I farmaci in certe situazioni sono indispensabili, soprattutto quando l'ansia o il panico si manifestano per le prime volte, la psicoterapia è utile ma non indispensabile, il mio è un giudizio personale, mi spiego meglio. Se ci pensiamo bene quando siamo alle prese con un certo tipo di malessere che ha dell'irrazionale, ecco che la prima necessità che abbiamo è parlarne, trovare qualcuno che ci rassicuri o che ci dia delle spiegazioni. Spesso ciò che ci viene detto non riusciamo ad elaborarlo in maniera completa, siamo troppo presi ad ascoltare noi stessi e la paura prevale su tutto. Questi tipi di disturbi hanno un percorso più o meno comune a tutti, dobbiamo elaborarli e farci conti quotidianamente, gli inizi sono i momenti peggiori, ci si trova in una condizione che non conosciamo, ci si sente estranei, il nostro corpo non ci appartiene più.Una delle conseguenze più comuni per chi soffre di DAP, agorafobia e claustrofobia, è la depressione. Fortunatamente oggi esistono farmaci che fanno davvero un buon lavoro. Quando iniziai ad avere questi disturbi, primi ani 80, non c'era la conoscenza che c'è oggi del trattamento dell'ansia è tutto ciò che ne comporta, si prescrivevano solo benzodiazepine e vitamine, diagnosticando il paziente come "distonico", mai capito cosa voglia dire. Perchè si viene colpiti da questo tipo di disturbi che in alcuni casi sono degli autentici calvari? Se ne dicono tante, predisposizione, carattere, esperienze legate all'infanzia, fenomeni sociali e modi di vivere, a mio avviso non conta molto sapere il perchè, ma come uscirne. E' indispensabile avere vicino qualcuno che ti dia sicurezza, ti capisca ma non ti assecondi e nemmeno ti costringa a reagire quando non ce la fai, è assurdo, è come dire a uno che non ha energia di compiere uno sforzo. L'interessato va capito e compreso, si deve avere pazienza e fare in modo che non perda la stima di se stesso, senza dimenticare tutte le somatizzazioni che inevitabilmente piovono addosso. Per quel che mi riguarda, superata la prima fase e essermi trovato in stato depressivo, ho seguito un percorso farmacologico di circa 2 anni, e tante tecniche di rilassamento che hanno avuto lo stesso potere dei farmaci. Appena ho riscontrato i primi miglioramenti mi sono pian piano rimesso in gioco in tutto, sono ritornato a fare sport, hobby vari, e la consapevolezza che riuscivo a fare ciò che non mi riusciva più ha di fatto aumentato la mia autostima. Oggi sono una persona serena, libero e consapevole dei mie limiti ma con la certezza di aver conosciuto me stesso attraverso un percorso terribile, se ne esce ragazzi, ve lo garantisco