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meteore

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Tuesday, June 8th 2010, 7:42pm

panico e depressione; dallo psicologo allo psichiatra

Mi presento, sono un uomo di 40 anni, e come lavoro faccio il projet managaer.
ho scoperto questo forum oggi, nel tentativo di tirarmi un po' su dallo stato di depressione in cui mi trovo
Lo stato di panico e depressione ha iniziato ad affliggermi circa due mesi fa', dopo che mi fù assegnato un lavoro complesso e per la quale l'azienda riversa molte aspettative per il futuro. La complessità superiore ad ogni precedente incarico ha messo subito in crisi il mio modo di affrontare i lavori, che mi porta ad avere sempre tutto sotto controllo.
ho provato a rifiutarmi motivando la cosa con la mia inesperienza per un lavoro di quella portata ma nulla è valso. Sono iniziate le pressione dei commerciali, che di certo hanno contribuito a aumentare lo stress e l'ansia nel cercare di avere un quadro chiaro del lavoro. Questo sommato alla fretta per un contratto che richiedeva di iniziare da "ieri" mi ha portato nel panico più totale. per la prima volta in vita mia, dopo una settimana insonne, sono arrivato al punto di pendare di dare le dimissioni per lo stato d'animo raggiunto, poi invece mi sono rivolto grazie al supporto di mia moglie al medico curante. Il medico ha subito compreso lo stato in cui versavo e mi ha prescritto 10 giorni di malattia suggerendomi di rivolgermi ad uno psicologo o psichiatra.
Mi sono rivolto ad uno psicologo, che dopo un colloquio di un'ora ha diagnosticato un semplice stress da lavoro.
al termine dei 10 giorni, sono tornato al lavoro trovando la compassione da parte di tutti i colleghi, meno dal mio responsabile. Mi sono rivolto subito a lui perchè fossi rimosso dal progetto, ma questi mi ha accolto con "ho sei guarito e inizi a lavorare o dai le dimissioni"
Per fortuna ho retto questo primo ben tornato e ho reiniziato a lavorare anche se parzialmente sul progetto.
nel frattempo un altro collega mi aveva affiancato e sembrava che riuscissi a riprendermi. Col passare dei giorni il carico del lavoro è riaumentato, i problemi hanno iniziato a presentarsi, le aspettative di alcuni clienti disilluse con conseguenti critiche, e altre aspettative sembrano presto essere disattese. Sono di nuovo andato in crisi. La notte dormivo solo tre ore poi mi svegliavo sudato, ansioso con il cuore in gola. Tiravo il mattino, e mi alzavo con le gambe tremanti, con una spossatezza maggiore di quando sono andato a letto, e sul lavoro mi muovevo come un zombi, con la paura perenne di sbagliare. Altra visita dal medico curante e altre 3 settimane di malattia.
A questo punto mi sono rivolto da una psicologa che avevo frequentato per un anno e mezzo, circa 4 anni fà per problemi simili, ma decisamente meno forti. Durante le prime due settimane, l'assenza dal lavoro mi aveva fatto riacquistare la serenità di un tempo, e riuscivo anche a leggere le email di lavoro in maniera distaccata. Adesso che è iniziata la terza e ultima settimana, sembra che tutto sia tornato come quando ero al lavoro. Improvvisamente da lunedì, ogni email che mi coinvolge direttamente sembra un trauma, mi sveglio al mattino agitato e sudato, con nessuna voglia di fare niente. passol e giornate a dormire per non pensare al lavoro.
Sono ritornato dal mio medico, che adesso mi ha ordinato di rivolgermi ad uno psichiatra perchè possa indicarmi una cura che possa aiutarmi a fare il primo passo per potermi risollevare.
Questa serà ho il primo appuntamento telefonico con lo psichiatra per spiegargli la situazione e fissare un primo incontro.
Non vi nascondo che sono preoccupato per il protrarsi di questo mio stato di panico, e per la pazienza che mi accorgo sto facendo perdere ai miei familiari che mi vedono sempre più abbattuto e incapaci di aiutarmi. Inoltre questo mio rivolgermi a psicologi prima, viene visto come uno spreco di soldi visto i risultati scadenti, e ad uno psichiatra poi, come un rischio di essere imbottito di farmaci che possono ridurmi uno zombi peggio di adesso.
Che opinione vi siete fatti ? consigli da darmi ?


kratos83

Giovane Amico

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Wednesday, June 9th 2010, 11:35am

gli antidepressivi usati per curare l ansia e il panico non t riducono uno zombi ma t aitano t danno quel supporto che t serve x reagire la cura migliore è farmaco piu psicoterapia ritengo x esperienza personale

Xander

Fenice

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Thursday, June 10th 2010, 8:50am

Si, ma ricordati di affiancare la psicoterapia altrimenti rischi solo di rimandare e rimandare e poi i problemi aumentano di pari passo con le dosi dei farmaci...

Puoi eliminare i sintomi con i farmaci, ma non puoi eliminare i problemi, quindi ricordati di affrontarli. Non mi riferisco solo ai problemi di lavoro, quelli sono la causa scaturente, mi pare ovvio che sotto ci sia un problema legato all'autostima e all'insicurezza, nonchè al senso di colpa legato al denaro e alla famiglia. Come dici tu stesso ti pesa il fatto di far pesare il tuo "spreco" (io non lo vedo assolutamente come uno spreco) di spese mediche sulla tua famiglia. Forse la paura di fallire ti manda in crisi, forse la paura che gli altri vedono che fallisci, che non possono contare su di te.
A prima "vista" mi viene da pensare questo. Ma non ti preoccupare e non ti abbattere, è solo un periodo, non ti preoccupare di fallire! Intanto provi, prendila con semplicità, se va male: ci hai provato e puoi sempre ritentare sfruttando l'esperienza ottenuta; se va bene: tanto meglio!

Il consiglio che ti do è quello di affrontare la situazione, non solo al lavoro, ma la tua situazione psicologica. Non saltare da una terapia all'altra, ci vuole tempo per ottenere risultati con uno psicologo, ci vuole pazienza e determinazione, ma i risultati arrivano!

meteore

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Friday, June 11th 2010, 10:10am

Sono appena ritornato dal primo incontro con lo Psichiatra.
Ho esposto i miei problemi così come li avevo esposti alla psicologa, e la conclusione è stata la prescrizione di una prima cura farmacologica basata su cipralex 20mg, EN gocce 3 volte al giorno e Seroquel 50mg in compresse.
La cosa che mi ha un pò preoccupato è che mi ha suggerito di richiedere 15 giorni di ulteriore malattia per dare modo ai farmaci di fare effetto e perchè nel periodo iniziale potrei non essere molto lucido e reattivo.
Ormai sul lavoro erano convinti che dopo tre settimane di assenza sarei tornato lunedì, ora invece mi trovo a dovermi recare dal mio medico curante per farmi prescrivere altre due settimane di assenza. Non so proprio come la prenderanno al lavoro. Spero di non diventare uno zombi e non essere dimenticato e depennato dall'azienda.

Detto questo, ho riportato allo psichiatra che da circa un mese sto frequentando una psicologa e volevo comprendere cosa fare in seguito. Lui ritiene che prima i farmaci debbano fare effetto, quindi ritiene di iniziare una serie di incontri individuali psichiatrici per eventualemente passare a metà settembre con incontri di gruppo con persone con problemi simili.
In questo contesto, ritengo che affidarsi a due medici sia inutile oltre che ovviamente molto dispendioso.
Quindi sto valutando di comunicare alla psicolaga che incontrerò il prossimo lunedì che ho intenzione di interrompere gli incontri essendomi dovuto affidare alle mani di uno psichiatra visto l'urgenza di affrontare i problemi che si presentavano sempre più di frequente.

Vi prego datemi un po di conforto, perchè dopo la visita di questa mattina mi sento come se iniziassi un percorso di cui non si conosce la fine e con la preoccupazione di diventare un farmaco dipendente.

Grazie

Pulmino73

Bischero virtuale

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5

Friday, June 11th 2010, 4:41pm

Non essere un automa!

Ascoltami,

sei troppo teso. Ama te stesso e basta.



Lascia le responsabilita' eccessive, quelle cha magari non interessano direttamente i tuoi cari, e fai quello che devi fare e poi piano piano quello che ti riesce. E basta con gli obblighi.


Mica ti danno la medaglia se finisci cotto!



Per quanto riguarda i medicinali non preoccuparti: sono utili! Usali quanto ti pare, sotto controllo medico, perche' non sei solo.

peter

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Friday, June 11th 2010, 5:02pm

ciao Meteore e benvenuto

io direi che se l'ansia ti è venuta solo a causa dello stress lavoriativo e al di fuori del lavoro vivi un'esistenza serena, forse è meglio che questo incarico lo lasci, ma almeno stai meglio ed eviti di prendere antidepressivi, che non curano un bel niente, che ti fanno satre meglio (tralasciando i vari effetti collaterali) solo per il periodo che li utilizzi e poi a fine terapia si torna punto e a capo se non peggio , te lo dico per esperienza diretta, e di varie persone che conosco, perciò se puoi lascia l'incarico e riposati, ama te stesso che è la cosa più importante, il lavoro viene dopo


in bocca al lupo

marina123

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7

Friday, June 11th 2010, 7:09pm

come sono uscita dall'ansia e dalla depressione

Caro amico,

con l'idea di aiutarti ti racconto la mia storia: mi è capitato un bruttissimo periodo di ansia anni fa e sono andata dal medico ovviamente. Mi ha prescritto lo xanax e cosa devo dire? su di me non funzionava bene. Appena dopo averlo preso mi sentivo intontita ma dopo poco ero ansiosa da capo. Abbiamo cambiato farmaci ma sempre la stessa storia. Allora ha deciso che ero depressa e mi ha dato degli antidepressivi. Di male in peggio. Insomma cominciavo a sentirmi un caso clinico e anche la mia famiglia mi considerava la poveretta malata e questo mi faceva andare in bestia più che mai. La cosa è peggiorata sempre più e cominciavo ad essere disperata davvero.

Poi ho avuto devo dire la gran fortuna digitando su internet di vedere una annuncio di un corso di solo due giorni per liberarsi dall'ansia e ho telefonato. La tipa era gentile e carina e il costo abbordabile così ho deciso di provare.

Beh ci credi? Le due giornate sono state talmente che simpatiche alla fine ridevamo a crepapelle: ed eravamo un gruppetto di cinque depresse ansiose e disperate. Ci ha insegnato tante tecniche molto semplici e chiarissime che poi abbiamo proseguito a casa e dei fiori di Bach da prendere, ma direi soprattutto ci ha dato una tale carica di energia e di buonumore, con tanta comprensione e rispetto per la nostra situazione, senza nessun giudizio e senza farci sentire dei casi clinici.

Per me le cose sono migliorate subito. Poi le ho chiesto un paio di sedute individuali di supporto e me la sono cavata alla grande. Sai cosa c'era? Stavo manifestando con l'ansia che non mi andava bene la situazione in cui ero ( e alla faccia dei miei che erano parte del problema: altro che farmi passare per la poveretta fragile!).

Io ne sono stata molto contenta. Vedi tu, prima di infilarti in trafile farmacologiche e lunghi percorsi di analisi se non vale la pena di cercare qualcosa di breve ed efficente.

Ti auguro la stessa fortuna che ho avuto io!

Marina la miracolata? :hi:

powerflora

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8

Sunday, June 13th 2010, 9:15pm

sono d'accordo con peter,se davverro questo lavoro ti fa sentire così in ansia e ti faccia star così male,non è giusto che debba assumere antidepressivi e ansiolitici solo per la tua azienda!anche per il fatto che dovresti sopportare parecchi effetti collatterali e per nulla leggeri!ho capito che è un posto di massima responsabilità e tu hai paura di perdere la buona opinione che i colleghi hanno di te e di fallire in questo arduo compito che ti ha assegnato il tuo capo!hai paura di una perdita d'immagine!ma in fondo cosa succederrebbe se tu fallissi per davverro!moriresti?no,l'essere umano non è perfetto!può sia fallire che riuscire!devi accettare il fatto che non sei dio!in fondo non avresti nulla da incolparti se tu hai provato!anche un'altra persona al posto tuo avrebbe le stesse difficoltà!e come sai che lui riuscirebbe meglio? i soldi k hai speso per la psicologa non sono assolutamente da rinfacciare,in quanto hai provato a cercare una via d'uscita ai tuoi sconforti,mica lo sapevi che non avresti risolto in anticipo?in ogni caso se sono così insidiosi e fastidiosi questi sintomi e tu non hai intenzione di lasciare il posto,prendili per superare questo periodo,ma appena stai meglio chiedi allo psichiatra se li puoi scalare man mano,perchè non sono la soluzione al problema cmq!se la psicologa non ti è stata d'aiuto, cerca altri modi cme lo yoga!fare qualcosa che ti piace nel tempo libero!devi volerti bene!non devi dimostrare niente a nessuno!un abbraccio da una compagna del lungo viaggio che si chiama vita!!insidiata da soddisfazioni e fallimenti ,sorrisi e pianti!

Xander

Fenice

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Sunday, June 13th 2010, 11:42pm

Personalmente odio i farmaci: eliminano i sintomi am le cause restano. Ho sempre avuto il terrore di prenderne perchè mi danno l'impressione di farmi perdere di più la testa e di farmi dimenticare perchè si comincia a prenderli e ci si ritrova in un circolo vizioso. Questa ovviamente è una mia paranoia e la psicologa lo ha ribadito più volte, ma è la mia opinione...

Parlando sulla base della mia esperienza ti (e vi) dico come la vedo:

Cure psichiatriche/farmaci: effetti benefici quasi immediati, anche se i problemi non vengono eliminati i sintomi si attenuano o addirittura inizialmente scompaiono, più utile se si vuole mantenere la capacità di svolgere le proprie mansioni (se i farmaci non stordiscono e rallentano). Non vedo però come i farmaci possano rimuovere i traumi e lo stress, come possano far crescere, come possano rafforzare il nostro Io. Quindi vedo le cure psichiatriche coem un modo di prendersi una pausa dai problemi che al 90% torneranno peggio di prima quando meno ce lo aspettiamo.

Cure psicologiche/senza farmaci: effetti benefici solo dopo parecchio tempo, vari peggioramenti e ricadute dovute alla psicanalisi che porta a far riaffiorare i problemi e i ricordi. Si sta molto male, si passa da un sintomo ad un altro, sembra di non venirne mai fuori, ma non è cosi. Ogni volta che si sta peggio in realtà si è più vicini a stare meglio, stare male significa affrontare i problemi e quindi eliminarli e non reprimerli. E' un metodo lungo e difficile ma rafforza la personalità e rende adulti (ance un ottantenne può avere bisogno maturare un aspetto della sua personalità).

Cure psicologiche associate a cure farmacologiche: come detto precedentemente non mi attirano i farmaci per questo non ne ho mai usato, ma associati alla psicoterapia dovrebbero dare molti benefici, quindi permettere sia di estirpare i problemi, sia di mantenere una certa efficenza lavorativa.

Queste tre spiegazioni sono frutto di miei ragionamenti personali, non sono basati su nulla di scientifico. Sono basati sulla mia esperienza e sui miei pensieri, quindi non vanno presi come verità o dati di fatto.

In conclusione, fossi in te, lascerei perdere il lavoro e mi concentrerei un po' salla mia salute (soldi permettendo). Ma se hai bisogno di lavorare, e hai bisogno di quel lavoro nonostante sia evidentemente logorante per il tuo stato d'animo attuale, ti consiglio di associare l'uso di una terapia farmacologica alla psicoterapia e alla terapia di gruppo (a me è servita e serve tuttora tantissimo). Se hai difficoltà economiche puoi sempre rivolgerti a un CSM (centro di igiene mentale) dove ci sono psicologi e psichiatri non a pagamento, ci sono in quasi tutti i comuni, io vado al CSM e mi trovo benissimo.

Comunque non ti allarmare, ti passerà :)

romina

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Saturday, June 19th 2010, 8:13pm

Caro Meteore , io ti capisco benissimo perchè anche io sto avendo una ricaduta ,che tutto sommato sto gestendo , a causa dello stress da lavoro. In realtà nel mio caso non ci sono attriti o problemi di sovraccarico ,il mio problema è il pendolarismo, Pavia Brescia , tutte le sante mattine, per fortuna martedì termino il mio lavoro e l'anno prossimo sarò a Pavia. Ascolta Io non la metterei sul piano psicologo o psichiatra e psicofarmaci o psicoterapia, ma cercherei di pormi delle priorità nella vita; ma questo devi farlo solo tu. Hai mai pensato di cambiare lavoro? Lo so c'è la crisi è quello che ti sta succedendo succede un pò in tutti i luoghi di lavoro ma forse se riesci ad entrare in questo ordine di pensiero ,forse in fondo al tunnel che ti si apre davanti riesci a vedere una luce. Pensaci ,sei giovane ,hai un curriculum,
industriati e guarda oltre le paranoie del tuo responsabile, e ricorda che quello che ti stanno facendo è mobbing ; sono strategie studiate a tavolino per liberarsi di quadri qualificati che non si possono sfruttare a proprio piacimento come i neolaureati .Hai 2 alternative o vai a lavoro e COMBATTI, oppure se non te la senti mandali a ca...
Un abbracio
Romina
E poi seduta in mezzo ai vostri arrivederci ...... mi sentivo meno stanca di voi.... Ero molto meno stanca di voi.....

kimberly

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Wednesday, June 23rd 2010, 1:39am

CIao,
io ti consiglio di rivolgerti a un centro specializzato per l'ansia,ce ne sono anche mutuabili in alcuni ospedali e/o cliniche in modo che tu possa spendere meno da una parte e dall'altra per essere seguito da una equipe di persone che collaborano tra di loro.Io da poco ho fatto questa scelta e penso che sia ben studiata.In questo centro ci sono degli psichiatri ,specializzati nei vari disturbi ansiosi per cui ti viene assegnato quello piu' adatto al tuo problema cosi' come uno psicologo che collabora con lo psichiatra che sarà il suo referente.Mio zio psichiatra mi ha raccontato che ai tempi in cui si è laureato lui,tenendo presente che ha 50 anni ora, gli psichiatri si occupavano di tutti i generi di disturbi e seguendo un unico tipo di psicoterapia.Ora le cose sono cambiate e le nuove generazioni si specializzano in specifici disturbi e scelgono il tipo di psicoterapia da studiare per cui in molti hanno studiato la psicoterapia comportamentale-cognitivista che è molto adatta nei disturbi ansiosi,in base a quello che mio zio mi ha spiegato.Io ho incominciato da poco per cui non so dirti altro di come sia questo tipo di psicoterapia.Oltre a questo in questi centri vengono fatti dei test psicologici per individuare bene i tuoi problemi e l'entità che questi pesano sulla tua vita per programmare un certo tipo di lavoro.
La cosa che ritengo piu' importante è questa collaborazione nel lavoro di equipe proprio perchè cosi' si studia meglio la problematica secondo me.