' terribili, come la tachicardia o tonfi al cuore come vogliamo chiamarli e negli utlimi giorni dolore alle braccia e mani e fastidiosi giramenti di testa. Sento di essere ripiombato nell'ansia dell'ansia ma non sono nemmeno sicuro a questo punto che di ansia si tratti, o quanto meno sono sicuro di non sentirmi ansioso ma piuttosto continuo a pensare che stia pagando a rate quel maledetto episodio iniziale. In questo momento sento di essere molto confuso e comincio a pensare che anche la cura farmacologica abbia cessato il suo effetto e che, come ha gia' ribadito il mio medico curante, sarebbe necessario aumentare la dose: so che potrei sembrare uno stupido a questo punto, ma ho paura a continuare ad assumere farmaci ed ho cominciato a pensare che possa trattarsi anche di effetti collaterali dovuti agli stessi, sia pure a tre mesi di distanza. Ne ho parlato anche con la psicologa la quale non vede in me un caso particolarmente critico, anzi e' convinta che basterebbe poco per uscirne: me ne rendo conto ma non riesco a fare a meno di non pensare di avere questo problema e quindi la mia vita ne risulta condizionata. Non riesco nemmeno a gioire per un minuto per mio figlio che comincia a camminare che subito dopo mi sopraggiunge il pensiero nefasto di non essere un padre sano e forte. So che forse sto esagerando, ma credetemi mi sento peggio di prima soprattutto dopo aver intravisto la via di uscita. Ma perche'? Aiutatemi a capire, se possibile, non so cosa fare. Grazie.
ciao, non ho capito, ma ti sta seguendo il medico di base o uno psichiatra ???nel caso fosse il medico di base fossi in te mi farei seguire da uno psichiatra, se ti fai fare il bollino in pochi giorni ti affideranno uno psichiatra, digli i tuoi problemi e vedrai che ti farà seguire una giusta terapia farmacologica, magari i farmaci che stai prendendo non vanno bene x te, oppure il dosaggio è troppo basso ?( cmq se prendi un ansiolitico dovresti calmarti subito :hi:

SC73

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Tuesday, November 16th 2010, 5:26pm

Il medico di base che mi sta seguendo e' Neuropsichiatra Infantile per cui sono tendenzialmente portato a fidarmi. Probabilmente si tratta di un problema di dosaggio basso ma trovo strano che dopo un mesetto di relativa calma i sintomi si siano ripresentati. Se il problema fosse stato il farmaco non avrei dovuto notare miglioramenti che invece ho riscontrato, anche se di fatto ora mi sento peggiorato. Il punto e' che l'assunzione del farmaco (Deniban a dosaggio 50 mg) sta di per se' distruggendomi psicologiacamente anche se consapevole che possa essere al momento una valida stampella: vorrei riuscire a venirne fuori con la sola psicoterapia ma per ora mi sembra impensabile. A breve avro' un nuovo incontro con il medico gia' intenzionata ad aumentarne il dosaggio. Vedremo. Ciao