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Anam

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1

mercoledì, 06 aprile 2011, 14:54

Panico e problemi sul lavoro

Ciao a tutti
sono nuovo qui, ma non nuovo purtroppo al panico. Il primo 14 anni fa.
Ho una storia tutto sommato simile alla vostra e per ora non vi starò a "tediare" particolarmente con il mio racconto.
Quello che posso dirvi per "inquadrarmi" è che, faccio psicoterapia cognitivo-comportale e prendo una dose bassa di Efexor e Lexotan al bisogno.


Ho a livello lavorativo una posizione di un "certo rilievo" questo comporta a volte eventi sociali piuttosto che viaggi.
Inutile dire che, specie i viaggi, sono per me un grosso problema. Al momento quasi non è più l'ansia che mi prende, ma parto proprio con l'evitamento e quella sensazione di pigrizia per cui ti disinteressi al viaggio e il tuo obiettivo non è più stare bene, ma basta non fare il viaggio.

Fino ad ora sono riuscito a gestire la situazione ma è accaduto un episodio che in qualche modo ha fatto un po' vacillare la fiducia che il mio capo ripone in me e questo in qualche modo penso che mi danneggerà in qualche modo.

Al momento sono molto triste, perchè amo il mio lavoro e la società per la quale lo faccio e mi piacciono le persone che vi sono in azienda, anche perchè il clima di fiducia reciproca è alla base della società davvero.
Come avete gestito le situazioni lavorative specie se simili alle mie?

Ciao a tutti e grazie
Anam

Ing

utente take it easy

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2

mercoledì, 06 aprile 2011, 14:59

Di sicuro ti aiuterebbe evitare di pensare al viaggio come qualcosa di estremamente scocciante da fare...trovati qualcosa da fare durante i viaggi (se non guidi ovviamente), tipo ascoltare la musica, leggere u libro, scrivere, disegnare, etc...
A me capitava che la mattina non volevo proprio prendere il BUS ma poi, una volta salito, ascoltavo musica con le cuffie e alla fine non volevo più scendere :)
Tutto sembra impossibile fino a quando non arriva un folle e dimostra che si può fare ;)

Sono tutti bravi quando si sta bene...ma, quando si sta male, solo i migliori superano il momento!!!

Anam

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3

mercoledì, 06 aprile 2011, 15:34

Ciao Ing
capisco perfettamente. I miei sono in genere viaggi all'estero ( cosa che complica un po') dove frequento quindi convegni, seminari e cose simili.
Il mio problema è la paura di star male...una cosa classica, specie perchè in questi incontri o sono con il mio capo o sono eventi per cui poi si verrebbe a sapere e tutte le volte non mi posso inventare di aver digerito male o altre balle...

Purtroppo non solo ho paura prima di andare perchè ho paura di star male, ma non mi sento nemmeno libero di star male perchè, se hai mal di schiena ok, ma se hai DAP o altro, dirlo al tuo capo è una cosa di cui ci si vergogna...:(
Grazie

Ing

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4

mercoledì, 06 aprile 2011, 16:05

Il mio problema è la paura di star male...una cosa classica, specie perchè in questi incontri o sono con il mio capo o sono eventi per cui poi si verrebbe a sapere e tutte le volte non mi posso inventare di aver digerito male o altre balle...

Purtroppo non solo ho paura prima di andare perchè ho paura di star male, ma non mi sento nemmeno libero di star male perchè, se hai mal di schiena ok, ma se hai DAP o altro, dirlo al tuo capo è una cosa di cui ci si vergogna.

Ti capisco perfettamente...eccome se ti capisco.
La preoccupazione di star male ci rinchiude in una prigione auto-prodotta, dalla quale non sembra esserci modo di evadere.
Ebbene, io ti dico invece che il modo d'evadere c'è...ma bisogna essere coraggiosi e volenterosi.
Bisogna entrare nel circolo virtuoso del "se sto male, pazienza...tutti stanno male...ed io ne avrò pur il diritto".
Se stai male, pazienza...ti alzi e vai fuori. Se sei sull'aereo vai al bagno e ti fai una bella sciacquata di faccia, un bel respiro e torni al tuo posto.
Nulla è più doloroso della paura del dolore...neanche il dolore stesso.
Poi non è detto che starai male per forza...abbi il coraggio di correre il rischio, te lo dico col cuore. Pensa che, comunque sia, se stai poco bene passerà: nulla può durare in eterno.
Gli attacchi d'ansia raggiungono un culmine che può durare intorno ai 30min ma poi comincia ad affievolirsi...è un dato statistico.
Statisticamente puoi soffrire da cani fino a 30min...e cosa sono 30min rispetto ad anni già passati a soffrire e dai quali sei uscito vivo? :)
Prova a pensarla così...tanto di ansia non si muore...devi esserne consapevole.
Il miglior modo per non soffrire l'ansia è non vederla come un problema:
ok, ce 'ho...ce l'hanno migliaia di persone al giorno...ma tra un pò passerà, devo solo aspettare. ;)
Tutto sembra impossibile fino a quando non arriva un folle e dimostra che si può fare ;)

Sono tutti bravi quando si sta bene...ma, quando si sta male, solo i migliori superano il momento!!!

Anam

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5

mercoledì, 06 aprile 2011, 16:34

Ti capisco perfettamente...eccome se ti capisco.
La preoccupazione di star male ci rinchiude in una prigione auto-prodotta, dalla quale non sembra esserci modo di evadere.
Ebbene, io ti dico invece che il modo d'evadere c'è...ma bisogna essere coraggiosi e volenterosi.
Bisogna entrare nel circolo virtuoso del "se sto male, pazienza...tutti stanno male...ed io ne avrò pur il diritto".
Se stai male, pazienza...ti alzi e vai fuori. Se sei sull'aereo vai al bagno e ti fai una bella sciacquata di faccia, un bel respiro e torni al tuo posto.
Nulla è più doloroso della paura del dolore...neanche il dolore stesso.
Poi non è detto che starai male per forza...abbi il coraggio di correre il rischio, te lo dico col cuore. Pensa che, comunque sia, se stai poco bene passerà: nulla può durare in eterno.
Gli attacchi d'ansia raggiungono un culmine che può durare intorno ai 30min ma poi comincia ad affievolirsi...è un dato statistico.
Statisticamente puoi soffrire da cani fino a 30min...e cosa sono 30min rispetto ad anni già passati a soffrire e dai quali sei uscito vivo?
Prova a pensarla così...tanto di ansia non si muore...devi esserne consapevole.
Il miglior modo per non soffrire l'ansia è non vederla come un problema:
ok, ce 'ho...ce l'hanno migliaia di persone al giorno...ma tra un pò passerà, devo solo aspettare.
Inappuntabile, non ho proprio niente da ribattere a quanto dici, è tutto assolutamente vero ma rimane una tortura e non riesco a dire, "vabbe' vado a farmi torturare per mezz'ora".

Anche perchè 30 min diciamo è l'angoscia di picco, però comincio 2 settimane prima del viaggio con l'angoscia perchè lo devo fare. Se alla fine vado, dopo che sono stato male, sono ridotto uno straccio per almeno un giorno.
Il fatto di sentirmi stanchissimo ma essere obbligato ad essere attivo, pronto, vigile ed efficiente, mi rifa' star male e se riesco a non star male, la gente che mi vede distrutto mi chiede cosa abbia...ed io a ritrovare scuse su scuse...

Ing

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6

mercoledì, 06 aprile 2011, 16:48

Inappuntabile, non ho proprio niente da ribattere a quanto dici, è tutto assolutamente vero ma rimane una tortura e non riesco a dire, "vabbe' vado a farmi torturare per mezz'ora".

devi convincerti, invece, che così deve essere...per questo ti dicevo che ci vuole coraggio.
Anche io, come tutti, ero reticente all'inizio...proprio non mi andava.
Ma poi ho capito che la sofferenza anche di un anno continuo di ansia e panico, in maniera continuativa, a soffrirla da cane, a costo di avere un attacco di panico all'ora, vale tutto il resto della vita vissuta in serenità.
Fai presto, non perdere altro tempo...fatti assalire dall'ansia, falla sfogare, falle fare quel che vuole. Solo in questo modo interiorizzerai molte cose positive (molti insegnamenti).
Ps: augurati, come ho fatto io, che ti venga realmente un bell'attacco di panico quando non puoi scappare...in tal modo sarai costretto a controllarlo e non fuggire e capirai che è controllabilissimo. A me ne venne uno nel cinema e mi dissi di non voler scappare via: da quel giorno tutto è diverso...in meglio!!! ;)
Tutto sembra impossibile fino a quando non arriva un folle e dimostra che si può fare ;)

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Ing

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7

mercoledì, 06 aprile 2011, 16:52

Dice un caro utente di questo forum..."se devo morire almeno lo farò facendo quello che mi va, in tutta libertà"
Sante parole...
Tutto sembra impossibile fino a quando non arriva un folle e dimostra che si può fare ;)

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kichibia

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8

mercoledì, 06 aprile 2011, 21:21

Ciao Anam, piacere di conoscerti. Io ho già scritto su questo sito la mia situazione lavorativa ma te la ripeto perchè giustamente tu non la sai.
Io lavoro in una ditta che da 3 anni e mezzo è in cassa integrazione, prima per scarso lavoro, poi per l'assorbimento da parte di una ditta maggiore, ed ora per ristrutturazione dello stabilimento. Nell'ultimo periodo lavorativo, quindi poco più di 3 anni fa, ho avuto diversi attacchi di panico in ditta, così ho dovuto chiedere la cassa integrazione anticipata proprio per il mio stato di salute; a tutt'oggi non sono ancora rientrata, ma la mia paura più grande è proprio tornare a lavoro a causa di questi attacchi di panico che certo sto curando con farmaci e presto comincerò anche una cura da una psicoterapeuta, ma per ora dentro di me ho ancora ben fisso in mente il legame tra il lavoro e l'attacco di panico e finchè non proverò a tornarci non so se potrò mai superare la paura. Non saprei consigliarti per la tua situazione, ma il mio messaggio l'ho scritto per non farti sentire solo nel vivere una situazione poco piacevole a lavoro. In bocca al lupo, ciao

Giovan

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Data di registrazione: sabato, 25 febbraio 2012

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9

sabato, 25 febbraio 2012, 00:33

Questa maledetta ansia

Ti sono vicino, non sono in grado di darti dei consigli. Anch'io mi trovo in una situazione difficile. Quando sono al lavoro sono costantemente sopraffatto dalla paura di essere interpellato dai miei colleghi e di non essere in grado di dare una risposta soddisfacente. Per di più sono timido e questo non fa altro che accentuare il problema non riuscendo a rilassarmi in quei pochi momenti di svago che ci vengono concessi. La sera a casa torno scontento e non riesco a spezzare questo circolo vizioso :crazy:.

10

sabato, 25 febbraio 2012, 11:32

NOn seguo il discorso, cioè abituarsi all' ansia significa vivere sereni? Vivere sereni significa eliminare l' ansia non abituarcisi e vederla come una cosa normale, prima di tutto perchè non è vero che ci soffrono tutti di ansia, non è una condizione naturale dell' uomo. E poi sinceramente a me la storia che l' ansia non ti uccide non era di molto sollievo, perchè se è vero che non ti fa morire, non ti fa neanche vivere, la vita quella con la V maiuscola.

Ascanio Marchesi

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Data di registrazione: giovedì, 27 febbraio 2014

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11

giovedì, 27 febbraio 2014, 23:05

Ragazzi ho letto tutte le vostre esperienze e devo dire che sono rimasto colpito. Colpito perchè so benissimo che avere l'ansia e prepotenze sul lavoro è una cosa disdicevole. Brutta davvero. Questa società non dovrebbe permettere certi soprusi. Io sono stato una vittima e ne ho sofferto davvero moltissimo. Un consiglio: denunciate subito i soprusi! Io mi sono rivolto ad avvocati preparati (studio legale Vesci per chi fosse di Roma) e ne sono uscito davvero bene. Ammaccato, ma ne sono uscito!